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Tag: #salvini · 23 post

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Pubblicato 19 feb

https://x.com/SavinoBalzano/status/2024564682020049358?s=20 Due piccole domande che prescindono dal dibattito referendario. Ripeto: non c’entrano con il #referendum sulla riforma della #magistratura. Siate onesti. Prima domanda. Vi sembra normale che non possiamo mandare in Albania un tizio con 23 condanne alle spalle (alcune gravissime) perché deve avere la possibilità di parlare con i figli — e gli diamo pure 700 euro — mentre, nonostante le disperate richieste di aiuto della madre, non facciamo tornare a casa i #BambiniDelBosco? Per alcuni, evidentemente, è più educativo il contatto con un genitore pregiudicato con più di venti condanne per reati gravi. Seconda domanda. Vi sembra normale che un’imbarcazione di una #ONG (#SeaWatch), speroni un mezzo della nostra Marina e che si stabilisca non solo che il sequestro dell'imbarcazione fosse illegittimo, ma addirittura che l’organizzazione vada risarcita con oltre 70 mila euro? E, allo stesso tempo, che l’allora ministro dell’Interno (#Salvini) venga sottoposto a un processo durato sei anni per sequestro di persona? La #Rackete pure al Parlamento Europeo. A me non sembra normale: per me siamo diventati la repubblica delle banane. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, Radio Cusano.

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Pubblicato 15 dic

https://x.com/SavinoBalzano/status/2000497929933521097?s=20 Ricordo che #Calenda – subito dopo un memorabile scontro televisivo – pubblicò un post su X con il quale chiedeva un parere al suo folto pubblico su come fosse andato. Una domanda aperta, per certi versi apprezzabile, cui però poteva seguire qualsiasi risposta. Insomma, se chiedi, devi accettare anche il responso. Commentai semplicemente: «per me ti hanno asfaltato». Quella fu la mia ultima risposta alle domande di #CarloCalenda: mi bloccò. Forse lo urtarono le centinaia e centinaia di like che ricevetti. Evidentemente, in molti l’avevano vista come me. Che senso ha rivangare un episodio di mesi fa? A mio avviso denota un metodo, un metodo preciso. Sì, perché a me colpisce (si fa per dire) sempre una cosa: questi che dicono di essere gli alfieri della democrazia, della libertà, i cavalieri senza macchia e senza paura che si scagliano contro l’oscurantismo delle oligarchie, hanno come metodo preferito quello di tappare la bocca a chi non la pensa come loro. È curioso, un contrappasso per contrasto: difendono la democrazia facendoti tacere. In effetti, altri, prima di loro, ipotizzarono la costrizione alla libertà. Così dicevano in Francia: «vi costringeremo a essere liberi». Poco dopo vennero il Terrore e la ghigliottina. I loro bimbi, fateci caso, come automi tirano fuori ogni due per tre il Paradosso della Tolleranza di Popper e pensano di stare a posto così. Cercano una base teorica alla loro intolleranza, ma sanno manco chi fosse, Popper. Lo scambiano per l'omonima sostanza, temo. Carlo vede putiniani ovunque e tutti devono essere messi a tacere. Qualche settimana fa si è incazzato con #Formigli perché ha invitato Jeffrey #Sachs a Piazza Pulita. Lo sanno tutti che è putiniano: l'economista è arrivato persino a sostenere che ci fosse lo zampino statunitense nel rovesciamento di #Yanukovych. Roba da matti! Quando mai gli Stati Uniti hanno interferito con le scelte politiche di altri Paesi? Anche D’Orsi, per Calenda, è da mettere a tacere: ha osteggiato in tutti i modi che il Professore, per una vita titolare di cattedra a Torino e stimatissimo storico, tenesse una conferenza. Senza contare altri putiniani d’eccellenza, a cominciare da Orsini che, nel 2018, per dissimulare la sua passione per il Cremlino, suggeriva in audizione al Senato di non ritirare le sanzioni contro Mosca. Recentemente l’attacco a Di Battista, colpevole di aver pubblicato un testo dal titolo "La Russia non è il mio nemico". Calenda suggerisce di indagare i suoi rapporti con #Putin. Anche #Barbero nel mirino. Nel 2021 già pensava di lui: «Uno storico capace che dice castronerie di proporzioni cosmiche senza vergognarsene. Barbero. C’è da domandarsi cosa stia accadendo agli intellettuali in questo paese. Sembrano diventati tutti Cacciari. Boh». Avete Capito bene: Calenda che pensa di potersi confrontare con Barbero e Cacciari: "boh", appunto. Da ultimo propone lo scudo democratico: si fermino le ingerenze russe e cinesi. Su quelle europee in #Romania, invece, disco verde e avanti tutta. Recentemente ha anche dichiarato che la Lega sia un asset di Putin nella politica italiana. Strano, visto che il partito di #Salvini (sbagliando) continua a votare con la maggioranza per proseguire lo stillicidio di Kiev contro Mosca. Speriamo la smetta, infatti. Curioso modo di investire, da parte di Putin. Non credete? Sentite come suona questa dichiarazione del 2016 (dopo l’annessione della Crimea del 2014), rilasciata a una giornalista russa da un ministro italiano a San Pietroburgo: «c’è il Presidente del Consiglio, c’è il ministro dello Sviluppo economico, ci sono le grandi imprese, le banche. Più di così non potevamo portare: dovevamo traslocare il Colosseo poi». Quel ministro si chiamava Carlo Calenda. Insomma, un ginepraio di contraddizioni e ipocrisie questa idea di democrazia che pare suffragare. Ma, dopotutto, a proposito del Terzo Polo con Matteo #Renzi, ha detto: «ci ho creduto tanto da metterci il mio nome sul simbolo, pensa che pirla».

