TGTGInsighttelegram intelligenceLIVE / telegram public index
← Python Заметки

TGINSIGHT SIMILAR POSTS

Најди сличен содржај

Изворен канал @pythonotes · Post #175 · 30 окт.

В прошлом посте говоря "Все вызовы теперь одинаковы" я несколько слукавил. Всё-таки есть в этом зоопарке версий некоторая несовместимость вызов которой просто так не унифицировать. Эти моменты вынесены в отдельный модуль QtCompat (compatibility). Там не так много функций но они довольно полезны. Этот модуль содержит унификаци модуля shiboken2, функций loadUi, translate и несколько переименованных функций классов или изменённую сигнатуру аргументов и возвращаемых значений. Это единственное исключение из правила когда вам потребуется где-то изменить свой код кроме импортов и этот код не похож на обычный код PySide2. Например, в PyQt4 и PySide есть метод QHeaderView.setResizeMode Для PyQt5 и PySide2 они были благополучно переименованы в QHeaderView.setSectionResizeMode Чтобы применить этот метод следует использовать такой код from Qt import QtCompath header = self.horizontalHeader() QtCompat.QHeaderView.setSectionResizeMode(header, QtWidgets.QHeaderView.Fixed) Унификация загрузки UI файлов: # PySide2 from PySide2.QtUiTools import QUiLoader loader = QUiLoader() widget = loader.load(ui_file) # PyQt5 from PyQt5 import uic widget = uic.loadUi(ui_file) # Qt.py from Qt import QtCompat widget = QtCompat.loadUi(ui_file) Хорошо что таких моментов не много и их легко запомнить. Полный список можно посмотреть в таблице. #qt#tricks

Hashtags

Резултати

Пронајдени 9 слични објави

Пребарај: #austerità

当前筛选 #austerità清除筛选
Savino Balzano

@savinobalzano · Post #770 · 10.10.2024 г., 08:34

https://x.com/SavinoBalzano/status/1844295378201362497?t=n43pUE2DKurTV8v8Z6wJXw&s=19 Solo dei pagliacci potrebbero cantare #BellaCiao senza comprendere il senso stesso di quella canzone. Cos'è per voi Bella Ciao? L'ideologia bellicista di #VonDerLeyen, di #Kallas, di #Kubilius? Cos'è per voi Bella Ciao? Il tradimento costituzionale impostoci dall'#UE? L'#austerità? Il pareggio di bilancio? Il #PattoDiStabilità? Chi canta quella canzone, nelle istituzioni e nelle piazze, è spesso complice del picconamento dello stato sociale, della vessazione della parte più fragile delle popolazioni dell'#Europa. Siete ridicoli. La mia a #5Notizie, #RadioCusanoCampus.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #969 · 07.04.2025 г., 08:10

https://x.com/SavinoBalzano/status/1909155482440478747?t=qHztv8w78QQksaH6OhGCbw&s=19 Era il 20 gennaio 2015 e qualcuno prevedeva ciò che sarebbe accaduto. La svalutazione dell'#euro, evidentemente, agevolava le nostre esportazioni danneggiando altri. Se lo dicevi, ovviamente, venivi tacciato di essere un pericoloso estremista reazionario. Magari anche un po' fascista: certe logiche non cambiano mai. I "migliori" ci rassicuravano: era tutto a posto, andava bene così, si poteva fare. Altri facevano notare — qui @AlbertoBagnai — che quel giochetto avrebbe provocato una reazione. Una reazione che, sia chiaro, non arriva oggi per la prima volta: i #dazi non li ha certo inventati #Trump. Oggi sono al centro del dibattito pubblico non perché il tema debba essere gestito con attenzione, ma per alimentare il solito terrorismo mediatico finalizzato all’imposizione di scelte antisociali e neoliberali. Per fare ciò che piace all’#Ue e al #PD, in poche parole. #Meloni aveva promesso di contrastare queste logiche, ma stiamo ancora aspettando. Gli #USA di #DonaldTrump avevano anche un’altra strada per fiaccare le importazioni: falcidiare redditi e domanda interna, l’#austerità. Non hanno trovato un #Monti o una #Fornero a portata di mano, e hanno scelto un’altra strategia. Non devono esserci molti antiamericani da quelle parti.

