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Marcello Foa

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Notizie e media

Giornalista, docente universitario, ex presidente della RAI

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Pag. 49 di 55 · 649 post

Pubblicato 10 mag

#Epstein teneva un archivio segreto con i filmati degli incontri tra i suoi amici (uomini politici, presidenti, imprenditori, capi di governo) e le ragazzine minorenni. Quell’archivio è in mano ai magistrati statunitensi dal 2019 ma non è mai stato divulgato. E da allora quegli uomini molto potenti vivono nel terrore che possa uscire. È una delle tecniche di gestione del potere che descrivo ne “La società del ricatto. E come difendersi” @EdizioniGuerini . Con un’implicazione inquietante, che nessuno evoca, come ho spiegato nell’intervista a @border_nights . Guarda la clip. Il libro è in vendita qui amazon.it/societ-del-ric…

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Pubblicato 10 mag

Ricordiamoci di come la #BCE di Trichet e di #Draghi costrinsero #Berlusconi a dimettersi, benché - va ricordato - godesse ancora della fiducia del Parlamento. E ci renderemo conto che è assai fondato l’allarme lanciato mesi fa da #Vance e ora da #Rubio (sul caso #servizi/#Afd) riguardo l’autenticità delle democrazie in Europa. Aggiungiamo i numerosi abusi di #Ursula Von Der Leyen e realizzeremo che la degenerazione valoriale è molto ma molto grave. Lo spiego nel mio saggio ” la #società del #ricatto. E come difendersi” @EdizioniGuerini, citando diversi altri esempi, e l’ho ricordato nell’intervista a @border_nights, da cui ho estrapolato questa clip. Ascoltala e se sei interessato al libro, puoi comprarlo qui amazon.it/societ-del-ric…

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Pubblicato 10 mag

A chi mi critica ricordo che fu persino Sarkozy nelle sue memorie ad ammettere che quello contro Berlusconi fu un golpe deciso fuori dall’Italia. Il Cavaliere fu preso nella tenaglia BCE (Trichet-Draghi) da una parte, Sarkozy- Merkel dall’altra, con l’attiva compiacenza dell’allora presidente della Repubblica, Napolitano. E fu indotto a dimettersi. Per una ricostruzione più puntuale, consiglio la lettura di questo articolo. iltempo.it/attualita/2023…

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Pubblicato 10 mag

Se non si cambiano le regole dell’#euro e dunque se non si rivede il patto di stabilità, i #salari non saliranno. Un altro passaggio del mio intervento di ieri a @CoffeeBreakLa7 ospite di @andrea_pancani

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Pubblicato 10 mag

Da ragazzino, nella #Milano in cui sono nato, quando prendevi la metropolitana sentivi parlare solo in italiano. Ora senti sempre più spesso l’arabo. E non riconosco più la mia città.

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Pubblicato 10 mag

✔️E’ significativo come un post che era una semplice constatazione abbia suscitato tante reazioni, a larga maggioranza di approvazione, a giudicare dai like, ma anche di attacchi e insulti. Non risponderò alle sciocchezze (abbastanza numerose), mi limito a rilevare come proprio queste reazioni dimostrano come il tema sia sentito, perché è un problema reale. Le grandi città sono alle prese con un’immigrazione incontrollata e vedono cambiare la loro identità, il loro spirito e la loro socialità. Il paragone avanzato da qualcuno (“gli arabi di oggi sono come i meridionali di 50 anni fa”) non regge: la migrazione a quella epoca era interna, decine di migliaia di meridionali lasciavano i luoghi natii per venire al nord ma erano italiani, parlavano la stessa lingua, la stessa cultura. Gli arabi rappresentano una civiltà completamente diversa e l’interpretazione dell’Islam di molti di loro è estrema, peraltro punitiva nei confronti delle donne. Questo ci porta al nocciolo della questione: le migrazioni ci sono sempre state e sempre ci saranno e sono in sé virtuose ma a condizione che la possibilità di integrazione culturale e valoriale sia armoniosa e concreta. Il che è più semplice tra popolazioni occidentali o quando c’è affinità culturale o religiosa; risulta molto più complicata quando si tratta di integrare culture ed etnie radicalmente diverse. In proporzioni controllate è possibile e i risultati bellissimi, ma quando il flusso diventa incontrollato (e illegale) la situazione tende a sfuggire di mano. Comunità troppo ampie non si integrano, occupano interi quartieri e sorgono problemi enormi. Che sono sotto gli occhi di tutti ma che molti si ostinano a non riconoscere. Poi si meravigliano se vincono Farage e la Le Pen.