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Pubblicato 14 dic

https://x.com/SavinoBalzano/status/2000103592762466742?s=20 È davvero avvilente leggere l’analisi che commentatori, opinionisti, intellettuali e giornalisti (immaginate una cascata di virgolette) fanno della posizione di #Conte e #Salvini. Un noto direttore di telegiornale parla addirittura di partito unico filorusso, di partiti sensibili alle ragioni di #Mosca più di quanto lo siano nei confronti di #Kiev. Per essere sensibili alle ragioni ucraine, presumo sia necessario lavorare per il massacro definitivo dei loro giovani. Si parla spesso – e molto frequentemente proprio in relazione a questi due partiti – di populismo. A prescindere dal fatto che ritenga il populismo cosa buona, certe semplificazioni sono tipiche dei demagoghi in malafede: gente priva di qualsiasi onestà intellettuale, spinta dal semplice intendimento di circuire il pubblico. Di ingannare proprio coloro che ascoltano quelle parole alla ricerca di ciò che ingenuamente ritengono essere informazione (un oceano di virgolette). Le persone, però, sanno benissimo come stanno davvero le cose. La gente è stufa di chi ha ancora il coraggio di propinare, in momenti di massimo ascolto televisivo, il Piano #Draghi, suscitando giustamente una risata. E ha altrettanta nausea per una propaganda – perché di questo si tratta, propaganda pagata a suon di milioni di euro – europeista, che prova a far sentire inadeguato e quasi barbaro chiunque nutra un fisiologico e naturalissimo euroscetticismo. Si continua a farneticare di fascismi, di estremismi: #Trump presentato come il male assoluto. Quando però il Segretario Generale della #NATO, lo scendiletto antitaliano Mark #Rutte, ci dice che dobbiamo essere pronti alla guerra e alle sofferenze dei nostri nonni, nessuno suggerisce di chiamare la neuro e sottoporlo – come sarebbe assolutamente opportuno – a un TSO. E lo stesso vale per molte altre esternazioni, ormai così tante da non poterle riportare tutte, a opera di altre vette del pensiero come #VonDerLeyen, #Kallas, Kubilius, #Macron, #Merz, #Tusk, #Zelensky e così via. Addirittura i cessi d’oro in #Ucraina vengono presentati da qualcuno come segnale della salubrità anticorruttiva del Paese, come se nessuno sapesse che certe indagini sono state condotte dagli Stati Uniti. E la questione di fondo è proprio questa: è davvero nell’interesse dell’Ucraina insistere con la strategia in atto? Il nervosismo dei supporter di #Calenda e #Picierno sarebbe comprensibile se le scelte fatte finora fossero state quelle suggerite dalle piazze per la pace. Uno potrebbe giustamente incazzarsi e dire: "Finora abbiamo fatto come dite voi, i risultati sono miserrimi, adesso si cambia". Ma il punto è che fino a oggi abbiamo fatto tutto quello che suggeriva il grande partito della guerra (semplificazioni per semplificazioni). Il risultato è – come tutta la gente dotata di senno prevedeva – la catastrofe per Kiev e l’impoverimento dei popoli europei. Ricordo che dissi le stesse cose negli studi di diMartedi, a maggio 2022, suscitando l’indignazione dei presenti, in particolare quella di Antonio #Caprarica. Non mi hanno più invitato. Diverso è se si ipotizza che certi esponenti politici, invece di fare gli interessi della gente comune a cui chiedono il voto, rappresentino in realtà chi da questo conflitto sta ricavando enormi profitti. Sotto la scialba retorica della guerra per la democrazia e la libertà – peraltro alimentata da chi, alla fine della fiera, propone sempre di tappare la bocca a qualcuno – si nasconderebbero propositi ben più meschini. E dunque torno all’inizio. Questo bipolarismo è completamente spanato. Salvini, sperando tenga duro, sul tema della guerra e del riarmo non ha nulla da spartire con #Tajani e poco con #Meloni. Lo stesso vale per Conte col PD (con chi comanda davvero lì dentro). La guerra è il tema più importante di tutti: in caso di scontro nucleare, ad esempio, immagino che il salario minimo legale rileverebbe assai poco. Non pretendo di risvegliare il moto che portò alla formazione di un esecutivo che, (...) CONTINUA SU X

