#Italia
Nota della #CorteCostituzionale:
"La Corte ha ritenuto inammissibile il quesito referendario sulla legge n. 86 del 2024, come risultante dalla sua sentenza n. 192 del 2024. La Corte ha rilevato che l’oggetto e la finalità del quesito non risultano chiari. Ciò pregiudica la possibilità di una scelta consapevole da parte dell’elettore. Il referendum verrebbe ad avere una portata che ne altera la funzione, risolvendosi in una scelta sull’autonomia differenziata, come tale, e in definitiva sull’art. 116, terzo comma, della Costituzione; il che non può essere oggetto di referendum abrogativo, ma solo eventualmente di una revisione costituzionale.
La Corte ha ritenuto ammissibili i quesiti referendari (riguardanti la cittadinanza per gli extracomunitari e alcune modifiche alla legislazione sul lavoro introdotte dal #JobsAct, ndr) perché le rispettive richieste non rientrano in alcuna delle ipotesi per le quali l’ordinamento costituzionale esclude il ricorso all’istituto referendario".
@OsservatorioItaliano
https://x.com/SavinoBalzano/status/1948284600700031367?t=TUbjNI_YGz28yWTmwBbPMQ&s=19
Sulla vicenda #Sala, #EllySchlein dimostra tutta la debolezza della sua leadership.
Ha dichiarato: «Ribadiamo che il #Pd è al fianco del sindaco Sala e continua a sostenere il lavoro che l’amministrazione farà nei prossimi due anni per affrontare le grandi sfide che ha di fronte la città, dall’abitare alla transizione ambientale che va tenuta sempre insieme all’inclusione sociale e all’accessibilità».
Certo, qualcuno potrebbe consolarsi — accontentarsi, come farebbe un sottone qualsiasi — del riferimento all’inclusività. Ma la ciccia è un’altra: pieno sostegno al sindaco.
#BeppeSala rappresenta, politicamente parlando, tutto ciò che Elly #Schlein aveva promesso di combattere. Né più né meno. È uno che ha collaborato con l’amministrazione di Letizia Moratti. Uno che arriva a guidare la città grazie a Matteo #Renzi — quello del #JobsAct, del "PD che sbagliava", quello che asfaltava l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Per redimersi da quella stagione, la Segretaria ha abbracciato la recente campagna referendaria, finita come tutti sappiamo.
Beppe Sala è il sindaco della #gentrificazione. Di quel processo che trasforma la città sostituendo economicamente la popolazione: via i poveri — da destinare a cupi e squallidi quartieri dormitorio — per far posto ai ricchi nelle zone più sfavillanti e luminose. L’idea di Sala per #Milano è la sublimazione di un certo paradigma politico: la ZTL, gli asterischi alla fine delle parole, la schwa a mascherare il vuoto cosmico di politiche sociali per chi resta indietro. Ciò che avrebbe dovuto scardinare chi veniva da fuori per cambiare tutto, chi non era visto arrivare, chi voleva voltare pagina.
Al netto delle questioni giudiziarie — sulle quali vedremo — resta una contraddizione evidente: se metti la faccia di #Berlinguer sulla tessera, poi l’indulgenza sulla questione morale imbarazza parecchio. Si chiama karma.
Francamente, non so se sia incapacità, assenza di reale volontà, paraculaggine o resistenze troppo forti all’interno del partito. Ciò che vedo è il totale fallimento di un progetto politico che doveva cambiare tutto e che, in realtà, non ha cambiato proprio un bel niente.
Come, peraltro, si poteva prevedere fin dal primo istante.
PD: UN PARTITO COL CORPO DI SCHLEIN E L'ANIMA DI RENZI
È dolcissima l'immagine dell'abbraccio tra @ellyesse e @matteorenzi: dolce ed esplicativa di un fatto tanto vero quanto inconfessabile per entrambi. Sono due facce della stessa medaglia.
