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Savino Balzano
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Tag: #giannini · 8 post
Pubblicato 6 dic
https://x.com/SavinoBalzano/status/1997304869682594156?t=gglw5cEZWS-Sb3Hv7WKwag&s=19 Quando mi sento incerto, il mio metodo è questo: indago su come la pensano #Giannini, #Augias, #Scurati e compagnia cantante. E vado dall’altra parte. Generalmente — a parte rarissime eccezioni — mi trovo benissimo. Questa storia di disertare #PiuLibriPiuLiberi è semplicemente ridicola: hanno reso nota al pubblico di tutto il Paese una casa editrice che conoscevano in pochissimi e, grazie agli #Zerocalcare e ai #Raimo di turno, ora venderanno molti più libri. A me un pochino puzza come strategia: mi sembra leggermente controproducente. Non credo siano stupidi; semplicemente strumentalizzano l’#antifascismo, pensando che qui siamo tutti fessi, per farsi un po’ di tristissima pubblicità. Non mi risulta che Pertini abbia mai suggerito di escludere qualche casa editrice da un festival. Posso dirlo? Mi mettete una tristezza infinita. C'è una cosa che accomuna tutti questi alfieri della libertà e della democrazia: finiscono sempre col suggerire di tappare la bocca a qualcuno. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.
Pubblicato 24 giu
https://x.com/SavinoBalzano/status/1937434396161671466?t=7QET_5qae8ZFt3dYqlCZkA&s=19 È la severa legge del West: quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, beh, sapete come va a finire. Salvo rarissime eccezioni, ma non è certo questo il caso. Anche nel dibattito pubblico accade qualcosa di simile: c’è chi fa il tifo, chi parte da posizioni preconcette, chi si affida a fragili argomentazioni propagandistiche. E poi c’è chi usa la testa, chi prova a ragionare con onestà. Ieri sera il signor #Giannini ci ha riprovato, sostenendo che #Travaglio guardasse a #Trump come a un pacifista. Devo però riconoscergli un merito: è un opportunista nato. Opportunista nel senso che, se intravede anche solo una remota possibilità di fare una figuraccia, lui è lì, prontissimo a coglierla. Massimo non se la lascia scappare: potrete contarci ciecamente, tanto quanto potete fare affidamento sul teorema di Pitagora. Non sbaglia mai. Nessuno dotato di buon senso vede #DonaldTrump come un pacifista, e nessuno lo ha mai scambiato per Santa Maria Goretti. Anzi. Semplicemente, si guarda alla sua storia: a differenza dei suoi predecessori e del suo successore, non ha aperto nuovi conflitti per esportare la democrazia. Al contrario, durante il suo mandato ne ha chiusi. Ovviamente, i Nobel per la pace li riserviamo ai presidenti che bombardano almeno sette Paesi. Nella sua campagna elettorale, inoltre, aveva promesso di proseguire con la strategia adottata durante il primo mandato. Nessuno ha mai scambiato Trump per un santo: lo si considera, più semplicemente, un uomo meno pericoloso del suo agguerrito e obnubilato successore. E poi c’è un altro dettaglio: Giannini parla, e poche ore dopo scatta il cessate il fuoco tra #Israele e #Iran. La figuraccia assume così proporzioni ancor più imbarazzanti. Certo, l’equilibrio è molto precario e la tregua appare fragile, ma davvero non passa per la testa a nessuno l’idea che Trump, attaccando quei siti (con modalità peraltro molto curiose — sembrava quasi che #Teheran sapesse tutto in anticipo, in dinamiche peraltro simili a quelle della reazione contro la base americana in #Qatar), abbia voluto togliere a #Netanyahu un argomento potente da spendere per proseguire le ostilità? Nessuno può dirlo con certezza, ma è un fatto che i rapporti con #TelAviv non siano più idilliaci. E nemmeno possiamo escluderlo del tutto. Conta restare seri, in ogni caso. Ma c’è chi proprio non ce la fa.
