Стандартная библиотека asyncio это стандарт (начиная с Py3.4) для работы с асинхронным кодом. Но эта библиотека достаточно низкоуровневая, со своими проблемами, устаревшими подходами.
Чтобы исправить это, были созданы разные обертки и альтернативы с реализацией популярных инструментов и паттернов асинхронного программирования. Это такие библиотеки как:
- trio: улучшает корректность выполнения, не оставляя потерянных корутин при ошибках, то есть предлагает Structured Concurrency из коробки.
- curio: упрощение синтаксиса и читаемости кода, больше похоже на работу с потоками.
- anyio: универсальная обертка над asyncio или trio плюс множество вспомогательных инструментов.
anyio используется в FastAPI как основная библиотека для работы с асинхронным кодом и вызовом синхронного кода из асинхронного.
В общем, рекомендую почитать про возможности anyio, возможно вы более не будете использовать чистый asyncio в своих проектах)
Это совсем не значит что дефолтный asyncio плох, он тоже даёт достаточный для работы функционал и продолжает развиваться. Например, в версии 3.11 появились TaskGroup, с похожим на trio функционалом. Так что он тоже актуален, просто придется больше написать кода самостоятельно.
#libs#async
In un mondo sempre più instabile, la vera sicurezza sembra non essere più qualcosa di garantito: dipenderà sempre di più da come scegliamo di vivere ogni giorno.
Questa non è una guida alla rinuncia, ma alla libertà: meno dipendenze, più autonomia. Meno individualismo, più comunità. Meno illusioni, più responsabilità.
Forse il futuro non sarà fatto di comfort illimitato. Ma potrà essere costruito su basi molto più solide: consapevolezza, relazioni vere, spirito di adattamento, capacità di affrontare le difficoltà senza delegare tutto agli altri.
Prepararsi non significa avere paura.
Significa tornare a essere padroni della propria vita.
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Milano si accende sotto la Madonnina: in piazza del Duomo migliaia di persone rispondono alla chiamata della Lega, trasformando il centro della città in un’arena politica carica di partecipazione. Nonostante le contromanifestazioni, la piazza si riempie di bandiere, slogan e interventi, con diversi partecipanti intervistati che raccontano il senso della mobilitazione.
Dalle voci raccolte emerge un messaggio forte: la remigrazione viene definita “un concetto d’amore”, ma solo se accompagnata da regole chiare e integrazione reale. Sullo sfondo, la rivendicazione dell’identità culturale e storica di Milano e dell’Occidente, da difendere insieme alle proprie tradizioni.
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Quando la gara finisce, Francesca Lollobrigida non cerca le telecamere. Cerca Tommaso. Corre verso di lui, lo stringe, e in quell’abbraccio c’è più verità che in qualsiasi medaglia. È il gesto semplice di una madre che ritrova il senso di tutto.
Accanto c’è il marito, Matteo Angeletti, compagno di vita e di allenamenti, presenza silenziosa che ha condiviso sacrifici, paure e disciplina. Non c’è impresa senza una famiglia che regge: una casa che aspetta, che sostiene, che non molla quando la fatica pesa.
Quell’oro non nasce dal culto dell’io. Nasce da legami forti, da amore quotidiano, da una normalità che resiste. E per questo vale di più: perché la vittoria vera è quella che puoi riportare tra le braccia di chi ami.
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In questi giorni, alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, un giovane lavoratore ha perso il lavoro per aver pronunciato due parole: “Free Palestine”.
Viviamo in un mondo dove un semplice richiamo alla libertà di un popolo stremato da bombardamenti e privazioni è diventato motivo di licenziamento dal proprio impiego.
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Umberto Bossi (1941–2026) è stato il fondatore della Lega Nord e uno dei protagonisti più controversi della Seconda Repubblica. Con il suo linguaggio diretto e identitario trasformò il malcontento del Nord in forza politica, passando dal secessionismo al federalismo e segnando per decenni il dibattito pubblico italiano.
oggi lo ricordiamo con questo discorso che sembra provenire direttamente dal 2026 dove avvertiva sui rischi di caste e alta finanza.
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Ecco cosa accade quando ammassiamo persone nei quartieri senza controlli, servizi e presìdi, poi ci stupiamo se esplode il caos?