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Pubblicato 25 set

https://x.com/SavinoBalzano/status/1971129589729562929?t=lFhJPoIZlMv1Vvnt_O9B3Q&s=19 Guardate questi 60 secondi di video e ditemi se in questo Paese non c’è un problema democratico grande come un grattacielo. Ci si indigna per il mancato sostegno del governo alla #GlobalSumudFlotilla, ma appena fai notare che anche #Mattarella resta in silenzio, subito scattano l’imbarazzo, i balbettii, la prudenza. Insomma: attaccare #Meloni o #Salvini va bene (lasciamo perdere #Tajani che ormai non lo possono vedere manco i 300 dipendenti della Farnesina), ma guai a toccare il Presidente della Repubblica. Eppure, tra le imbarcazioni colpite sembra ce ne fossero anche alcune battenti bandiera italiana, il nostro tricolore. Il Capo dello Stato rappresenta l’unità nazionale, lo dice l’articolo 87 della Costituzione. E allora? Pensa come siamo ridotti. In diretta dalla #Flotilla, l’onorevole #Scotto ci spiega che #SergioMattarella non è tenuto a intervenire. Avrà pensato lo stesso quando ha paragonato la #Russia al Terzo Reich? Se c’è un potere che non si può criticare, la democrazia non esiste: fatevene una ragione. E se certi silenzi li condannate e altri li giustificate, la vostra battaglia perde autorevolezza e credibilità. 100 punti in meno al GrifonSergio. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, con Gianluca Fabi, su Radio Cusano.

