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La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda

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Tag: #ue · 17 post

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Pubblicato 1 mar

https://x.com/SavinoBalzano/status/2028025360843964570?s=20 Ovviamente sono le ore della peggiore ipocrisia. Leggi le note stampa, apri i social e vieni letteralmente invaso da un fiume mefitico di impudenza. Il peggiore di tutti è l'ucraino magico, quello che suona il piffero — anzi, il pianoforte col pisello — e i sorci gli vanno dietro incantati: per #Zelenski «giusto liberarsi di un regime terrorista». Dovrebbe fare attenzione a certe uscite: se sabotare il #NordStream, unico vero attacco a infrastrutture europee, può essere considerato un atto terroristico o comunque illegale, la testa a rischiare potrebbe essere anche la sua. Lui e le pantegane che da anni farneticano, con le loro patetiche bandierine #UE e ucraine nella bio, di Stato aggredito e Stato aggressore, esultano: sono in piena estasi, in delirio totale. Fioccano pure le foto di #Khamenei con la croce sopra: uno in meno, colpito. A pubblicarle sono cagasotto da divano che non avrebbero mai il coraggio di imbracciare nemmeno una cerbottana per difendere la libertà e la democrazia. Si nasconderebbero nel primo buco disponibile, nel primo tombino. E già me li immagino, i minus habens: «ecco il soccorso al regime degli #ayatollah!». Io penso che ogni Paese debba regolarsi come vuole e che gli iraniani debbano vivere come credono: vedremo adesso quale sarà l’effetto dell’intervento. Ma il punto è un altro: agli israeliani e agli statunitensi non importa nulla della libertà e della democrazia in #Iran. Lo hanno spiegato bene alcuni ieri — bravissimo Marcello Foa nella sua analisi: #Netanyahu rischia di andare in galera e #Trump ha il grosso bubbone #Epstein. L’Iran non aveva armi pericolose per noi (come non le aveva Saddam), è la CIA dirlo, e stava facendo passi enormi per giungere a un accordo mediato dall’Oman. Di che parlate? Se davvero fosse un intervento in difesa delle donne soggiogate, degli omosessuali impiccati, della libertà di un popolo oppresso, perché non una parola per le bambine della scuola femminile #ShajarehTayyebeh? Le immagini che giungono da #Minab sono semplicemente strazianti. Anche qui la risposta ce l’hanno pronta: ci furono vittime anche nella guerra di liberazione in Italia, oggi abbiamo la democrazia. A parte il fatto che toccherebbe parlarne: siamo davvero così liberi oggi dai nostri “liberatori”? Lo potrebbe credere solo un idiota. In ogni caso, un crimine di guerra non ne cancella un altro e lo scopo dell’intervento cominciato ieri è tutt’altro che benevolo. Ti sbattono in faccia le immagini di iraniani in festa. Nessuno dice che il regime iraniano fosse un bene e dunque si capisce che qualcuno (alcuni, non tutti) esulti. Ma domandatevi cosa accadrà adesso: cos’è oggi l’Afghanistan? E cos’è oggi l’Iraq? E la Libia? Gli iraniani soffriranno ancora perché non hanno amici in Occidente. E i piccoli politicanti che affollano il nostro dibattito pubblico continuano a dimostrare la loro patetica inconsistenza. In tutto questo, però, che fine ha fatto il garante assoluto del diritto internazionale? Qualcuno ha sentito per caso la severa e autorevolissima voce di #SergioMattarella? Si può tifare, esultare, sentirsi dalla parte giusta della Storia. Ma la Storia, di solito, presenta il conto ai popoli, non ai commentatori da tastiera. E quando arriverà, sarà troppo tardi per scoprire che la libertà non si esporta con i bombardamenti.

