У строки в Python есть два очень похожих метода. На столько похожих что кажется они делают одно и тоже.
Это метод isdigit() и isnumeric()
Давайте посмотрим зачем нам два одинаковых метода? И так ли они одинаковы?
Очевидно что isdigit() говорит нам, состоит ли строка только из чисел 0-9
>>> '12'.isdigit()
True
>>> '12x'.isdigit()
False
>>> '-12'.isdigit()
False
>>> '12.5'.isdigit()
False
Можно предположить что isnumeric() делает более глубокий анализ и распознаёт в строке float или отрицательное число.
>>> '15'.isnumeric()
True
>>> '-15'.isnumeric()
False
>>> '15.2'.isnumeric()
False
Нет, всё так же как и с другим методом. В чем же тогда разница? Для начала посмотрим следующие примеры:
>>> '5'.isdigit(), '5'.isnumeric() # Обычная цифра 5
# True, True
>>> '꧕'.isdigit(), '꧕'.isnumeric() # Яванская 5
# True, True
>>> '෩'.isdigit(), '෩'.isnumeric() # Синхала 3
# True, True
>>> '৩'.isdigit(), '৩'.isnumeric() # Бенгальская 3
# True, True
>>> '༣'.isdigit(), '༣'.isnumeric() # Тибетская 3
# True, True
>>> '³'.isdigit(), '³'.isnumeric() # 3 верхний индекс (степень)
# True, True
>>> '𝟝'.isdigit(), '𝟝'.isnumeric() # Математическая двойная 5
# True, True
>>> '๔'.isdigit(), '๔'.isnumeric() # Тайская 4
# True, True
>>> '➑'.isdigit(), '➑'.isnumeric() # 8 в круге
# True, True
А теперь примеры в которых, по мнению Python, результаты не равны
>>> '¾'.isdigit(), '¾'.isnumeric() # дробь три четверти
# False, True
>>> '⅕'.isdigit(), '⅕'.isnumeric() # дробь одна пятая
# False, True
>>> '𒐶'.isdigit(), '𒐶'.isnumeric() # клинопись 3
# False, True
>>> '三'.isdigit(), '三'.isnumeric() # 3 из унифицированной идеограммы
# False, True
>>> '⑩'.isdigit(), '⑩'.isnumeric() # цифра 10 в круге
# False, True
>>> 'Ⅳ'.isdigit(), 'Ⅳ'.isnumeric() # Римская 4
# False, True
>>> '𑇪'.isdigit(), '𑇪'.isnumeric() # Сенегальская архаическая 10
# False, True
>>> '𐌢'.isdigit(), '𐌢'.isnumeric() # Этрусская цифра 10
# False, True
>>> 'ↂ'.isdigit(), 'ↂ'.isnumeric() # Римская цифра 10000
# False, True
>>> '〇'.isdigit(), '〇'.isnumeric() # Символ ККЯ ноль
# False, True
Получается, что isdigit() говорит нам, является ли символ десятичной цифрой или спецсимволом, имеющим цифирное значение после преобразования.
В свою очередь isnumeric() включает все дополнительные символы юникода которые имеют отношения к числовым и цифровым представлениям.
Ну и пара примеров в которых в обоих случаях символ не является числом, это эмодзи.
>>> '🕙'.isdigit(), '🕙'.isnumeric() # эмодзи 10 часов
# False, False
>>> '7️⃣'.isdigit(), '7️⃣'.isnumeric() # эмодзи 7
# False, False
Также есть еще один дополнительный и весьма полезный метод isdecimal().
Он нам сообщает, можно ли из указанного символа сделать простую десятичную цифру. То есть сработает ли метод int(x)
>>> '෩'.isdecimal(), int('෩') # Синхала 3
# True, 3
>>> '➑'.isdecimal(), int('➑') # 8 в круге
# False, ValueError
Какие выводы?
