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Изворен канал @pythonotes · Post #239 · 3 мај

Один из самых удобных способов записать данные это использование готовых форматов, такие как JSON или YAML. Из плюсов такого подхода стоит отметить вот что: 🔸 готовый, повсеместно используемый и поддерживаемый формат 🔸 простой и понятный файл, удобочитаемый для человека 🔸 можно легко редактировать в любом текстовом редакторе без специальных программ и библиотек Но есть и минусы 🔹 затраты времени при записи файла (кодирование данных в нужный формат строки) 🔹 затраты времени при чтении файла (декодирование данных в Python объекты) 🔹 размер файла увеличивается из-за разметки данных (скобки, запятые, переносы, отступы...) 🔹 перед записью все данные должны быть помещены в память в полном объёме (не всегда) 🔹 при чтении необходимо считать весь файл в память и только потом декодировать данные Если нужно писать немного данных в несколько файлов, то затраты по времени не ощутимы. Обычно это файлы конфига или какие-либо метаданные. Это отличный вариант под такие задачи. Есть и другой поход к записи файлов - это бинарные файлы. Используется, когда данных достаточно много и никто их не собирается читать глазками😳. 🔸 очень быстрая запись 🔸 чтение значительно быстрей чем JSON, YAML итд 🔸 размер файла значительно меньше, так как нет разметки 🔸 можно записывать данные по мере поступления не загружая всё в память 🔸 можно извлечь любую часть данных независимо Из минусов 🔹 нужно определить свой формат записи данных (если не используете готовую спецификацию определённого формата) 🔹 не получится открыть файл и визуально понять что там записано, а для чтения файла потребуется знать его спецификацию. 🔹 не так-то просто создать такой файл без специальной библиотеки В таком виде удобно записывать большой массив любых однородных данных. Например, мониторинг валютной биржи или кэшированная анимация 3D геометрии. (Это не означает что нельзя записать данные разного типа, просто это будет не так удобно) Представьте себе JPG-картинку. По сути это немного мета-информации и большой массив пикселей. Тоже самое со звуком или видео файлом. Поэтому, если вы попробуете открыть картинку в текстовом редакторе вы увидите что-то вроде такого f15d cd29 a564 4578 ... 09e2 9bc4 a696 1253 ... 84e9 4de1 3b23 c24a ... 2534 5161 28e0 709d ... ... Это и есть записанные байтики. И для их чтения требуется определённый софт который знает что с ними делать. Под каждый тип файла. К чему это я? Читайте в следующем посте... #tricks#basic

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Marx21.it

@marx21news · Post #9643 · 27.01.2026 г., 14:48

La Cina è davvero una minaccia per la Groenlandia? I dati dicono altro. Dall'inizio dell'anno, si sentono affermazioni secondo cui gli USA dovrebbero "controllare" la Groenlandia per contrastare presunte minacce cinese e russa. Ma qual è la realtà dei fatti? I numeri raccontano una storia diversa: La Cina non ha istituzioni ufficiali, progetti di investimento significativi o aziende residenti in Groenlandia. Ci sono solo circa 30 lavoratori cinesi sull'isola, impiegati nel settore ittico. La cooperazione è quasi esclusivamente commerciale: nel 2025, il 98% del valore degli scambi (420 milioni di $ su 429 totali) erano esportazioni groenlandesi di prodotti ittici (gamberi, halibut, merluzzo) verso la Cina. I turisti cinesi sono una nicchia: solo 3.500 nel 2024. - Le smentite delle autorità: Il maggior generale Søren Andersen, del Comando Artico Congiunto danese in Groenlandia, ha dichiarato: "non c'erano navi cinesi o russe vicino alla Groenlandia". Il ministro degli Esteri danese, Lars Løkke Rasmussen, ha chiarito che non esiste una "minaccia immediata" da parte della Cina. Il presidente della commissione difesa parlamentare danese, Rasmus Jarlov, ha definito "delirante" l'idea di una grande minaccia cinese o russa. ⚖️ La posizione cinese: La Cina, nel suo Libro Bianco sull'Artico del 2018 e attraverso i portavoce, ribadisce di rispettare la sovranità degli Stati artici e il diritto internazionale. Le sue attività nella regione si dichiarano finalizzate a pace, stabilità e sviluppo sostenibile. L'Artico non dovrebbe essere un campo di battaglia geopolitico, ma una regione per la cooperazione internazionale, soprattutto su clima e sviluppo sostenibile. #Groenlandia#Artico#Geopolitica#CooperazioneInternazionale#SviluppoSostenibile#Cina https://www.marx21.it/internazionale/la-cina-rappresenta-una-minaccia-per-la-groenlandia/

