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Source channel @lambdaexpression · Post #310 · 2月13日

by iPhone13 Pro #摄影

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Ultimora.net - POLITICS

@ULTIMORAPOLITICS · Post #43180 · 2023/03/24 17:18

Pierluigi #Bersani all'ANSA: "Penso che entrerò nel #PD ma in punta di piedi. Bisogna proseguire la fase di apertura che si è avviata e mostrarsi più generosi nel costruire un'alternativa a questa destra" @UltimoraPolitics

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #954 · 2025/03/28 09:31

https://x.com/SavinoBalzano/status/1905551222309789912?t=pwf1_DahVR3dT-bBYvwYsA&s=19 Guardate che operazioncina ci ha imbastito il nostro compagno #Bersani. Prende il #ManifestoDiVentotene, prende la #Costituzione, trova un punto di congiuntura e ti mette in piedi l'equazione: se attacchi il Manifesto, attacchi la Costituzione repubblicana. Ovviamente è una balla colossale. Io sinceramente comincio ad essere confuso: non comprendo se quella di queste persone sia assoluta malafede o totale cialtroneria. Che i due documenti non siano in contrasto su uno specifico aspetto non significa che non possano esserlo su elementi essenziali e fondamentali. Ed è proprio ciò che accade. Vediamo. Facciamo qualche "piccolo" esempio: Art. 1 Costituzione: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Dal Manifesto di Ventotene: Il popolo ha sì alcuni bisogni fondamentali da soddisfare, ma non sa con precisione cosa volere e cosa fare. Mille campane suonano alle sue orecchie, con i suoi milioni di teste non riesce a raccapezzarsi, e si disgrega in una quantità di tendenze in lotta tra loro. Nel momento in cui occorre la massima decisione e audacia, i democratici si sentono smarrirti non avendo dietro uno spontaneo consenso popolare, ma solo un torbido tumultuare di passioni; pensano che loro dovere sia di formare quel consenso, e si presentano come predicatori esortanti, laddove occorrono capi che guidino sapendo dove arrivare; perdono le occasioni favorevoli al consolidamento del nuovo regime, cercando di far funzionare subito organi che presuppongono una lunga preparazione e sono adatti ai periodi di relativa tranquillità; danno ai loro avversari armi di cui quelli poi si valgono per rovesciarli; rappresentano insomma, nelle loro mille tendenze, non già la volontà di rinnovamento, ma le confuse volontà regnanti in tutte le menti, che, paralizzandosi a vicenda, preparano il terreno propizio allo sviluppo della reazione. La metodologia politica democratica sarà un peso morto nella crisi rivoluzionaria. (...) Durante la crisi rivoluzionaria spetta a questo partito organizzare e dirigere le forze progressiste, utilizzando tutti quegli organi popolari che si formano spontaneamente come crogioli ardenti in cui vanno a mischiarsi le forze rivoluzionarie, non per emettere plebisciti, ma in attesa di essere guidate. Esso attinge la visione e la sicurezza di quel che va fatto, non da una preventiva consacrazione da parte della ancora inesistente volontà popolare, ma nella sua coscienza di rappresentare le esigenze profonde della società moderna. Dà in tal modo le prime direttive del nuovo ordine, la prima disciplina sociale alle nuove masse. Attraverso questa dittatura del partito rivoluzionario si forma il nuovo stato e attorno ad esso la nuova democrazia. Vi sembra che i due passaggi siano compatibili? Ancora. Art. 11 Costituzione: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. Dal Manifesto di Ventotene: Il problema che in primo luogo va risolto e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell’Europa in stati nazionali sovrani. (...) È ormai dimostrata l’inutilità, anzi la dannosità di organismi sul tipo della Società delle Nazioni. Secondo voi le cose stanno assieme? Ancora. Art. 39 Costituzione: L'organizzazione sindacale è libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. CONTINUA SU X

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #618 · 2024/04/21 18:27

Mentre la "sinistra" parla ossessivamente di fascismo e cerca miti da osannare per riempire il vuoto del suo nulla cosmico - vedi Soumahoro, Salis, Mira e compagnia cantante - in giro per l'Europa ci sono amministratori delegati pagati vertiginosamente per esternalizzare e licenziare. Mentre la "sinistra" mente, come recentemente ha fatto Bersani, sostenendo di non aver mai tagliato lo stato sociale, i lavoratori si impoveriscono. Dopotutto, cosa aspettarsi da uno convinto che lo Stato debba intervenire solo dinanzi al fallimento del mercato? Intanto, la politica incensa Mario Draghi, il quale ha recentemente criticato l'Unione Europea per le sue politiche, le stesse che lui in prima persona ha sostenuto per decenni. Andiamo avanti così. La mia ai microfoni di Stefano Molinari e di Radio Radio. #Draghi#Bersani#salis#mira#fascismo https://www.youtube.com/watch?v=bM7x9t3_Z2w&t=16s&ab_channel=SavinoBalzano

