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Source channel @lambdaexpression · Post #310 · 2月13日

by iPhone13 Pro #摄影

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Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9253 · 2026/02/06 11:18

Visita del Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, e di altri frati della Custodia, al Campo dei pastori, uno dei luoghi più significativi della tradizione evangelica nei pressi di #Betlemme, interessato da una nuova e articolata campagna di scavi archeologici, frutto della collaborazione tra il Pontificio Istituto di archeologia cristiana e la Custodia di Terra Santa. La visita, fa sapere la Custodia attraverso il suo sito, è servita a vedere lo stato di avanzamento delle ricerche e le prospettive future dei lavori presso il Campo dei pastori. A guidare il lavoro sul campo è un’équipe composta da studiosi e ricercatori, tra cui il professor Gabriele Castiglia, docente di Topografia dell’Orbis Christianus Anticus, e fr. Simone Schiavone, frate minore conventuale e dottorando in Archeologia cristiana. Come raccontato dai ricercatori, il progetto nasce inizialmente con un obiettivo apparentemente semplice: una campagna di pulizia e di nuova documentazione delle strutture archeologiche già note, in modo da aggiornarne la lettura e valutarne una possibile futura fruizione. Gli interventi attuali, spiegano dalla Custodia, si inseriscono in continuità con le ricerche condotte negli anni Cinquanta del Novecento da padre Virgilio Corbo, archeologo francescano dello Studium Biblicum Franciscanum, che scavò una parte significativa dell’area, portando alla luce strutture ecclesiali legate alla memoria cristiana del sito. Proprio a partire da quelle indagini storiche, l’équipe ha ripreso lo scavo della zona della chiesa, già parzialmente esplorata da Corbo, affiancandovi nuove indagini in settori finora rimasti inesplorati. Tra i prossimi passi del progetto vi è l’auspicio di avviare una campagna di indagini georadar, una tecnica diagnostica non invasiva che permetterebbe di valutare l’estensione del sito senza ricorrere esclusivamente allo scavo stratigrafico. I risultati di queste analisi saranno decisivi per orientare le scelte future, sia in termini di ricerca scientifica sia di valorizzazione dell’area. Uno degli aspetti più interessanti emersi dalle spiegazioni dei ricercatori, riguarda il contesto in cui si è svolta la ricerca. L’équipe si trovava in Terra Santa il 7 ottobre 2023, evento che ha segnato profondamente l’andamento dei lavori. Nei mesi successivi, le difficoltà logistiche, i controlli sempre più rigidi e il clima di paura diffuso hanno reso complessa l’organizzazione delle campagne di scavo e la stessa mobilità degli studiosi. Nonostante ciò, la decisione di tornare sul campo è maturata anche come scelta simbolica: offrire un segno di attività, di futuro e di speranza in un territorio dove molte persone hanno perso il lavoro e faticano a immaginare il domani. L’archeologia diventa così non solo studio del passato, ma gesto concreto di presenza e solidarietà. Altro punto è il coinvolgimento della popolazione locale nella conoscenza e nella valorizzazione del sito. In questa direzione va la convenzione con l’Università di Betlemme, attiva dal 2023, che ha permesso la partecipazione di studenti locali alle campagne di scavo prima del conflitto. Un’esperienza formativa che l’équipe intende riprendere ogni volta che le condizioni lo consentiranno, nella convinzione che il futuro del sito passi anche attraverso competenze radicate nel territorio.

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Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9337 · 2026/02/15 15:12

