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Изворен канал @pythonotes · Post #201 · 13 јан.

Мы уже знаем, что на текущую сессию интерпретатора изменение PYTHONPATH никак не повлияет. Но если вы запустите дочерний процесс, то он унаследует окружение текущего процесса, а значит и изменения в любых переменных будут на него влиять. Вот небольшой пример: Объявляем переменную user@host:~$ export PYTHONPATH=/path1 Запускаем интерпретатор user@host:~$ python3 Проверим что в sys.path >>> import sys >>> print(sys.path) ['', '/path1', '/usr/lib/...', ...] Добавляем что-то в переменную >>> import os >>> os.emviron['PYTHONPATH'] = '/path1:/path2' >>> print(sys.path) ['', '/path1', '/usr/lib/...', ...] Изменений нет. Но давайте запустим дочерний процесс и посмотрим там >>> os.system('python3') # теперь мы находимся в другом процессе >>> import sys >>> print(sys.path) ['', '/path1', '/path2', '/usr/lib/...', ...] Тоже самое будет и с subprocess, так как по умолчанию текущее окружение тоже наследуется. >>> import subprocess >>> subprocess.call(['python3', '-c', 'import sys;print(sys.path)']) ['', '/path1', '/path2', '/usr/lib/...', ...] ______________________ Лучшей практикой является передача энвайронмента явно через аргумент env! import subprocess subprocess.call(cmd, env={'PYTHONPATH': '...'}) Это поможет точно понимать какое окружение будет у запускаемого процесса и при этом не изменять окружение текущего процесса. #basic

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Пребарај: #dibattista

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la fionda📗

@lafionda · Post #6564 · 13.09.2025 г., 08:56

https://x.com/SavinoBalzano/status/1966783970898567602?t=zZL69h7Q7TRi-d5pojuqBw&s Desidero esprimere la mia più convinta e sentita solidarietà ad Alessandro Di Battista. Come sapete, presso il centro sociale La Strada, a #Roma, è stato collocato un ordigno artigianale insieme a uno striscione insultante contro di lui. Un gesto schifoso, un grave tentativo di intimidazione contro una persona che lotta per le proprie idee, in difesa di un popolo inerme che subisce il male assoluto. Dico due cose. La prima: chiunque si indigni per la violenza che vediamo - ora ad esempio negli Stati Uniti - ha il dovere di condannare anche questo atto vile. Se crediamo nella democrazia, nella libertà, in un mondo dove i nostri figli possano battersi per le proprie idee, dobbiamo schierarci contro questa vile minaccia e stare accanto ad Alessandro. Vale per chi, come me, condivide le sue posizioni sul Medio Oriente, ma anche per tutti gli altri. Tutti, senza eccezioni. La seconda: Alessandro #DiBattista è stato oggetto di una campagna di delegittimazione ignobile. Una parte della nostra stampa si è accanita contro di lui con inchieste ridicole, costruite per denigrare la persona e indebolirne le idee. Tentativi ovviamente vani. Sapete di chi parlo: prezzolati, voltagabbana, zerbini che non meritano nemmeno di essere nominati. Per mesi hanno provato a nascondere ciò che accade a #Gaza, insultando chi difende le vite di quei bambini. Poi si mostrano in video, falsamente sconvolti quando la violenza colpisce qualcuno a loro più gradito. Questa incoerenza è intollerabile, tipica dei peggiori lacchè: non fanno informazione, ma propaganda schifosa, indignandosi (recitando male) solo quando gli fa comodo. Questo clima d’odio feroce arma la mano della peggiore feccia, a prescindere dall’orientamento politico. Abbiamo il dovere di condannare questi atti e di difendere chi ne è vittima. Sempre.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1153 · 13.09.2025 г., 08:51

