Perché #GiorgiaMeloni non utilizza l'espressione #antifascista o #antifascismo? Perché è molto più furba e scaltra delle nullità che fingono di farle da opposizione, semplice. Intanto #Elly, la rivoluzionaria #EllySchlein, assume una consulente di immagine che le sceglie i vestiti.
La mia al TG Plus di Cusano Italia TV
#politica#informazione#televisione#giornalismo#Meloni#italia
https://x.com/SavinoBalzano/status/1916769260325540183?t=to0hud06riN_rZ2AgGuq1A&s=19
Voi siete quelli dei pass: green, red, pink, e così via.
Il pass è la negazione stessa della #Resistenza.
Sia chiaro: non nutro alcuna affinità intellettuale con Alessandro Sallusti. La scorsa settimana è riuscito a sostenere che la #guerra in #Ucraina sia scoppiata a causa dei comunisti, poiché la #Russia sarebbe, a suo dire, un regime di stampo comunista. Insomma, roba a cui rispondere sarebbe impossibile. Con simpatia gli dico che, se a casa qualcuno mi dicesse una cosa del genere, non esiterei un istante a comporre il 118 e attenderei febbrilmente l’arrivo dell’ambulanza.
Ciò premesso, trovo letteralmente insopportabile questa ossessione di chiedere alla gente se si dichiara #antifascista. In pratica hanno introdotto un rainbow pass: se ti dichiari in un certo modo, sei ammesso al dibattito pubblico senza alcun pregiudizio. Puoi parlare senza che gli altri ridano, si scambino occhiate d’intesa, o ti trattino con sufficienza.
È la dittatura del politicamente corretto: se non esibisci il passepartout del momento, sei fuori. Ti aspettano scherno, ostracismo, esclusione, insulti. Magari finisci anche in qualche lista, con tanto di foto, sbattuto sulla prima pagina del più grande quotidiano nazionale. Roba di questo tipo.
E allora ti dicono: «Ma cosa ti costa dire se sei antifascista? Cosa ti costa dire se sei vaccinato?»
È questo il punto.
Io sono fieramente antifascista. Ricordo con amore quando mio padre mi cantava Bella ciao nella nostra Fiat Duna, e io, da bambino, pensavo dicesse "parmigiano" anziché "partigiano". A volte, ancora oggi, la canto come ninna nanna ai miei figli.
Per questo inorridisco. Inorridisco perché sento che me l’hanno rubata. Rubata per condire un nuovo fascismo travestito da antifascismo; per armare la dialettica sciocca e superficiale del politicamente corretto; per imporre una tirannide del pensiero unico, che di pensiero non ha più nulla.
Provo rabbia nel vedere come una canzone e un mito che irrigavano il tessuto sociale dell’#Italia siano oggi ridotti a un circo da ballare in qualche sfilata ridicola e priva di senso.
Perché mai si dovrebbe fare pubblica ammissione di #antifascismo?
E poi, quale antifascismo? Quello della #Schlein e del #PD? Sarebbero loro gli eredi della Resistenza? O forse #Fratoianni e #Piccolotti, impantanati nel racconto imbarazzante della loro Tesla di famiglia?
Sarebbe questa gente, davvero? Ma non vi vergognate?
Non esiste alcun rischio di ritorno del fascismo: tutte balle. L'opposizione trovi argomenti seri: ci sarebbero eccome!
Ieri ospite a La Zanzara - Radio 24 sono stato mandato "a fanculo" da David Parenzo dopo poco più di 40 secondi: il dato conferma inequivocabilmente come fossi dalla parte della ragione.
Però ci siamo divertiti.
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Giuseppe Cruciani David Parenzo #lazanzara#zanzara Radio 24 #radio24#politica#informazione#radio#televisione#fascismo#fascista#antifascismo#antifascista#democrazia#liberta#italia
https://x.com/SavinoBalzano/status/1868955755107271155?t=DnSRyzb5frMEdUA3MzmTig&s=19
Ieri c'è stata una mezza zuffa a #OttoEMezzo, tra #Gruber e #Sechi, colpevole di aver attribuito un ruolo politico a #Saviano.
