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https://x.com/SavinoBalzano/status/1937434396161671466?t=7QET_5qae8ZFt3dYqlCZkA&s=19 È la severa legge del West: quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, beh, sapete come va a finire. Salvo rarissime eccezioni, ma non è certo questo il caso. Anche nel dibattito pubblico accade qualcosa di simile: c’è chi fa il tifo, chi parte da posizioni preconcette, chi si affida a fragili argomentazioni propagandistiche. E poi c’è chi usa la testa, chi prova a ragionare con onestà. Ieri sera il signor #Giannini ci ha riprovato, sostenendo che #Travaglio guardasse a #Trump come a un pacifista. Devo però riconoscergli un merito: è un opportunista nato. Opportunista nel senso che, se intravede anche solo una remota possibilità di fare una figuraccia, lui è lì, prontissimo a coglierla. Massimo non se la lascia scappare: potrete contarci ciecamente, tanto quanto potete fare affidamento sul teorema di Pitagora. Non sbaglia mai. Nessuno dotato di buon senso vede #DonaldTrump come un pacifista, e nessuno lo ha mai scambiato per Santa Maria Goretti. Anzi. Semplicemente, si guarda alla sua storia: a differenza dei suoi predecessori e del suo successore, non ha aperto nuovi conflitti per esportare la democrazia. Al contrario, durante il suo mandato ne ha chiusi. Ovviamente, i Nobel per la pace li riserviamo ai presidenti che bombardano almeno sette Paesi. Nella sua campagna elettorale, inoltre, aveva promesso di proseguire con la strategia adottata durante il primo mandato. Nessuno ha mai scambiato Trump per un santo: lo si considera, più semplicemente, un uomo meno pericoloso del suo agguerrito e obnubilato successore. E poi c’è un altro dettaglio: Giannini parla, e poche ore dopo scatta il cessate il fuoco tra #Israele e #Iran. La figuraccia assume così proporzioni ancor più imbarazzanti. Certo, l’equilibrio è molto precario e la tregua appare fragile, ma davvero non passa per la testa a nessuno l’idea che Trump, attaccando quei siti (con modalità peraltro molto curiose — sembrava quasi che #Teheran sapesse tutto in anticipo, in dinamiche peraltro simili a quelle della reazione contro la base americana in #Qatar), abbia voluto togliere a #Netanyahu un argomento potente da spendere per proseguire le ostilità? Nessuno può dirlo con certezza, ma è un fatto che i rapporti con #TelAviv non siano più idilliaci. E nemmeno possiamo escluderlo del tutto. Conta restare seri, in ogni caso. Ma c’è chi proprio non ce la fa.