#Schlein è una trovata pubblicitaria, uno specchietto per le allodole, una invenzione di marketing elettorale: un partito ormai elitario aveva bisogno di raccontarsi come forza politica di massa, interessata alle periferie, preoccupata per chi non arriva a fine mese.
#EllySchlein ha cominciato a raccontare la storia della rivoluzione che non hanno visto arrivare, del movimento dal basso verso l'alto, del cambiamento radicale che guarda nuovamente a sinistra, ma è tutto un bluff.
Diversamente non potrebbe essere perché tutto il marcio che denuncia, tutto lo scatafascio che ci circonda ogni santo giorno è frutto delle scelte (annose) del suo partito.
Sono i falchi del #PD a vedere nell'austerità la via (basti pensare alle ultime dichiarazioni di #Gentiloni sulla "cautela nella spesa", come alle storiche dichiarazioni di #Prodi: "con l'euro lavoreremo un giorno in meno e guadagneremo come se lavorassimo un giorno in più").
Sono i falchi del #PartitoDemocratico a credere nella precarietà nel lavoro (la chiamavano flessibilità): il partito è pieno di gente che avrebbe venduto l'anima della zia pur di far passare il #JobsAct, una riforma drammatica che ha cancellato il diritto alla reintegra in caso di licenziamento illegittimo, che ha rimosso il diritto al risarcimento del danno sostituendolo con le indennità (rendendo il licenziamento illecito una banale voce di bilancio), che ha sdoganato il demansionamento rendendolo di fatto più facile che nel periodo corporativo, provando ad allentare ogni limite sul controllo a distanza.
La #BuonaScuola chi l'ha votata? Il PD e si tratta di una riforma che insegna lo sfruttamento, che impone ai ragazzi di comprendere che la loro formazione è funzionale alle regole del mercato del lavoro, che oggi è un mercato iniquo, feroce, molto spesso mortale. E di buona scuola qualcuno ci è morto, letteralmente. Chi ha votato queste riforme è ancora nel PD o ne è uscito insieme a #Renzi? Molti non si sono mossi di un centimetro e siedono di fianco a #Elly nelle istituzioni.
Il PD lamenta le lunghe liste d'attesa per avere una visita in una struttura pubblica, ma la riforma #Bindi ce la siamo dimenticata? E vogliamo parlare delle decine di miliardi di tagli alla sanità che il partito di Elly ha votato dal 2011 in poi in Parlamento, del sostegno fanatico ai governi tecnici, in primis quello del liquidatore #Monti? Chi sosteneva quelle scelte è uscito dal partito seguendo #Renzi o è rimasto al suo posto e oggi "lotta" con Elly? Indovinate un po'.
Vogliamo parlare delle armi e della guerra? Dove sarebbe la differenza? L'unica differenza tra i due consiste in questo: #MatteoRenzi continua ad affermare ciò che ha sempre sostenuto (ovvero un'agenda spiccatamente neoliberale), mentre la seconda fa lo stesso parlando d'altro.
A questo servono le sue vuote battaglie arcobaleno: a nascondere la macelleria sociale di cui sono stati e sono responsabili, nel disperato tentativo di drogare l'opinione pubblica.
Elly si presenta come il simbolo di un partito pentito, ma ammesso che sia vero (e non lo è) il pentimento fine a se stesso conta zero senza espiazione: ci sono milioni e milioni di persone (di ogni sesso, orientamento sessuale, religione, etnia e così via) che patiscono quotidianamente gli effetti delle scelte del suo partito. Se un transessuale oggi viene licenziato illegittimamente, ammesso che la spunti in tribunale, avrà al massimo diritto a qualche mensilità di indennità e questo per colpa delle riforme pensate, volute e votate da chi ancora oggi popola i banchi parlamentari del Partito Democratico. Ed è solo un esempio: lo stesso si potrebbe dire per molti altri ambiti, a partire dalla sanità, dal trasporto pubblico, dall'istruzione.