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Pubblicato 24 ago

https://x.com/SavinoBalzano/status/1959511967896404155?t=hRphkNxbpy6jLkcARXwi4Q&s=19 Matteo #Salvini è sotto botta per aver detto né più né meno ciò che pensano tutte le persone sane di mente e dotate di un minimo di sale in zucca. Se qualcuno mi chiedesse di partire per il fronte o, peggio, di mandarci mio figlio, risponderei con ancora meno garbo. Apprezzo anche il fatto che non si smuova dalla sua dichiarazione e non faccia un passo indietro. Se proprio devo muovere una critica, giusto per scassare a tutti i costi, direi che #MatteoSalvini è stato fin troppo diplomatico: avrebbe dovuto invocare il centro di igiene mentale per un tipetto strambo, malmenato dalla nonna, che insiste nel voler giocare coi soldatini. E aveva ragione nel definire #Macron pericoloso persino per i francesi: resta saldo all’Eliseo, prova a trascinare il suo paese nel baratro, senza alcuna legittimazione politica, visto che continua a perdere elezioni una dietro l’altra. Qualcuno gli rammenti che di Napoleone ha solo la (forse leggendaria) statura fisica. Chi da sinistra attacca Salvini chiarisca come la vede sull’ipotesi di truppe NATO o europee in Ucraina e sia conseguente. A chi lo fa da destra, ricorderei invece che non è affatto vero che la politica estera sia esclusiva competenza di Palazzo Chigi e della Farnesina: l’azione del governo è collegiale e, peraltro, si baserebbe su una maggioranza parlamentare in cui la Lega mi pare resti essenziale. Così, giusto per chiarire.

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Pubblicato 31 lug

https://x.com/SavinoBalzano/status/1950799845070938377?t=fuBIu6-gsFVRQtSYqxo0Qg&s=19 Non oso nemmeno immaginare lo sguardo di puro sgomento dell’ambasciatore russo, raggiunto dalla notizia della convocazione alla Farnesina da parte di Antonio #Tajani. Il nostro autorevole Ministro degli Esteri vuole chiedergli conto della recente iniziativa russa, che ha inserito #Mattarella nella lista dei russofobi. Me lo immagino, l’ambasciatore, con la gocciolina di sudore gelato che gli cola lungo le tempie. Come uno scolaretto dalla direttrice, dopo averla combinata grossa. Speriamo solo che qualcuno abbia informato Tajani della fine dell’#UnioneSovietica: non vorrei che la propaganda l’abbia confuso anche su questo punto. Più o meno in quegli anni, l’Olp – e dunque l’Anp – riconosceva #Israele, e qualche giorno fa il dettaglio gli è sfuggito. Mi spiacerebbe che gli fosse scappato di mano tutto quel capitoletto del Bignami di storia contemporanea, che avrà acquistato prima di accettare l’incarico, per raggranellare i rudimenti del mestiere. Non si offenda, si scherza! Ora, per entrare un istante nel merito – giusto quanto basta – cosa ci aspettavamo? Questi decidono di fare una lista dei russofobi e arrivano al momento di scegliere se inserirvi o meno il nostro Capo dello Stato. Immagino il loro dialogo. Il primo fa: «E questo #SergioMattarella? Perché ce lo dovremmo infilare? Che ha fatto?». E il secondo: «Mah, sai, a febbraio da Marsiglia ci ha paragonato alla Germania del 1939». E quell’altro: «Oh bella! La stessa Germania che ci è costata più di venti milioni di caduti, circa venticinque, tra militari e civili, quando ci chiamavamo ancora Urss? Quella che noi abbiamo fermato, nonostante nessuno ce lo riconosca per davvero?». Risponde: «Eh sì, proprio quella...». A quel punto la decisione è parsa di mero buon senso ed è stata assunta all’unanimità. Da russo, avrei fatto lo stesso. Una provocazione? Direi che a subirne, e da mesi, sono principalmente loro. Le prese di posizione dei politici italiani che si stracciano le vesti – a partire da quella del camaleontico Giuseppe #Conte – fanno ridere. Apprezzabile il silenzio di #Salvini. Poi, proprio noi vogliamo dare lezioni ai russi? Noi che avevamo le liste di proscrizione dei putiniani sulla prima pagina del più grosso giornale nazionale? Noi che non facciamo esibire gli artisti russi? C’è poco da scandalizzarsi. Volete dipingerli come brutti e cattivi, secondo la narrazione impostaci dal Colle per mesi e mesi? Fate pure, ma chi semina vento raccoglie tempesta.

