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Marcello Foa

@marcellofoa

Notizie e media

Giornalista, docente universitario, ex presidente della RAI

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Pubblicato 16 mar

Poche ore e si parte! Domani, martedì 17 marzo, inizia @LibertiMedia con la mia intervista a @tonicapuozzo1 su un grande malato: il giornalismo. E torna così “Giù la maschera”, in una versione rinnovata, come spiego in questo video.

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Pubblicato 15 mar

Un’altra bella firma della splendida squadra di @libertimedia.

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Pubblicato 13 mar

Dentro la squadra di @LibertiMedia : Giorgio Valleris modererà gli incontri del pomeriggio con @GianandreaGaian , Giorgio Gandola , @giuslit , Giacomo Gabellini, Maurizio Milano. 👆

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Pubblicato 12 mar

Pronti al decollo su @LibertiMedia ! Con queste novità. 👆👆👆

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Pubblicato 11 mar

Una collega che stimo, @EnrPerucchietti, sarà al mio fianco nella splendida avventura di @LibertiMedia . E non finisce qui!

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Pubblicato 11 mar

Troppe cose non tornano nella guerra contro l’Iran. Non torna l’atteggiamento di Trump. Non torna il suo essere succube di Netanyahu (e sorge inevitabilmente una domanda: cosa ci nasconde?). Non torna la leggerezza con cui Israele e Stati Uniti hanno sottovalutato la capacità di resistenza degli iraniani e le ripercussioni sull’economia mondiale. In questa intervista a il Sussidiario illustro i perché di una crisi insensata che potrebbe finire molto male per chi l’ha provocata. ilsussidiario.net/news/trump-e-n…

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Pubblicato 10 mar

Si chiama Liberti Media ed è il mio nuovo progetto giornalistico. Sarà una splendida avventura con voi, per voi.👇 Seguici su @LibertiMedia #libertimedia#marcellofoa

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Pubblicato 9 mar

🔴 Appuntamento oggi lunedì 9 marzo alle 19:30 su Canale Italia. Parteciperò al programma di Gianluca Versace ▶️ Con Nicola Gratteri per parlare di referendum e ▶️ con Franco Cardini per commentare la guerra in Iran.

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Pubblicato 8 mar

La guerra è entrata in una nuova fase: 1.Israele colpisce i depositi di petrolio e il cielo di Teheran si annerisce, letteralmente. Ma non è difficile intuire il vero obiettivo: ridurre le riserve di carburante dell’esercito iraniano e del regime. 2.L’Iran risponde colpendo un impianto di desalinizzazione in Bahrein. Ma non è una semplice ritorsione, perché significa attaccare l’unico bene che, in quella zona, è più prezioso del petrolio: l’acqua potabile. Se questi attacchi dovessero moltiplicarsi, assisteremmo a una spirale delicatissima della guerra. Stati Uniti e Israele lo farebbero al fine di piegare la resistenza di Teheran. L’Iran, invece — attenzione — per far crollare l’economia dei Paesi del Golfo e, magari, indurli a ribellarsi a Trump e Netanyahu. Variabile, quest’ultima, che quasi nessun analista ha previsto. Nulla è scontato in questa guerra. Nemmeno l’epilogo.

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Pubblicato 8 mar

Vi aspetto su Rete 4

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Pubblicato 7 mar

IRAN, LA FINE DELLE IPOCRISIE Ebbene sì, cadono le maschere. Segnalo una notizia che è sfuggita ai più: secondo il Center for Strategic and International Studies di Washington nelle prime cento ore la guerra è costata la bellezza di 3,7 miliardi di dollari al contribuente americano. E siamo solo all’inizio. A quale scopo? Davvero per sostenere e rendere più libero il popolo iraniano? Forse, e comunque lo speriamo tutti. Ma non è detto. Perché Trump, alla Cnn che gli chiedeva se volesse un Iran democratico, ha risposto di no. Vuole che il Paese sia retto da un leader amico di Stati Uniti, Israele e dei Paesi alleati nel Golfo. Attenzione, potrebbe anche essere un “leader religioso” ovvero ancora una volta sciita e teocratico. In sintesi: costi economici esorbitanti per perseguire obiettivi che non sono morali, ma di preservazione dell’impero statunitense. Lo tengano presente tutti coloro che seguono questa crisi con la logica del tifoso e illudendosi che sia soprattutto una battaglia valoriale. Siate lucidi: gli interessi geostrategici prevalgono (come quasi sempre) sulla morale e sulle intenzioni più nobili . La novità è che Trump li esplicita anziché mascherarli come facevano i suoi predecessori sia democratici, sia repubblicani. E’ la fine dell’ipocrisia, la fine delle illusioni. Assistiamo allo stesso film: ieri in Venezuela, oggi in Iran, domani a Cuba. Con una sola, brutale legge. Quella del più forte. E un solo interesse: quello di Washington. Sempre che questo sia davvero nell’interesse del popolo statunitense.

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Pubblicato 3 mar

Attaccare l’Iraq senza un perché. Ne valeva davvero la pena? Era nel nostro interesse?

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