(...)
https://x.com/SavinoBalzano/status/1813857387498856701
https://x.com/SavinoBalzano/status/1862495129740714239?t=wrTMSCyGVhrBwkE8c_2zbQ&s=19
Oggi sono stato ospite di Aldo Pecora su Radio1Rai e abbiamo parlato di #lavoro e di #ScioperoGenerale.
Il #Sindacato ha bisogno di recuperare credibilità: la sua postura tende a cambiare a seconda di chi governa e questo non è serio.
Inoltre si dovrebbero scegliere meglio i "compagni" di piazza: non mi sembra ragionevole protestare contro la manovra, rivendicare la #SanitàPubblica, insieme a chi ha falcidiato il #SSN facendogli mancare circa 40 miliardi in 10 anni; non mi sembra convincente protestare contro la #precarietà, insieme a quelli che hanno ideato e realizzato il #JobsAct.
Inoltre, in #piazza si guarda il dito e non la luna: se non mettiamo seriamente in discussione le regole dell'#EuroZona, i soldi per rinnovare i contratti non ce li avrà mai nessuno.
#radio#rai1
https://x.com/SavinoBalzano/status/1918303212865822960?t=71LvNPbwwVoE9RxKNu6Big&s=19
«L'8 e il 9 giugno andate a votare per riscattare la dignità del lavoro che questo governo sta calpestando».
Non so chi curi la comunicazione di #Schlein. Sappiamo che si avvale di un’armocromista; non è chiaro se paghi profumatamente un consulente politico o qualcuno che la supporti su altri fronti.
Ma i lavoratori vanno a votare a un #referendum contro il #Governo? Un eventuale referendum abrogativo del #JobsAct sarebbe uno smacco per #Meloni? Parliamo dello stesso Jobs Act varato tra il 2014 e il 2015 dal governo #Renzi, in una legislatura a trazione #PD (#Letta, Renzi, #Gentiloni)? Ma siamo seri?
Ovviamente il giornalista non batte ciglio, ma da #Formigli non mi aspetto più nulla da tempo.
Il Jobs Act lo ha scritto e approvato il PD. La demolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori – a opera della #Fornero nel 2012 – l’ha votata il #PartitoDemocratico. La #precarietà chi l'ha dunque iniettata nel nostro mercato del lavoro?
I salari sono crollati per effetto di misure di #austerità deliberatamente adottate da governi guidati (o sostenuti) dal PD. Lo ha ammesso, di recente, persino Draghi: i salari in Italia sono stati volutamente tenuti bassi per restare “competitivi” sul mercato internazionale. La stranota svalutazione interna (meno nota a Elly, evidentemente).
Quanto al taglio dello Stato sociale, è vero che è un disastro e contribuisce al nostro impoverimento: per molti beni essenziali siamo costretti ad attingere a risorse private. Ma basta guardare i dati. I governi più severi sono stati i loro. Nessuno di rilevante nel PD ha mai davvero messo in discussione le politiche imposte dall’Unione Europea.
È stata l’#UE a pretendere l’introduzione della flessibilità nel lavoro. Fu #Prodi (che te lo dico a fare!), con il Pacchetto Treu del 1997, il primo a obbedire. E da lì, tutti gli altri a seguire.
La #BCE, nel 2011, chiese la semplificazione dei licenziamenti, il taglio degli stipendi, il rafforzamento della contrattazione di secondo livello. E loro, ancora una volta, si sono messi sull’attenti, obbedendo al vincolo esterno, al pilota automatico, al whatever it takes.
Provo a dirlo in modo semplice: chiunque non metta in discussione le politiche economiche imposte da Bruxelles, non mette in discussione la debolezza salariale in Italia.
Tradotto: chi propone soluzioni facili al problema dei bassi salari, senza una critica radicale ai diktat europei, vi sta semplicemente prendendo in giro.
