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Politica

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Pubblicato 1 apr

Spagna, #Giustizia: Il Dipartimento di Stato, in un dispaccio diplomatico, ha chiesto all'Ambasciata statunitense a Madrid di aprire un'indagine sul suicidio assistito di Noelia Castillo, donna di 25 anni. Castillo era stata vittima di violenza sessuale ed era rimasta paralizzata a seguito di un tentato omicidio. La famiglia di Castillo si era opposta alla decisione dando battaglia in tribunale per 18 mesi per bloccarne la richiesta. Il Dipartimento di Stato, nel cablogramma, si è detto preoccupato che la legge spagnola possa essere usata anche per questioni psichiatriche e non per patologie terminali. Il Dipartimento ha chiesto all’Ambasciata di far presente a Madrid le proprie perplessità. La notizia dell’esistenza del dispaccio ha generato un vero caso politico in Spagna, mettendo ulteriormente sotto pressione le relazioni diplomatiche tra i due Governi, ormai in uno stato di tensione che non si vedeva da molto tempo. La Casa Bianca è frustrata dal Governo spagnolo sia per i livelli di spesa militare sia per il non aver fornito le basi militari per la guerra in Iran. La frustrazione è reciproca, però: la Ministra della Sanità Mónica García ha caldamente consigliato a Donald Trump “di smetterla di infilare il naso” negli affari interni della Spagna. “La Spagna è un Paese serio, con un solido sistema sanitario e una cornice di diritti che protegge e si preoccupa per la popolazione, incluse quelle persone che richiedono aiuto per morire con dignità in contesti regolamentati, valutati da commissioni cliniche e appoggiati dai tribunali”. García, inoltre, ha criticato l’enorme attenzione data al suicidio legalizzato di una cittadina spagnola mentre “migliaia di persone muoiono negli Stati Uniti senza assicurazione e Trump supporta e porta avanti la violazione dei diritti umani a Gaza e in Iran”.

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Pubblicato 1 apr

#Iran: Secondo Barak Ravid (Axios) ci sono delle negoziazioni in corso tra Stati Uniti e Iran che prevederebbero il cessate il fuoco in cambio della riapertura dello Stretto di Hormuz. Non è chiaro se un accordo potrà essere raggiunto.

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Pubblicato 1 apr

#Giustizia: Donald Trump è arrivato alla Corte Suprema per l'udienza sul 14° Emendamento e lo ius soli. È la prima volta che un Presidente in carica partecipa.

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Pubblicato 1 apr

#Iran, #Trump: Nel discorso Trump esprimerà il proprio “disgusto” per la NATO e conferma che sta considerando il ritiro degli Stati Uniti

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Pubblicato 1 apr

#Iran, #Trump: L’Iran non avrà un’arma atomica ma non vuole nemmeno averla.

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Pubblicato 1 apr

#Iran, #Trump: “Il Presidente del Nuovo Regime dell'Iran, molto meno Radicalizzato e di gran lunga più intelligente dei suoi predecessori, ha appena chiesto agli Stati Uniti d'America un CESSATE IL FUOCO! Lo prenderemo in considerazione quando lo Stretto di Hormuz sarà aperto, libero, e sgombro. Fino ad allora, stiamo bombardando l'Iran fino all'oblio o, come si dice, riportandolo all'Età della Pietra!!! Presidente DJT”

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Pubblicato 1 apr

#Gustizia: Donald Trump aveva valutato anche di presenziare all'udienza della Corte Suprema dei dazi salvo decidere di non farlo. Vista l'attenzione che sta ponendo su questo caso, avendo pubblicato molti post su Truth Social negli ultimi giorni, è possibile che Trump abbia deciso di presentarsi nella speranza di mettere pressioni per i giudici e non subire un'altra sconfitta giudiziaria su una misura simbolo di questa sua Amministrazione. Il blocco al 14° Emendamento è stato fatto tramite Ordine Esecutivo nel suo primo giorno di mandato. I tribunali distrettuali e d'appello si erano pronunciati bloccandone l'applicazione e questo aveva portato la Corte Suprema a emanare un'importante sentenza che stabiliva che le ingiunzioni dei tribunali non possono esser applicate a tutto il Paese ma devono essere circoscritte in quanto questo potere spetta esclusivamente alla Corte Suprema stessa. Il precedente pronunciamento della SCOTUS, però, non era entrato nei meriti dell'ordine esecutivo.

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Pubblicato 1 apr

#Giustizia: Donald Trump parteciperà personalmente all'udienza della Corte Suprema sul 14° Emendamento. L'Amministrazione vuole infatti impedire ai figli dei cittadini stranieri che nascono su suolo statunitense di ricevere automaticamente la cittadinanza degli Stati Uniti.

