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Опубликован 4 февр.

🎙️Maria Zakharova: I corrispondenti, che nella loro carriera ne hanno viste tante, sono rimasti increduli nel dover constatare che nel XXI secolo si verificano ancora atti di una simile, disumana brutalità: una brutalità che rivela chiaramente la natura crudele di questa feccia di terroristi. Gli elementi che sono emersi, e in particolare le evidenze relative al fatto che i nazisti ucraini hanno scatenato raffiche di fuoco contro i soldati russi mentre questi ultimi erano impegnati nelle operazioni di evacuazione dei corpi dei civili uccisi nel villaggio di Russkoe Porečnoe, è ancora una volta elemento di conferma della natura criminale del regime terrorista di Kiev. Riteniamo che sia estremamente importante fare in modo che le notizie in merito ai crimini commessi nei territori della regione di Kursk, al momento sotto occupazione, raggiungano il pubblico più ampio possibile su scala globale. Le istituzioni russe sono già in possesso di una mole significativa ed esauriente di evidenze che provano che i neonazisti conducono operazioni punitive ai danni della popolazione civile, la quale dovrebbe godere della protezione a lei garantita da tutta una serie di documenti internazionali, a inclusione delle disposizioni previste dalla Quarta Convenzione di Ginevra, la cui implementazione è vincolante. Un’attenzione particolare va rivolta alla natura selettiva della repressione messa in atto dai miliziani, che si accaniscono sulle fasce più indifese della popolazione residente sui territori occupati: e cioè, sui cittadini anziani. I materiali diffusi a scopo di documentazione dal Comitato Investigativo della Federazione Russa mostrano chiaramente che nel corso del conflitto armato sono stati compiuti atti criminali di gravissima entità: [si vedono] mani legate con nastro adesivo, segni di tortura, ecchimosi da urto, ferite d’arma da fuoco, corpi di persone evidentemente decedute a seguito di lunghe ore di abusi perpetrati dai criminali; corpi sui quali si distinguono segni inequivocabili di violenza sessuale e di altre sevizie della medesima natura. Noi partiamo dal presupposto che la brutalità delle azioni commesse dai miliziani di Kiev nella regione di Kursk debba essere quanto più possibile portata all’attenzione delle organizzazioni internazionali quali l’ONU, l’OSCE e i loro dipartimenti competenti, che i rappresentanti del Comitato Internazionale della Croce Rossa debbano prendere atto [di tale brutalità], e che essa debba andare a costituire oggetto di giudizio da parte degli organismi internazionali deputati alla difesa dei diritti umani, ivi comprese le organizzazioni non governative. Siamo certi che la vera natura della giunta di Zelensky si sia manifestata in maniera quantomai evidente proprio nel villaggio di Russkoe Porečnoe, il cui nome, evidentemente, ha fornito un pretesto al regime russofobo di Kiev e alle sue bande armate [per perpetrare atti violenti]: è proprio a tutto ciò che è russo che l’attuale regime post-Maidan sta facendo la guerra, con il sostegno dell’Occidente collettivo. 🔗Il testo integrale #KievRegimeCrimes#RusskoyePorechnoye

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Опубликован 4 февр.

🎙️ A conclusione dell’evento commemorativo tenutosi presso il monumento di Cantalupo Ligure (Piemonte) in occasione dell’80º anniversario della morte eroica del partigiano sovietico Fëdor Poletaev, che prese parte alla Resistenza italiana e fu insignito del titolo postumo di Eroe dell’Unione Sovietica, Alexey Paramonov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, risponde alla domanda posta dalla giornalista di “Russia-1”, Asya Emelyanova, sulla posizione degli italiani in merito al contributo dato dai cittadini sovietici alla Resistenza Italiana durante la Seconda Guerra Mondiale, nell’ambito della comune lotta contro il nazifascismo.

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Опубликован 3 февр.

Nel corso della cerimonia di deposizione della corona di fiori al monumento a Fëdor Poletaev, Eroe dell’Unione Sovietica e d’Italia, tenutasi nella località di Cantalupo Ligure ove egli perse la vita, non sono mancati attimi di grande commozione e tenerezza. Uno di questi è stato sicuramente il momento in cui gli abitanti del luogo hanno eseguito la celebre canzone “Katjuša”, simbolo della Grande Guerra Patriottica (musica di Matvej Blanter, testo di Michail Isakovskij).

