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Psicologia

Armare le parole. Costruire il pensiero. Alimentare consapevolezza.

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Pubblicato 24 gen

Nel nord-est della Siria la situazione sta peggiorando. Non è una guerra finita, è una guerra ignorata. Dopo anni di controllo curdo, l’equilibrio si sta rompendo. Le SDF arretrano sotto pressione militare e politica. Gli Stati Uniti riducono la presenza e il supporto. La priorità occidentale non sono più i curdi, ma la “stabilità” del territorio. Anche a costo di accordi con ex jihadisti. Nelle zone di detenzione il sistema cede. Carceri e campi sovraffollati collassano. Miliziani dell’ISIS riescono a fuggire. Nel frattempo iniziano le repressioni. Arresti arbitrari, esecuzioni, epurazioni. A colpire soprattutto le minoranze. Curdi. Cristiani. Alawiti. Sciiti. Chi non ha milizie, non ha voce. Chi non serve più, viene abbandonato. Gli alleati di ieri diventano un problema. I “terroristi” di ieri diventano interlocutori. In Siria non vince la pace. Vince il potere. #politica#politicaestera#siria#statiuniti#news

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Pubblicato 20 gen

Strana parabola quella del fascismo: da periodo storico oggetto di studio per gli "addetti ai lavori" (storici, ricercatori, semplici studiosi) a ragione (unica?) di vita per stormi di politici, giornalisti, influencer, psichiatri. Sentirsi vivi parlando dei morti. Pretendendo di continuare a combatterli, per giunta. Nell'Anno del Signore 2026 al centro di inchieste, speciali TV, libri, spettacoli teatrali c'è ancora e sempre Lui: il mostro nero dalla volitiva mascella e il cranio pelato. Un mostro che continua ad alimentare una sontuosa macchina di denari per sconosciuti scrittori o illustri maestri di pensiero in crisi di creatività e alla ricerca di un soggetto "cool" che salvi il portafoglio (ma non la dignità). Il mondo cambia, gli equilibri globali si ridefiniscono, l'IA investe la vita delle persone. Siamo sicuri che rimanere fermi, a combattere fantasmi in nome di un passato che non passa, sia la strada migliore da percorrere? #politica#politicaitaliana#storia#attualita#governo

169 views

Pubblicato 19 gen

Ecco cosa accade quando ammassiamo persone nei quartieri senza controlli, servizi e presìdi, poi ci stupiamo se esplode il caos? Questa non è accoglienza: è abbandono sociale mascherato da buonismo. Senza ordine pubblico i più penalizzati sono sempre i lavoratori e i quartieri popolari. Senza controllo dei flussi e senza polizia sul territorio, vince solo la legge del più pericoloso. Chi governa ha scelto di non scegliere: né integrazione, né sicurezza. Risultato? Tensioni, rabbia, città ostaggio degli eventi. Non servono slogan. Servono regole, controlli e presenza dello Stato. Ecco come si é addormentata Torino ieri sera. #immigrazione#attualita#cronaca#notizie#torino

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Pubblicato 17 gen

Per secoli il corpo è stato altare, tempio, linguaggio. Il cristianesimo ci ha insegnato che la carne non è solo materia, ma segno: segno di sacrificio, di promessa, di appartenenza. E allora cosa succede quando il segno non è più solo parola, ma diventa pelle? Quando il simbolo smette di essere inciso nella pietra o nella carta e sceglie il corpo come luogo della memoria? Il tatuaggio, spesso visto come profanazione, nasce in realtà dallo stesso bisogno che attraversa la fede: rendere visibile l’invisibile, portare addosso ciò in cui si crede, trasformare il dolore in senso. In questo nuovo video di "inciso sulla pelle", parliamo di religione e tatuaggi, non come mondi opposti, ma come linguaggi fratelli. E tu? Cosa ne pensi? Faccelo sapere nei commenti! #tatuaggi#tatuaggio#arte#milano

