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Fronte della Primavera Triestina - Zveza Tržaške Pomladi
@primaveratlt
PoliticsMovimento per il Territorio Libero di Trieste Gibanje za Svobodno Tržaško Ozemlje 📍🏠 Ci trovate in Via Giulia 74 ogni sabato dalle 10 alle 12 https://linktr.ee/primaveratriestina
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Objavljeno pred 6 dnevi
PRESENTAZIONE DEL LIBRO: TRIESTE PORTO FRANCO INTERNAZIONALE - STORIA, GEOPOLITICA, ECONOMIA, TESTIMONIANZE Un’opera per comprendere il ruolo attuale di Trieste nello scacchiere geopolitico e la sua unicità storica, culturale e giuridica. In un quadro storico su città, territorio, trattati di pace ed evoluzione del porto, questo testo a più contributi mette a fuoco nodi geopolitici e di criticità strutturali, lasciando spazio anche a testimonianze di impegno militante e memoria del territorio. Intervengono gli autori. Alla presentazione sarà possibile acquistare una copia del libro. 9 giugno alle ore 18 presso l'Università di Trieste, sede centrale, Piazzale Europa 1, aula A, lato destro.
Objavljeno pred 8 dnevi
Viene da chiedersi se l'italianizzato Lakota passi le notti a controllare sotto il letto per paura di una risurrezione del Maresciallo. Come ho spiegato recentemente, l'antitismo viscerale portato avanti oggi, quasi 50 anni dalla morte di Tito, è il cuore della mitologia propagandistica del nazionalismo nostrano. Per i "tricoloristi", la Jugoslavia non è mai stata solo un avversario ideologico, ma il nemico per antonomasia: etnico, nazionale e culturale. Un fantasma necessario per tenere in piedi una retorica che, svuotata di contenuti reali, ha bisogno di spettri per giustificare se stessa. L'ultimo esempio rasenta il grottesco: L'Unione degli Istriani propone di esporre, per ogni drappo rosso presente in Carso e sul goriziano, una bandiera tricolore con scritte “W Trieste italiana” o “W Gorizia italiana” e continua “Qualcuno lo chiamerà ‘squadrismo’. E allora vuol dire che sarà uno ‘squadrismo’ buono”. A pronunciare queste parole è Lakota, presidente dell'Unione degli Istriani. Il quadro è quasi comico: un cognome che significa "fame" in sloveno, portato da un uomo che ha fatto della slavofobia la propria arte. La Sindrome di Stoccolma culturale è tratto tipico di molti "nazionalisti domači" imbarazzati dalle proprie origini. Un personaggio talmente terrorizzato da una risurrezione del Maresciallo da invocare il "metodo squadrista" come esorcismo. https://www.triestecafe.it/it/news/politica/carso-l-unione-degli-istriani-lancia-carso-tricolore-a-maggio-mai-piu-solo-bandiere-rosse.html?fbclid=IwY2xjawSBaeBleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeF-CTNwlFZb3POSj6Y-l8vX7mI8PJKv0fZOXZNtRAu0gSkVPV9DKHxmxt1mA_aem_IAIf6zyvQmS-hSBCfWOorw
Objavljeno pred 9 dnevi
Martire della Bellezza - La decadenza secondo Yukio Mishima Questo giovedì al nostro appuntamento del Circolo di Letture Controvento, leggeremo e discuteremo alcuni estratti della tetralogia Il mare della fertilità di Yukio Mishima. Esploreremo i temi chiave della poetica di Mishima, sintetizzati a pieno dalla tetralogia: la sua visione pessimista della Storia e la sua critica del progresso; l'ossessione per la bellezza e il suo rapporto con la morte; l'idealizzazione dell'amore tragico e del sacrificio in nome di un Ideale superiore; il vitalismo contrapposto al declino. Giovedì 28 maggio, ore 18:00 in Via Giulia 74/A
Objavljeno pred 9 dnevi
Fronte della Primavera Triestina - Zveza Tržaške Pomladi pinned a photo
Objavljeno pred 10 dnevi
In memoria dei migliaia di triestini caduti sotto il vessillo asburgico. Nella giornata di ieri, anniversario dell'entrata in guerra dell'Italia, il Fronte della Primavera Triestina ha scelto di ricordare i nostri concittadini caduti combattendo per l'Impero Asburgico. Morti che la narrazione dominante preferisce dimenticare. Più di 4000 triestini persero la vita in nome dell'Impero che aveva accompagnato la nostra città per oltre cinque secoli, smontando il mito della "redenzione" da parte dei Savoia. Le istituzioni dovrebbero garantire pari dignità ai nostri caduti. Noi non vogliamo celebrare quell'inutile guerra fratricida, ma solamente ricordare i nostri caduti, inclusi quelli che morirono dalla parte dei vinti. @primaveratlt
Objavljeno pred 10 dnevi
Včeraj, ob obletnici vstopa Italije v prvo svetovno vojno, se je Zveza tržaške pomladi poklonila našim someščanom, ki so padli za habsburško cesarstvo. Gre za žrtve, ki jih uradna zgodovina raje prepušča pozabi. V njihov spomin smo položili cvetje pred spominsko ploščo na Svetem Justu in se jim po kratkem govoru poklonili s minuto molka. Več kot 4000 Tržačanov je izgubilo življenje za cesarstvo, pod katerim je naše mesto spadalo več kot pet stoletij. Ta zgodovinska resnica sama po sebi ruši mit o savojski "odrešitvi". Uradne institucije bi morale vsem padlim priznati enako dostojanstvo, začeti pa bi morale prav z obnovo te plošče, ki je danes že skoraj nečitljiva. Ta zapis na griču Svetega Justa je edini pomnik, ki ga imajo, pa še ta ostaja povsem anonimen in skop: "vsem tržaškim padlim". Za italijansko državo so ti možje očitno še vedno drugorazredni državljani. Le tako si gre razlagati dejstvo, da zanje ne obstajajo uradni spomeniki ali nikakršno poimenovanje ulic. Naš namen ni proslavljanje bratomornega pokola, temveč zgolj ohranjanje spomina na naše padle – tudi na tiste, ki so umrli na strani poražencev.