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Опубликован 3 февр.

Il 2 febbraio 2025, in occasione dell’80° anniversario della morte di Fëdor Poletaev, partigiano sovietico che prese parte alla Resistenza italiana, a Cantalupo Ligure, nonché al Cimitero Monumentale di Staglieno di Genova, si è svolta una cerimonia con la deposizione di corone di fiori. All’evento hanno partecipato: Alexey Paramonov, Ambasciatore della Russia in Italia; Maria Vedrinskaya, Console Generale della Russia a Genova; Ivan Gorbachev, Addetto Navale presso l’Ambasciata russa; gli studenti delle classi superiori della Scuola Secondaria dell’Ambasciata della Russia in Italia; i rappresentanti delle autorità locali, dell’ANPI, dell’Associazione “Rjazan’-Alessandria-Genova”; connazionali e giornalisti. 🎙️Dall'intervento di Alexey Paramonov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia: “Sono lieto di essere con voi qui oggi presso il Cimitero Monumentale di Staglieno. Questo è un luogo simbolico, che riveste un significato particolare per i rapporti tra Russia e Italia. Proprio qui riposano gli eroi del nostro Paese, coloro che, negli anni Quaranta del secolo scorso, diedero la vita per liberare l’Italia e l’Europa intera dal nazifascismo. Sappiamo bene che, durante la Seconda Guerra Mondiale, a differenza di molte altre città italiane, Genova venne liberata proprio dalle brigate partigiane: proprio con gli esponenti del movimento per la Resistenza, infatti, il 25 aprile del 1945, venne siglato dal locale comando tedesco l’atto di resa. A contribuire significativamente alla comune lotta partigiana contro il nemico furono anche centinaia di cittadini sovietici che combatterono al fianco dei compagni italiani nei ranghi del movimento della Resistenza. Molti di loro sacrificarono la propria vita in nome di questa nobile causa, per poi essere sepolti in quel lembo di terra di partigiana gloria che è il Cimitero Monumentale di Staglieno. Tra loro c'è il nostro compatriota Fëdor Poletaev, originario della regione di Rjazan’. Fëdor Poletaev resta un vero e proprio simbolo delle gesta eroiche compiute dal popolo sovietico in Italia. Oggi ricorrono esattamente ottant'anni dalla tragica giornata in cui Poletaev cadde in battaglia presso la località di Cantalupo Ligure. Oggi, nel commemorare le gesta valorose compiute da Poletaev, il nostro pensiero va anche a tutti gli altri eroi - russi, bielorussi, ucraini, kirghisi, turkmeni, uzbeki, tagiki, georgiani, armeni, azeri e moldavi - che ottant'anni anni fa, compiendo imprese eroiche fino al sacrificio della loro stessa vita, riuscirono a fermare l’avanzata del nazismo, impedendo che si diffondesse sull’intero territorio del continente eurasiatico, dall’Atlantico al Pacifico, a tutti coloro che, il 9 di maggio del 1945, a Berlino, sancirono la disfatta delle truppe hitleriane. E proprio quest’anno la Russia, così come il mondo intero, celebreranno l’80° anniversario della Vittoria del popolo sovietico nella Grande Guerra Patriottica, che resta l'evento cruciale e fondamentale della Storia mondiale del XX secolo. Purtroppo, pare, le lezioni impartite dalla Storia non sono state ben assimilate da chi, non molto tempo fa, nonostante i numerosi cambiamenti positivi avvenuti a livello globale dopo la dissoluzione dell’URSS, ha respinto la mano tesa da Mosca, ignorando la sua disponibilità ad avviare negoziati per risolvere i problemi legati alla sicurezza dell’area euroatlantica, ovvero di chi ha pianificato il colpo di Stato del 2014 in Ucraina, che ha scatenato un conflitto sanguinoso e cruento nel cuore del continente europeo e che, servendosi degli ucraini, deliberatamente ingannati, sta tentando d'infliggere una sconfitta strategica alla Russia e di seminare odio tra i due popoli-fratelli”. #Vittoria80

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Опубликован 3 февр.