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Pubblicato 13 gen

Il leone del Ponte dei Leoni non è stato danneggiato per caso. È stato colpito perché simbolo di una città, della sua storia popolare e della sua identità. Un gruppo di giovani di origine maghrebina ha infilato un petardo nella bocca della statua, distruggendo un bene pubblico che appartiene a tutti i monzesi. Questo episodio non è una semplice bravata, ma l’ennesima dimostrazione del fallimento di un modello che tollera l’immigrazione senza pretendere rispetto, regole e integrazione reale. Chi vive ai margini, senza lavoro, senza disciplina e senza legami con la comunità, finisce per disprezzarla. La città non è una terra di nessuno. I monumenti popolari non sono bersagli. L’accoglienza non può essere cieca, né scollegata dall’ordine sociale. Chi distrugge i simboli comuni rompe il patto con il popolo che lo circonda. Difendere l'Italia significa difendere i suoi spazi, la sua storia e la sua dignità. Senza giustizia e legalità non esiste solidarietà. *E senza rispetto non esiste integrazione.*

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Pubblicato 12 gen

È morto lavorando, di notte, al freddo, da solo, mentre sorvegliava un cantiere olimpico. Aveva 55 anni, un contratto a termine e mille chilometri da casa. È così che oggi si muore di lavoro: senza clamore, dentro turni considerati “normali”, finché il corpo non regge più. Intorno c’è il racconto trionfale delle Olimpiadi, della corsa contro il tempo, delle opere da finire a ogni costo. Sotto, però, restano cantieri aperti 24 ore su 24, vigilanza privata con turnazioni esasperate, sicurezza trattata come un fastidio. Quando succede l’inevitabile, si parla di malore e si abbassano i toni, come se il contesto non avesse alcuna responsabilità. Questa non è una fatalità, è un modello. Un modello che consuma lavoro umano per tenere lucida la vetrina dei grandi eventi. Le Olimpiadi diventano così una patina brillante sopra un sistema che funziona male e non protegge chi regge davvero il peso della fretta. in memoria di Pietro Zantonini. Lavoratore. #lavoro#olimipiadi#milano#italia#governo

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Pubblicato 11 gen

È il 47' minuto di Inter-Napoli, posticipo serale della 20' giornata di serie A. Dai principali gruppi ultras nerazzurri (Secondo Anello Verde e Irriducibili, assiepati rispettivamente nelle curve nord e sud dello stadio Meazza di Milano) compaiono due striscioni: "Vicini alle famiglie delle vittime di Crans-Montana" e "Crans-Montana, 01-01-2026: 16 anni per sempre...". 47' minuto.47, come il numero delle vittime, perlopiù giovanissimi, della "strage di Capodanno" avvenuta nella rinomata località svizzera. Il ricordo e il dolore per la strage che ha bagnato di sangue l'inizio del nuovo anno, riecheggiano nel messaggio, sobrio e composto come solo un sentimento profondo e sentito può e deve essere, esposto dalle frange del tifo interista. Un messaggio che ha accomunato l'Italia nei giorni dei funerali dei suoi giovani, dinanzi alle cui bare si è scoperta ferita e animata da una vibrante richiesta di giustizia e di verità che non potrà essere tradita.

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Pubblicato 8 gen

Notte di Capodanno, Brera, pieno centro di Milano. Un turista straniero passeggia con moglie e figli quando viene assalito da tre rapinatori che tentano di strappargli dal polso un Patek Philippe. L’uomo viene scaraventato a terra, davanti ai bambini. Nessuna pattuglia, nessuna prevenzione. Solo la reazione della famiglia riesce a mettere in fuga gli aggressori. Questo episodio non è un caso isolato. Milano è diventata territorio di caccia per delinquenti che colpiscono in centro, tra turisti e famiglie, certi dell’impunità. Non è disagio sociale: è criminalità organizzata, favorita da uno Stato assente. Senza sicurezza non esiste giustizia sociale. Difendere le famiglie, i cittadini e chi lavora non è “repressione”, è il minimo dovere pubblico. Milano non può essere una giungla per chi la vive. #immigrazione#sicurezza#italia#governo#milano