Penso che il Direttore di #Libero avesse ragione: #RobertoSaviano è perfettamente collocabile nelle vesti di un attore politico in senso stretto; i suoi attacchi sono unilaterali, gli argomenti adottati spesso sovrapponibili a quelli dell'opposizione di #sinistrucola e, dunque, il suo è un ruolo politico, funzionale all'opposizione.
Avete mai sentito #RobertoSaviano muovere una critica seria al #PD, evidenziarne le infinite contraddizioni? avete mai assistito a un Saviano feroce col Sinsacato, che ne denunciasse le profondissime incoerenze e le misere strumentalizzazioni? io non ricordo nulla di tutto ciò.
Il suo è un ruolo politico, ha ragione Sechi.
Come un ruolo politico svolgono alcuni giornalisti, dei quali peraltro non apprezzo minimamente (forse per mio limite) la qualità: cosa c'è di apprezzabile nel pedinare il Presidente del Senato #Larussa e nel domandargli ossessivmente, pappagallescamente, se è #antifascista? Dove sarebbe l'inchiesta? dove la rilevanza pubblica per chi legge? Peraltro il tutto fatto provocatoriamente ad #Atreju2024, nella speranza di una reazione forte da parte di qualcuno che gli consentisse di presentarsi al mondo come vittima del regime. La banalità del male.
Si, insomma, mettiamo che Larussa si fosse rivolto a #Tommasi rispondendogli: «lo ammetto, sono fascista». Cosa sarebbe accaduto? quale sarebbe stata la reazione nell'opinione pubblica? come avrebbe reagito la gente?
Francamente, e lo dico da fervente antifascista per nulla orgoglioso di chi ricopre il ruolo della seconda carica dello Stato, penso che la gente se ne sarebbe completamente sbattuta di un epilogo del genere, perché la gente è stufa dell'#antifascismo politicamente corretto e salottiero di cui questi sono l'espressione.
Io trovo offensivo che una roba seria come l'antifascismo sia nelle mani di certa gente, che certi soggetti possano davvero considerarsi eredi e depositari di quella cultura. I valori della nostra Costituzione sono stati traditi da chi ha svenduto il Paese affamando la gente: perché non evidenziare queste gravissime contraddizioni, laddove ad animarle sono stati proprio quelli che oggi cantano Bella Ciao in piazza? ci hanno scippato quella canzone, con tutta la memoria della Resistenza, per farne un vessillo scialbo e ormai insignificante, da sbandierare irrispettosamente e strumentalmente contro l'avversario non gradito, nel teatrino che è diventato il dibattito pubblico italiano.
Davvero qualche cretino può pensare che i valori dell'antifascismo possano essere incarnati da chi si vantava di fottere il tavolino esterno di un bar a chi non possedeva il #GreenPass? che l'antifascismo sia coerente col negare il diritto a qualcuno di prendere un caffè? nel divertimento sorridente sbattuto in faccia a chi veniva escluso dal godimento di diritti fondamentali? e non mi riferisco solo al caffè, evidentemente.
Certe nefandezze non saranno mai dimenticate e mai perdonate: resteranno marchiate a fuoco, come uno stigma morale, sulla pelle di chi se ne è reso responsabile, alimentando un odio sociale ingiustificato e vessatorio del quale paghiamo il prezzo ancora adesso.
Che categoria decaduta è quella degli intellettuali!
#Pasolini era un intellettuale, non #Saviano, non #Valerio, non #Murgia («Può durare un altro po' questo virus? se il risultato è la vivibilità delle strade, io ci metterei la firma»).
L'intellettuale è spietato, non guarda in faccia nessuno, ha un solo faro: le proprie idee, espresse con la massima onestà intellettuale possibile. #Pasolini era un comunista e le critiche più feroci le ha rivolte proprio al partito che rappresentava l'ideologia che sentiva più vicina. Questi fanno lo stesso?
(...)
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