“Le Misericordie hanno una storia secolare, che affonda le sue radici nell’età medievale e che incarna tre dimensioni importanti della vita laicale cristiana: la spiritualità, la carità e l’attenzione ai bisogni di oggi”. Lo ha detto Papa #LeoneXIV ricevendo ieri in udienza, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano, i membri della Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia. “Coltivare con grande impegno la formazione cristiana degli associati, la coerenza morale delle scelte e degli stili i vita, secondo i valori del Vangelo e della tradizione associativa testimoniata dai vostri Statuti”, la consegna del Pontefice, che ha citato l’introduzione della figura dei custodi di misericordia, “laici che animano i laici”, e dei “correttori”, cioè degli assistenti spirituali, “visti non come guide esterne alla comunità, ma come “con-rettori”, aiutanti, facilitatori e compagni di viaggio, il cui ministero è esercitato e accolto in un clima di corresponsabilità, di appartenenza affettiva, di comunione, nel quale tutti sono protagonisti di un comune sforzo di crescita nella perfezione cristiana”. “La vostra storia testimonia che un’autentica vita di fede non può ridursi a uno spiritualismo disincarnato, ma sfocia necessariamente nella sensibilità ai bisogni degli altri e nel servizio generoso, senza risparmio”, l’omaggio del Santo Padrw per l’impegno sul versante della carità: “dove c’è bisogno, le Misericordie sono presenti, nelle situazioni straordinarie di emergenza, nei territori di guerra, come nei mille servizi nascosti di solidarietà quotidiana”. Al termine dell'udienza con il Papa, la delegazione delle Misericordie d'Italia si è spostata presso l'Arco delle Campane, per la benedizione di due mezzi - un'ambulanza e un ambulatorio mobile - che saranno inviati rispettivamente in #Ucraina e in #TerraSanta. L'ambulanza sarà destinata alla comunità di Ivano-Frankivs'k, mentre l'ambulatorio mobile opererà a #Betlemme e nella Striscia di #Gaza, quale segno concreto di prossimità e sostegno sanitario in territori segnati da profonde difficoltà e tensioni.

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #8783 · 2025/12/23 15:01

“In un mondo in cui la# violenza e l’odio sono il linguaggio comune, dove è naturale pensare che, se non si usa la forza, non si viene presi in considerazione, il #Natale ci ricorda il modo cristiano di vivere: Dio entra nella nostra storia e nelle nostre notti come un neonato, che è l’elemento più fragile che conosciamo, un neonato, molto fragile, bisognoso di tutto, dipendente da tutto e molto debole. Eppure, è così che entra nel mondo”. È quanto si legge nel messaggio di Natale del Patriarca di Gerusalemme dei latini, il cardinal Pierbattista #Pizzaballa, diffuso oggi nella Città Santa. “Ma questo neonato, umanamente molto debole – ricorda il patriarca – ha cambiato il mondo, e tutte le nazioni e l’umanità ne sono attratte. Un neonato risveglia in tutti tenerezza e amore, e questo è ciò di cui abbiamo bisogno soprattutto nel nostro tempo, e continueremo a essere, come cristiani, un luogo di cura, tenerezza e amore, senza limiti, senza confini; amore senza confini; questo è ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento”. Rallegrandosi per l’albero e il presepe presenti nelle parrocchie, soprattutto a #Betlemme, il cardinal Pizzaballa invita a vedere “anche le luci di molte persone e comunità, visibili attraverso le loro vite e la loro testimonianza; quindi, dobbiamo continuare a essere questa presenza luminosa ovunque ci troviamo”. Il Patriarca non dimentica che “tutti i problemi, siano essi politici, sociali, economici, spirituali, sono ancora sul tavolo, ma è importante anche prendersi una pausa da tutto il dolore e godersi il Natale, soprattutto per i nostri figli, per le nostre famiglie, per i nostri poveri, e condividerlo tra tutti noi”. “Abbiamo avuto un anno molto difficile, e anche l’anno prossimo sarà molto impegnativo - avverte -. Ma come abbiamo fatto in passato, anche per il futuro, possiamo assicurarvi che saremo presenti, continueremo a servire la nostra comunità e continueremo a essere nella nostra comunità tutti insieme, come un’unica comunità, la luce di Gesù Cristo, per portare consolazione, conforto, sostegno e solidarietà ovunque sia necessario. E poi, vogliamo anche essere voce della verità, invocare giustizia e rispetto dei diritti umani e della dignità della persona. Perché questo è ciò che celebriamo a Natale, celebriamo il Verbo che si fa carne, celebriamo l’Incarnazione, che è qualcosa di reale e concreto”.

