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PoP
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## Los Angeles, USA
coming soon
#announcement#service
👀⚡️Wer kontrolliert die Meinungsfreiheit in Europa? ⁉️👀
📌 Christine Anderson kritisiert scharf die Maßnahmen der Europäischen Kommission gegen X und sein KI-System "Grok" im Rahmen des #DigitalServicesAct (DSA) und beschuldigt sie, Plattformen anzugreifen, die eine ungefilterte Debatte ermöglichen.
📌 Sie stellt dies in Kontrast zur Förderung der neuen, identitätsgeprüften europäischen Plattform "W", und argumentiert, dass sie eher der Kontrolle als dem Wettbewerb oder der Sicherheit dient.
🆕 Die Kernbotschaft: Echte Demokratie erfordert ungefilterte, anonyme Meinungsfreiheit – Versuche, sie zu eliminieren, zeigen ein tiefes Misstrauen gegenüber den Bürgern!
Finde den Fehler 👀 folgen ⭐️@findefehler
"C'è un problema col tuo contenuto" mi segnala YouTube, che lo rimuove e mi stoppa per una settimana.
Ma quale era il "problema"? La frase "gestione militare dei vaccini"?
O "controllo attraverso valuta digitale"? O Bill Gates l'eugenista-benefattore"?
Ah saperlo.... Intanto si vedono i frutti (marci) del nuovo #DigitalServicesAct
Qui il contenuto “incriminato” 👉https://www.martinapastorelli.it/2023/08/integrali/a-colloquio-con-robin-monotti/
#DigitalServicesAct
Alla domanda su quale sia il criterio per giudicare cosa sia "disinformazione", onde evitare abusi censori di potere e pericoli per la democrazia, la ministra irlandese "competente" sui Media ripete (visibilmente imbarazzata, ora leggendo ora distogliendo lo sguardo) frasi fatte come "protezione dei bambini", ma non risponde nel merito.
O forse la vera risposta è proprio questa: non c'è perché non è prevista.
(via Gript Media)
Bill Gates, l’innominabile: dopo pochi minuti dalla pubblicazione, la solerte censura rimuove da TikTok il video in cui si diceva del “filantropo” che da sostenitore dell'eugenetica si presenta quale "salvatore" con i vaccini. E del suo meeting del 2009 con Rockefeller e Ted Turner in cui discusse di come ridurre la popolazione e dettò la linea operativa.
#DigitalServicesAct in purezza
EU Takes Action Against GenAI Misuse Ahead of Elections
In light of growing concerns over the potential misuse of generative artificial intelligence in the upcoming EU elections, the European Commission has taken proactive steps to address the issue and safeguard electoral integrity.
The emergence of deepfake content, facilitated by genAI technology, has raised significant apprehensions regarding its impact on public perception and electoral processes.
To counteract this threat, the European Commission released comprehensive guidelines on March 26 aimed at preventing the abuse of genAI in electoral contexts. These guidelines apply to major online platforms such as Facebook, Instagram, Twitter, and Google Search, categorized as Very Large Online Platforms (VLOPs) and Very Large Online Search Engines (VLOSEs) under the Digital Services Act (DSA).
Simultaneously, the Commission has initiated inquiries into the risk mitigation measures implemented by tech giants like Microsoft, Google, and Meta concerning genAI and electoral processes. This scrutiny seeks to ensure compliance with the DSA and uphold the integrity of democratic elections.
Acknowledging the gravity of the issue, prominent tech platforms have committed to proactively preventing AI election interference, underscoring their dedication to combating the misuse of genAI in shaping public discourse and electoral outcomes.
#GenAI#DigitalServicesAct#Deepfakes
https://x.com/SavinoBalzano/status/2015741983218626865?s=20
La levata di scudi in difesa di #Barbero, a me, fa ridere.
Per me #AlessandroBarbero è un mito assoluto, totale. Da sempre ascolto le sue lezioni: il suo approccio alla divulgazione storica è fenomenale, è un fuoriclasse in ciò che fa, oltre a essere un uomo cortese e molto gentile. A lungo mi sono vantato di aver pubblicato un libro con il suo stesso editore, Laterza, e fu uno dei pochissimi a mandarmi un’email di ringraziamento quando gliene inviai una copia. Siamo circondati da cafoni che peraltro hanno molto meno successo di lui.