Pubblicato 6 giu
https://x.com/SavinoBalzano/status/1930896258694074412?t=H78cl3mcaomMaD1iUtA9PQ&s=19 Giannini: «Se uno studente va in piazza per l'ambiente o per la scuola, viene arrestato e messo in galera. Se un lavoratore protesta perché gli hanno chiuso la fabbrica o è in cassa integrazione da un anno, finisce in galera. Il salto di qualità è questo». Queste le parole pronunciate ieri sera da @MassimGiannini. Ora, prendendole alla lettera, dovremmo dedurre che tutte le persone che oggi e domani parteciperanno alle manifestazioni verranno “arrestate e messe in galera”. Tra l’altro, sullo stesso tema sono state convocate ben due manifestazioni distinte. Il campo santo non è riuscito a trovare una linea comune nemmeno su questo. Addirittura il #PD è diviso al suo interno. Nell’era del #DecretoSicurezza, nell’era della dittatura delle destre destre destre, le manifestazioni si duplicano. Pensa un po’. Ecco, francamente non so cosa dire. Non vorrei dare l’impressione di un accanimento personale verso #Giannini, ma davvero cadono le braccia, per non dire altro. Prendiamo il commento di Pagella Politica sul decreto sicurezza. Ecco cosa scrivono: "Il testo, poi, inasprisce le pene per chi blocca una strada con il proprio corpo (...) o danneggia cose pubbliche durante le manifestazioni che si svolgono in un luogo pubblico o aperto al pubblico". Vi sembra compatibile con quanto affermato ieri sera da Giannini a @OttoemezzoTW? Se le due affermazioni sono inconciliabili, è evidente: una delle due è falsa. Qualcuno sta mentendo. Oppure è semplicemente incompetente. Non saprei che altra conclusione trarre. Ci sono aspetti critici nella vicenda, ad esempio il ricorso alla decretazione d'urgenza. Sulla conversione, peraltro, è stata posta la questione di fiducia. Questo sì che è un punto importante, anche se purtroppo non nuovo. Mi sono laureato quasi quindici anni fa, a Perugia, con una tesi intitolata: "La decretazione d’urgenza e la sua incidenza tra i poteri dello Stato anche alla luce delle più recenti evoluzioni". E già allora, nel 2011, descrivevo l’abuso del decreto-legge come un fenomeno strutturale, annoso e bipartisan. La mia Relatrice mi costrinse (giustamente!) a scrivere pagine e pagine sul punto, distinguendo peraltro l'abuso dal distorto uso. Quindi, Massimì, di cosa stiamo parlando? Che vi sia un indebolimento profondo del #Parlamento è vero. Ma smettila con il gioco retorico sulla "torsione istituzionale", la "democratura", la "capocrazia", la "democrazia illiberale made by Giorgia Meloni". Si rischia di diventare ridicoli. Molto ridicoli. Per essere chiari: se un gruppetto di esaltati pensa di bloccare il Raccordo Anulare, arrecando danni (anche gravi) a centinaia di migliaia di persone, è sacrosanto intervenire. Se qualcuno crede di poter lanciare vernice sulle opere d’arte nei musei, è giusto che lo Stato ponga un argine a questa deriva. Che vi sia un rischio per la democrazia e la libertà in Italia è in parte vero. Ma questo rischio oggi deriva soprattutto da un’informazione mendace e propagandistica. Quella sì, davvero di regime. Alla prossima, temo.
