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Pensiero Verticale
@verticale_blog
PsicologiaArmare le parole. Costruire il pensiero. Alimentare consapevolezza.
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Pubblicato 29 dic
La storia, ormai, la conosciamo tutti. Un ragazzo come tanti, studente dell'istituto Molinari di Milano. Un solo "problema": è di destra. Per questo è costretto a cambiare scuola, scrive un tema contro le BR e, puntuale, arriva il castigo. È il 13 marzo 1975. L'aggressione a colpi di chiave inglese gli costerà 47 giorni di agonia fino a quando, il 29 aprile dello stesso anno, muore all'età di 18 anni. Il suo nome è Sergio Ramelli. A 50 anni di distanza la sua figura dovrebbe ormai essere ricordata da qualsiasi partito politico. E allora ecco l'iniziativa coraggiosa di Pippi Mellone, sindaco di Nardò (LE), che decide di dedicare a Ramelli una scuola. Ma dalle parti della CGIL di Maurizio Landini sentir parlare di riconciliazione non è cosa che si possa tollerare con leggerezza."Era un neofascista", "Personaggio divisivo", si scrive. Resta un mistero di come in un luogo dove tutte le idee dovrebbero trovare cittadinanza, come la scuola, un ragazzo come Ramelli possa essere considerato "divisivo".
Pubblicato 24 dic
A volte, in mezzo alle lucine, ai regali e ai festoni, sentiamo che qualcosa manca. Che lo spirito del Natale si sia perso per strada, sostituito da una corsa frenetica che lascia il cuore vuoto. Questo video non è solo un discorso, è un richiamo. Un invito a fermarci e a porci la domanda più importante: chi siamo, quando nessuno ci guarda? Questo è un viaggio al di là della superficie scintillante delle feste. Ci ricorda che il primo Natale non fu uno spettacolo di ricchezza, ma un miracolo di umiltà. E ci sfida a riscoprire quella stessa essenza oggi: a riconoscere la "spada" che taglia via il superfluo, a silenziare il rumore del mondo per ascoltare il sussurro dello Spirito. È un monito potente contro il Natale "a rate", che indebita il nostro animo. Un messaggio che risuona oltre lo schermo, chiedendoci dove vogliamo accendere la nostra luce quest'anno. Perché la risposta più autentica non è nella corsa ai negozi, ma nel silenzio di una riflessione onesta.
Pubblicato 21 dic
Beppe Sala dichiara che «le nostre strade sono ancora piene di fascismo». Un’affermazione roboante, buona per i comizi e per i social, ma del tutto scollegata dalla realtà quotidiana dei milanesi. Nelle strade di Milano non sfilano camicie nere: si vedono invece scippi, violenza, spaccio e degrado crescente. Questo è il problema vero, ed è sotto gli occhi di tutti. Da sindaco, Sala dovrebbe occuparsi della sicurezza concreta dei cittadini, soprattutto dei lavoratori e dei più deboli, invece di attaccarsi a vecchie ossessioni ideologiche utili solo a distrarre dall’incapacità amministrativa. La prassi é chiara: l’antifascismo come alibi per non governare. Milano ha bisogno di ordine, protezione sociale e serietà, non di slogan fuori tempo massimo. #immigrazione#sicurezza#sala#beppesala#milano#italia#attualita#attualità#news#notizia#notizie#politica#politicaitaliana#governo#destra
Pubblicato 19 dic
Il tatuaggio è molto più di un segno, è una storia. Una storia antica che nasce dal bisogno primordiale di lasciare un segno indelebile, di trasformare il corpo in una mappa di credenze e identità. Da rituali tribali a simboli di status, da marchi di ribellione a opere d'arte contemporanee, il tatuaggio ha viaggiato attraverso il tempo e le culture, cambiando significato ma mantenendo intatto il suo potere: quello di scolpire sulla pelle un frammento di anima. In questa nuova rubrica di Pensiero Verticale esploreremo le origini di questa pratica antichissima, le sue tecniche, le sue evoluzioni e i linguaggi simbolici che racconta. Perché ogni linea, ogni ombra, ogni punto di inchiostro, nasconde un mondo. #tatuaggio#tatuaggi#tatuatore#storia#arte#cultura#italia#milano#culturapop#artecontemporanea
Pubblicato 15 dic
Marco Travaglio ha commentato il rapporto tra Donald Trump e l'Europa sottolineando la sudditanza che l'Europa oggi soffre rispetto agli USA. Emblematica la frase "noi siamo servi e i padroni non discuto coi servi" #politicaestera#politicaitaliana#notizie#notizia#news#travaglio#trump#usa#europa#governo#destra#ucraina#cina
Pubblicato 13 dic
Camminando in questo quartiere la prima sensazione è di un luogo sospeso. Un'arteria storica di Milano, un tempo vivace e multiculturale, oggi percepita da molti dei suoi stessi abitanti come una terra di nessuno. Questa è Milano senza filtri. Questa è Via Padova. Un laboratorio sociale diventato, agli occhi di chi lo vive ogni giorno, un esempio di degrado e abbandono. Il dato demografico racconta una realtà precisa: sette residenti su dieci sono di origine straniera. A questa complessa situazione si aggiunge il progetto di una nuova moschea. Un’opera pubblica che per l’amministrazione è un passo verso l’inclusione, ma che molti residenti – italiani e non – guardano con scetticismo, chiedendosi se non sia l’ennesimo paravento per non affrontare i veri, urgenti problemi: sicurezza, legalità e vivibilità. E tu? Cosa ne pensi? Faccelo sapere nei commenti! #immigrazione#sicurezza#notizie#notizia#news#italia#milano#viapadova#governo#destra#politicaitaliana#politica
Pubblicato 12 dic
Quest’anno le principali piazze europee saranno blindate come zone di sicurezza: controlli agli ingressi, divieti, cordoni, pattuglie ovunque. È il segno più evidente di una verità che molti fingono di non vedere: passare il Capodanno in piazza non è più quello di una volta. La festa popolare, dove si brindava tra sconosciuti, è stata sostituita da una notte tesa, imprevedibile, vandalismi e comportamenti aggressivi. E sì, una parte del problema nasce da gruppi di giovani che, tra marginalità sociale, integrazione incompiuta e voglia di caos, trasformano una piazza piena in un territorio di sfogo. Le autorità rispondono moltiplicando transenne, metal detector, zone rosse. Dov’è finito quel Capodanno semplice, rumoroso, imperfetto ma condiviso, che molti ricordano con rimpianto? La verità è scomoda: abbiamo perso non solo la sicurezza, ma l’idea stessa di piazza come spazio comune. E finché non avremo il coraggio di dirlo, continueremo a brindare dentro recinti, sperando che nessuno rovini la serata.
