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https://x.com/SavinoBalzano/status/2033268306103161122?s=20 Questa mia domanda a #SalvatoreBorsellino, in settimana, è finita su tutti i giornali. #Borsellino dà ragione a #Gratteri e conferma che tutti i mafiosi voteranno per il #Sì, perché interessati all’indebolimento della magistratura. Poi gli domando: ma se questa riforma trasforma il pubblico ministero in una sorta di super poliziotto, indebolendone la cultura giurisdizionale e rendendolo interessato solo alle ragioni dell’accusa, e non alla ricerca della verità, perché mai i criminali dovrebbero volerla? Non mi pare mi abbia risposto. In questi giorni ho letto anche di peggio: c’è chi sostiene che non tutti gli elettori del Sì siano mafiosi o massoni deviati. Ci sarebbero anche i dementi. Ora, a parte il fatto che un’impostazione del genere non ha nulla a che vedere con un minimo di cultura democratica (a mio avviso non ha a che vedere con la cultura tout court), mi domando cosa accadrà dopo questo referendum. Il veleno in circolo è davvero troppo e, comunque vada — vinca il Sì o il #No — dovremo continuare a riconoscerci nella nostra #Costituzione. Cosa faranno se dovesse vincere il Sì? Chiederanno il rinvio a giudizio per tutto il popolo italiano? Un popolo che, a quel punto, sarebbe formalmente composto da mafiosi, corrotti, massoni e dementi? Come potranno accettare una legge fondamentale frutto della volontà del marciume? Il fronte del Sì ha le sue ragioni, come ne ha quello del No. Ognuno scelga liberamente ciò che ritiene meglio per il Paese, ma senza arrogarsi una superiorità morale che, di certo, non può permettersi. Anche perché questo atteggiamento tradisce un intento palesemente contrario all’interesse nazionale e, dunque, alla Costituzione stessa. Alla quale, comunque vadano le cose, saremo chiamati a guardare come alla massima espressione del nostro contratto sociale. Abbiamo il dovere di pensare a dopo, anche ipotizzando cosa sarà se le nostre ragioni dovessero avere la peggio.