Pubblicato 10 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/1888972057322348796?t=2btrsA1li11bqpWv_3US-g&s=19 Sentite cosa è in grado di dire #Giannini: «#Meloni è la cheerleader di #Trump e lo sta dimostrando». Il risvolto comico è che queste parole le pronuncia da #Gruber, quella che tiene a dire ogni sera "grazie telespettatrici e telespettatori", quella che la lotta al #patriarcato è un'emergenza nazionale. Nessuna reazione all'uscita di #MassimoGiannini: come se non avesse detto nulla. Ma il sessismo non era a destra? le sgrammature istituzionali non erano a destra? la scompostezza nell'analisi politica non era a destra? il patriarcato non è a destra? L'ipocrisia di certe scenette è plateale: determinate battaglie (vedi la pseudo inclusività, gli asterischi alla fine delle parole, le e rovesciate) sono solo fumo negli occhi, strumetalizzazioni utli a nascondere il vuoto cosmico e la totale assenza di idee nelle zucche della #sinistrucola. Che poi io a Giannini avrei posto una domanda semplicissima: «mi scusi, ma lei non è lo stesso che si spellava le mani perché Giorgia Meloni, nonostante i toni tenuti quando era all'opposizione, non aveva spostato il Paese dal solco del cieco atlantismo? perché quando assecondava #Biden era una "responsabile" e adesso è una cheerleader?». Nessuno l'ha domandato.
Pubblicato 23 gen
https://x.com/SavinoBalzano/status/1882477294721081474?t=OZcnPi5WIfdr5gBjj7wazA&s=19 #Giannini non si sottrae al gioco del terrorismo mediatico su #DonaldTrump e lo definisce «Zar d'America». Il tentativo, banale come il male, è quello di accostarlo a #Putin, per tratteggiarne il profilo da dittatore, da despota, da tiranno. Peccato che l'ex Direttore de La Stampa dimentica un piccolissimo particolare su #Trump. Il #BattitoreLibero a #5Notizie, #RadioCusanoCampus con @gianluca_fabi.
Pubblicato 16 dic
https://x.com/SavinoBalzano/status/1868740821912092883?t=KLWx93-8HskscTfxjKt8rw&s=19 Dopo essermi sciacquato la bocca, così come ci ha insegnato #Giannini, oggi ho parlato di #LaRepubblica. Per una settimana ci hanno presentato #AlJolani come una sorta di San #Jolani. Una nuova pagina - ormai purtroppo solo una delle tante - della più indecente "informazione": gli alfieri del politicamente corretto che ci raccontano un tagliagole come fosse uno statista, un progressista illuminato. Era giusto dedicare a questo miserevole tentativo qualche minuto. Ora, attendiamo qualcosa di serio su #Stellantis, da questa gente di #sinistra con la schiena dritta. Il #BattitoreLibero a #5Notizie, #RadioCusanoCampus #Siria
Pubblicato 9 dic
https://x.com/SavinoBalzano/status/1866139838342221952?t=KrydeDV1fhNfgBktpbgWyQ&s=19 La nuova frontiera della #sinistrucola (politicamente) depravata. #Repubblica (prima di nominarla, secondo #Giannini, dovremmo sciacquarci pure la bocca!) prova ad avvicinare in qualche modo l'immagine di al Jolani a quella di Castro. Perché non Guevara? Siate più ambiziosi, dico io: se volete proprio essere funzionali al racconto, fatelo come si deve. Una vaga somiglianza col Cristo? Osate, osate! Miserabili.
Pubblicato 27 mag
Il fatto che oggi qualcuno pensi persino di far passare Massimo Giannini per "giornalista scomodo" ci fa capire chiaramente come siamo messi male in Italia: siamo davvero rovinati! Ovviamente una querela per diffamazione notificata in albergo alle quattro del mattino resta un'indecenza, come tutta questa storia delle querele temerarie. Oggi capita spesso, non solo nel giornalismo e nell'informazione peraltro, che qualche imbecille abusi dello strumento mosso da finalità meschine. Da qui, però, a descrivere Giannini come "scomodo" ce ne passa: io una sola cosa scomoda pronunciada dall'ex direttore de La Stampa proprio non me la ricordo. La mia ai microfoni di Radio Radio e di Francesco Borgonovo. #giannini#informazione#libertà https://www.youtube.com/watch?v=R6XoLY2f5jY&ab_channel=SavinoBalzano
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