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Source channel @lambdaexpression · Post #301 · 1月26日

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Turchia e dintorni

@notizieturchia · Post #3028 · 2025/02/22 22:13

Diverse fonti confermano che l'accordo sul #petrolio tra #Damasco e #Rojava sia stato raggiunto e dal nord-est al governo centrale è partita la prima ondata da 5 mila barili di petrolio grezzo al giorno.

Il Tazebao

@iltazebao · Post #1496 · 2024/12/15 14:34

▪️La libica National Oil Corporation ha dichiarato lo stato di emergenza alla raffineria della città di al-Zawiya a causa degli scontri tra fazioni locali. 📑La società ha affermato di aver dichiarato un'emergenza di livello tre "dopo che diversi serbatoi della raffineria di al-Zawiya sono stati gravemente danneggiati dai proiettili di artiglieria la mattina del 15 dicembre". #Libia#petrolio @tutti_i_fatti

Marx21.it

@marx21news · Post #9912 · 2026/03/10 07:44

USA: nuovo disegno di legge contro il petrolio russo Negli Stati Uniti è stato presentato il DROP Act (Decreasing Russian Oil Profits Act), promosso dal presidente della Commissione Affari Esteri della Camera, Michael McCaul. Obiettivo: ridurre i profitti energetici della Russia e aumentare la pressione internazionale su Mosca. Se approvata, la legge darebbe al presidente Donald Trump il potere di imporre sanzioni contro chi compra o facilita l’export di petrolio russo. I Paesi che continuano ad acquistarlo potrebbero evitare sanzioni solo in tre casi: 1️⃣ I pagamenti alla Russia vengono limitati a beni umanitari (cibo, medicine, prodotti agricoli). 2️⃣ I fondi vengono usati per armare o ricostruire l’Ucraina. 3️⃣ Il Paese fornisce sostegno economico o militare significativo all’Ucraina. Possibili effetti globali Pressione sui principali acquirenti di petrolio russo. Possibile aumento del sostegno internazionale a Kiev. Nuove tensioni economiche e geopolitiche. Alcuni analisti parlano di una nuova forma di guerra finanziaria, pensata per colpire indirettamente la Russia attraverso il mercato energetico. ❗ Tuttavia, molto dipenderà dal mercato del petrolio e dalla disponibilità di forniture alternative. Se il provvedimento venisse approvato, potrebbe complicare i rapporti tra Washington e Mosca e influenzare l’equilibrio energetico globale. #Russia#Petrolio#Geopolitica#USA#Ucraina https://www.marx21.it/internazionale/il-drop-act-e-unarma-senza-precedenti-di-guerra-finanziaria-contro-la-russia/

Marx21.it

@marx21news · Post #9436 · 2025/12/23 06:36

Crisi Venezuela – USA: Trump intensifica il blocco sul petrolio Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato un quasi blocco totale alle esportazioni di petrolio venezuelano, disponendo che tutte le navi “sanzionate” vengano bloccate e schierando quella che definisce la “più grande armata nella storia del Sud America” vicino alle coste venezuelane. Trump chiede anche che il Venezuela restituisca agli USA petrolio, terre e altri beni e minaccia di designare il governo di Caracas come organizzazione terroristica straniera. Il Venezuela reagisce con forte condanna, difendendo la propria sovranità e il diritto alla libera navigazione nei Caraibi. Il governo denuncia il blocco come un tentativo di appropriazione delle ricchezze del paese. ⚠️ Questo sviluppo segue il recente sequestro di un petroliero venezuelano diretto a Cuba, e da allora le esportazioni di petrolio del paese sono quasi ferme. Solo la compagnia americana Chevron ha l’autorizzazione a continuare a estrarre petrolio. Cosa pensi di questa escalation tra USA e Venezuela? Una questione di geopolitica, petrolio o entrambe? #Venezuela#USA#Trump#Petrolio#Geopolitica#CrisiInternazionale https://www.marx21.it/internazionale/metodi-estorsivi/

