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Post #1303

@savinobalzano

Savino Balzano

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Pubblicato20 mar20/03/2026, 09:22
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https://x.com/SavinoBalzano/status/2034922199098827095?s=20 Queste le mie domande di ieri a Peter Gomez, di cui apprezzo molto l’intelligenza e la capacità di osservare i fatti con lucidità e compostezza. Quando si parla di #Costituzione, gli isterismi — da entrambe le parti — andrebbero evitati. Ho apprezzato i suoi argomenti e alcuni, lo riconosco, mettono in luce limiti che questa riforma effettivamente presenta. Perché tutto è migliorabile. Rispetto profondamente il suo pensiero. C’è però un passaggio che proprio non mi convince: non mi persuade questa idea della superiorità morale ed etica dei sostenitori del #No. Non mi va giù. Io non credo affatto che si possa affermare che al #referendum i disonesti votino tutti da una parte, per il #Sì. Non lo si può sostenere, perché nessuno, in realtà, lo sa. Penso inoltre che sia ingeneroso nei confronti di chi sceglie, in piena libertà e onestà intellettuale, di schierarsi per la riforma: a nessuno fa piacere sentirsi dire che voterà come farebbero gli “avanzi di galera”. Trovo indicativo anche il paradosso per cui, se la riforma trasformasse il pubblico ministero in un “super poliziotto”, spogliandolo della cultura giurisdizionale e inducendolo a ricercare solo prove a sostegno dell’accusa, allora un imputato dovrebbe desiderarne l’approvazione. Davvero non saprebbe farsi i propri calcoli? Verrebbe piuttosto da pensare il contrario: che sia naturalmente portato a preferire un pubblico ministero come “primo difensore”, quale — almeno nelle intenzioni — dovrebbe essere oggi (secondo i sostenitori del No...). Aggiungo un ulteriore elemento, che potrà anche risultare impopolare, ma che a mio avviso è tutt’altro che irrilevante. Cosa c’è di male se un imputato — ammesso e non concesso che voti per il Sì — si faccia i propri interessi? È innocente fino a prova contraria e desidera un processo davanti a un giudice quanto più possibile indipendente e imparziale. Cosa ci sarebbe di scandaloso in questo? A dirla tutta, da imputato probabilmente ragionerei allo stesso modo. Infine, questo modo di impostare il dibattito espone a un rischio tutt’altro che secondario, proprio sul piano della tenuta democratica. Da lunedì pomeriggio, comunque vadano le cose, dovremo rispettare la volontà popolare e continuare a riconoscerci tutti nella Carta, il nostro contratto sociale. Ma come lo si potrà pretendere, in caso di vittoria del Sì, dopo aver sostenuto che quel testo sarebbe stato voluto da mafiosi, massoni e — come qualcuno aggiunge — perfino da dementi? Sarà difficile. Molto difficile. #BattitoriLiberi dal lunedì al venerdì alle 17, Radio Cusano.