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Pubblicato 16 feb

https://x.com/SavinoBalzano/status/2023345461591945705?s=20 Ancora questa mattina i nostri atleti hanno reso l'#Italia orgogliosa alle #OlimpiadiInvernali. Loro sono il sacrificio, il lavoro, l’impegno. Eppure, ancora una volta, una certa “stampa”, una certa “informazione”, non perde occasione per servire miseramente un racconto, miserrimo e sempre meno credibile. Erano le Olimpiadi di Tokyo, ve lo ricordate? E sciocchi commentatori pensavano di poter convincere il pubblico circa l’esistenza di un fantomatico effetto #Draghi. A farlo soprattutto loro: i fact-checker, i debunker, i cacciatori di bufale che lottano con coraggio contro ogni forma di fanatico complottismo. Loro, gli illuministi razionali, che parlavano di una sorta di premier taumaturgo: col suo solo sguardo faceva fioccare gli ori per la delegazione italiana. Lascia perdere le sciocchezze che diceva da capo del governo: che se non ti vaccinavi eri una sorta di Jack lo Squartatore; che col green pass eravamo tutti al sicuro (tranne quelli che perdevano il lavoro, nel silenzio tombale del #Quirinale); che dovevamo scegliere tra i condizionatori e la pace; che la Russia era in ginocchio (oggi lo continua a dire solo quella mezza matta della #Kallas). Questo non c’entra nulla. Oppure c’entra eccome? E lo stesso si fa con Sergio #Mattarella, che poi rappresenta l’identico sistema di potere: è umile perché si sposta in tram, perché dorme in foresteria. È umile, Mattarella, ama la morigeratezza. Irrilevante che il resto dell’anno dorma in quella che fu la dimora di papi e sovrani. Questo cosa vuoi che c’entri: a Cortina è tanto, tanto umile. E col suo sguardo da dolce nonno d’Italia fa vincere le medaglie ai nostri atleti. Una meraviglia. Lascia perdere che, se davvero il conflitto tra #Russia e #Ucraina dovesse chiudersi come pare inevitabile che accada, lui e i leader di mezza #UE non sapranno dove nascondere la faccia: se è vero che si trattava di una guerra di civiltà, tra il bene e il male, tra luce e ombra, tra libertà e barbarie, come diavolo potremo raccontare al mondo che ci guarda e alla gente che lo popola di averla persa? Di essere scesi a compromessi col tiranno? Insomma, a più riprese si divertiva (insieme ad altri) a citare la Conferenza di Monaco del ’38: cosa si dirà di lui (e degli altri), che poteva scegliere tra il disonore e la guerra e alla fine ha prevalso il disonore? Questo non c’entra nulla. Oppure c’entra eccome? La mitizzazione di tali figure diventa imprescindibile: lo si fece in passato anche con #Monti, ricordate? Prima che massacrasse il Paese, lasciandolo a pezzi, mentre alcuni raccontavano (e raccontano ancora) che lo avesse salvato. Propaganda, pura e semplice: l’effetto Monti, quello Draghi, quello Mattarella. Un modo puerile di nascondere ciò che tutti vedono: un immane fallimento politico e una montagna d'ipocrisia. Fortuna che certe fregnacce la gente non se le beve più. Rispetterei il lavoro dei nostri splendidi atleti: trasudano tutto tranne che ipocrisia. Loro. Un’ultima cosa, un sassolino: apprezzo che vi sia qualcuno — pochissimi, a mio avviso virtuosissimi — che abbia effettivamente il coraggio di dire le cose come stanno e di denunciare certe trovate da circo. Insomma, mi piace che si sottraggano alla mitomania che descrive Mattarella e Draghi come infallibili, più del Papa. Tuttavia, se sostituiamo un mito con un altro e una certa infallibilità la attribuiamo a qualcun altro, siamo punto e a capo. Liberi vuol dire liberi: anche da se stessi. E ci siamo capiti.

