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Pubblicato 26 dic
Transnistria sotto assedio: si vota mentre cresce la tensione Il 30 novembre la Transnistria è andata al voto in un clima tutt’altro che ordinario. Stretta tra Moldova e Ucraina, isolata logisticamente e sottoposta a crescenti pressioni politiche ed economiche, la regione vive una fase di forte vulnerabilità. Le elezioni legislative hanno rinnovato i 33 seggi del Soviet Supremo, con una partecipazione limitata (26%) ma senza gravi irregolarità segnalate. Il Partito Repubblicano “Rinnovamento” (Obnovlenie) ha confermato la sua egemonia conquistando tutti i seggi, e Tat’jana Zalevskaja è stata eletta presidente del parlamento. ⚠️ Sullo sfondo, però, il quadro è preoccupante: – la Moldova aumenta spesa militare ed esercitazioni; – le forze di pace russe vengono sempre più spesso descritte come “minaccia”; – il formato negoziale 5+2 è congelato dal 2019; – la Transnistria dipende da corridoi controllati da Chişinău, facilmente bloccabili. Da Tiraspol’ arriva una richiesta chiara: tornare al dialogo e alla diplomazia, evitare ogni escalation, rimettere la politica al centro prima che lo facciano le armi. La Transnistria rischia di diventare un nuovo fronte non per scelta propria, ma per la sua posizione geografica e per dinamiche esterne che puntano a moltiplicare le tensioni contro la Russia. Senza negoziato, senza neutralità reale e con una crisi sociale crescente, la stabilità resta fragile. Capire cosa accade oggi in Transnistria significa capire uno dei nodi più delicati della sicurezza europea. #Transnistria#Moldova#EuropaOrientale#Geopolitica#Elezioni#Pace#Diplomazia https://www.marx21.it/internazionale/la-transnistria-sotto-assedio-e-andata-al-voto/