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Pubblicato 7 gen

“Io qui ci sono cresciuta, ed era un’isola felice.” È da questa frase che parte il racconto di una residente di Rogoredo, una voce che riporta indietro nel tempo, a un quartiere diverso, prima che degrado, spaccio e insicurezza diventassero parte della quotidianità. In questa intervista abbiamo ascoltato la sua storia per raccontare, senza filtri, cosa significa oggi vivere accanto a un’area che da anni rappresenta una delle ferite più profonde della città. Un cambiamento lento ma costante, che ha trasformato abitudini, spazi e percezioni di sicurezza. Dalle strade ai giardini, dai sottopassi alle case, il suo racconto restituisce la realtà vissuta da chi non ha mai lasciato il quartiere. Non numeri né slogan, ma esperienze dirette: la paura, la stanchezza, la sensazione di essere stati dimenticati. Le sue parole, cariche di memoria e amarezza, raccontano una Milano che raramente trova spazio nel dibattito pubblico. Una città che chiede ascolto, presenza e risposte concrete, non interventi temporanei.

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Pubblicato 3 gen

Nella notte, poco dopo le due, la città di Caracas è stata svegliata da almeno sette violente esplosioni, accompagnate da forti boati descritti da alcuni testimoni come simili al rumore di aerei in volo. L'episodio ha generato momenti di forte tensione nella capitale venezuelana. In una dichiarazione successiva, il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti avrebbero condotto con successo un'operazione militare su vasta scala contro il Venezuela. Secondo quanto riportato, I'intervento avrebbe portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro, che sarebbe stato poi trasferito fuori dal Paese insieme alla moglie. Trump ha inoltre precisato che l'operazione è stata realizzata con il coinvolgimento e il coordinamento delle forze dell'ordine degli Stati Uniti. #politicaestera#venezuela#guerra#america#notizie

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Pubblicato 1 gen

Abbiamo chiuso l’anno guardandoci indietro, frame dopo frame. Dalle inchieste sul degrado e la criminalità, alla storia dei tatuaggi, dall'inno di Mameli fino alle conferenze su un'Europa libera, e senza padroni. Contenuti diversi, un unico filo: andare a fondo, senza paura, senza scorciatoie. Buon anno da Pensiero Verticale. Ma tranquilli, non ci fermeremo, anzi. Continueremo a osservare, raccontare, discutere e prendere posizione. Perché pensare in verticale significa non accontentarsi della superficie. Questo non è un traguardo. È solo l’inizio. #capodanno#nuovoanno#politica#politicaitaliana

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Pubblicato 30 dic

Alcuni media, come @Fanpage, tornano a parlare di Rogoredo scegliendo però una narrazione comoda e parziale: si concentrano sulle storie individuali e sull’emotività, umanizzando il degrado ma rimuovendo il nodo centrale, la sicurezza. Rogoredo è oggi un quartiere segnato dall’arretramento dello Stato, dallo spaccio organizzato e da una diffusa insicurezza dei residenti, un dato sistematicamente messo tra parentesi. Evitare il tema della sicurezza significa evitare le responsabilità politiche: anni di lassismo, immigrazione mal gestita e territori lasciati a dinamiche illegali. Ridurre tutto al disagio sociale e all’empatia serve a coprire questi fallimenti e a far ricadere i costi sui cittadini. I residenti non chiedono propaganda mascherata da giornalismo, ma sicurezza, presenza dello Stato e verità. Pensiero Verticale rifiuta narrazioni che assolvono il sistema e colpevolizzano il territorio: la sicurezza non è secondaria e l’immigrazione fuori controllo è parte del problema, non un tabù da ignorare.

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