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Pubblicato 28 gen

https://x.com/SavinoBalzano/status/2016476560887312788?s=20 Domenica scorsa due #carabinieri italiani in servizio presso il Consolato generale d’Italia a Gerusalemme sono stati fermati in Cisgiordania (nei pressi di Ramallah) mentre effettuavano un sopralluogo per preparare una visita di ambasciatori #UE in un villaggio palestinese. Parliamo di due militari, in servizio presso una sede diplomatica, impegnati nella preparazione di una visita ufficiale di diplomatici: mi parrebbe, a naso, una leggerissima violazione del diritto internazionale. La prima versione, la nostra, parlava di un colono fanatico. Peraltro, ricordiamoci sempre che in Cisgiordania #Hamas non c’è. #Israele, quasi a volerci sfottere, ci ha fatto sapere che non si trattava affatto di un mezzo matto invasato: no, era un militare. Da una parte ci siamo noi che, per certi versi, sminuiamo la questione parlando di uno squilibrato; dall’altra loro che ci dicono che si tratta di un membro delle forze armate. Chissà se può definirsi atto ostile quando un militare di un Paese mette in ginocchio, con le armi puntate, i militari di un altro Paese, per di più stanziati presso una sede diplomatica. Toccherebbe sentire #Tajani, per il quale certe cose però contano fino a un certo punto, lo sappiamo. A proposito di Antonio: ha tuonato dalla #Farnesina. Il ministro Tajani era molto, molto arrabbiato. Chissà se era furioso tanto quanto quella volta in cui i soldati israeliani attaccarono deliberatamente i nostri militari, stanziati al confine con il Libano e impegnati nella missione UNIFIL delle Nazioni Unite. Anche allora tuonò e, se ricordo bene, si annunciarono inchieste, verifiche. Una sorta di “le faremo sapere”. A proposito: ne avete saputo nulla? Si diceva, che preparavano l'arrivo di diplomatici UE. La tizia a capo della diplomazia unionale, la sora #Kallas, niente da dire? Le è sfiggito come il contributo che Russia e Cina hanno speso nel secondo conflitto mondiale? Ci sarebbe poi un altro, piccolissimo aspetto da considerare. Piccolo piccolo. L’articolo 87 della nostra Costituzione, in merito ai poteri del #PresidenteDellaRepubblica, è abbastanza inequivocabile: «Ha il comando delle Forze armate». Il capo delle nostre forze armate è lui, Sergio #Mattarella. Di tutte le forze armate: Esercito, Aeronautica, Marina e anche loro, l’Arma dei Carabinieri. La Benemerita è dunque inclusa. Orbene, fossi uno di quei ragazzi, mi piacerebbe molto che il mio comandante supremo spendesse una parolina pubblicamente, soprattutto laddove a ricoprire tale prestigiosissimo incarico è un signore particolarmente attivo (per la verità, più su altri fronti) nel rimarcare il ruolo del diritto internazionale e nel puntare il dito contro ogni sua violazione da parte di cosacchi brutti e cattivi. Insomma, parrebbe proprio che siamo tutti uguali dinanzi alla legge internazionale, ma qualcuno forse è internazionalmente più uguale degli altri. Noi continuiamo ad attendere.

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Pubblicato 20 gen

Il Premio Carlo Magno quest’anno è conferito a #MarioDraghi. Forse è la prima volta che il vincitore di un premio viene presentato come più prestigioso e autorevole persino di quello a cui il premio è intitolato. E la stessa cosa sarebbe stata, credetemi, se gli avessero conferito il Premio Gesù Cristo 2026. I meriti dell’uomo paiono davvero infiniti, quasi taumaturgici: ricordo ancora quando, durante il suo memorabile governo, tra un applauso e l’altro, alcuni giornalisti attribuivano all’effetto #Draghi perfino gli ori conquistati dagli azzurri alle Olimpiadi di Tokyo. Imbarazzanti direttori di telegiornale che, purtroppo, ci tocca ancora sopportare nelle edizioni delle 20. In occasione dell’annuncio del conferimento – che peraltro ha avuto come precedenti premiati anche soggetti come #Macron, #VonDerLeyen, #Zelensky e #Clinton – il nostro migliore di tutti ha dichiarato che l’#Europa «forse non ha mai avuto così tanti nemici come oggi, sia interni che esterni». Siamo al complottismo. I nemici esterni sono facilmente individuabili. Il peggiore di tutti è certamente la #Russia, dalla quale però, ultimamente, stranamente sembra non giungano più i famigerati attacchi ibridi e militari: nessun volo della von der Leyen dirottato e nessun drone tenuto assieme col nastro adesivo dolcemente adagiato sul tetto intatto di una casetta polacca. Nessuno sconfinamento, nulla di nulla. E dire che era un continuo. Che proprio mercoledì scorso #Merz abbia dichiarato che dovremmo «ritrovare un equilibrio con il nostro più grande vicino europeo» sarà certamente un caso. Dichiarazione che la nostra stampa ha ovviamente quasi ignorato. Quelli interni pure: i sovranisti brutti e cattivi, instancabilmente affaccendati nel mettere i bastoni tra le ruote al sogno del riarmo europeo, fieramente sostenuto dalla peggior classe politica europea di tutti i tempi. Che in questa fase storica l’#UE (che è cosa ben diversa dall’Europa) abbia molti nemici è verissimo, e in questo il nostro Messia ha ragione. Ma non sono quelli che dice lui. A detestare le istituzioni unionali sono gli stessi popoli che dovrebbero rappresentare: al netto dei pochi serrapiattisti, che rappresentano comunque un interessantissimo caso di studio, mai come in questo momento le persone si rendono conto di quanto il sistema europeo sia nocivo. I salari sono a terra (in Italia siamo con le pezze sul sedere, ma anche altrove non se la vedono bene), il carovita è alle stelle, i servizi pubblici cadono a pezzi, si insiste con la logica dei “conti in ordine” e l’unico debito possibile è quello in armamenti. Ovviamente tutto questo è reso possibile anche grazie a chi aveva promesso di mettere in riga #Bruxelles, prima di trasformarsi in uno scolaretto pronto a prendere lezioni e a pendere dalle labbra di gente come #Dombrovskis. Draghi resta sulla cresta dell’onda perché è il sistema a volerlo: un sistema pericolante, claudicante, privo di qualsiasi credibilità, ma ancora aggrappato al potere e, in questa fase di fragilità, più pericoloso. In qualsiasi Paese serio, uno che chiedeva di scegliere tra i climatizzatori e la pace verrebbe ignorato per sempre; uno che il 1° giugno 2022 definiva le sanzioni alla Russia «un successo completo che non penalizza l’Italia», per poi dire il 14 maggio scorso che i «prezzi elevati dell'energia e le carenze della rete sono, in primo luogo, una minaccia per la sopravvivenza della nostra industria, un ostacolo importante alla nostra competitività e un onere insostenibile per le nostre famiglie», andrebbe semplicemente nascosto con imbarazzo. CONTINUA SU X: https://x.com/SavinoBalzano/status/2013600629072044533?s=20