la fionda📗

@lafionda · Post #6404 · 29.07.2025 г., 17:06

https://x.com/SavinoBalzano/status/1950234310520222123?t=JcAwA0fkP5S6UMbmz37dCw&s=19 È VERO: I DAZI SONO UN'OPPORTUNITÀ (leggete prima di arrabbiarvi) Vi dico una cosa: se fossi statunitense (statunitense, non americano: l’#America è un continente che comprende molti altri paesi, che meritano rispetto), sarei decisamente soddisfatto dell’accordo siglato da #Trump. È un accordo fatto nell’interesse degli #StatiUniti. Avevano una bilancia commerciale sfavorevole e hanno fatto ciò che andava fatto: svalutazione monetaria e dazi. Inoltre, hanno portato nuove risorse al paese, ad esempio con l’accordo sull’energia. A me pare un ottimo accordo, per loro. E cosa dovrebbe fare il capo di un governo (in questo caso anche di uno Stato), se non difendere gli interessi del proprio paese? Mi rendo conto che, dalle nostre parti, la cosa possa sorprendere, ma è così che dovrebbe funzionare: la politica dovrebbe servire la comunità che rappresenta. Mi sento costretto a una precisazione tanto banale perché leggo i commenti di alcuni europeisti disperati che, pur di non ammettere che l’Unione Europea è una Cloaca Maxima, se la prendono con Trump, il presidente di un altro paese. È una reazione piuttosto curiosa. Certo, questi dazi per noi saranno un problema: con ogni probabilità, per continuare a essere competitivi nel mercato internazionale — con le attuali regole — saremo costretti a un’ulteriore svalutazione interna, a scapito di lavoratori, pensionati e dello stato sociale in generale (sanità, ricerca, trasporti pubblici, scuola e tutto il resto). Saremo, insomma, costretti a indebolire ancora la nostra domanda interna. Dico "ancora" perché è quello che facciamo da decenni, come ha ammesso di recente anche il "pentito" Mario #Draghi. A #Washington, in effetti, avevano anche un’altra strada: sarebbe bastato fiaccare i redditi, indebolire la capacità di acquisto degli statunitensi e ridurre le importazioni. Insomma, ricorrere all’austerità. Esattamente ciò che abbiamo fatto noi finora — non a caso in contrasto con l’interesse del popolo. A loro sarebbe bastato un Mario #Monti qualsiasi. Invece hanno Trump. La guerra commerciale, del resto, non nasce con Trump: questa è solo la favola da dare in pasto all’opinione pubblica per costruire un comodo capro espiatorio. L’#austerità è una sorta di dazio, solo peggiore, perché danneggia i popoli dei paesi che la praticano (come il nostro). In questo senso aveva ragione — e mi spiace per chi si sia scandalizzato per quell’affermazione o si scandalizzi ancora — chi vedeva nei dazi statunitensi un’opportunità. Ci aiutano a capire cosa dovrebbe fare davvero la politica: difendere gli interessi dei popoli che rappresenta. L’#UE, da sempre, persegue obiettivi opposti, ed è ora di prenderne atto. Lo fa, peraltro, con la complicità di classi dirigenti nazionali che tradiscono il proprio paese. La seconda cosa che ci fanno comprendere è questa: se i #dazi ci penalizzano, è perché — molto semplicemente — abbiamo puntato tutto sulle esportazioni. Se affidi la tua economia al mercato estero, è inevitabile che il dazio diventi un’arma di ricatto. Chiunque finirebbe per soccombere. Lo fa Giorgia #Meloni, che aveva promesso di battere i pugni e invece batte i tacchi davanti a #VonDerLeyen. E lo farebbe #EllySchlein, che dimentica di sostenere la maggioranza a #Bruxelles e la Commissione Europea. I dazi sono un’opportunità perché ci costringono a riconoscere che abbiamo sbagliato tutto: ci siamo venduti l’anima, e l’Unione Europea si è rivelata una trappola. A dispetto di quanto ci hanno promesso per decenni. Ma non lo ammetteranno mai. Vi diranno che è colpa di una persona: Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni, persino Trump. Lo faranno per nascondere la verità fondamentale: abbiamo abbracciato il paradigma neoliberale della svalutazione dei redditi, del lavoro e dello stato sociale, perché da decenni ce lo impone l’Unione Europea, con la complicità delle nostre classi dirigenti — di ogni colore politico.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #997 · 30.04.2025 г., 06:46