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Pubblicato 1 apr

#USA#NATO Secondo il Telegraph, il Presidente Donald #Trump (#R|ECR) sta seriamente prendendo in considerazione l'idea di ritirare gli Stati Uniti dalla NATO dopo che quest'ultima non si è unita alla sua guerra contro l'Iran. @OsservatorioEsteri

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Pubblicato 1 apr

#Giustizia: Un Giudice federale ha dato ordine alla University of Pennsylvania di consegnare la lista dei dipendenti di fede ebraica che sono stati potenzialmente vittime di molestie. Tutto è nato nel giugno del 2025, dopo che la Equal Employment Opportunity Commission (EEOC) ha emanato un mandato amministrativo nei confronti dell'Università per raccogliere prove e identificare potenziali vittime di atti di antisemitismo dopo l'attacco condotto da Hamas a Israele il 7 ottobre 2023. L'Ateneo ha chiesto all'EEOC di modificare o revocare il mandato, ma l'agenzia ha respinto la richiesta. A questo punto, a gennaio, l'Università, assieme a un insieme di altre organizzazioni, ha citato in giudizio l'EEOC, dichiarando di avere preoccupazione per la compilazione di liste legate alla fede religiosa degli impiegati. Il Giudice Gerald J. Pappert, nominato da Barack Obama, ha però dato ragione all'EEOC, dichiarando che l'Università e le associazioni hanno "alzato la tensione implicando e dichiarando esplicitamente che i tentativi dell'EEOC di proteggere gli impiegati di fede ebraica dall'antisemitismo sono paragonabili all'Olocausto e alla compilazione di 'liste degli ebrei' dei nazisti". L'Università ha annunciato che ricorrerà in appello.

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Pubblicato 1 apr

#Iran: Donald Trump parlerà questa sera alla Nazione riguardante la Guerra in Iran.

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Pubblicato 1 apr

#Iran: Gli Emirati Arabi Uniti si starebbero preparando per aiutare gli Stati Uniti a riaprire lo Stretto di Hormuz utilizzando la forza militare, diventando dunque un Paese belligerante. In questa prima fase, il Paese starebbe facendo pressioni affinché il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approvi una risoluzione che autorizzi l’uso della forza militare e, al contempo, sta cercando di formare una coalizione che unisca Stati Uniti, Paesi europei e asiatici. La risoluzione dovrebbe essere messa ai voti nella giornata di domani, promossa dal Bahrein, alleato degli Stati Uniti e uno dei 15 Paesi membri del Consiglio di Sicurezza. Secondo gli Emirati, infatti, l’approvazione del Consiglio di Sicurezza dovrebbe incentivare anche quei Paesi che oggi non sono disposti a intervenire militarmente nello Stretto e che finora sono stati indifferenti nonostante le continue richieste di Donald Trump su Truth Social. Cina e Russia potrebbero porre il proprio veto; la Francia, invece, starebbe proponendo una propria versione della risoluzione. Ma anche davanti a una bocciatura, gli Emirati sarebbero pronti a intervenire. Lo ha riportato il Wall Street Journal, secondo cui gli EAU sarebbero favorevoli all’occupazione delle isole nei pressi dello Stretto, tra cui Abu Musa, che è al momento territorio dell’Iran ma che è, al contempo, un territorio conteso dagli stessi Emirati. Inoltre, questo sarebbe anche conseguenza delle nuove iniziative di Donald Trump, che sarebbe pronto a chiudere la guerra e ritirarsi senza riaprire lo Stretto, lasciando dunque il compito ad altri Paesi. Insomma, il ragionamento sarebbe quello di approfittare della finestra esistente prima di ritrovarsi senza la collaborazione statunitense. Gli Emirati, inoltre, vorrebbero approfittare della mancanza di una risoluzione diplomatica per scongiurare la possibilità che venga istituito un sistema di tariffe a beneficio iraniano, temendo che la soluzione dia all’Iran il controllo formale del canale, senza lo smantellamento militare attualmente presente. Negli ultimi giorni, diverse testate giornalistiche hanno riportato un cambio di paradigma dei Paesi arabi nei confronti dell’Iran, i quali ora starebbero facendo pressioni nei confronti di Donald Trump affinché la guerra continui fino a che il regime iraniano non sia completamente annientato, sebbene fino a questo momento non abbiano promesso l’uso del proprio esercito. Ma si tratta di un netto cambio di atteggiamento anche per gli Emirati stessi, che sono stati uno dei principali collaboratori finanziari e diplomatici di Teheran negli ultimi anni, non ultimo anche per i tentativi compiuti fino all’inizio della guerra di trovare un accomodamento diplomatico tra Stati Uniti e Iran per il raggiungimento di un accordo sul nucleare. Un atteggiamento che è stato visto e notato dall’Iran, il quale, preventivamente, ha aumentato il numero di attacchi nei confronti degli Emirati: solo nella giornata di ieri, l’Iran ha lanciato 5 missili balistici, da crociera e droni, in netto aumento rispetto agli ultimi giorni. Inoltre, l’Iran ha minacciato di distruggere qualsiasi infrastruttura civile nei Paesi del Golfo che supportano l’occupazione dei territori, citando esplicitamente gli EAU. Oltretutto, gli Emirati sono il Paese del Medio Oriente che ha ricevuto più missili iraniani, persino più di Israele. Fino all’inizio della guerra, gli EAU pensavano che l’Iran fosse un Paese difficile per via delle proprie posizioni politiche; l’inizio della guerra, però, ha colpito i punti strategici degli Emirati: ha danneggiato i poli turistici, il valore delle proprietà e ha fatto venire meno l’idea di essere un luogo sicuro in una regione instabile.

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