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Pubblicato 25 lug

https://x.com/SavinoBalzano/status/1948659594831528232?t=eRdx5GOUJ7LAvQiTVZaI_g&s=19 A me dispiace molto rovinare l’entusiasmo che si respira dalle parti di Fratelli d’Italia, ma ho la vaga sensazione che i tifosi non abbiano molto di cui gioire per la prima pagina del #Time dedicata a #GiorgiaMeloni. Ammesso che ci fosse bisogno di un’ulteriore conferma, se fossi uno di quelli che l’ha votata, non la prenderei benissimo. In pratica, con la fine della scuola, tutti quelli che aveva giurato di contrastare le hanno dato la pagella… e l’hanno promossa a pieni voti. La copertina del Time è un termometro per noi: serve a capire, di volta in volta e tempo per tempo, chi sono i politici invisi al sistema delle élite dominanti, della grande finanza internazionale, dei vincoli esterni, della tecnocrazia. E, attenzione: non sono tutte uguali. Alcune ti esaltano, altre ti stroncano. Indovinate voi di quali è bene preoccuparsi. #Berlusconi, nel 2011, detestato: obbediva solo in parte agli ordini che arrivavano da #Bruxelles, mentre c’era il programmino di #Draghi e #Trichet da realizzare. Bisognava picconare lo Stato sociale, e Silvio perdeva tempo. #Monti, nel 2012, ovviamente amatissimo: che ve lo dico a fare. Fu lo scolaretto modello, quello che dimostrò che certe cose si potevano fare. Come destrutturare l’articolo 18, sostenendo che il posto fisso fosse noioso. Lui, nominato senatore "a vita" da quell’altro salvatore della patria, #GiorgioNapolitano. Poi serviva mettere mano alle pensioni e alle lacrime di coccodrillo ci avrebbe pensato #ElsaFornero. Insomma, bisognava chiudere la stagione del welfare italiano e Monti fece tutti i compiti a casa. Copertina meritatissima. Draghi nel 2013, ovviamente promosso con lode: il programmino per l’#Italia l’aveva firmato proprio lui. Come si fa a non dare il bacio accademico a uno che sigilla la condanna del proprio Paese? Peraltro era l'ultimo di una lunga serie di gesti apprezzatissimi. Certe cose meritano la menzione d’onore. E gli venne ampiamente riconosciuta. #Salvini nel 2018: eh, qui non ci siamo proprio. Matteo protestava contro la mamma Unione Europea, metteva in discussione la tratta degli schiavi dal Nordafrica, tanto cara ai gruppi dominanti. Come fai, senza schiavi, a tenere bassi i prezzi in un sistema interamente votato all’export? Non reggi la compressione della domanda interna, quella di cui si è “lamentato” persino Draghi di recente (altre lacrime di coccodrillo). Meritava proprio il sette in condotta. Bocciato, il monello. Ma guardatela, anche visivamente, la copertina riservata a Giorgia #Meloni: sembra Hermione Granger subito dopo aver alzato la mano per spiegare a cosa serve un bezoar. Salvini invece pareva Lord Voldemort in persona. Dopo la ciliegina sulla torta, essersi astenuta sulla mozione di sfiducia a #VonDerLeyen, ha dimostrato pienamente il suo pentimento, la sua conversione. Merita di essere ammessa al club dei bimbi buoni. Lei, che aveva promesso di mettere in riga l’#UE, che aveva garantito di mettere fine alla pacchia. Quella che doveva sbattere i pugni sul tavolo e ha finito per sbattere solo i tacchi. Promossa col 10, con targhetta onoraria: finalmente ha una copertina del Time da incorniciare e di cui andare orgogliosa. L’importante è sapere per cosa.