Marx21.it

@marx21news · Post #9589 · 19.01.2026 г., 07:48

Artico: tra mito della “minaccia cinese” e realtà dei fatti Negli ultimi anni l’Artico è tornato al centro dell’attenzione globale: lo scioglimento dei ghiacci ha reso più accessibili rotte e risorse, trasformando un’area storicamente periferica in un nodo della competizione internazionale. Ma attenzione a ciò che viene raccontato: mentre media e governi occidentali enfatizzano la cosiddetta “minaccia cinese”, i dati mostrano soprattutto attività scientifiche e commerciali, tutte entro quadri legali multilaterali. La vera destabilizzazione? Arriva dall’unilateralismo statunitense, evidente nelle pressioni sulla Groenlandia e nella crescente securitizzazione della regione. ➡ In altre parole: non tutto ciò che luccica è pericolo, e spesso chi “allarma” è anche chi muove davvero i pezzi. #Artico#Geopolitica#Cina#USA#SicurezzaGlobale#RotteMarittime#ScienzaEInnovazione https://www.marx21.it/internazionale/lartico-non-e-un-giardino-privato-perche-il-timore-della-presenza-cinese-viene-costruito-ad-arte/

Marx21.it

@marx21news · Post #9610 · 22.01.2026 г., 07:48

Lo Scacchiere Artico: un nuovo "Golden Dome"? ❄️ Le notizie dagli USA raccontano di piani strategici che potrebbero ridefinire gli equilibri del Polo Nord. Si parla del progetto "Golden Dome" (Cupola d'Oro), un ipotetico sistema di difesa missilistica che, secondo alcune ricostruzioni, il precedente Presidente Trump avrebbe voluto estendere dall'Alaska alla Groenlandia. Ma il "vuoto" sarebbero le vaste isole artiche del Canada, tecnicamente indifendibili da Ottawa. L'idea riportata da alcune fonti? Colmare quel gap con infrastrutture militari, possibilmente attraverso accordi o pressioni commerciali (dazi), aprendo la strada non solo a sistemi difensivi, ma anche a nuove armi offensive puntate verso Est. È un puzzle geopolitico ad altissimo rischio: ✅ Per gli USA: Controllo totale del fianco nord-americano, deterrenza verso Russia e Cina, accesso a risorse e rotte artiche. ⚠️ Per il Canada: Sovranità compromessa su un territorio immenso che non può presidiare da solo, costretto a scelte difficili tra partnership e sudditanza. ? Per il mondo: Una nuova, potente corsa agli armamenti nell'Artico, con il rischio concreto che trattati cruciali come il New START (controllo armi nucleari) vengano lasciati decadere, aprendo una fase di imprevedibilità globale. La storia si ripete? Alcuni analisti vedono un parallelismo con lo schieramento dello scudo missilistico USA in Europa orientale, che per anni è stato fonte di gravissime tensioni con la Russia, accusata di nascondere capacità offensive dietro sistemi "difensivi". Cosa ne pensate? 1. È una mossa strategica necessaria per gli USA in un mondo multipolare conflittuale? 2. È un pericoloso passo verso la militarizzazione di un'area fragile e cruciale per il clima? 3. Il Canada dovrebbe opporsi a qualsiasi presenza militare straniera nel suo Artico, a qualunque costo? #Geopolitica#Artico#USA#Canada#DifesaMissilistica#GoldenDome#SicurezzaNazionale#Trump#Groenlandia#Russia#Cina https://www.marx21.it/internazionale/lacquisizione-della-groenlandia-da-parte-degli-stati-uniti-potrebbe-portare-a-un-accordo-sulle-isole-artiche-del-canada/

Marx21.it

@marx21news · Post #9567 · 15.01.2026 г., 07:49

Groenlandia: parlano gli Inuit, non le potenze ❄️ Mentre dagli USA (con Trump) tornano dichiarazioni inquietanti sulla Groenlandia, a prendere la parola sono finalmente i nativi Inuit e i loro rappresentanti politici. Il partito Inuit Ataqatigiit (IA) – forza progressista e indipendentista fondata nel 1976 – denuncia con fermezza l’emarginazione della Groenlandia dalle decisioni che la riguardano direttamente, a partire dai rapporti con la Danimarca e dalle pressioni geopolitiche internazionali. “Non possiamo accettare che si discuta del nostro Paese senza di noi. Lo status quo non è più un’opzione”, afferma Erica Pipaluk (IA), chiedendo veri negoziati, trasparenza e il rafforzamento della sovranità decisionale groenlandese. Anche Mariane Paviasen Jensen, portavoce politica di IA, sottolinea un punto centrale: l’indipendenza non può essere uno slogan, ma un percorso condiviso, discusso apertamente con la popolazione e deciso tramite referendum. Economia, difesa, sanità, istruzione, giustizia: tutto va pianificato con serietà e responsabilità, mettendo al centro il popolo Inuit. ✊ “Se restiamo divisi, gli unici vincitori saranno gli altri Paesi che vogliono esercitare potere sulla nostra isola”. Autodeterminazione, unità, rispetto dell’ambiente e delle tradizioni: la Groenlandia chiede di decidere da sé il proprio futuro. Una voce da ascoltare. Una lotta che riguarda tutti. #Groenlandia#Inuit#Autodeterminazione#Decolonizzazione#IA#DirittiDeiPopoli#Geopolitica#Artico https://www.marx21.it/internazionale/groenlandia-parlano-i-nativi-locali-e-difensori-del-popolo-inuit/