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Pubblicato 2 mag

Tante chiacchiere retoriche sui #salari troppo bassi. Vedo che molti si sono già dimenticati la storica ammissione di Mario Draghi. Io no e l’ho ricordato oggi a @CoffeeBreakLa7 ospite di @andrea_pancani

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Pubblicato 2 mag

✔️E’ significativo come un post che era una semplice constatazione abbia suscitato tante reazioni, a larga maggioranza di approvazione, a giudicare dai like, ma anche di attacchi e insulti. Non risponderò alle sciocchezze (abbastanza numerose), mi limito a rilevare come proprio queste reazioni dimostrano come il tema sia sentito, perché è un problema reale. Le grandi città sono alle prese con un’immigrazione incontrollata e vedono cambiare la loro identità, il loro spirito e la loro socialità. Il paragone avanzato da qualcuno (“gli arabi di oggi sono come i meridionali di 50 anni fa”) non regge: la migrazione a quella epoca era interna, decine di migliaia di meridionali lasciavano i luoghi natii per venire al nord ma erano italiani, parlavano la stessa lingua, la stessa cultura. Gli arabi rappresentano una civiltà completamente diversa e l’interpretazione dell’Islam di molti di loro è estrema, peraltro punitiva nei confronti delle donne. Questo ci porta al nocciolo della questione: le migrazioni ci sono sempre state e sempre ci saranno e sono in sé virtuose ma a condizione che la possibilità di integrazione culturale e valoriale sia armoniosa e concreta. Il che è più semplice tra popolazioni occidentali o quando c’è affinità culturale o religiosa; risulta molto più complicata quando si tratta di integrare culture ed etnie radicalmente diverse. In proporzioni controllate è possibile e i risultati bellissimi, ma quando il flusso diventa incontrollato (e illegale) la situazione tende a sfuggire di mano. Comunità troppo ampie non si integrano, occupano interi quartieri e sorgono problemi enormi. Che sono sotto gli occhi di tutti ma che molti si ostinano a non riconoscere. Poi si meravigliano se vincono Farage e la Le Pen.

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Pubblicato 2 mag

Mercoledì 14 maggio, presenterò a #Roma “La società del ricatto. E come difendersi” @EdizioniGuerini . E non sarà la solita presentazione, perché intendiamo trasformarla in un confronto costruttivo tra cultura conservatrice e progressista. Dialogheranno con me infatti l’Assessore alla Cultura di Roma @maxsmeriglio e @franborgonovo de La Verità. Modererà un intellettuale colto e raffinatissimo quale Luigi Miraglia, direttore dell’Accadrmia Vivarium Novum. E tutto si svolgerà in un luogo prestigioso, nell’aula consiliare di Palazzo Valentini (Fori Imperiali). Siete cordialmente benvenuti .

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Pubblicato 2 mag

Il ministro @G_Valditara ha fatto benissimo a porre fine a quella che a mio giudizio è una grave manipolazione. La sessualità ha i suoi tempi e sboccia con la pubertà. La prima infanzia è l’età dell’innocenza e va preservata.

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Pubblicato 2 mag

Il #giornalismo è in crisi e la colpa è di noi giornalisti, come spiego dialogando con @RobertoReHRD. Ascolta la clip! Qui l’intervista integrale: youtu.be/KCYkIWPUGU8?si…

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