Per quanto mi riguarda, Barbero può dire il cavolo che gli pare: non mi interessa il merito della questione, è un diritto costituzionale e vale per tutti. Figurarsi se non debba valere per un uomo che, comunque, sarebbe bene ascoltare. Con la stessa sincerità, peraltro, ritengo che i contenuti del suo recente video non fossero tutti pienamente convincenti: alcuni passaggi mi sono apparsi un po’ forzati. Ci sto ancora ragionando. Dopotutto, nonostante io ritenga che la magistratura in questo Paese rappresenti un problema enorme a causa delle sue dinamiche interne, non ho ancora le idee chiarissime su come voterò al #referendum.
Ciò premesso, lo ripeto: la levata di scudi in difesa di Barbero, a me, fa ridere.
Io posso incazzarmi, devo incazzarmi: io e quelli che da sempre scrivono certe cose. Io mi sono incazzato anche quando, soprattutto da sinistra, si provava a sbranare Alessandro Barbero — era settembre 2021 — per aver firmato (insieme ad altre centinaia di docenti universitari) un appello contro il green pass. O quando, poco dopo, qualche cretin* (asterisco perculante a dir poco inevitabile) provava a descriverlo come un fan del patriarcato, mentre cercava di ragionare sul perché le donne — con suo assoluto malgrado — non fossero riuscite ad affermarsi socialmente come gli uomini. Provava a interrogarsi sulle possibili ragioni, con un approccio del tutto scevro da condizionamenti ideologici, eppure venne assalito. Andatevi a leggere gli articoli e i commenti deliranti di quelle settimane.
Io posso incazzarmi, anzi devo incazzarmi: perché l’ho fatto durante la crisi sanitaria, quando i social provavano a censurare qualsiasi narrazione difforme da quella ufficiale, da quella corroborata dai media di regime. E la stessa cosa è accaduta durante le crisi internazionali, durante la prima fase della guerra in #Ucraina in primis. È stato lo stesso #Zuckerberg ad ammetterlo candidamente: di aver preso ordini dall’amministrazione #Biden. E poi, ditemi voi se il fact checking può essere affidato a chi scriveva che i russi combattevano con le pale. Per carità, stendiamo un velo pietoso.
Io posso incazzarmi, io e chi come me ha criticato con ferocia atti dell’Unione Europea come il #DigitalServicesAct, con i quali le istituzioni unionali cercano di tappare la bocca a ogni testa dissenziente. Io e chi si incazzava quando ogni voce alternativa in Europa, soprattutto se contraria alla guerra e alle logiche di riarmo, veniva bollata (e viene tuttora bollata) come eversiva e fascista. Io e chi ha denunciato le migliaia di arresti che tuttora avvengono in Paesi europei che si vantano di essere democratici e che, in realtà, non lo sono affatto. Non può certo farlo chi si accorge solo degli arresti dell’#ICE di #Trump.
Insomma, trovo davvero ridicole certe reazioni. Il video del prof. Barbero è stato penalizzato dall’algoritmo di Meta, e questo è una vergogna, ma abbiamo alle spalle anni e anni di sopraffazioni e umiliazioni riservate a chiunque provasse anche solo a sollevare un dubbio su ciò che si tentava letteralmente di imporre. In tutte quelle circostanze, molti di coloro che oggi si indignano e avanzano persino interrogazioni parlamentari erano dalla parte del bavaglio, e questo non può certo essere nascosto. Squallidi ipocriti.
🚀 AI TRENDS | OpenAI to Be Regulated Under EU's Digital Services Act, Sources Say
OpenAI is set to be regulated under the European Union's Digital Services Act (DSA), according to sources cited by Handelsblatt. The company will be classified as a very large online search engine under the new regulations. According to Jin10, this classification will subject OpenAI to stricter compliance requirements aimed at ensuring transparency and accountability in its operations. The DSA is part of the EU's broader effort to regulate digital services and platforms, enhancing user protection and addressing issues such as misinformation and data privacy. OpenAI's inclusion under this regulatory framework highlights the growing scrutiny of AI technologies and their impact on society.
#AI#OpenAI#EU#DigitalServicesAct#DSA#Regulation#TechPolicy#DataPrivacy#Misinformation#Transparency#Accountability