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Pubblicato 23 lug

https://x.com/SavinoBalzano/status/1948028571932352868?t=Ty5Fj_Jd9-35W2xL6kTsjA&s=19 Forse #Salvini ha bisogno di ferie. Dopo aver ritirato il premio Italia-Israele, ha dichiarato: "Troppo facile essere amici solo quando ti giri e sei pieno di amici". Beh, in effetti, essere amici di #Israele - mentre il mondo intero lo vede come un paese terrorista e canaglia - è un tantino più complesso. Ma a te piacciono le sfide ambiziose. Vantatene pure. Non pago, rivolge anche gli auguri di compleanno a #Mattarella: "Auguri di buon compleanno al Capo dello Stato Sergio Mattarella. Il suo equilibrio è particolarmente prezioso in una fase politica delicata come quella che stiamo vivendo". E pensare che solo pochi mesi fa ci siamo sfiorati una dichiarazione di guerra dalla #Russia, proprio grazie a quell’equilibrio. Avanti tutta Mattè.

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Pubblicato 3 giu

https://x.com/SavinoBalzano/status/1929835506403016835?t=sjAT86E-MOvIb7iTPAEpFg&s=19 Si potrebbero dire molte cose sul nuovo volto di Forza Italia, Leoni. Ma ci interessa il giusto. Quel che colpisce davvero è che, da una platea tanto affollata, parta un attacco così diretto al Vicesegretario della Lega, Vannacci. O qualcuno vuol negare che il bersaglio fosse lui? Vale la pena chiarire che #Vannacci non è uno scrittore qualsiasi, né un generale qualunque, né uno che passa lì per caso: è il Vicesegretario di uno dei tre partiti che compongono la maggioranza del Governo #Meloni. È uno dei vice di #Salvini alla guida della #Lega (il più rilevante, peraltro). Tajani era davvero all’oscuro delle parole che il suo giovanotto avrebbe pronunciato dal palco? Se così fosse, sarebbe grave. Gravissimo. Denoterebbe un’assenza pressoché totale di controllo sul partito. A parlare, infatti, è il neoeletto Segretario della sezione giovanile, immortalato nella foto di rito accanto al Ministro degli Esteri. La seconda ipotesi — siamo sempre nel campo delle illazioni, ma mi sembra più plausibile — è che #Tajani sapesse benissimo cosa avrebbe detto #Leoni. E sarebbe ancora più grave. Decisamente poco coraggioso come approccio, direi. Ad ogni modo, l’intenzione di attaccare frontalmente un alleato di governo risulterebbe evidente. Tutto questo per dire cosa? Due cose. La prima: la maggioranza di #Governo è tutt’altro che solida. I partiti sono drammaticamente divisi (fortunatamente, verrebbe da dire: #ForzaItalia è la brutta copia del #PD, che già bello non è) e non è affatto detto che #GiorgiaMeloni arrivi alla fine della legislatura. Qualcuno vuole che questo Governo cada. Forza Italia, sicuramente, con la benedizione del #Quirinale e di #Bruxelles. Non perché l’esecutivo sia realmente scomodo per l’#UE, figuriamoci, ma perché si potrebbe ambire ad averne uno più comodo. Senza la Lega, per intenderci, che sul tema del #riarmo è piuttosto fastidiosa. Uno nuovo sarebbe certamente meglio, con dentro Forza Italia, riscopertasi forza centrista e progressista, proprio come vorrebbe chi comanda davvero lì dentro: la famiglia #Berlusconi. Un anno fa, a giugno 2024, #MarinaBerlusconi esprimeva vicinanza “alla sinistra” (che infatti non esiste) sul terreno dei diritti civili. E questa è la seconda. Insomma, non si tratta del solito volto nuovo da lanciare in prima serata. La questione è molto più profonda. E potremmo vederne delle belle, anche considerando il fatto che in sala si siano alzati tutti in piedi per applaudirlo.