Alla luce di tutto questo, dove si colloca il PD?
https://x.com/SavinoBalzano/status/1837046410228670607?t=BPfrtNo11PEMP-AW2iYefQ&s=19
Ci potremo sempre contare perché banalità del male resta una certezza assoluta. Ieri qualcuno, anch'io assai modestamente, prevedeva che l'#Alluvione sarebbe stata strumentalizzata per ripartire a bomba col teatrino ridicolo del #GreenDeal made in #Bruxelles e, difatti, puntuale come un orologio, #Fittipaldi, ospite di #Ottoemezzo di #Gruber, va alla carica con l'accusa ai sovranisti brutti e cattivi di ostacolare la santissima #Ue, che invece - povera e incompresa - vorrebbe salvare il pianeta.
La domanda che sottoporrei, mi pare davvero banale e sono imbarazzato per questo, a tali individui è: se avessimo fatto i cappotti termici (a spese nostre), avessimo costretto gli operai a non guidare la loro auto populista e inquinante, li avessimo costretti (a spese loro, ça va sans dire) ad acquistare un'auto elettrica social-democratica o popolare, oggi non patiremmo l'#alluvioneromagna? È questo che mi significate?
Non solo: riprendendo le dichiarazioni di #EllySchlein, la guida del quotidiano @DomaniGiornale, sottolinea come criticare gli amministratori locali, il signor @sbonaccini in primis, sarebbe sciacallaggio puro. Ullallà! Niente di meno?
Domanderei ancira al Direttore @emifittipaldi, che a mio avviso confonde il mestiere di giornalista con quello di portavoce (di #Schlein e del #PD), se i "tappi" di legname e di detriti che hanno di fatto reso impossibile il corretto fluire dell'acqua non c'entrino proprio nulla col disastro e coi morti (le foto le riportano diversi giornali, non i soliti complottisti trumpiani). Oltre a lambiccarsi il cervello sul ritorno del #fascismo, non le parrebbe utile ragionare - seppur fugacemente - sul macello che gli amministratori dell'#EmiliaRomagna hanno causato in decenni, consumando ad esempio il suolo a velocità forsennata? Sul punto mi pare che anche la Segretaria possa avere qualche piccola responsabilità: ricordo ricoprisse un ruolo particolarmente rilevante in Regione: sbaglio? Che mi dice degli argini, ma soprattutto del fatto che il letto dei canali non viene praticamente più pulito, riducendo drasticamente la portata degli stessi e dunque agevolando enormemente lo straripamento delle acque?
No, perché secondo il vostro ragionamento parrebbe quasi che la colpa del casino sia del mio climatizzatore e dell'auto di mio nonno. E mi girano un po' le palle, sono certo comprenderà.
Esimio Direttore, mi permetta di chiosare con un ulteriore quesito, piccolo piccolo. Essì perché lei mi parla di "sciacallaggio" da parte di chi evidenzia invece delle fattualità e non mi pare colga viceversa l'azione degli sciacalli, quelli veri. Sia chiaro, per me lei è in assoluta buona fede. Mi consenta di spiegare: dopo aver falcidiato la #sanità con decine di miliardi di tagli, tutti votati dal @pdnetwork, la sua Wonder-Elly ci viene a scassare i maroni sulle liste d'attesa e ci racconta che la colpa è del #Governo in carica; ancora ci scaramella (si immagini il caramello bollente eh, perché cerco di renderle l'idea di quanto la cosa risulti urticante) le gonadi con la storia della precarietà e dei bassi salari, dopo che il suo partito ha appoggiato gli abomini di #Fornero (riforma dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori in primis), ma soprattutto dopo aver varato quella robaccia mefitica che è stato il #JobsAct.
Ora, perdonerà il tono suburbano e periferico, ma se non è sciacallaggio questo, allora che cos'è?
Direi che è proprio il caso di finirla: mancherà anche il senso del grottesco, ma che almeno si rispettino i morti.