https://x.com/SavinoBalzano/status/1917470362113126822?s=19 MATTARELLA "DIMENTICA" DI DIRE PERCHÈ I SALARI SONO BASSI. PER COLPA DI CHI? #Mattarella è intervenuto con fermezza sulla questione salariale e, più in generale, sulle difficili condizioni dei lavoratori in #Italia. Un passaggio significativo è stato dedicato al dramma dei caduti sul #lavoro. Si tratta di argomenti fondamentali. Tuttavia, è evidente che il Capo dello Stato li richiami quasi esclusivamente in occasione del #PrimoMaggio. C’è chi se ne occupa da anni, con continuità e dedizione. Il #Quirinale ha toccato un nodo essenziale: il lavoro, fondamento della nostra #Repubblica, da molto tempo mostra segnali di cedimento sempre più gravi. Ma nel suo intervento manca del tutto un’analisi delle cause. E questo, a ben vedere, è piuttosto singolare. Una denuncia priva di contesto finisce per essere poco incisiva. Perché i #salari non aumentano? Le retribuzioni ristagnano almeno per due motivi. Il primo – decisivo – è l’adozione di politiche economiche restrittive, lontane dall’obiettivo della piena occupazione. L’assenza di investimenti pubblici scoraggia anche quelli privati, impedendo la creazione di occupazione stabile. Ne deriva un’offerta eccessiva di lavoro – in particolare giovanile – che, come in ogni mercato, spinge verso il basso il “prezzo”, cioè il salario. È una dinamica elementare. Inoltre, come ha riconosciuto lo stesso Mario Draghi, non si è trattato di un incidente di percorso: questa strategia è stata deliberata, per competere sul piano dei costi in un sistema orientato alle esportazioni, sul modello tedesco. Accanto a questa impostazione economica si è affermato un intervento più strettamente normativo: la progressiva precarizzazione dei rapporti di lavoro. Così facendo, si è reso il lavoratore vulnerabile, meno tutelato, più esposto alla ritorsione, privo della forza necessaria per rivendicare diritti e migliori condizioni, anche retributive. Perché il #PresidenteDellaRepubblica evita di indicare le responsabilità reali, lasciando sottintendere che tutto dipenda dall’azione (o inazione) dell’attuale #Governo? Chi ha imposto l’#austerità? Chi ha spinto per la flessibilizzazione del mercato del lavoro? Chi ha voluto #Monti e #Draghi a Palazzo Chigi? Niente niente che il Colle c'entri qualcosa? È chiaro che voglia coprire politicamente le istituzioni sovranazionali che hanno imposto all’Italia un’agenda incompatibile con i principi costituzionali. Lui, della Costituzione, dovrebbe essere il garante. no? Tutti questi temi li ho trattati nel mio ultimo libro, Il salario minimo non vi salverà. Sono stato attaccato da quella parte di sinistra – sinistrucola – italiana divisa in due fazioni: da un lato i fessi che convintamente continuano a ripetere slogan sull’antifascismo, dall’altro i furbi che si rifugiano nella retorica della resistenza per nascondere le vere responsabilità di chi ha svenduto il Paese. Pensare che basti una leggina sul salario minimo per risolvere tutto questo è pura ingenuità. Significa – come troppo spesso accade – non aver capito nulla del problema o, più semplicemente, voler prendere in giro il Popolo italiano