Marx21.it

@marx21news · Post #9863 · 2026/03/03 07:45

Guerra USA-Iran: non è per la democrazia, ma per il petrolio (e il dollaro) Molti si chiedono: perché Trump, eletto con la promessa di evitare nuove guerre, ha appena attaccato l’Iran insieme a Israele? La risposta, secondo un’analisi approfondita di Domenico Moro, non ha nulla a che fare con la liberazione del popolo iraniano. Le ragioni sono ben più profonde e riguardano il cuore del potere economico e finanziario americano. Ecco i punti chiave: Il controllo dell’energia (e della Cina) Gli USA oggi sono autosufficienti dal punto di vista energetico, ma il 55% del petrolio mondiale è in Medio Oriente. Chi controlla quell’area, controlla la via di rifornimento per le grandi economie asiatiche, a partire dalla Cina, il principale rivale di Washington. Lo Stretto di Hormuz, da cui passa il 20% del petrolio globale, è l’epicentro di questa partita. Difendere il dollaro, non solo il greggio Il vero tallone d’Achille americano è il debito pubblico (36.000 miliardi di dollari). Per sostenerlo, il mondo deve continuare a comprare titoli di stato USA, e per farlo serve che il dollaro resti la valuta di riferimento. Questo è possibile solo se il petrolio continua a essere venduto in dollari. Un patto storico con le petromonarchie (petrodollari) che l’Iran, da sempre indipendente e legato a Cina e Russia, mina concretamente. La mossa disperata di Trump Cina e Giappone stanno riducendo la loro esposizione al debito USA, preferendo l’oro. I dazi aggressivi non stanno funzionando e il dollaro si indebolisce. Di fronte al fallimento delle sue politiche economiche, a Trump resta l’unica arma in cui gli USA sono ancora superiori: quella militare. Una guerra imperialista Più che una guerra per la sicurezza, è una guerra per difendere il capitale finanziario americano e mantenere il Medio Oriente nella propria sfera d’influenza, impedendo che le sue risorse "cadano in mani nemiche". Che ne pensate? Siamo di fronte all’inizio di un conflitto epocale o a un azzardo calcolato? #Geopolitica#Iran#USA#Guerra#Petrolio#Economia#Analisi https://www.marx21.it/internazionale/i-perche-non-detti-dellaggressione-usa-contro-liran/

Marx21.it

@marx21news · Post #9665 · 2026/01/30 14:04

La Presidente ad interim Delcy Rodríguez ha seguito da vicino il dibattito alla Assemblea Nazionale sulla riforma parziale della Legge sugli Idrocarburi Organici. Un aggiornamento necessario per adattare la nostra legislazione ai tempi che cambiamo. La riforma punta a riattivare giacimenti petroliferi attualmente sottoutilizzati, trasformandoli in veri motori dinamici per l’economia nazionale. L'obiettivo è chiaro: attrarre investimenti attraverso modelli di business flessibili, promuovendo alleanze strategiche tra settore pubblico e privato per aumentare la produzione. "Vogliamo che ogni goccia di petrolio in più si traduca in maggiori investimenti sociali e stabilità economica per il Paese", ha dichiarato Rodríguez. Questa modernizzazione garantisce che il petrolio continui a essere motore di sviluppo, nel pieno rispetto della Costituzione e in difesa della nostra sovranità nazionale. #Venezuela#Petrolio#SviluppoEconomico#Sovranità#Investimenti https://www.marx21.it/internazionale/delcy-rodriguez-la-legge-sugli-idrocarburi-consentira-di-attivare-spazi-petroliferi-che-non-sono-stati-sfruttati/

Marx21.it

@marx21news · Post #9688 · 2026/02/04 07:45

Perché USA-Russia non ripartono da zero? La risposta è in 4 punti (e in BRICS Pay) L’analisi di Pepe Escobar su Sputnik Globe spiega perché i rapporti USA-Russia restano bloccati, nonostante i tentativi di dialogo. Al centro c’è l’avanzata dei BRICS, con BRICS Pay in primo piano: un sistema di pagamento unificato che potrebbe aggirare dollaro, SWIFT e sanzioni occidentali, accelerato al 2026. Ma la partita è più complessa. Ecco i 4 fattori chiave: 1️⃣ Lo “spirito di Anchorage” Per Mosca, le regioni di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia sono una linea rossa non negoziabile. Putin non farà passi indietro, e Kiev è considerata un’“organizzazione criminale” da portare davanti a un tribunale per crimini di guerra. Senza questa premessa, qualsiasi riconciliazione è impossibile. 2️⃣ Il gioco sadomaso NATO/UE L’Europa, secondo Escobar, “non è al tavolo, ma nel menu”. La NATO controlla l’UE, Washington gestisce Bruxelles, e i leader europei di politica estera sono definiti “nullità” al servizio degli interessi USA. Il risultato? UE sempre più dipendente dal GNL americano e in via di deindustrializzazione. 3️⃣ Il fattore petrolio russo Chi controlla il petrolio controlla il mondo. La Russia che vende energia senza dollari è un bersaglio, come Venezuela e Iran. L’UE intanto si lega a contratti energetici USA miliardari, tagliando le importazioni russe dal 2027. Un autogol strategico che fa solo sorridere Washington. 4️⃣ La strategia di sicurezza USA Il documento USA delinea 5 sfere di influenza: USA, Russia, Cina, India e Giappone. L’India è la wild card, la Cina la minaccia principale, la Russia “declassata” ma sempre pericolosa. L’ossessione è l’“Indo-Pacifico”, visto come vitale per la prosperità americana. E sullo sfondo, la Groenlandia: Trump vuole quel “pezzo di ghiaccio”, con ogni mezzo. Conclusione: Mentre i BRICS accelerano l’integrazione finanziaria, l’Occidente si frammenta. La NATO sopravvive come strumento di servitù agli USA, l’UE si indebolisce, e il mondo multipolare avanza anche grazie alla disintegrazione interna dell’ex “collettivo occidentale”. Il riavvio USA-Russia? Non si vede all’orizzonte. Fonte: Pepe Escobar, Sputnik Globe (gennaio 2026) #Geopolitica#BRICS#USA#Russia#UE#Petrolio#Multipolarità https://www.marx21.it/internazionale/stati-uniti-russia-perche-e-cosi-difficile-ricominciare-da-capo/