Objavljeno pred 11 dnevi
24 maggio 1915: l'Italia entra in guerra. Un anniversario che ancora oggi si pretende di celebrare con cerimonie pompose e un patriottismo di maniera. A Trieste, tuttavia, quella narrazione ufficiale mostra tutta la sua violenza coloniale. Qui la Grande Guerra non fu una marcia trionfale verso la "redenzione", ma una guerra di conquista mossa dall'espansionismo italiano e dagli interessi dei grandi potentati commerciali e industriali. Ben 37.500 triestini combatterono sotto il vessillo asburgico – la maggioranza inquadrata nel 97° Reggimento di fanteria dell'esercito imperiale – e almeno 4.000 di loro non fecero mai ritorno. Erano i nostri nonni e bisnonni: soldati fedeli al proprio Impero e alla propria città, mandati a difendere la Galizia e l'Isonzo dall'aggressione di potenze straniere. Molti di loro oggi giacciono lontani da casa, sepolti in tombe senza nome, mentre chi sopravvisse fu etichettato come "traditore". Di loro non sentirete parlare nelle celebrazioni ufficiali italiane. Per lo Stato, che si autoproclama "liberatore", è imbarazzante ammettere che migliaia di triestini servirono e morirono per quell'Impero che aveva accompagnato e rispettato la nostra città per oltre cinque secoli. Ammettere questa realtà smonterebbe il mito della "redenzione", riducendo in polvere la favola di una Trieste che sognava soltanto i Savoia. La verità è che Trieste non fu liberata: fu invasa, occupata e annessa con la forza. L'imperialismo italiano le tolse il suo secolare autogoverno, riducendola a una colonia da sfruttare. Ne snaturò l'autentica identità con un nazionalismo artificiale, imponendo una lingua, una memoria e un'economia funzionali solo al dominio del nuovo occupante. Con il tricolore non arrivarono la libertà e la giustizia, ma l'occupazione militare, l'odio nazionalista e la sistematica cancellazione del nostro tessuto culturale, sociale ed economico. Quella guerra non fu la vittoria di un popolo contro un oppressore, ma un massacro fratricida alimentato da un nazionalismo aggressivo che aizzava le masse contadine e proletarie le une contro le altre, mandandole al macello reciproco. Un meccanismo cinico che ebbe – e ha tuttora – a cuore solo il profitto e l'interesse di pochi potentati. Eppure, in quel buio, ci fu chi seppe opporsi con lucidità: ricordiamo il grande esempio dei socialisti triestini guidati da Valentino Pittoni, che lottarono per la federalizzazione dell'Impero e per i secolari diritti di autonomia e autogoverno di Trieste e del suo circondario. Furono tra i pochi, in Austria, a rifiutare il bellicismo di entrambe le parti e a tentare di scongiurare la carneficina tra i triestini e il fraterno popolo italiano. Nell'ottobre del 1918, quando già si profilava il crollo dell'Impero, Pittoni propose al parlamento imperiale la costituzione di una Repubblica Adriatica indipendente e popolare, che includesse Trieste, Gorizia e l'Istria. Illusioni utopiche, alle quali la Storia non lasciò spazio. Noi non siamo qui per coltivare nostalgie di un mondo perduto. L'Impero degli Asburgo era ormai giunto alla fine della sua lunga parabola: la sua struttura secolare non seppe modernizzarsi e fu travolta dall'emergere dei nuovi Stati nazionali. Ma la sconfitta non colpì soltanto l'Impero, bensì anche, e soprattutto, Trieste. Guardiamo al futuro, non sogniamo alcuna restaurazione. Vogliamo soltanto ricordare i nostri morti e preservare le nostre radici. Pretendiamo che si ricordino tutti i caduti di quella guerra fratricida, senza alcuna esclusione: anche coloro che morirono dalla parte dei vinti, compresi i nostri soldati del 97° Reggimento. Meritano il nostro rispetto e la nostra gratitudine. Erano figli di questa terra, fedeli alla propria città, e non possono essere cancellati dalla storia scritta dai vincitori. @primaveratlt
Objavljeno pred 11 dnevi
L'Italia festeggia l'entrata nella Prima Guerra Mondiale. Mentre i nostri nonni – caduti sotto un'altra bandiera – giacciono censurati e dimenticati dalla storia.