https://x.com/SavinoBalzano/status/1966783970898567602?t=zZL69h7Q7TRi-d5pojuqBw&s Desidero esprimere la mia più convinta e sentita solidarietà ad Alessandro Di Battista. Come sapete, presso il centro sociale La Strada, a #Roma, è stato collocato un ordigno artigianale insieme a uno striscione insultante contro di lui. Un gesto schifoso, un grave tentativo di intimidazione contro una persona che lotta per le proprie idee, in difesa di un popolo inerme che subisce il male assoluto. Dico due cose. La prima: chiunque si indigni per la violenza che vediamo - ora ad esempio negli Stati Uniti - ha il dovere di condannare anche questo atto vile. Se crediamo nella democrazia, nella libertà, in un mondo dove i nostri figli possano battersi per le proprie idee, dobbiamo schierarci contro questa vile minaccia e stare accanto ad Alessandro. Vale per chi, come me, condivide le sue posizioni sul Medio Oriente, ma anche per tutti gli altri. Tutti, senza eccezioni. La seconda: Alessandro #DiBattista è stato oggetto di una campagna di delegittimazione ignobile. Una parte della nostra stampa si è accanita contro di lui con inchieste ridicole, costruite per denigrare la persona e indebolirne le idee. Tentativi ovviamente vani. Sapete di chi parlo: prezzolati, voltagabbana, zerbini che non meritano nemmeno di essere nominati. Per mesi hanno provato a nascondere ciò che accade a #Gaza, insultando chi difende le vite di quei bambini. Poi si mostrano in video, falsamente sconvolti quando la violenza colpisce qualcuno a loro più gradito. Questa incoerenza è intollerabile, tipica dei peggiori lacchè: non fanno informazione, ma propaganda schifosa, indignandosi (recitando male) solo quando gli fa comodo. Questo clima d’odio feroce arma la mano della peggiore feccia, a prescindere dall’orientamento politico. Abbiamo il dovere di condannare questi atti e di difendere chi ne è vittima. Sempre.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1226 · 05.12.2025 г., 08:56

https://x.com/SavinoBalzano/status/1996865656495509639?t=02k2WOgjXcoPFfsaQfyKIw&s=19 Ieri bel confronto con Antonio Padellaro. Vi ricordo il suo libro, Antifascisti Immaginari, edito da Paper First. Chi ha montato la polemica sulla fiera del libro di Roma, con la solita menata stucchevole del fascismo, non ha fatto altro che regalare una pubblicità enorme proprio alla casa editrice che voleva escludere. Effetto imprevisto? Sono così sprovveduti? Non direi: mi pare il solito antifascismo da salotto, da titoli di giornale, da agenzie di stampa. Il solito mezzuccio per ottenere un po’ di visibilità. In effetti ha funzionato, ma con l’antifascismo vero – quello di cui parla #Padellaro nel suo libro – non ha nulla a che vedere. Dopotutto, molti degli antifascisti più scatenati contro il governo negli ultimi anni li vedremo sfilare alla festa di Fratelli d’Italia, Atreju. Abbastanza divertente. Forse tragicomico. Da ultimo, Carlo #Calenda propone lo scudo democratico e di indagare su Di Battista. Curioso, per due ragioni: alla fine, come la giri e la volti, questi difensori della democrazia e della libertà propongono sempre di tappare la bocca a qualcuno; in secondo luogo, non è stato #DiBattista ad andare a San Pietroburgo, dai russi, a rammaricarsi di non essere riuscito a portare anche il Colosseo. Indovinate come si chiamava quel ministro della Repubblica? #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1293 · 05.03.2026 г., 10:01

https://x.com/SavinoBalzano/status/2029497341670007129?s=20 Se l’operazione di #Israele e #StatiUniti (checché ne dica #Trump, l’ordine corretto è questo) la critica #DiBattista, Parenzo si infuria e gli dà dello zozzo. Se lo fa #Cecchettin, Parenzuccio diventa un dolce cucciolotto: non è d’accordo, ma “rispetta molto”. Ma guarda un po’. La dittatura del politicamente corretto continua a soffocarci e certi sacerdoti non possono essere minimamente criticati. Nemmeno quando muovono ridicole accuse di sessismo a Carlo #Conti. E invece no: una cazzata resta una cazzata. Anche se la dice Cecchettin. Ospite de #LaZanzara e di Cruciani.