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #724 · 2024/08/16 08:20

https://x.com/SavinoBalzano/status/1824359252506386618?t=vjy1GYyYmdMETTN3RwAvnQ&s=19 Se mi domandassero (come a volte mi capita) «sei di #destra o di #sinistra», farei molta fatica a rispondere. Io non credo che i valori storicamente della destra e della sinistra siano superati: credo siano vivi più che mai e le tensioni che agitano sono attuali e necessitate da problemi tanto annosi quanto irrisolti. In primis persiste il tema della redistribuzione della ricchezza, come pure del tutto irrealizzato è il programma scolpito nel secondo comma dell’articolo 3 della #Costituzione: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese». Diverso, completamente diverso, sarebbe se mi domandassero se mi rispecchio in coloro i quali, nello scenario politico italiano di oggi, si definiscono di destra o di sinistra. Prima di tutto c'è da dire che i partiti (o ciò che sono diventati) sono realtà complesse al loro interno e convivono molte anime, spesso distanti tra loro. Lo schema bipolare, la contrapposizione, costituisce quasi una rendita, una sorta di vitalizio indebolito che tutt’ora resiste, ma che inevitabilmente limita l’elettore stesso, il quale vota per ricordo, per affezione, per romanticismo. Insomma, uno che pensa con nostalgia a #Berlinguer perché dovrebbe votare per #Schlein o #Fratoianni? Ma davvero qualcuno è intimamente convinto del fatto che #Landini sia l’erede spirituale e politico di #DiVittorio? Siate seri: questo è il Paese dove #Bersani, considerato da molti "uno dei pochi che si salva", presentato dalla #Gruber come "leader storico della sinistra", va in televisione a vantarsi di essere stato più liberale della destra. E, attenzione, questo senza citare tutte le scelte compiute quando guidavano il Paese (quasi sempre negli ultimi anni), quelle che hanno ciecamente sostenuto, e che ci hanno condotto esattamente dove siamo. Hanno smantellato tutto: dall'industria di Stato al mondo del lavoro, dalla sanità alla scuola, dall'università alla previdenza sociale. In ginocchio (diciamo così, và) ai dettami eurounitari. Contano le persone e le idee che difendono nelle istituzioni: personalmente credo che fondamentale sia riconquistare la nostra sovranità nazionale, al fine di poter adoperare le leve (economiche e giuridiche) necessarie al programma costituzionale. Se nel c.d. #CampoLargo mi trovate qualcuno che propone questa agenda, io sono pronto a valutarlo. La vedo black. Che Nicola Fratoianni apra a #Renzi è perfettamente in linea con quello che vi sto dicendo: possibile che sorprenda e scandalizzi? Sotto la sua intervista ho letto persino di gente che indignata urla «Nicola, straccio la tessera!». Vi voglio bene, sul serio, e devo volervene perché senza il consenso di tanti le cose non cambieranno mai, perciò prendetela davvero positivamente, ve lo dico con affetto che siete fessi, fessi nel midollo, proprio geneticamente. Lo so che ci credete: ne conosco tanti, ho amici (l'affetto da miracoli!) che pensano che da sinistra sia giusto votare Fratoianni e #Bonelli. Penso persino di conoscere qualcuno che vota #PD: è un sospetto che preferisco non svelare. Però dovete farlo questo sforzo, dovete proprio, perché siete in ritardo di quasi vent’anni. Pensare che uno sia di sinistra (nel senso valoriale del termine) perché ti candida #Soumahoro o #Salis è proprio da fessi. Avete mai sentito Fratoianni mettere in discussione l’#UE, il cappio, il cambio fisso, l’euro (che è la stessa cosa), i “conti in ordine”? Li avete mai sentiti criticare il #Quirinale, il più tenace baluardo a difesa del vincolo esterno? Denunciare il “dolce colpo di Stato” del 2011? E oggi vi sorprendete perché questa gente apre a Renzi, l’autore delle riforme più neoliberali che questo Paese abbia visto negli ultimi trent’anni? Svegliatevi, vi prego, fatelo almeno per dignità.