2 февраля 2025 г. в 80-ю годовщину гибели советского партизана, участника итальянского Движения сопротивления, Ф.А.Полетаева состоялось возложение венков к монументу в г.Канталупо Лигуре, а также на генуэзском кладбище «Стальено». В памятном мероприятии приняли участие Посол России в Италии А.В.Парамонов, Генконсул России в Генуе М.Е.Ведринская, военно-морской атташе Посольства И.П.Горбачев, учащиеся старших классов СОШ при Посольстве России в Италии, представители местных властей, Национальной ассоциации партизан Италии, Ассоциации «Рязань-Алессандрия-Генуя», соотечественники и журналисты. 🎙️Посол России в Италии А.В.Парамонов: «Рад присутствовать сегодня вместе с вами здесь, на монументальном кладбище «Стальено». Это символическое место, имеющее особое значение для российско-итальянских отношений. Именно здесь покоятся героические представители нашей страны, которые в сороковые годы прошлого столетия отдали жизнь за освобождение Италии и всей Европы от нацифашизма. Знаем, что Геную, в отличие от многих других городов Италии, во время Второй Мировой войны освободили именно партизанские отряды, именно их представителям 25 апреля 1945 г. местное немецкое командование подписало акт о капитуляции. Значительный вклад в общую партизанскую борьбу с врагом внесли сотни советских граждан, которые сражались бок о бок с итальянскими товарищами в рядах Движения Сопротивления. Многие из них отдали за это свои жизни и захоронены на Поле партизанской славы «Стальено». Среди них наш соотечественник Ф.А.Полетаев, уроженец Рязанщины. Ф.А.Полетаев является символом подвига советского народа в Италии. Сегодня исполняется ровно 80 лет с того трагического дня, когда он пал в бою в местечке Канталупо Лигуре. Память о нем бережно сохранили его боевые итальянские товарищи, которые уже в 1947 г. передали советскому консулу золотую медаль «За воинскую доблесть». В 1962 ему было присвоено звание Героя Советского Союза (посмертно). Подвиг Федора Андриановича послужил основой для установления тесных дружеских связей между Генуей и Рязанью. Вспоминая сегодня о подвиге Федора Полетаева, мы думаем также о всех других героях — русских, белорусах, украинцах, киргизах, туркменах, узбеках, таджиках, грузинах, армянах, азербайджанцах, молдаванах, которые 80 лет назад своими жертвами и подвигами остановили германский нацизм, не дали ему распространиться на все пространство Евразийского континента от Атлантики до Тихого океана и завершили разгром гитлеровских войск 9 мая 1945 г. в Берлине. В этом году Россия и весь мир будут отмечать 80-летие Победы советского народа в Великой Отечественной войне - важнейшего, центрального события мировой истории XX века. К сожалению, уроки истории оказались плохо усвоенными теми, кто не так давно, несмотря на все положительные перемены в мире после распада СССР, отверг протянутую руку Москвы и ее готовность вступить в переговоры по урегулированию проблем безопасности в Евро-Атлантическом регионе. Теми, кто организовал государственный переворот на Украине в 2014 г. и развязал кровопролитный конфликт в центре Европейского континента, пытаясь руками обманутых украинцев нанести стратегическое поражение России, посеять вражду между двумя братскими народами. Конечно, сегодня мы переживаем непростые времена, однако хочется надеяться, что общие глубинные ценности русского и итальянского народов, а их немало, огромный многовековой опыт диалога и сотрудничества помогут возобладать здравому смыслу и восстановить нормальное общение и взаимодействие между нами и между нашими странами. Остановят скатывание к конфронтации и войне». #Победа80#МыПомним

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Опубликован 3 февр.