🔸 При определении цифры в строке isdigit() подходит лучше чем isnumeric(), но оба не гарантируют успешную конвертацию в int
🔸 Для однозначного определения возможности преобразования строки в int лучше подходит метод isdecimal()
🔸 Для однозначного определения символов 0...9 лучше использовать regex
Полный список символов юникода которые определяются как numeric
#basic
Ce lo ricordiamo tuti cosa è successo a Parigi: lo spettacolo olimpico si è trasformato in una sfilata di provocazioni, identità ridotte a slogan, simboli svuotati, trasgressione elevata a messaggio politico. Molto rumore, molta ideologia, poca comunità. Un’estetica che divide, che cerca lo shock invece del senso e che confonde l’inclusione con la cancellazione di ogni radice.
L’Italia, alle Olimpiadi invernali, ha scelto l’opposto. Misura, eleganza, ordine. Una cerimonia che ha parlato di bellezza, tradizione e futuro senza urlare, senza disprezzare ciò che siamo e che l'Italia stessa rappresenta. Un racconto nazionale sobrio ma fiero, dove l’individuo non schiaccia la collettività e la modernità non rinnega la storia.
In un tempo di decadenza spettacolarizzata, l’apertura italiana ha ricordato che si può essere contemporanei senza essere nichilisti. Ed è già una vittoria.
#olimpiadi#italia#cronaca#notizie#olimpiadiinvernali
https://x.com/SavinoBalzano/status/2023345461591945705?s=20
Ancora questa mattina i nostri atleti hanno reso l'#Italia orgogliosa alle #OlimpiadiInvernali. Loro sono il sacrificio, il lavoro, l’impegno.
Eppure, ancora una volta, una certa “stampa”, una certa “informazione”, non perde occasione per servire miseramente un racconto, miserrimo e sempre meno credibile.
Erano le Olimpiadi di Tokyo, ve lo ricordate? E sciocchi commentatori pensavano di poter convincere il pubblico circa l’esistenza di un fantomatico effetto #Draghi. A farlo soprattutto loro: i fact-checker, i debunker, i cacciatori di bufale che lottano con coraggio contro ogni forma di fanatico complottismo. Loro, gli illuministi razionali, che parlavano di una sorta di premier taumaturgo: col suo solo sguardo faceva fioccare gli ori per la delegazione italiana.
Lascia perdere le sciocchezze che diceva da capo del governo: che se non ti vaccinavi eri una sorta di Jack lo Squartatore; che col green pass eravamo tutti al sicuro (tranne quelli che perdevano il lavoro, nel silenzio tombale del #Quirinale); che dovevamo scegliere tra i condizionatori e la pace; che la Russia era in ginocchio (oggi lo continua a dire solo quella mezza matta della #Kallas).
Questo non c’entra nulla. Oppure c’entra eccome?
E lo stesso si fa con Sergio #Mattarella, che poi rappresenta l’identico sistema di potere: è umile perché si sposta in tram, perché dorme in foresteria. È umile, Mattarella, ama la morigeratezza. Irrilevante che il resto dell’anno dorma in quella che fu la dimora di papi e sovrani. Questo cosa vuoi che c’entri: a Cortina è tanto, tanto umile. E col suo sguardo da dolce nonno d’Italia fa vincere le medaglie ai nostri atleti. Una meraviglia.
Lascia perdere che, se davvero il conflitto tra #Russia e #Ucraina dovesse chiudersi come pare inevitabile che accada, lui e i leader di mezza #UE non sapranno dove nascondere la faccia: se è vero che si trattava di una guerra di civiltà, tra il bene e il male, tra luce e ombra, tra libertà e barbarie, come diavolo potremo raccontare al mondo che ci guarda e alla gente che lo popola di averla persa? Di essere scesi a compromessi col tiranno? Insomma, a più riprese si divertiva (insieme ad altri) a citare la Conferenza di Monaco del ’38: cosa si dirà di lui (e degli altri), che poteva scegliere tra il disonore e la guerra e alla fine ha prevalso il disonore?
Questo non c’entra nulla. Oppure c’entra eccome?