Pubblicato 10 dic
L’Inno d’Italia non è “vecchio”, non è “retorico” e non è “fa*cista”. È semplicemente più serio di noi. Il 10 dicembre 1847 è nato un Paese che ancora non c’era. La domanda oggi è: siamo ancora all’altezza di quelle parole? Scrivilo nei commenti👇🇮🇹 Tu lo senti ancora tuo? #accaddeoggi#storia#italia#roma#milano#governo#oggi#fatti#avvenimenti#storico#politica#politicaitaliana#destra
Pubblicato 7 dic
Mentre alla fiera Più libri più liberi si riempiono la bocca di pluralismo, basta osservare cosa accade quando qualcuno prova davvero a portare una voce diversa. @passaggioalbosco_edizioni pubblica libri su identità, storia, radici: immediatamente diventa il bersaglio da colpire. “Scomodo”, quindi da isolare. Il libero mercato delle idee funziona, sì, purché le idee siano quelle giuste. La fiera che doveva dare spazio ai piccoli editori ora decide quali piccoli possono sedersi al tavolo e quali devono restare fuori. Passaggio al Bosco disturba non perché pericoloso, ma perché non chiede permesso. Difende memoria e appartenenza in un panorama che preferisce slogan e moralismi prêt-à-porter. Se il confronto è reale, si ascolta anche ciò che non rassicura. La libertà editoriale non è celebrare chi ci assomiglia, ma permettere la presenza di chi ci sfida. Altrimenti, più che libri più liberi, avremo solo libri più uguali. E qualcuno continuerà a chiamarla libertà.
Pubblicato 4 dic
Dalle vecchie Falck fino all'interno del Municipio, in questo nuovo viaggio raccontiamo una storia particolare: quella di Sesto San Giovanni, che dalle ceneri del suo passato industriale ha costruito un nuovo futuro. Qui, dove una volta si produceva acciaio, oggi si forgiano idee e conoscenza. Ma a pochi passi da questi simboli di rinascita, si affronta ogni giorno un'altra, più complessa, sfida: quella del degrado e della sicurezza percepita dai cittadini. Dove il cemento dei grandi stabilimenti lascia il posto al tessuto dei quartieri, la domanda di normalità e vivibilità diventa urgente. Abbiamo portato queste domande direttamente al Sindaco, incontrandolo e confrontandoci sui temi più caldi di questi tempi. Cosa fa un'Amministrazione che ha vinto la sfida della riqualificazione urbana per vincere quella, forse più difficile, del benessere quotidiano? Per saperne di più, guarda il video e resta aggiornato!
Pubblicato 3 dic
La sera scorsa in Corso Como si è svolta una manifestazione spontanea di giovani appartenenti alle diverse realtà del centrodestra cittadino. Un’iniziativa che, al di là delle bandiere, ha riportato al centro un tema che Milano da troppo tempo fatica a guardare negli occhi: la sicurezza come condizione essenziale per una città vivibile. I partecipanti hanno denunciato una situazione di crescente degrado, episodi di vi*lenza sempre più frequenti e una gestione amministrativa che continua a minimizzare il problema. Il messaggio che emerge è semplice ma netto: sicurezza non significa chiusura o repressione, ma garantire a residenti, lavoratori e studenti la possibilità di vivere la città senza paura. La manifestazione si è chiusa con un appello all’amministrazione comunale: riconoscere la gravità del momento e intervenire con decisione, per restituire alla città non solo più sicurezza, ma anche più fiducia.
Pubblicato 1 dic
Kosovo, 18 marzo 2004: in poche ore 35 chiese e monasteri serbo-ortodossi furono distrutti. Vent’anni dopo, le ferite sono ancora aperte: la comunità serba del Kosovo vive isolamento, pressioni e continui atti di vandalismo contro i suoi luoghi sacri. Eppure, resistono. Custodendo identità, storia e fede. I volontari di @unavocenelsilenzio sostengono queste comunità dimenticate e, grazie al progetto “Con un panettone costruisci speranza”, il ricavato verrà utilizzato per contribuire alla ricostruzione della chiesa di Cernica, enclave serba in Kosovo, la chiesa è ancora oggi incompleta a causa della distruzione avvenuta nel 2000. Inoltre, parte delle donazioni sarà destinata al finanziamento di borse di studio per i bambini palestinesi in Cisgiordania, tra i più colpiti dall’instabilità e dalla violenza dell’occupazione israeliana, che li costringe a sofferenze quotidiane. Per effettuare donazioni potete utilizzare il seguente IBAN UVNS – UNA VOCE NEL SILENZIO IBAN: IT82W0304701600000222002649