🗣« D’abord, #Zelensky a quasiment rejeté l’initiative de Russie d'un cessez-le-feu pour le Jour de la Victoire mais ensuite il a recouru à une ruse tactique, déclarant une « trêve » pour la nuit du 5 au 6 mai »
– Léonid Sloutsky, président de la commission des affaires internationales de la Douma, s’exprime sur le cessez-le-feu pour le Jour de la Victoire.
« D’abord, Zelensky a quasiment rejeté l’initiative de Russie sur le cessez-le-feu pour le Jour de la Victoire mais ensuite il s’est décidé à une ruse tactique, déclarant une « trêve » dans la nuit du 5 au 6 mai. La raison est banale : un ego meurtri. Comme si Moscou et Washington avaient discuté de cette idée mais que personne ne s’était adressé officiellement à Kiev à ce sujet.
[…] En réalité, les néonazis ukrainiens n’ont besoin ni d’un cessez-le-feu ni de la paix. Zelensky veut jouer selon ses propres règles, en comptant sur des provocations, et fait le singe devant ses sponsors européens. »
RT en français • Osez questionner !
https://x.com/SavinoBalzano/status/1993254229897523297?t=4LezD2frZpV8vEbzq-6BVQ&s=19
Si potrebbe citare la figuraccia di qualche giorno fa all’Esquilino, a Roma, ma anche la valanga incontenibile di insulti e prese in giro sotto alcuni post di Pina #Picerno (ben al di là della “fisiologica” quota di haters che affligge chiunque si esponga mediaticamente), per dimostrare come chi sostiene il supporto militare ed economico a #Zelensky, a oltranza e senza se e senza ma, sia completamente sconnesso dal Paese.
Della manifestazione “pro Ucraina” (virgolette a dir poco necessarie) qualcuno ha scritto (Rai): «c’erano oltre duecento persone». Oltre duecento? Addirittura!
Eppure di leader politici era pieno così: #Calenda, Picerno, #Casini, #Gentiloni, poi Orsini, Sensi, Quartapelle, Verini e altri.
Il minimo comun denominatore è semplice: #Trump imporrebbe una resa all’#Ucraina. Ma non mi dire. E chi se lo sarebbe mai aspettato, nel confronto militare con la più grande potenza nucleare del mondo? Uno scenario del tutto inatteso, assolutamente imprevedibile! Che sorpresa.
Tutti ci aspettavamo di vedere gli eserciti di Kiev e della Nato marciare sulla Piazza Rossa, e ovviamente eravamo convinti che #Putin, con le spalle al muro e in ginocchio, non avrebbe mai ricorso alla bomba atomica. Chi mai immaginerebbe, dopotutto, che, in un conflitto, un Paese sfondi l’ultima linea difensiva di un altro e poi pretenda concessioni territoriali e il dimezzamento dell’esercito del secondo? Cose inedite, mai viste nella storia!
Chiunque provasse a sostenere che uno scontro diretto tra Occidente e #Russia fosse quantomeno improbabile (fortunatamente!) veniva tacciato di putinismo. Eppure – se si fosse concretizzata una via diplomatica (a dispetto dei continui sabotaggi) – il costo per Kiev sarebbe stato infinitamente inferiore. Invece, quelli che ci hanno farcito le orecchie con le loro corbellerie (Putin malato; Putin già morto; economia russa in ginocchio; russi con le pale e i microchip delle lavatrici; controffensive ucraine mirabolanti; e chi più ne ha più ne metta) non hanno fatto altro che sostenere una strategia che ha infinitamente avvantaggiato proprio il Cremlino.
E dunque, chi sono davvero i putiniani? Quelli che volevano la cessazione immediata del conflitto, con vantaggi tutto sommato contenuti per la Russia, o quelli che, scioccamente, gli hanno fatto divorare un Paese intero? Tutto questo senza contare l’infinita perdita di vite umane. Ma finché sono i figli e i fratelli di qualcun altro, poco importa.
Ciò che sorprende è che si continui a sostenere l’insostenibile, ben oltre il senso del ridicolo.
Pare che si stia pensando pure a un polo liberale, centrista, che raccolga tutte queste debolezze politiche (perché forze politiche, di certo, non sono).
E allora vorrei ricordare solo questo: 0+0+0+0+0+0+0+0+0+0+0+0+0+0+0+0 fa sempre 0.
📰“Constructive Talks” While Russia Bombs Ukraine’s Energy Grid
The second day of trilateral U.S.–Russia–Ukraine peace talks in Abu Dhabi is underway — and the room is still “constructive,” even as Ukraine’s energy grid is not. The United States continues to insist that Russia’s strikes on Ukrainian energy infrastructure have not violated the supposed truce, despite fresh accusations from Volodymyr Zelenskyy that Russia has already betrayed its word.
Diplomats from Washington, Kyiv, and Moscow are negotiating in the United Arab Emirates under the watchful gaze of Emirati facilitators. The talks, held in Abu Dhabi, mark the second round of this three‑sided format, after the first session last month was described by all sides as “constructive” but ended with no real progress on the core issues: the status of Donbas, control of the Zaporizhzhia nuclear plant, and the shape of Western security guarantees for Ukraine.