La mitizzazione di tali figure diventa imprescindibile: lo si fece in passato anche con #Monti, ricordate? Prima che massacrasse il Paese, lasciandolo a pezzi, mentre alcuni raccontavano (e raccontano ancora) che lo avesse salvato.
Propaganda, pura e semplice: l’effetto Monti, quello Draghi, quello Mattarella. Un modo puerile di nascondere ciò che tutti vedono: un immane fallimento politico e una montagna d'ipocrisia. Fortuna che certe fregnacce la gente non se le beve più.
Rispetterei il lavoro dei nostri splendidi atleti: trasudano tutto tranne che ipocrisia. Loro.
Un’ultima cosa, un sassolino: apprezzo che vi sia qualcuno — pochissimi, a mio avviso virtuosissimi — che abbia effettivamente il coraggio di dire le cose come stanno e di denunciare certe trovate da circo. Insomma, mi piace che si sottraggano alla mitomania che descrive Mattarella e Draghi come infallibili, più del Papa. Tuttavia, se sostituiamo un mito con un altro e una certa infallibilità la attribuiamo a qualcun altro, siamo punto e a capo.
Liberi vuol dire liberi: anche da se stessi. E ci siamo capiti.
Record storico per la Cina a Milano Cortina 2026!
La nostra delegazione ha chiuso le Olimpiadi Invernali con 15 medaglie (5 ori, 4 argenti, 6 bronzi), il miglior risultato di sempre ottenuto all'estero! Un plauso a tutti i 126 ateti che hanno gareggiato con il cuore.
Dal trionfo della "coppia d'oro" Xu Mengtao e Wang Xindi nello sci freestyle, alla versatilità di Gu Ailing (un oro e due argenti!), passando per lo storico oro di Su Yiming nello snowboard e il record nei 1500m di Ning Zhongyan. Il futuro degli sport invernali cinesi è sempre più luminoso! ✨
Complimenti a tutti!
#MilanoCortina2026#Cina#OlimpiadiInvernali#OrgoglioCinese#Record
https://www.marx21.it/internazionale/la-delegazione-cinese-conclude-le-olimpiadi-2026-con-un-record-di-medaglie-allestero/
Olimpiadi Milano-Cortina 2026: un nuovo volto per lo sport italiano?
Avete visto che spettacolo? Trenta medaglie per l'Italia (10 ori!) e un entusiasmo alle stelle per i Giochi invernali di casa nostra. Queste Olimpiadi ci stanno raccontando molto più che semplici vittorie.
Sembra proprio che i gusti sportivi dei giovani italiani stiano cambiando. Da un lato, il calcio vive un momento complicato, con il declino della Nazionale e tanti problemi interni. Dall'altro, sport come il tennis (3 Coppe Davis consecutive!) e gli sport invernali ci regalano soddisfazioni incredibili.
Un tempo sport per pochi, oggi racchetta e sci sono sempre più popolari, anche grazie al sostegno delle Forze Armate che "assumono" gli atleti permettendo loro di allenarsi con tranquillità. Un modello lontano dall'epoca di Mennea, quando i campioni crescevano nei circoli aziendali.
E poi che atmosfera! Non solo sci alpino, ma anche curiosità come il curling, lo sci alpinismo, e discipline spettacolari come lo snowboard e il pattinaggio. Un'eredità che speriamo porti tanti nuovi ragazzi e ragazze sulla neve e sul ghiaccio.
Unico grande rammarico: l'esclusione di atleti russi e bielorussi, una ferita per lo spirito olimpico. Speriamo sia solo una macchia in una festa altrimenti straordinaria.
Voi cosa ne pensate? State seguendo le gare? Qual è il vostro sport preferito? ❄️
#MilanoCortina2026#OlimpiadiInvernali#SportItaliano#Sci#Tennis
https://www.marx21.it/italia/le-olimpiadi-invernali-di-milano-cortina-confermano-la-preferenza-dei-ragazzi-italiani-per-lo-sci-e-il-tennis/
https://x.com/SavinoBalzano/status/2023345461591945705?s=20
Ancora questa mattina i nostri atleti hanno reso l'#Italia orgogliosa alle #OlimpiadiInvernali. Loro sono il sacrificio, il lavoro, l’impegno.