Marx21.it

@marx21news · Post #9861 · 2026/03/03 07:43

Israele e Stati Uniti hanno lanciato un attacco militare su vasta scala contro l’Iran.L’aggressione, di portata molto superiore rispetto agli scontri dello scorso giugno, ha colpito duramente Teheran e provocato centinaia di vittime, tra cui la Guida Suprema Ali Khamenei. L’Iran ha già risposto colpendo basi militari e obiettivi in Israele e in altri paesi della regione, ma la mossa più preoccupante per l’economia globale è stata la chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita il 30% del petrolio mondiale. Le conseguenze si faranno sentire pesantemente anche in Europa: Aumento del prezzo del petrolio, con il barile che venerdì aveva chiuso a 73 dollari. ⚡ Impennata del costo del gas e dell’energia elettrica, con ricadute pesanti su imprese e famiglie, già provate dalla crisi energetica degli anni scorsi. Dietro a questa escalation c’è la lunga strategia egemonica di Israele in Medio Oriente, che con il sostegno incondizionato degli USA di Trump punta ora a neutralizzare definitivamente l’Iran. Una mossa pericolosa, visto che gli analisti mettono in dubbio la capacità logistica americana di sostenere un conflitto prolungato. Nel frattempo, l’Unione Europea assiste inerme, confinata al ruolo di comparsa, subendo passivamente i contraccolpi economici di una guerra che non ha voluto e sulla quale non ha alcuna voce in capitolo. Che ne pensate? Lasciate un commento e condividete. #Iran#Israele#USA#Guerra#CrisiEnergetica#Petrolio#Geopolitica#MedioOriente https://www.marx21.it/internazionale/i-possibili-effetti-dellattacco-alliran/

Marx21.it

@marx21news · Post #9677 · 2026/02/02 16:25

La Nuova Dottrina Monroe: petrolio, egemonia e guerra Il presidente Trump ha resuscitato e ampliato la storica Dottrina Monroe, trasformandola da dichiarazione di egemonia sulle Americhe a dottrina di intervento militare ed economico globale. L’obiettivo? Il controllo delle maggiori riserve energetiche del pianeta. VENEZUELA: da sovrano a colonia energetica Come ha spiegato il Segretario di Stato Marco Rubio, gli USA hanno rovesciato Maduro non solo per “democrazia”, ma per eliminare una base operativa di Iran, Russia e Cina nelle Americhe. Il risultato? Oggi il Venezuela, con le sue immense riserve petrolifere (le prime al mondo), è costretto a rivolgersi agli Stati Uniti per finanziamenti, medicinali e persino il diluente per il suo petrolio pesante, che prima importava dalla Russia. Una nuova legge sugli idrocarburi sta smantellando le restrizioni dell’era Chávez, aprendo le porte agli investitori privati stranieri. Una resa economica orchestrata da Washington. IRAQ: il dominio attraverso il dollaro Dal 2003, gli Stati Uniti controllano l’Iraq (quinto per riserve petrolifere) attraverso un’arma micidiale: il Fondo di Sviluppo per l’Iraq depositato alla Federal Reserve di New York. Quando Baghdad nel 2020 osò chiedere il ritiro delle truppe statunitensi, Washington minacciò di bloccare l’accesso a quei fondi, paralizzando il paese. Il petrolio iracheno, fonte del 90% del bilancio nazionale, è quindi un’ancora di salvezza e una catena, manovrata da oltreoceano. IRAN: il prossimo obiettivo Con Venezuela e Iraq piegati, il mirino si sposta sull’Iran (terzo per riserve petrolifere). Le richieste USA alla Repubblica Islamica sono estreme: fine di ogni arricchimento dell’uranio. L’Iran, firmatario del Trattato di Non Proliferazione e sottoposto a controlli ONU, non ha armi nucleari. Ma Israele, che le possiede e non ha firmato il Trattato, riceve invece aiuto dagli USA per ammodernare il suo arsenale. L’obiettivo strategico è chiaro: mantenere Israele come unica potenza nucleare nella regione, impedire all’Iran di diventare un nodo cruciale dei corridoi commerciali russi e cinesi e, infine, assumere il controllo del suo petrolio. Il filo rosso: l’energia come arma Il pattern è inequivocabile. Venezuela, Iraq, Iran. Non si tratta di “esportare democrazia”, ma di impadronirsi delle risorse energetiche strategiche, eliminare competitori globali (Russia, Cina) e consolidare un dominio coloniale del XXI secolo. La “Nuova Dottrina Monroe” è la mappa di questa egemonia: militare, finanziaria e, soprattutto, energetica. ✍️ Di Manlio Dinucci #NuovaDottrinaMonroe#Petrolio#Geopolitica#USA#Venezuela#Iraq#Iran#Energia#Colonialismo#Impero https://www.marx21.it/internazionale/la-nuova-dottrina-monroe/