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Pubblicato 19 gen

https://x.com/SavinoBalzano/status/2013217924991926739?s=20 Hanno conferito il Premio Carlo Magno a #MarioDraghi. A leggere la nostra stampa, pare sia la prima volta che il vincitore di un premio risulti più autorevole di colui a cui il premio è intitolato. Volete mettere Carlo Magno con Super Mario? Col migliore di tutti? Sono certo sarebbe stata la stessa cosa se gli avessero consegnato il Premio Gesù di Nazaret, edizione 2026. Uguale. #Draghi ha tuonato: «L’#Europa ha più nemici che mai, dentro e fuori». Ma chi sono davvero questi nemici e, soprattutto, di chi è la colpa se le istituzioni dell’#UE sono tanto disprezzate? Non sarà che il nostro Marione abbia qualche responsabilità, piccina piccina? Al TG delle 20 non se lo domanderanno mai.

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Pubblicato 2 gen

https://x.com/SavinoBalzano/status/2007073058725515530?s=20 Il #discorsodifineanno del Presidente della Repubblica #SergioMattarella era pieno di falle e, soprattutto, di ipocrisie. Dalla pace allo Stato sociale, fino all’Unione Europea. #Mattarella parla della nostra sanità, delle nostre pensioni, dello Statuto dei lavoratori e incensa chi ha messo in crisi tutto questo: l’#UE. Secondo Mattarella, «La pace, in realtà, è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio». Incredibilmente, l’opposto di ciò che quotidianamente difende con le unghie e con i denti: coloro che ci impediscono di fare le nostre scelte, costringendoci a investire in armi. Il discorso di fine anno è il momento di massima ipocrisia, soprattutto perché i leader politici, consapevoli di queste contraddizioni, gareggiano a chi gli lecca meglio le suole delle scarpe. Uno spettacolo semplicemente indecoroso.

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Pubblicato 17 dic

https://x.com/SavinoBalzano/status/2001215262003958020?s=20 La vicenda di #JacquesBaud è davvero sconcertante: la logica è semplice, brigatista: «colpirne uno per educarne cento». I difensori della democrazia e della libertà vogliono tapparci la bocca. Dove sono quelli che denunciavano la torsione democratica, la capocrazia e la democratura? Dove sono quelli che brandivano il Manifesto di Ventotene (senza averlo mai letto)? Dobbiamo reagire. #Baud#UE