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Pubblicato 8 apr

https://x.com/SavinoBalzano/status/1909492697062424807?t=DrbGQj-rNkGiv9RetXqvyA&s=19 MAMMA LI SOVRANISTIH!!! Mi è piaciuta moltissimo la risposta di ieri sera di #Caracciolo. Sono mesi che provo a ricordare come gli uomini più pericolosi nella parte di mondo che chiamiamo #Occidente siano quelli che generalmente si definiscono moderati. #Biden, un pover’uomo in preda al delirio e controllato da altri, ci ha portato quasi alla terza guerra mondiale. #Macron, da mesi, freme per inviare truppe al fronte contro la #Russia: forse vuole la rivincita dopo la campagna napoleonica andata così così. Nel #RegnoUnito non c’è differenza tra laburisti e conservatori: basti pensare alle strategie di #Starmer e a #Johnson, che soffocò i primi tentativi di dialogo tra #Mosca e #Kiev. Pensate all’#Italia, dove i centristi, moderati per eccellenza, sono i più accaniti sostenitori della strategia delle armi: #Calenda, per esempio, di cui ogni mattina guardiamo i video per ridere, ma che fa sul serio. Ma anche #Tajani e #Schlein, che sono esattamente la stessa cosa. Se poi guardiamo alla #Germania, allora c’è da sudare freddo: modificano la Costituzione, col Parlamento uscente, nonostante ci siano già state le elezioni, per poter investire mille miliardi in armamenti. Il cancelliere uscente è #Scholz, il prossimo sarà #Merz: due personcine a modo. Quelli che vengono definiti #sovranisti sono tutti contrari al riarmo: #LePen, #Orban, #Salvini, #Abascal, #Weidel. Lo stesso vale per quelli che definiscono #populisti: si pensi a #Conte. Anche quelli che un tempo erano sovranisti, poi “normalizzati” per poter governare – tipo #Meloni – non supportano apertamente il riarmo europeo: al massimo si astengono. Sono quelli che si nascondono sotto il banco mentre la professoressa scorre il dito sul registro per decidere chi interrogare. Non sono mica estremiste #VonDerLeyen e #Kallas: la prima è affiliata al #PPE, la seconda a #Renew. Al secondo gruppo fa riferimento anche #Lahbib – quella della fashion-war, quella della borsetta della resilienza. Ma ci ripetono che dobbiamo avere paura dei sovranisti.

