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https://x.com/SavinoBalzano/status/1988865103781900630?t=I6QjkKIejPFxSwe9p2uzYw&s=19 Il Presidente della Repubblica ha convocato, per il prossimo 17 novembre, il Consiglio Supremo di Difesa. Si legge che esso «valuterà le minacce ibride con riferimento anche alla dimensione cognitiva e alle possibili ripercussioni sulla sicurezza dell’Unione europea e dell’Italia». Ebbene, io credo che #Mattarella abbia fatto benissimo. Il Capo dello Stato, a mio sommesso avviso, ha perfettamente colto nel segno: il nostro Paese è a rischio, da tempo, e lo è anche l’Unione Europea. Mi rincuora che finalmente si sia deciso ad agire per difendere l’#Italia. La nostra Costituzione sancisce in modo lapidario che il Paese ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. E, invece, per via di pressioni interne ed esterne, da anni siamo trascinati in una spirale di escalation bellicista che mette a rischio il nostro Popolo. Si continua, senza alcuna prova, a parlare di minacce straniere: prima concrete e militari in senso stretto (si è più saputo nulla di quel drone russo che avrebbe sorvolato il Lago Maggiore a marzo?), e poi, venuta meno la credibilità della narrazione, si è passati alla storia degli attacchi ibridi, come quello che avrebbe colpito l’aereo della Presidente della Commissione Europea. Galoppiamo verso l’economia di guerra: il riarmo europeo e la promessa di aumentare al 5% del PIL le spese militari rappresentano un crocevia definitivo e pericoloso, soprattutto se le risorse verranno sottratte allo Stato sociale. Il tutto in nettissimo contrasto con i nostri principi costituzionali. In ogni fase prebellica che si rispetti si fa ampio ricorso alla propaganda: serve ad alimentare la paura del nemico esterno e a costruirne di interni. Certamente Mattarella vorrà soffermarsi su quanto accaduto a Torino, sul tentativo di tappare la bocca al professor Angelo d’Orsi, come accade peraltro a tutti coloro che intendano esprimere liberamente la propria idea in contrasto con una narrazione che mette in pericolo i nostri figli. Anche questi tentativi risultano infatti inconciliabili col dettato costituzionale che il Colle ha il dovere di difendere. Fa bene poi il #Quirinale a citare le minacce che riguarderebbero l’Unione Europea. Certo, non si comprende bene a che titolo egli, che è a capo delle Forze Armate italiane, si faccia carico della difesa dell’#UE, ma qualche forzatura, di tanto in tanto, ci sta, soprattutto se a fin di bene. Non possiamo più consentire a figure come #VonDerLeyen, #Kallas, #Kubilius e compagnia cantante di alimentare un racconto che vedrebbe i russi in procinto di attaccarci. Abbiamo persino la data: pare che #Putin stia solo aspettando che noi terminiamo di riarmarci, poi sferrerà la sua micidiale offensiva. Non si sa perché, ma preferisce non coglierci impreparati. E anche in Europa la libertà di espressione non se la passa bene: la Commissione inonda di miliardi i giornali amici che alimentano la propaganda serrapiattista (si veda il rapporto The EU’s Propaganda Machine di Thomas Fazi), si licenziano giornalisti che osano fare domande scomode (vedasi la vicenda di Gabriele Nunziati) e si arriva persino a chiudere rapporti bancari a chi mette in luce certi fatti che riguardano la Von der Leyen (come accaduto a Frédéric Baldan dopo la pubblicazione di Ursula Gates). Insomma, l’Italia e l’Unione sono bersagliate da minacce concrete, reali, pericolose: minacce interne, evidentissime. Il Capo dello Stato certamente coglierà anche l’occasione per denunciare come le imposizioni neoliberali di #Bruxelles, mettano a rischio la tenuta della nostra sanità, della scuola, dell’università e di molti servizi pubblici essenziali, che sottendono diritti universali sanciti dalla Costituzione. E, quando si tratta della Carta, il Quirinale – che ne è formalmente il custode – non guarda in faccia nessuno. Ho anche apprezzato il riferimento alla “dimensione cognitiva” nell’ordine del giorno. Sul punto, però, non serve alcuna argomentazione: parlano certi tatuaggi...