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Macron è intervenuto in uno dei luoghi più "democratici" del mondo, il #WorldEconomicForum di #Davos: aspetto da Top Gun, occhiali a goccia stile Maverick, solo dei poveri. Una scena pietosa, patetica, ispirante compassione. Eppure il Corriere della Sera è riuscito a titolare un pezzo: “Determinazione e «occhio della tigre», così #Macron passa al contrattacco di #Trump «il bullo»”. Io non so quanto sia pagata la gente per scrivere certe cose: ammetto che, qualunque sia la cifra, io non ce la farei. Non riuscirei più a sostenere lo sguardo dei miei figli. Macron “occhio di tigre”: una roba da sentirsi male. Che poi aveva pure le lenti scure, proprio a volerli prendere a tutti i costi sul serio e a volerci pure ragionare nel merito. Ad ogni modo, il Presidente della Repubblica francese pare proprio scatenato: vuole mettere in riga #DonaldTrump. Ragazzi, sia chiaro, ci si potrebbe fermare qui: non c’è proprio altro da aggiungere. Ci sarebbe solo da ridere, da chiamare la neuro. Ovviamente ce lo filiamo solo in Italia. Manco in Francia se lo filano. Ed è proprio questo il punto. Ancora una volta ci superiamo. Per carità, su Trump si possono dire tante cose: aspettarsi che il Presidente degli Stati Uniti d’America improvvisamente diventasse un incrocio tra Padre Pio e Mahatma Gandhi forse non era uno scenario molto credibile. Insomma, è sempre il presidente USA: non ci si può – purtroppo – aspettare che si metta a fare la politica estera della Svizzera o di San Marino. Sono statunitensi. Però, se proprio di bullismo dobbiamo parlare, allora parliamone. Sì, perché voi come la definireste una classe politica che arrogantemente si impone, forza la volontà popolare, per realizzare peraltro progetti in netto contrasto con l’interesse dei popoli? Prendete proprio Macron: uno che si definisce moderato e responsabile (stessa dinamica degli sfigati che popolano “il centro” dalle nostre parti) e propone di inviare truppe in giro ogni due per tre; uno che gode di una legittimazione popolare ai minimi termini, ma che in tutti i modi si aggrappa alla poltrona dell’Eliseo, imponendo al proprio Paese un’agenda severissima di contenimento della spesa, macelleria sociale (anche se poca roba rispetto a quanto abbiamo subito noi o i greci); uno che continua a puntellare un governo dopo l’altro, nonostante sia ormai evidente che l’elettorato stia supportando altre forze politiche. La gente lo schifa, ma lui non schioda. Uno che, insomma, fa di tutto per differire l’inevitabile e miserabile fine che lo attende: di tutto, letteralmente, puntando persino sull’orwelliana strategia del nemico esterno e della guerra. Non è da bulli? Non vale solo per lui, ovviamente. Pensate alla Germania di #Merz: a marzo 2025, nonostante si fossero tenute le elezioni politiche, fanno votare al vecchio Bundestag una modifica costituzionale per consentire un piano di riarmo da 1000 miliardi. Cambiano la Legge fondamentale della Repubblica tedesca, il contratto sociale del Paese, facendo votare rappresentanti uscenti e non più rappresentativi dell’attuale maggioranza parlamentare. Non è da bulli? E cosa dire delle istituzioni unionali? #VonDerLeyen è stata la prima ad avvalersi di Palazzo Berlaymont, sede della Commissione, come residenza. Un caso? All'art. 1 del Protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell’Unione europea (allegato ai Trattati #UE), si legge testualmente che “i locali e gli edifici dell’Unione sono inviolabili. Essi sono esenti da perquisizioni, requisizioni, confisca o espropriazione”. E direi che di ragioni per non voler subire perquisizioni, Ursula ne ha da vendere. Non è da bulli? Gli esempi potrebbero essere infiniti: le strategie di fondo dell’UE sono mai state autenticamente discusse sul piano democratico? Le politiche di austerità, la strategia mercantilista delle esportazioni che costringe a comprimere i salari e la domanda interna; la concorrenza fiscale tra... CONTINUA SU X: https://x.com/SavinoBalzano/status/2013911999311192188?s=20