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Pubblicato 13 nov

https://x.com/SavinoBalzano/status/1988865103781900630?t=I6QjkKIejPFxSwe9p2uzYw&s=19 Il Presidente della Repubblica ha convocato, per il prossimo 17 novembre, il Consiglio Supremo di Difesa. Si legge che esso «valuterà le minacce ibride con riferimento anche alla dimensione cognitiva e alle possibili ripercussioni sulla sicurezza dell’Unione europea e dell’Italia». Ebbene, io credo che #Mattarella abbia fatto benissimo. Il Capo dello Stato, a mio sommesso avviso, ha perfettamente colto nel segno: il nostro Paese è a rischio, da tempo, e lo è anche l’Unione Europea. Mi rincuora che finalmente si sia deciso ad agire per difendere l’#Italia. La nostra Costituzione sancisce in modo lapidario che il Paese ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. E, invece, per via di pressioni interne ed esterne, da anni siamo trascinati in una spirale di escalation bellicista che mette a rischio il nostro Popolo. Si continua, senza alcuna prova, a parlare di minacce straniere: prima concrete e militari in senso stretto (si è più saputo nulla di quel drone russo che avrebbe sorvolato il Lago Maggiore a marzo?), e poi, venuta meno la credibilità della narrazione, si è passati alla storia degli attacchi ibridi, come quello che avrebbe colpito l’aereo della Presidente della Commissione Europea. Galoppiamo verso l’economia di guerra: il riarmo europeo e la promessa di aumentare al 5% del PIL le spese militari rappresentano un crocevia definitivo e pericoloso, soprattutto se le risorse verranno sottratte allo Stato sociale. Il tutto in nettissimo contrasto con i nostri principi costituzionali. In ogni fase prebellica che si rispetti si fa ampio ricorso alla propaganda: serve ad alimentare la paura del nemico esterno e a costruirne di interni. Certamente Mattarella vorrà soffermarsi su quanto accaduto a Torino, sul tentativo di tappare la bocca al professor Angelo d’Orsi, come accade peraltro a tutti coloro che intendano esprimere liberamente la propria idea in contrasto con una narrazione che mette in pericolo i nostri figli. Anche questi tentativi risultano infatti inconciliabili col dettato costituzionale che il Colle ha il dovere di difendere. Fa bene poi il #Quirinale a citare le minacce che riguarderebbero l’Unione Europea. Certo, non si comprende bene a che titolo egli, che è a capo delle Forze Armate italiane, si faccia carico della difesa dell’#UE, ma qualche forzatura, di tanto in tanto, ci sta, soprattutto se a fin di bene. Non possiamo più consentire a figure come #VonDerLeyen, #Kallas, #Kubilius e compagnia cantante di alimentare un racconto che vedrebbe i russi in procinto di attaccarci. Abbiamo persino la data: pare che #Putin stia solo aspettando che noi terminiamo di riarmarci, poi sferrerà la sua micidiale offensiva. Non si sa perché, ma preferisce non coglierci impreparati. E anche in Europa la libertà di espressione non se la passa bene: la Commissione inonda di miliardi i giornali amici che alimentano la propaganda serrapiattista (si veda il rapporto The EU’s Propaganda Machine di Thomas Fazi), si licenziano giornalisti che osano fare domande scomode (vedasi la vicenda di Gabriele Nunziati) e si arriva persino a chiudere rapporti bancari a chi mette in luce certi fatti che riguardano la Von der Leyen (come accaduto a Frédéric Baldan dopo la pubblicazione di Ursula Gates). Insomma, l’Italia e l’Unione sono bersagliate da minacce concrete, reali, pericolose: minacce interne, evidentissime. Il Capo dello Stato certamente coglierà anche l’occasione per denunciare come le imposizioni neoliberali di #Bruxelles, mettano a rischio la tenuta della nostra sanità, della scuola, dell’università e di molti servizi pubblici essenziali, che sottendono diritti universali sanciti dalla Costituzione. E, quando si tratta della Carta, il Quirinale – che ne è formalmente il custode – non guarda in faccia nessuno. Ho anche apprezzato il riferimento alla “dimensione cognitiva” nell’ordine del giorno. Sul punto, però, non serve alcuna argomentazione: parlano certi tatuaggi...