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #8821 · 2025/12/26 16:54

“Celebrare il #Natale a #Betlemme significa riconoscere che Dio ha scelto una terra reale, segnata da ferite e da attese. La santità dei luoghi convive con ferite ancora aperte”. Lo ha ricordato il Patriarca di Gerusalemme dei latini, il cardinal Pierbattista Pizzaballa, nell’omelia della messa della notte di Natale celebrata a Santa Caterina, chiesa francescana attigua alla basilica della Natività. “Veniamo da anni durissimi, in cui guerra, violenza, fame e distruzione hanno segnato profondamente la vita di tanti, soprattutto dei più piccoli - ha detto il patriarca -. Troppo pesante è diventata la situazione, troppo conflittuali i rapporti, troppo faticoso ricominciare e ricostruire. La storia ha mostrato in questi anni tutte le sue contraddizioni, la realtà ci è venuta incontro con il suo lato pesante, complicato, triste”. “Quello che per noi è evidenza concreta e dolorosa si percepisce però anche altrove nel mondo – ha aggiunto il cardinal Pizzaballa, allargando lo sguardo oltre i confini della Terra Santa -. C’è un diffuso desiderio di fuga dalla realtà: si fugge da responsabilità troppo pesanti, dalla cura per il bene comune, per ritirarsi nel proprio interesse privato; si fugge da legami troppo impegnativi, per passare da una distrazione all’altra, in un clima di generale disimpegno. Un po’ ovunque, insomma, si percepisce grande disagio, a volte anche spirituale, incapaci come siamo di comprendere il perché di tutta questa violenza e della cultura che la alimenta o che la ignora”. Secondo il porporato, “le situazioni così difficili di questo tempo non sono il frutto del destino, ma di scelte politiche, di responsabilità umane, di decisioni che spesso mettono gli interessi di pochi davanti al bene di tutti. La Terra Santa, crocevia di popoli e di fedi – ha rimarcato – continua a essere teatro di tensioni e conflitti che chiamano in causa la responsabilità dei leader locali, della comunità internazionale, ma anche delle autorità religiose e morali”. Le sfide non mancano nella diocesi patriarcale, che comprende, oltre a #Israele e #Palestina, anche #Giordania e #Cipro. In primis a #Gaza, dove, “nonostante la cessazione della guerra, la sofferenza è ancora presente, le famiglie vivono tra le macerie, il futuro appare fragile e incerto. Le ferite sono profonde, eppure anche qui, proprio qui, risuona l’annuncio del Natale”. Parlando della recente visita alla parrocchia latina della Sacra Famiglia a Gaza City, nel nord della Striscia, Pizzaballa ha affermato di “essere rimasto colpito dalla forza e dal desiderio di ricominciare, dalla capacità di gioire ancora, dalla determinazione di ricostruire daccapo la loro vita devastata. Penso che in questo momento – ha spiegato – stiano davvero vivendo un loro Natale speciale, di nuova nascita e di vita. Sono per noi oggi una bella testimonianza. Ci ricordano come anche noi siamo chiamati a stare dentro la nostra storia. Ci interpellano per chiedere con forza percorsi di giustizia e riconciliazione, di ascolto del grido dei poveri, affinché la pace non sia solo un sogno, ma un impegno concreto e una responsabilità per tutti”. “La storia non cambia tutta in una notte. Ma può cambiare direzione quando uomini e donne si lasciano illuminare da una luce più grande di loro. Il Vangelo di questa notte – ha concluso – interpella anche noi qui presenti, provenienti da Paesi, culture e storie diverse. Ci chiede di non restare neutrali, di non fuggire dalla complessità del presente, ma di attraversarla alla luce del Bambino. La notte del mondo può essere profonda, ma non è definitiva. La luce di Betlemme non abbaglia: illumina il cammino”. Alla messa della notte di Natale, come riporta il Sir, era presente anche il vicepresidente dello Stato di Palestina, Hussein Al-Sheikh, al quale Israele aveva inizialmente negato l’ingresso a Betlemme, come riportato dall’agenzia di stampa palestinese Wafa. Fonti del Patriarcato latino, interpellate dal Sir, hanno poi confermato la presenza del vicepresidente palestinese, resa possibile “da pressioni degli Usa” su Israele.