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1105 · 29.07.2025 г., 16:42

https://x.com/SavinoBalzano/status/1950234310520222123?t=JcAwA0fkP5S6UMbmz37dCw&s=19 È VERO: I DAZI SONO UN'OPPORTUNITÀ (leggete prima di arrabbiarvi) Vi dico una cosa: se fossi statunitense (statunitense, non americano: l’#America è un continente che comprende molti altri paesi, che meritano rispetto), sarei decisamente soddisfatto dell’accordo siglato da #Trump. È un accordo fatto nell’interesse degli #StatiUniti. Avevano una bilancia commerciale sfavorevole e hanno fatto ciò che andava fatto: svalutazione monetaria e dazi. Inoltre, hanno portato nuove risorse al paese, ad esempio con l’accordo sull’energia. A me pare un ottimo accordo, per loro. E cosa dovrebbe fare il capo di un governo (in questo caso anche di uno Stato), se non difendere gli interessi del proprio paese? Mi rendo conto che, dalle nostre parti, la cosa possa sorprendere, ma è così che dovrebbe funzionare: la politica dovrebbe servire la comunità che rappresenta. Mi sento costretto a una precisazione tanto banale perché leggo i commenti di alcuni europeisti disperati che, pur di non ammettere che l’Unione Europea è una Cloaca Maxima, se la prendono con Trump, il presidente di un altro paese. È una reazione piuttosto curiosa. Certo, questi dazi per noi saranno un problema: con ogni probabilità, per continuare a essere competitivi nel mercato internazionale — con le attuali regole — saremo costretti a un’ulteriore svalutazione interna, a scapito di lavoratori, pensionati e dello stato sociale in generale (sanità, ricerca, trasporti pubblici, scuola e tutto il resto). Saremo, insomma, costretti a indebolire ancora la nostra domanda interna. Dico "ancora" perché è quello che facciamo da decenni, come ha ammesso di recente anche il "pentito" Mario #Draghi. A #Washington, in effetti, avevano anche un’altra strada: sarebbe bastato fiaccare i redditi, indebolire la capacità di acquisto degli statunitensi e ridurre le importazioni. Insomma, ricorrere all’austerità. Esattamente ciò che abbiamo fatto noi finora — non a caso in contrasto con l’interesse del popolo. A loro sarebbe bastato un Mario #Monti qualsiasi. Invece hanno Trump. La guerra commerciale, del resto, non nasce con Trump: questa è solo la favola da dare in pasto all’opinione pubblica per costruire un comodo capro espiatorio. L’#austerità è una sorta di dazio, solo peggiore, perché danneggia i popoli dei paesi che la praticano (come il nostro). In questo senso aveva ragione — e mi spiace per chi si sia scandalizzato per quell’affermazione o si scandalizzi ancora — chi vedeva nei dazi statunitensi un’opportunità. Ci aiutano a capire cosa dovrebbe fare davvero la politica: difendere gli interessi dei popoli che rappresenta. L’#UE, da sempre, persegue obiettivi opposti, ed è ora di prenderne atto. Lo fa, peraltro, con la complicità di classi dirigenti nazionali che tradiscono il proprio paese. La seconda cosa che ci fanno comprendere è questa: se i #dazi ci penalizzano, è perché — molto semplicemente — abbiamo puntato tutto sulle esportazioni. Se affidi la tua economia al mercato estero, è inevitabile che il dazio diventi un’arma di ricatto. Chiunque finirebbe per soccombere. Lo fa Giorgia #Meloni, che aveva promesso di battere i pugni e invece batte i tacchi davanti a #VonDerLeyen. E lo farebbe #EllySchlein, che dimentica di sostenere la maggioranza a #Bruxelles e la Commissione Europea. I dazi sono un’opportunità perché ci costringono a riconoscere che abbiamo sbagliato tutto: ci siamo venduti l’anima, e l’Unione Europea si è rivelata una trappola. A dispetto di quanto ci hanno promesso per decenni. Ma non lo ammetteranno mai. Vi diranno che è colpa di una persona: Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni, persino Trump. Lo faranno per nascondere la verità fondamentale: abbiamo abbracciato il paradigma neoliberale della svalutazione dei redditi, del lavoro e dello stato sociale, perché da decenni ce lo impone l’Unione Europea, con la complicità delle nostre classi dirigenti — di ogni colore politico.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #838 · 11.12.2024 г., 07:35