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Pubblicato 3 nov

😡Chi sono i veri responsabili del declino economico, culturale e antropologico dell’Italia e dell’Europa? Due nomi su tutti: Mario Draghi e Sergio Mattarella. La rielezione di Mattarella e la rielezione della Von der Leyen sono stati due traumi tremendi che ancora segnano il nostro stato di crisi terminale. Gabriele Guzzi Movimento L’Indispensabile #gabrieleguzzi#politica#responsabili#istituzioni#europa#ue

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Pubblicato 22 ott

https://x.com/SavinoBalzano/status/1980933973321633961?t=tDtukuiVGHP25kHxq8R0TQ&s=19 Guai a chi osa criticare il Presidente della Repubblica. Si riempiono la bocca con la democrazia e la libertà, e poi tutti con la testa sotto la sabbia quando si tratta di lui, di Sergio #Mattarella. Io non ci sto, e gli ricordo che il popolo europeo non esiste, lo Stato europeo non esiste, la sovranità europea non esiste e che la nostra capitale non è Bruxelles, ma Roma. Dirò di più: a Roma non possiamo decidere per il meglio proprio perché ce lo impedisce la tecnocrazia dell’#UE. Tutto questo, caro Presidente, non ha nulla a che fare con libertà e democrazia. Lasci il Paese delle Meraviglie, la prego, e cominci a parlare di ciò che esiste davvero e di ciò che davvero sta a cuore al popolo italiano. Non è mai troppo tardi per tornare alla Costituzione. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.

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Pubblicato 14 set

https://x.com/SavinoBalzano/status/1967235635556585852 Il fatto che la difesa dell'Unione Europea, che non è uno Stato, sia affidata a un lituano mi pare davvero fuori dalla grazia del Signore. Ad ogni modo, tale #Kubilius afferma che l’#UE debba riarmarsi fino ai denti per essere pronta a fronteggiare l’attacco russo. Un attacco già pianificato da #Putin e che, secondo lui, si verificherà tra tre anni (alcuni riportano cinque). Ora, questa affermazione è così sciocca che basterebbe una sola domanda per mandarla in crisi: oggi la #Russia ha un esercito infinitamente più numeroso e potente di quello di tutti i Paesi UE messi assieme; dispone inoltre di un arsenale nucleare tanto imponente che il nostro appare come una scatola di tric-trac, di quelli che sparano i bambini a Capodanno. Ordunque: perché il #Cremlino dovrebbe attendere tre anni, dandoci il tempo di prepararci, quando potrebbe approfittare della nostra attuale fragilità per arrivare a Lisbona in poco tempo? Che poi a sostenere queste fregnacce sono gli stessi che dicono che Putin in #Ucraina non ha combinato nulla: se non ha combinato nulla contro gli ucraini, che potrà mai fare contro tutta la #Nato? Dettagli. Tra tre anni avremo speso centinaia di miliardi in armi, sottraendoli al futuro e ai nostri figli. Qualcuno domanderà: perché Putin non ci attacca, come disse quel lituano russofobo di Kubilius? E ti risponderanno: non attacca perché ci siamo riarmati. Il riarmo non è uno strumento: è un fine, un obiettivo. La retorica della guerra non va interpretata in ottica esterna: nemmeno tra vent’anni saremmo pronti a fronteggiare i russi. Serve in ottica interna: per controllare e mantenere gli artigli sul potere, soprattutto quando la gente di questa classe dirigente decadente non vuole saperne più nulla. È così difficile capirlo? #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì, alle 17, su Radio Cusano.

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Pubblicato 9 set

https://x.com/SavinoBalzano/status/1965368341989675153?t=OOTaMZLEk5ATd9QYmSfuEw&s=19 Ieri uno straordinario #LucianoCanfora ha sottolineato alcuni aspetti che la nostra stampa non vuole proprio ricordare. Era #Mattarella il vicepremier durante i bombardamenti della #Nato su #Belgrado: lo abbiamo ricordato più volte. L’#Ucraina partecipò alle operazioni militari di una guerra unanimemente ritenuta illegale, quella in #Iraq. Nel 2017 #SergioMattarella strinse la mano a #Putin – dopo l’annessione della #Crimea – congratulandosi per la saggezza del leader russo nella gestione della crisi con l’Ucraina. Poi, una domanda: se è vero che a sabotare il #NordStream siano stati gli ucraini, non si deve forse concludere che l’unico Paese ad aver attaccato un membro dell’#UE sia proprio l’Ucraina? Lo chiedo ai bimbi di Von der Leyen e Kallas. Perché queste cose le sentite solo da noi? Perché, come ci ricorda #Canfora, non viviamo in una democrazia. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì, alle 17, su Radio Cusano.

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