Fëdor Andrianovič Poletaev (1909-1945) – Eroe dell’Unione Sovietica ed Eroe Nazionale d’Italia, conosciuto anche come il “Gigante Fëdor” tra i partigiani italiani. Nacque nel villaggio di Katino, nella regione di Rjazan’. Nell’agosto del 1941, Fëdor fu chiamato alle armi e prese parte alle operazioni di difesa della città di Mosca. Nell’estate del 1942 fu fatto prigioniero durante le operazioni di guerra in corso sul Medio Don. Dopo aver tentato più volte la fuga senza mai avere successo, Fëdor fu trasferito da un campo di concentramento tedesco all’altro, passando dall’Ucraina, dalla Polonia e dalla Jugoslavia, fino a giungere in Italia. Nel 1944, con l’aiuto di alcuni patrioti italiani, riuscì a fuggire dal campo di concentramento fascista situato nelle vicinanze di Genova nel quale era prigioniero, e scelse di unirsi ai Partigiani della Resistenza italiana. Il 2 febbraio del 1945, nei pressi del paese di Cantalupo Ligure, si accese una battaglia i cui esiti furono significativi e, in larga misura, determinanti per la successiva resa delle truppe di Hitler in Liguria, e più in generale in Italia. Quando i partigiani italiani si nascosero per sfuggire al fuoco nemico, Fëdor uscì all’attacco attirando il fuoco su di sé, corse in strada e, sparando colpi di mitraglietta, con voce autoritaria ordinò alle squadre punitive nemiche di deporre le armi. I nemici, sconcertati, gettarono le armi e alzarono le mani. Uno di loro, però, aprì il fuoco: Fëdor rimase ucciso, ma grazie a quel gesto i suoi compagni di battaglia ebbero salva la vita. ⭐️ Nel 1947 gli fu conferita la Medaglia d’Oro Ad Valor Militare d’Italia. ⭐️ Nel 1962 fu insignito del titolo postumo di Eroe dell’Unione Sovietica. 🎬 Sulla figura di Fëdor Poletaev è stato girato il film “Si chiamava Fëdor” (Ego zvali Fëdor, 1963). Nel celebre film sovietico “Solo i vecchi vanno in battaglia” (V boj idut odni stariki, 1973) compare la sua tomba, situata nel Cimitero Monumentale di Staglieno a Genova. Una strada di Genova, Via Fiodor, porta il suo nome. #Vittoria80

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Опубликован 3 февр.

#ЛицаПобеды Федор Андрианович Полетаев (1909-1945 гг.) - Герой СССР и Герой Италии, или «гигант Федор», как называли его итальянские партизаны. Родился в селе Катино Рязанской области. В августе 1941 г. был мобилизован. Участник обороны Москвы. Летом 1942 г. на Среднем Дону был взят в плен. После неоднократных, неудачных побегов перемещался в немецко-фашистские концлагеря Украины, Польши, Югославии, Италии. В 1944 г. с помощью итальянских патриотов бежал из фашистского лагеря близ Генуи и присоединился к итальянским партизанам. 2 февраля 1945 г. вблизи поселка Канталупо Лигуре завязался бой. Его исход был очень важным и в значительной степени повлиял на приближение капитуляции гитлеровских войск в Лигурии и в Италии в целом. Когда итальянские партизаны залегли под огнём противника, Фёдор поднялся в атаку, вызвав огонь на себя, выбежал на дорогу, и, стреляя из автомата, приказал карателям сложить оружие. Растерявшиеся враги бросили оружие и подняли руки. Но один из них открыл огонь – герой погиб, но спас жизнь своим боевым товарищам. ⭐️В 1947 г. был удостоен золотой медали Италии «За воинскую доблесть». ⭐️ В 1962 г. ему было присвоено звание Героя Советского Союза (посмертно). 🎬 О Ф.А.Полетаеве снят короткометражный фильм «Его звали Фёдор» (1963 г.). В знаменитом фильме «В бой идут одни старики» (1973 г.) показана его могила на генуэзском кладбище «Стальено». Улица Via Fiodor в Генуе носит имя Полетаева. #Победа80#МыПомним

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Опубликован 30 янв.

Il 29 gennaio 2025, su invito del Sindaco di Palermo R. Lagalla, il personale del Consolato Generale Russo a Palermo ha partecipato alla tradizionale Celebrazione Eucaristica di inizio anno, tenuta dall'Arcivescovo di Palermo, Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Corrado Lorefice. Dopo l' omelia dell' Arcivescovo, il Sindaco di Palermo R. Lagalla ha tenuto un discorso.

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Опубликован 30 янв.

29 января 2025 г.по приглашению Мэра Палермо Р.Лагаллысотрудники Генерального консульства России в Палермо приняли участие в традиционной Евхаристии по случаю начала нового года, которую провел Архиепископ Палермо, Его Высокопреосвященство Монсеньор Коррадо Лорефиче. После проповеди Архиепископа с обращением выступил Мэр Палермо Р.Лагалла.