https://x.com/SavinoBalzano/status/1866748508776124709?t=AxEMeyAirpzFBAs7d3J_wg&s=19 Qualche giorno fa, #MarioMonti paragonava l'attuale stallo istituzionale Francese all'#Italia del 2011. A suo dire, dalle parti di #Parigi servirebbero "riforme" importanti, soprattutto per mettere i conti in ordine, e il ritardo accumulato è ormai divenuto insostenibile. Che ve lo dico a fare. La causa di questo immobilismo, secondo #Monti? Stupenda questa: è il "premierato francese". Si, insomma, secondo Mario la differenza tra #Macron e #Napolitano consisterebbe in questo: il primo, a causa del presidenzialismo, gioca un ruolo meramente di parte; il secondo, invece, in considerazione dell'attuale equilibrio tra i poteri in Italia, riuscì ad esercitare un ruolo imparziale, responsabile e di alto profilo. Per Monti, quello di Napolitano fu semplice "arbitraggio": lui non era di parte. E immagino non fosse di parte anche #Mattarella sulla questione #Savona, per carità! Nessuno pensi che da tempo il #Quirinale sia al servizio del pilota automatico, del vincolo esterno! No no, quello si chiama "alto profilo". E neppure gioca un ruolo il fatto che in Francia la maggioranza tra i partiti, ad oggi, non sosterrebbe mai un Monti francese? Gli stessi che infatti sono descritti come reazionari e pericolosissimi per la #democrazia. Che andate a pensare! Vogliamo parlare del sindacato Francese? Paragonarlo alla postura assunta dai nostri in relazione all'operato del peggior Ministro del Lavoro nella storia repubblicana (Elsa #Fornero: lo preciso per il #PD che la votrebbe senatrice a vita) fa letteralmente arrossire. Secondo Monti, in Francia l'#austerità non si può ancora realizzare perché il loro assetto istituzionale è simile al premierato che vorrebbe la maggioranza da queste parti. Insomma, quasi a dire che non si possa realizzare per colpa del Governo italiano, che tanto sempre là si finisce. Magari fosse così! Magari bastasse così poco. La verità è molto più complessa e risiede nel cuore democratico del Paese: il nostro era ammalato, ficcato da anni e anni di propaganda internazionale e nazionale, da un esercito di antitaliani che marciava dentro e fuori dei confini nazionali. Alla fine molti, non tutti, accettarono quel tradimento. In Francia ancora non è possibile e ne vedremo delle belle.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1074 · 04.07.2025 г., 13:22

https://x.com/SavinoBalzano/status/1941124323449753878?t=gXmnKIvr_Xk_jH7cOoITow&s=19 Questo è il grande problema del #Movimento5Stelle e di #GiuseppeConte: in fin dei conti, sotto sotto, sono un po' piddini anche loro. Per #Conte, essere patrioti significa sostenere la difesa comune europea. Una #difesa da affidare a Ursula #VonDerLeyen e Kaja #Kallas. Un apparato militare che, all’occorrenza (si rilegga il Manifesto di Ventotene), potrebbe essere impiegato anche internamente, per piegare eventuali stati membri riottosi. Magari se si rifiutassero di accettare la transizione #green o l'#austerità. Qui si rivela un problema di visione davvero insormontabile, che colloca Conte tra quei leader politici immaturi o privi di reale discernimento. Qualcuno potrebbe obiettare che gli attuali vertici dell’#UE non sono eterni e che, prima o poi, arriverà una nuova guida. Ma io vi domando: quale classe dirigente europea, in una prospettiva storica, ha mai realmente fatto gli interessi dei popoli europei, soprattutto di quelli mediterranei? Nessuna. Hanno affamato tutti. Conte attacca #AlternativeFürDeutschland e ne agita lo spauracchio, come farebbe un #Mentana qualsiasi. Eppure, #AfD è apertamente contraria al riarmo; a sostenerlo sono i cosiddetti "moderati". Guardiamo alla Francia: è forse moderato #Macron, che voleva mandare truppe al fronte ucraino? La normalizzazione del #M5S passa anche da questo. Da questo “patriottismo” da fessi.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1000 · 02.05.2025 г., 13:55