Eppure, ancora una volta, una certa “stampa”, una certa “informazione”, non perde occasione per servire miseramente un racconto, miserrimo e sempre meno credibile.
Erano le Olimpiadi di Tokyo, ve lo ricordate? E sciocchi commentatori pensavano di poter convincere il pubblico circa l’esistenza di un fantomatico effetto #Draghi. A farlo soprattutto loro: i fact-checker, i debunker, i cacciatori di bufale che lottano con coraggio contro ogni forma di fanatico complottismo. Loro, gli illuministi razionali, che parlavano di una sorta di premier taumaturgo: col suo solo sguardo faceva fioccare gli ori per la delegazione italiana.
Lascia perdere le sciocchezze che diceva da capo del governo: che se non ti vaccinavi eri una sorta di Jack lo Squartatore; che col green pass eravamo tutti al sicuro (tranne quelli che perdevano il lavoro, nel silenzio tombale del #Quirinale); che dovevamo scegliere tra i condizionatori e la pace; che la Russia era in ginocchio (oggi lo continua a dire solo quella mezza matta della #Kallas).
Questo non c’entra nulla. Oppure c’entra eccome?
E lo stesso si fa con Sergio #Mattarella, che poi rappresenta l’identico sistema di potere: è umile perché si sposta in tram, perché dorme in foresteria. È umile, Mattarella, ama la morigeratezza. Irrilevante che il resto dell’anno dorma in quella che fu la dimora di papi e sovrani. Questo cosa vuoi che c’entri: a Cortina è tanto, tanto umile. E col suo sguardo da dolce nonno d’Italia fa vincere le medaglie ai nostri atleti. Una meraviglia.
Lascia perdere che, se davvero il conflitto tra #Russia e #Ucraina dovesse chiudersi come pare inevitabile che accada, lui e i leader di mezza #UE non sapranno dove nascondere la faccia: se è vero che si trattava di una guerra di civiltà, tra il bene e il male, tra luce e ombra, tra libertà e barbarie, come diavolo potremo raccontare al mondo che ci guarda e alla gente che lo popola di averla persa? Di essere scesi a compromessi col tiranno? Insomma, a più riprese si divertiva (insieme ad altri) a citare la Conferenza di Monaco del ’38: cosa si dirà di lui (e degli altri), che poteva scegliere tra il disonore e la guerra e alla fine ha prevalso il disonore?
Questo non c’entra nulla. Oppure c’entra eccome?
La mitizzazione di tali figure diventa imprescindibile: lo si fece in passato anche con #Monti, ricordate? Prima che massacrasse il Paese, lasciandolo a pezzi, mentre alcuni raccontavano (e raccontano ancora) che lo avesse salvato.
Propaganda, pura e semplice: l’effetto Monti, quello Draghi, quello Mattarella. Un modo puerile di nascondere ciò che tutti vedono: un immane fallimento politico e una montagna d'ipocrisia. Fortuna che certe fregnacce la gente non se le beve più.
Rispetterei il lavoro dei nostri splendidi atleti: trasudano tutto tranne che ipocrisia. Loro.
Un’ultima cosa, un sassolino: apprezzo che vi sia qualcuno — pochissimi, a mio avviso virtuosissimi — che abbia effettivamente il coraggio di dire le cose come stanno e di denunciare certe trovate da circo. Insomma, mi piace che si sottraggano alla mitomania che descrive Mattarella e Draghi come infallibili, più del Papa. Tuttavia, se sostituiamo un mito con un altro e una certa infallibilità la attribuiamo a qualcun altro, siamo punto e a capo.
Liberi vuol dire liberi: anche da se stessi. E ci siamo capiti.