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Опубликован 29 янв.

🇷🇺Il 28 gennaio 2025, alla vigilia della Giornata dei diplomatici russi, il personale del Consolato Generale della Federazione Russa a Palermo ha svolto lavori di manutenzione e restauro delle tombe dei Consoli Generali dell'Impero Russo in Sicilia N.Mukhin (1862-1880) e N.Timofeev (1881-1886).

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Опубликован 29 янв.

🇷🇺28 января 2025 г. в преддверии отмечаемого в России Дня Дипломатического работникасотрудники Генерального консульства Российской Федерации в Палермо провели работы по уходу и благоустройству захоронений Генеральных консулов Российской империи на Сицилии Н.И.Мухина (1862-1880 гг.) и Н.В.Тимофеева (1881-1886 гг.).

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Опубликован 28 янв.

Il 27 gennaio 2025, l’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, la Rappresentanza Permanente della Russia presso la FAO e la Casa Russa a Roma hanno tenuto una serata commemorativa dedicata all’81° anniversario della liberazione di Leningrado dall’assedio nazista. All’evento hanno preso parte Ambasciatori e rappresentanti del corpo diplomatico di Paesi amici, ma anche connazionali, giornalisti ed esponenti della società civile italiana. 🎙️Dall’intervento dell’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Alexey Paramonov: Otto decenni fa, il multietnico popolo sovietico, con immenso spirito di sacrificio, ha sconfitto la Germania nazista. Ha fatto ben più che respingere gli invasori stranieri dal territorio della sua patria; infatti, ha sgominato le ideologie disumane del nazismo e del fascismo. Oggi vediamo moltiplicarsi in tutto il mondo i tentativi di riscrivere la Storia, di ribaltare cause ed eventi della Seconda Guerra Mondiale per sminuire l’eroismo dei soldati dell’Armata Rossa e per equiparare i criminali ai vincitori. Cos’è questa se non una manifestazione di massimo cinismo e massima ipocrisia? Sentiamo costantemente insinuare l’idea che l’URSS e la Germania nazista abbiano la stessa responsabilità per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e, dunque, per le sue vittime. Merita rilevare che in questa stessa data cade anche l’anniversario di 80 anni esatti della liberazione, da parte delle truppe sovietiche, nel 1945, del campo di morte nazista di “Auschwitz-Birkenau”, meno noto col nome polacco di “Oświęcim”. Non pare strano, tuttavia, che, ormai da anni, i funzionari ufficiali russi che rappresentano il Paese-successore dell’URSS, come pure oggi in Polonia dove si svolge con la massima copertura mediatica la cerimonia della commemorazione delle vitime di Auschwitz, non possano prendere parte al rituale della memoria a causa della rigida posizione delle autorità polacche e dell’Unione Europea? Ci sembra che siffatta pratica sia un’onta che non giovi all’immagine dell’Europa moderna, impersonata dalla signora tedesca Ursula von der Leyen. Perché dopotutto, in questa ricorrenza dovremmo, per prima cosa, rivolgere il pensiero non tanto alla realtà geopolitica attuale, quanto piuttosto a coloro che furono prigionieri nei campi di concentramento e a coloro che li liberarono: i soldati sovietici e russi. Il barbaro assedio dei nazisti non ha fatto distinzione tra nazionalità, età e professione. Sono morti russi, ebrei, bielorussi, ucraini, bambini, anziani, donne; sono stati distrutti edifici residenziali, istituzioni mediche e culturali. Scopo dei nazisti era eliminare la popolazione della città. Le azioni perpetrate delle truppe naziste corrispondono in pieno alla definizione condivisa di genocidio. Già nel 2022, la Corte della città di San Pietroburgo ha riconosciuto ufficialmente l’assedio di Leningrado da parte delle truppe tedesche e dei loro complici (unità armate create sul territorio di Belgio, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Norvegia e Finlandia, nonché da volontari austriaci, lettoni, polacchi, francesi e cechi) nel periodo tra l’8 settembre 1941 e il 27 gennaio 1944, come crimine di guerra, crimine contro l’umanità, nonché genocidio dei gruppi etno-nazionali che rappresentavano la popolazione dell'URSS, i popoli dell’Unione Sovietica. 🔗Il testo integrale

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