Objavljeno pred 12 dnevi
TRIESTE PORTO FRANCO INTERNAZIONALE – STORIA, GEOPOLITICA, ECONOMIA E TESTIMONIANZE Presentazione del libro Un’opera per comprendere il ruolo attuale di Trieste nello scacchiere geopolitico e la sua unicità storica, culturale e giuridica. Curato dalla Prof.ssa Maria Morigi con la prefazione di Davide Rossi, il libro raccoglie i saggi della Prof.ssa Adriana Janežič, del Prof. Lorenzo Maria Pacini, degli analisti Paolo Deganutti e Filippo Bovo e un nostro contributo scritto da Adam Bark. Nel nostro saggio – “Per Trieste sovrana, neutrale e popolare” – Adam Bark ripercorre la millenaria storia dello spirito autonomista triestino, definisce il particolarismo identitario della città e traccia le coordinate per una liberazione politica, sociale e culturale. In una parola: la via verso l’autodeterminazione del Territorio Libero di Trieste. Alla presentazione sarà possibile acquistare una copia del libro. 9 giugno alle ore 18 presso l'Università di Trieste, sede centrale, piazzale Europa 1, lato destro, aula A.
Objavljeno pred 14 dnevi
Martire della Bellezza - La decadenza secondo Yukio Mishima Circolo di Letture Controvento Leggeremo alcuni estratti della tetralogia Il mare della fertilità di Yukio Mishima. Nel corso dell'opera, Mishima ripercorre il Ventesimo secolo, partendo dalla guerra russo-giapponese del 1904-1905 fino agli anni immediatamente precedenti il suicido dell'autore, avvenuto il 25 novembre del 1970 in seguito ad un apparente tentativo di colpo di stato. Seguendo un uomo alla ricerca delle reincarnazioni di un amico defunto, l'opera dipinge un Paese in decadenza, corruzione e asservimento a interessi esteri. Con la nostra lettura esploreremo i temi chiave della poetica di Mishima, sintetizzati a pieno dalla tetralogia: la sua visione pessimista della Storia e la sua critica del progresso; l'ossessione per la bellezza e il suo rapporto con la morte; l'idealizzazione dell'amore tragico e del sacrificio in nome di un Ideale superiore; il vitalismo contrapposto al declino. Giovedì 28 maggio, ore 18:00 in Via Giulia 74/A
Objavljeno pred 17 dnevi
E a Trieste/Trst quando? Mentre in Croazia si introduce la segnaletica bilingue nel centro di Pola, a Trieste il rispetto della lingua slovena nello spazio pubblico rimane un tabù invalicabile. Per una precisa volontà politica, qui il bilinguismo viene applicato male e nascosto, confinato quasi esclusivamente nei villaggi del Carso. Si tratta di una palese violazione del Trattato di Parigi: l'articolo 7 dell'allegato VI (Statuto permanente del TLT) sancisce chiaramente la parità delle lingue autoctone. La questione, a Trieste come altrove, non è un mero affanno burocratico. È il riconoscimento del fatto che tutti i popoli autoctoni legati a una terra godono di pari dignità: l'identità slovena in questo territorio va difesa con forza dall'italianizzazione e dall'omologazione globalista. Eppure, i rappresentanti istituzionali della minoranza slovena in Italia continuano a tacere, lautamente finanziati da Roma pur di non pestare i piedi ai palazzi del potere. Dall'Istria al Friuli: bilinguismo integrale!
Objavljeno pred 17 dnevi
In v Trstu, kdaj? Na Hrvaškem uvajajo dvojezične napise v središču Pole, v Trstu pa spoštovanje slovenskega jezika v javnosti ostaja nepremostljiv tabu. Zaradi načrtne politične volje, se dvojezičnost tu izvaja pomanjkljivo in na skrivaj, včasih samo v kraških vaseh. To je očitna kršitev Pariške mirovne pogodbe: 7. člen VI. priloge (Stalni statut Svobodnega tržaškega ozemlja) namreč jasno določa enakopravnost avtohtonih jezikov in uradnost slovenščine poleg italijanščine. Dvojezičnosti v Trstu in drugod ni le stvar birokracije. Gre za priznavanje dejstva, da imajo vsi avtohtoni narodi, povezani z določenim ozemljem, enako dostojanstvo: slovensko identiteto na tem območju je treba odločno braniti pred italijanizacijo in globalistično homogenizacijo. Kljub temu pa institucionalni predstavniki slovenske manjšine v Italiji še naprej molčijo – Rim jih bogato financira ravno zato, da ne bi stopali na prste oblastnikom. Od Istre do Furlanije: popolna dvojezičnost!