Marx21.it@marx21news · Post #9661 · 01/30/2026, 06:44 AM
Nunca más (Mai più)
Dal "Museo della Memoria" di Santiago, un pomeriggio che scuote l'anima.
Accompagnato da mio figlio Stefano e dalla sua fidanzata Neel, ho attraversato la foresta dei gagliardetti che indicano ogni luogo al mondo diventato teatro di torture e oppressione. Una geografia dell'orrore che parte dal Cile di Pinochet e si estende all'Argentina, all'Uruguay, al Congo, al Sudan... un'Amazzonia di brividi.
Ho rivisto i filmati dell'11 settembre 1973, gli amici di un tempo, le stanze della sofferenza: le lettere dei bambini, le file silenziose e fiere delle donne in cerca di notizie, le "madonne incazzate" che facevano tremare i soldati.
Al piano superiore, gli anni '80 e la lotta per la libertà. I manifestanti disarmati accerchiati dai militari. Poi, la svolta: il plebiscito dell'88, il "NO" che scaccia i criminali, le colombe dipinte sui muri, le canzoni di vittoria e di dolore. La voce di Victor Jara, i versi di Neruda che tornano a pulsare: "E non mi stanco di andare e ritornare".
Ma a perseguitarmi, più di tutto, sono le domande di un vecchio sopravvissuto, che da trent'anni si chiede come i suoi aguzzini potessero, dopo una giornata di atrocità, tornare a casa come impiegati qualsiasi, giocare a carte, fare una grigliata.
Esco dal museo stordito. So che i torturati resteranno torturati, e i torturatori resteranno torturatori. So che l'oblio è una finzione. Ma so anche che dobbiamo vivere, possibilmente in modo decente, senza permettere che l'orrore vissuto ci trasformi a nostra volta in carnefici.
Alla fine, nella notte di Santiago, ascoltiamo Gato Barbieri e il suo sax che intona "Nunca Más". E beviamo un pisco sour, mentre mi chiedo: ma chi ha detto che la speranza non esiste?
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