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Pubblicato 6 apr

https://x.com/SavinoBalzano/status/1908802475810775512?t=rm6rSLpAqNAIyaoqODxV3A&s=19 La piazza di ieri è stata un grande successo, e il Paese — la parte sana dell’#Italia, la stragrande maggioranza — deve essere grato a chi l’ha organizzata. Avevamo bisogno di lanciare un urlo di liberazione, di indignazione, di rivendicazione. La gente voleva affermare il proprio desiderio di #pace, l’opposizione alla folle corsa al riarmo. Voleva denunciare le atrocità della #guerra, e quella #piazza ha permesso a tantissime persone di farlo. Ieri sera, l’informazione ha minimizzato la portata dell’evento, arrivando persino a mettere l’accento sulla partecipazione di qualche soggetto strampalato. Bene: è la prova che le istanze di quel popolo erano giuste, vere. Se i media tentano di oscurarle o denigrarle — in un Paese in cui domina un’informazione disinformante di regime — non servono altre conferme. E non è finita, vedrete: partirà qualche inchiesta su chi ha organizzato i pullman, ad esempio. Come se fosse un crimine. L’indecenza sarebbe stata ricorrere a risorse pubbliche, magari del Comune di #Roma. Ma queste cose accadono altrove. Ci tengo a ricordare che anche a #Milano una piazza si è riempita, affermando i principi della pace e dell’interesse nazionale: anche a loro è giusto rivolgere gratitudine. Detto ciò, c’è un’ipocrisia di fondo che #Conte non può continuare a ignorare, perché è grande come un grattacielo. Quella piazza è incompatibile con il #PartitoDemocratico. #Schlein poteva anche mandare tutti i parlamentari del mondo, ma quelle istanze sono semplicemente inconciliabili con il partito che guida: l’acqua da una parte, l’olio dall’altra. Conte non può continuare a puntare su temi assolutamente secondari per non rompere, perché qui si parla di una questione sistemica, esistenziale: il #PD è il partito della guerra, delle armi, di questa Unione Europea. Persino più dell’ignavo partito della premier. Se per Conte un dialogo è possibile con Schlein, allora dovrebbe esserlo anche con #Tajani. Strano che escluda quello con #Salvini — lo ha escluso anche ieri sera da #Padellaro, a domanda diretta. Una domanda che mi sembrava di assoluto buon senso. Fossi in Conte, chiamerei Salvini oggi stesso: se la pace è davvero la priorità assoluta per i nostri figli, mi pare un interlocutore decisamente più opportuno di chi vota certe risoluzioni al #ParlamentoEuropeo. Risoluzioni che non contano nulla, sia chiaro: l’#UE è un sistema di ingegneria istituzionale che con la #democrazia non ha nulla a che fare. Un po’ come il PD, che la democrazia ce l’ha solo nel nome. E a proposito: che cosa hanno votato il 2 aprile? "la scelta del regime russo di minare l'ordine internazionale basato su regole e l'architettura di sicurezza dell'Europa e di dichiarare guerra ai paesi europei o di cercare di destabilizzarli al fine di realizzare la sua visione imperialista del mondo, rappresentano la minaccia più grave e senza precedenti per la pace nel mondo (...). L'Ucraina deve essere dotata delle capacità militari necessarie per tutto il tempo che le servirà per riportare una vittoria militare decisiva (...)" Caro Conte, potrai anche trovare con questa gente un’intesa sui colori della segnaletica stradale o sulla riforma del catasto, ma difficilmente potrai mettertici d’accordo su un tema come quello per cui hai chiamato a raccolta la piazza di ieri a Roma. E dunque la domanda che ti rivolgo — ringraziando ancora te e la tua comunità per quanto fatto ieri — è: quanto è importante per te la pace? cosa sei disposto a sacrificare e rivedere? Questo è il punto. Il resto sono chiacchiere.

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Pubblicato 29 mar

https://x.com/SavinoBalzano/status/1905875081206636970?t=BYNVfRcogtMP2HxQ3Ejrqw&s=19 Vediamo di capirci qualcosa: facciamo i puntini e poi li uniamo. #Mattarella: «Processi decisionali #Ue non più rinviabili». #Meloni: «Condivido le critiche di JD #Vance: l’#Europa si è un po’ persa. È infantile chiederci di scegliere tra #Trump e l’Europa». Riciccia fuori il #premierato, che sembrava ormai impolverato in un sottoscala. E, a dispetto di quanto racconta il #Governo, ridimensiona pesantemente i poteri del Capo dello Stato. Non è un caso che cerchino di tenere nascosto l’unico elemento davvero positivo della riforma costituzionale... Sotto traccia, c'è uno scontro durissimo tra Palazzo Chigi e #Quirinale. Meloni ha capito che seguire il carrozzone di #Bruxelles porta a sbattere: alla lunga, perderà consensi. Potrebbe anche arrivare il momento in cui #Salvini e la #Lega mollino del tutto e stacchino la spina. Insomma: chi l’ha votata non credo possa accettare che l’#Italia stia dalla stessa parte della matta con la borsetta della resilienza. No? Mi pare pacifico. Ma c'è un problemino tutt’altro che secondario: Mattarella è garante del vincolo esterno e, soprattutto, debordando ben oltre i limiti della #Costituzione, pretende di dettare la linea sulla politica estera. E qui viene il bello: potrebbe anche saltargli in mente di nominare un bel senatore a vita e piazzarlo a Palazzo Chigi, magari prendendo esempio dal suo predecessore. Insomma, ancora una volta la nostra democrazia è in bilico. E a metterla nei guai è — ovviamente — gente non votata dal Popolo. Fossi in Meloni? Strapperei. E lo farei nel modo più plateale possibile. Presto, potrebbe essere troppo tardi.

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