Questa non è accoglienza: è abbandono sociale mascherato da buonismo.
Senza ordine pubblico i più penalizzati sono sempre i lavoratori e i quartieri popolari.
Senza controllo dei flussi e senza polizia sul territorio, vince solo la legge del più pericoloso.
Chi governa ha scelto di non scegliere:
né integrazione, né sicurezza.
Risultato? Tensioni, rabbia, città ostaggio degli eventi.
Non servono slogan.
Servono regole, controlli e presenza dello Stato.
Ecco come si é addormentata Torino ieri sera.
#immigrazione#attualita#cronaca#notizie#torino
REFERENDUM COSTITUZIONALE 2026
Le ragioni per cui non si tratta di una questione riservata agli "addetti ai lavori" ma sulla quale si giocano la libertà e la sovranità dei cittadini.
Confusioni tra magistratura inquirente e giudicante, politicizzazione e abusi giudiziari sono stati un male al quale molti si erano rassegnati.
Con la consultazione referendaria il popolo italiano avrà l'opportunità di reagire votando SI e dando uno schiaffo ad uno "stato parallelo" che per troppi decenni ha scavalcato la volontà popolare.
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Secondo agenzie di stampa internazionali, la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, potrebbe essere stata uccisa nel corso degli attacchi militari lanciati oggi dagli Stati Uniti e da Israele contro obiettivi in Iran, tra cui la sua residenza a Teheran. Fonti israeliane citate da alcuni media affermano che vi sarebbero “segnali” della sua morte dopo i bombardamenti e che immagini del corpo sarebbero state mostrate ai vertici israeliani.
La situazione rimane in evoluzione, ma l’eventuale morte di una figura di rilievo mondiale come la Guida Suprema dell’Iran, a poche ore dall’inizio della guerra, potrebbe aprire molti scenari inaspettati.
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Ce lo ricordiamo tuti cosa è successo a Parigi: lo spettacolo olimpico si è trasformato in una sfilata di provocazioni, identità ridotte a slogan, simboli svuotati, trasgressione elevata a messaggio politico. Molto rumore, molta ideologia, poca comunità. Un’estetica che divide, che cerca lo shock invece del senso e che confonde l’inclusione con la cancellazione di ogni radice.
L’Italia, alle Olimpiadi invernali, ha scelto l’opposto. Misura, eleganza, ordine. Una cerimonia che ha parlato di bellezza, tradizione e futuro senza urlare, senza disprezzare ciò che siamo e che l'Italia stessa rappresenta. Un racconto nazionale sobrio ma fiero, dove l’individuo non schiaccia la collettività e la modernità non rinnega la storia.
In un tempo di decadenza spettacolarizzata, l’apertura italiana ha ricordato che si può essere contemporanei senza essere nichilisti. Ed è già una vittoria.
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A Roma il paradosso della sinistra radicale esplode in piazza. Alcune donne iraniane portano la loro bandiera e ricordando tutte le vittime di Teheran. Ma durante la manifestazione dell’area transfemminista legata a Non Una Di Meno scoppiano tensioni e contestazioni e qui la frattura: quando le donne denunciano davvero l’oppressione islamica, per certa sinistra diventano improvvisamente un problema. Solidarietà selettiva, ideologia prima di tutto.
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Sette cani, destinati al mattatoio, trovano la forza di scappare. Ma la cosa più sorprendente non è la fuga: è che restano insieme. Camminano per chilometri, come se sapessero che la salvezza non è solo una direzione, ma una compagnia.
In quel viaggio c’è qualcosa di profondamente umano: la socialità che diventa sostegno, la comunità che dà coraggio, la resilienza che nasce dal non sentirsi soli.
Eppure, proprio noi esseri umani, così spesso dimentichiamo tutto questo. Presi da una visione individualista, pensiamo di dovercela fare da soli, trasformando ogni difficoltà in una prova solitaria. Ma così perdiamo qualcosa di essenziale: la forza che nasce dal legame, dalla condivisione, dal camminare insieme.
I cani non tornano a casa uno alla volta. Ci tornano insieme. Ed è questo, forse, il vero insegnamento.
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