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https://x.com/SavinoBalzano/status/1905875081206636970?t=BYNVfRcogtMP2HxQ3Ejrqw&s=19 Vediamo di capirci qualcosa: facciamo i puntini e poi li uniamo. #Mattarella: «Processi decisionali #Ue non più rinviabili». #Meloni: «Condivido le critiche di JD #Vance: l’#Europa si è un po’ persa. È infantile chiederci di scegliere tra #Trump e l’Europa». Riciccia fuori il #premierato, che sembrava ormai impolverato in un sottoscala. E, a dispetto di quanto racconta il #Governo, ridimensiona pesantemente i poteri del Capo dello Stato. Non è un caso che cerchino di tenere nascosto l’unico elemento davvero positivo della riforma costituzionale... Sotto traccia, c'è uno scontro durissimo tra Palazzo Chigi e #Quirinale. Meloni ha capito che seguire il carrozzone di #Bruxelles porta a sbattere: alla lunga, perderà consensi. Potrebbe anche arrivare il momento in cui #Salvini e la #Lega mollino del tutto e stacchino la spina. Insomma: chi l’ha votata non credo possa accettare che l’#Italia stia dalla stessa parte della matta con la borsetta della resilienza. No? Mi pare pacifico. Ma c'è un problemino tutt’altro che secondario: Mattarella è garante del vincolo esterno e, soprattutto, debordando ben oltre i limiti della #Costituzione, pretende di dettare la linea sulla politica estera. E qui viene il bello: potrebbe anche saltargli in mente di nominare un bel senatore a vita e piazzarlo a Palazzo Chigi, magari prendendo esempio dal suo predecessore. Insomma, ancora una volta la nostra democrazia è in bilico. E a metterla nei guai è — ovviamente — gente non votata dal Popolo. Fossi in Meloni? Strapperei. E lo farei nel modo più plateale possibile. Presto, potrebbe essere troppo tardi.