Il segretario della CGIL #Landini a Radio24:"Come abbiamo detto alla Commissione troviamo sbagliata l'interpretazione che dice che non è sciopero generale. Confermiamo lo sciopero, come atto di responsabilità abbiamo esentato il trasporto aereo e portato a quattro ore dalle 9 alle 13 quello dei vigili del fuoco. Troveremmo sgradevole se il ministro (#Salvini, ndr) pensasse di fare interventi di autorità, sarebbe volontà politica di mettere in discussione il diritto di sciopero per difendere i propri diritti"
@UltimoraPolitics
#Italia
Il segretario di #Azione|RE, Carlo #Calenda:
"To do list:
1) mandare a casa #Bartolozzi, #Delmastro, #Urso, #Santanchè (minimo sindacale)
2) Fare un provvedimento veramente incisivo su energia mettendo a gara concessioni idroelettriche e levando rendite di posizione a Enel distribuzione e Terna. Varare finalmente decreto su Nucleare.
3) lasciare perdere leggi elettorali e riforme costituzionali
4) fare un piano automotive tosto
5) mandare dove devono andare #Trump e #Orbán
6) assumere 12.000 carabinieri, chiudere centri in #Albania e aprirli in tutte le regioni italiane
7) commissariare la Sicilia e sciogliere l’ars
8) investire seriamente sulla difesa a partire da difese antimissile
9) rilanciare NATO Europea
10) salario minimo e contrattazione decentrata.
La stasi rancorosa non è un’opzione.
Il dream team #Schlein, #Conte, #Bonelli, #Fratoianni, #Landini, #Gratteri, #Renzi, Travaglio neppure.
Liberal democratici di tutto il mondo..."
@OsservatorioItaliano
https://x.com/SavinoBalzano/status/1824359252506386618?t=vjy1GYyYmdMETTN3RwAvnQ&s=19
Se mi domandassero (come a volte mi capita) «sei di #destra o di #sinistra», farei molta fatica a rispondere. Io non credo che i valori storicamente della destra e della sinistra siano superati: credo siano vivi più che mai e le tensioni che agitano sono attuali e necessitate da problemi tanto annosi quanto irrisolti.
In primis persiste il tema della redistribuzione della ricchezza, come pure del tutto irrealizzato è il programma scolpito nel secondo comma dell’articolo 3 della #Costituzione: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese».
Diverso, completamente diverso, sarebbe se mi domandassero se mi rispecchio in coloro i quali, nello scenario politico italiano di oggi, si definiscono di destra o di sinistra. Prima di tutto c'è da dire che i partiti (o ciò che sono diventati) sono realtà complesse al loro interno e convivono molte anime, spesso distanti tra loro. Lo schema bipolare, la contrapposizione, costituisce quasi una rendita, una sorta di vitalizio indebolito che tutt’ora resiste, ma che inevitabilmente limita l’elettore stesso, il quale vota per ricordo, per affezione, per romanticismo.
Insomma, uno che pensa con nostalgia a #Berlinguer perché dovrebbe votare per #Schlein o #Fratoianni? Ma davvero qualcuno è intimamente convinto del fatto che #Landini sia l’erede spirituale e politico di #DiVittorio? Siate seri: questo è il Paese dove #Bersani, considerato da molti "uno dei pochi che si salva", presentato dalla #Gruber come "leader storico della sinistra", va in televisione a vantarsi di essere stato più liberale della destra.
E, attenzione, questo senza citare tutte le scelte compiute quando guidavano il Paese (quasi sempre negli ultimi anni), quelle che hanno ciecamente sostenuto, e che ci hanno condotto esattamente dove siamo. Hanno smantellato tutto: dall'industria di Stato al mondo del lavoro, dalla sanità alla scuola, dall'università alla previdenza sociale. In ginocchio (diciamo così, và) ai dettami eurounitari.
Contano le persone e le idee che difendono nelle istituzioni: personalmente credo che fondamentale sia riconquistare la nostra sovranità nazionale, al fine di poter adoperare le leve (economiche e giuridiche) necessarie al programma costituzionale. Se nel c.d. #CampoLargo mi trovate qualcuno che propone questa agenda, io sono pronto a valutarlo. La vedo black.
Che Nicola Fratoianni apra a #Renzi è perfettamente in linea con quello che vi sto dicendo: possibile che sorprenda e scandalizzi? Sotto la sua intervista ho letto persino di gente che indignata urla «Nicola, straccio la tessera!». Vi voglio bene, sul serio, e devo volervene perché senza il consenso di tanti le cose non cambieranno mai, perciò prendetela davvero positivamente, ve lo dico con affetto che siete fessi, fessi nel midollo, proprio geneticamente.
Lo so che ci credete: ne conosco tanti, ho amici (l'affetto da miracoli!) che pensano che da sinistra sia giusto votare Fratoianni e #Bonelli. Penso persino di conoscere qualcuno che vota #PD: è un sospetto che preferisco non svelare. Però dovete farlo questo sforzo, dovete proprio, perché siete in ritardo di quasi vent’anni. Pensare che uno sia di sinistra (nel senso valoriale del termine) perché ti candida #Soumahoro o #Salis è proprio da fessi. Avete mai sentito Fratoianni mettere in discussione l’#UE, il cappio, il cambio fisso, l’euro (che è la stessa cosa), i “conti in ordine”? Li avete mai sentiti criticare il #Quirinale, il più tenace baluardo a difesa del vincolo esterno? Denunciare il “dolce colpo di Stato” del 2011?
E oggi vi sorprendete perché questa gente apre a Renzi, l’autore delle riforme più neoliberali che questo Paese abbia visto negli ultimi trent’anni?
Svegliatevi, vi prego, fatelo almeno per dignità.