https://x.com/SavinoBalzano/status/1918303212865822960?t=71LvNPbwwVoE9RxKNu6Big&s=19 «L'8 e il 9 giugno andate a votare per riscattare la dignità del lavoro che questo governo sta calpestando». Non so chi curi la comunicazione di #Schlein. Sappiamo che si avvale di un’armocromista; non è chiaro se paghi profumatamente un consulente politico o qualcuno che la supporti su altri fronti. Ma i lavoratori vanno a votare a un #referendum contro il #Governo? Un eventuale referendum abrogativo del #JobsAct sarebbe uno smacco per #Meloni? Parliamo dello stesso Jobs Act varato tra il 2014 e il 2015 dal governo #Renzi, in una legislatura a trazione #PD (#Letta, Renzi, #Gentiloni)? Ma siamo seri? Ovviamente il giornalista non batte ciglio, ma da #Formigli non mi aspetto più nulla da tempo. Il Jobs Act lo ha scritto e approvato il PD. La demolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori – a opera della #Fornero nel 2012 – l’ha votata il #PartitoDemocratico. La #precarietà chi l'ha dunque iniettata nel nostro mercato del lavoro? I salari sono crollati per effetto di misure di #austerità deliberatamente adottate da governi guidati (o sostenuti) dal PD. Lo ha ammesso, di recente, persino Draghi: i salari in Italia sono stati volutamente tenuti bassi per restare “competitivi” sul mercato internazionale. La stranota svalutazione interna (meno nota a Elly, evidentemente). Quanto al taglio dello Stato sociale, è vero che è un disastro e contribuisce al nostro impoverimento: per molti beni essenziali siamo costretti ad attingere a risorse private. Ma basta guardare i dati. I governi più severi sono stati i loro. Nessuno di rilevante nel PD ha mai davvero messo in discussione le politiche imposte dall’Unione Europea. È stata l’#UE a pretendere l’introduzione della flessibilità nel lavoro. Fu #Prodi (che te lo dico a fare!), con il Pacchetto Treu del 1997, il primo a obbedire. E da lì, tutti gli altri a seguire. La #BCE, nel 2011, chiese la semplificazione dei licenziamenti, il taglio degli stipendi, il rafforzamento della contrattazione di secondo livello. E loro, ancora una volta, si sono messi sull’attenti, obbedendo al vincolo esterno, al pilota automatico, al whatever it takes. Provo a dirlo in modo semplice: chiunque non metta in discussione le politiche economiche imposte da Bruxelles, non mette in discussione la debolezza salariale in Italia. Tradotto: chi propone soluzioni facili al problema dei bassi salari, senza una critica radicale ai diktat europei, vi sta semplicemente prendendo in giro. Alla luce di tutto questo, dove si colloca il PD?

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #778 · 16.10.2024 г., 16:31

https://x.com/SavinoBalzano/status/1846589648732106863?t=myUDKmUWJOqt11hXfU10Bw&s=19 Le recenti dichiarazioni di #Tavares sono semplicemente indecenti: non escludere #licenziamenti in #Stellantis, mentre si chiedono ulteriori #incentivi pubblici, suona come un #ricatto. Mi auguro che gli sbattano la porta in faccia e non solo: è il momento che l'impresa e la famiglia #Elkann diano spiegazioni circa il futuro di un'azienda che ha succhiato avidamente dalla tetta dello Stato per una vita, per poi restituire poco o nulla alla comunità. Si registra generosità solo quando si tratta di staccare #dividendi, guarda caso. E mettiamo in chiaro una cosa: pure la #CassaIntegrazione, adoperata strutturalmente, è una forma di sussidio al quale si dovrebbe rispondere socialmente, quantomeno con un po' di chiarezza. Tutto questo, ad ogni modo, è gravemente acuito dalle infauste politiche dell'#UE: da una parte ideologicamente si impone una conversione dell'#Automotive, dall'altra l'#austerità impedisce di fatto gli investimenti pubblici necessari a sostenerla. Non solo, la stessa induce l'avvizzimento della domanda interna e non consente a chi volesse acquistare le auto elettriche di farlo: costano un occhio della testa. È la #TempestaPerfetta. La mia a #5Notizie, #RadioCusanoCampus, e al #TGItalia, #CusanoNews7.