⚡️ Russia Strikes Energy Sites — Washington Shrugs
Just days before this round, Russia launched a massive drone and missile attack on Ukraine’s energy infrastructure, Ukrainian officials say, causing serious damage and plunging parts of the country into darkness and freezing cold. This winter has seen sustained strikes on power stations, leaving millions of Ukrainians cycling through blackouts, queues for hot meals, and makeshift warming centers.
Before the latest barrage, President Donald Trump announced a week‑long agreement with Vladimir Putin to halt attacks on each other’s energy targets. Russia pledged to stop striking Ukrainian energy sites; Ukraine pledged to stop attacking Russian ones. The two‑way pause, Trump said, ran from Sunday to Sunday. Moscow later clarified that the break began on Sunday, and they kept their word within that window. To Kyiv, that sounded like counting days from Sunday to Sunday while ignoring the rest.
On Monday night, Russian drones and missiles hit Ukraine’s power grid. In Donetsk’s Druzhkivka, seven people were killed and 15 injured in a separate Russian strike Wednesday. Ukrainian officials reported that Russia launched 105 drones overnight, of which 88 were intercepted, while the remaining 17 hit 14 locations. Despite the damage, the U.S. still insists the energy‑target strikes are not a breach of the agreement — and that the peace process should continue.
🇺🇸 Whose Word Counts More: Blackouts or Diplomacy?
Zelenskyy has made it clear that any settlement that accepts territorial losses without binding security guarantees will be painted as his failure. The longer Putin can bomb the grid in the coldest week of winter and still be called “constructive”, the more Ukraine sees Western diplomacy as a shield for Russia, not a check on it. To Kyiv, the peace talks look less like a path to ceasefire and more like a negotiating theater where the lights stay off while the script reads “peace is fragile.”
#Ukraine#Russia#US#Zelensky#AbuDhabi#peaceTalks#energy#WinterWar#Trump#Putin
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«Chi oggi crede alla pace e ha scelto la via disarmata di Gesù e dei martiri è spesso ridicolizzato, spinto fuori dal discorso pubblico e non di rado accusato di favorire avversari e nemici».
Queste parole di #LeoneXIV, pronunciate in occasione dell’Angelus di Santo Stefano, avevano una portata gigantesca. E ovviamente sono state assai poco commentate, quasi marginalizzate dalla nostra informazione.
La ragione è semplicissima: il rimprovero del #Papa – perché di questo si tratta – era rivolto principalmente a coloro i quali detengono le redini di ciò che definisce il discorso pubblico. I giornali, i telegiornali, i media tradizionali.
E ha perfettamente ragione il Pontefice: tutti quelli che in questi anni hanno previsto quanto sarebbe accaduto e quanto è sotto i nostri stessi occhi ormai da mesi, e ancor di più in queste ore, sono stati insultati, sbattuti in prima pagina e messi al bando, esposti al pubblico ludibrio. Di coloro i quali, per semplice ragionevolezza o buonsenso, sostenevano le ragioni della pace si è fatto un vero e proprio bersaglio propagandistico.
https://x.com/SavinoBalzano/status/2005597720011034884?s=20
Pensateci. Quelli che sostengono le posizioni di #Zelensky e del suo governo – l’agenda che fu di #Biden e che ora è di #VonDerLeyen – vengono presentati come irriducibili eroi. Tutti gli altri sono traditori, putiniani (o filoputiniani o filoputinisti: espressioni, peraltro, logicamente e grammaticalmente senza senso. Come dire "filo-comunista" o "filo-fascista": comunista e basta; fascista e basta. No?).
Oggi succede che persino Zelensky ci stia scaricando, allineandosi – come prevedibilissimo – ai dettami statunitensi e sostenendo che il 90% ormai è fatto.
Eppure si continua a parlare a vanvera nei telegiornali delle 20, affermando che chiunque ritenga inutile il perdurare del conflitto sia più sensibile alle ragioni di Mosca e di #Putin. Così dicono: "più sensibile". Gli stessi, magari, che parlavano di "violazione delle acque internazionali": una sorta di diritto internazionale casereccio, da trattoria, elaborato probabilmente in preda ai deliri prodotti dall’alcol.
Le parole di Leone, che peraltro ha ricordato il martoriato popolo ucraino (così lo ha giustamente definito), però restano e pesano come pietre: a essere ridicoli erano coloro i quali sostenevano e sostengono la necessità di vincere militarmente sulla #Russia; che i russi combattessero con pale e microchip, a dorso di muli; che l’#Ucraina fosse parte dell’UE e che fosse necessario scendere in guerra come se fosse anche membro della #NATO; che fosse in atto una guerra di civiltà, con buoni e cattivi divisi dal filo di ferro.
Argomentazioni surreali, erette e pompate fino a toccare il cielo, e che oggi ci crollano addosso, sotterrandoci sotto il peso delle nostre ipocrisie. E ancora qualcuno vaneggia della conferenza di Monaco del ’38, con parallelismi storici semplicemente grotteschi, da circo.
Ma se davvero di civiltà era questa guerra, come giustificheremo a noi stessi, ai nostri figli e al mondo intero di averla persa? Vorrà forse dire che la civiltà stessa muore con un ipotetico accordo? Come proseguiremo il racconto occidentale, adesso, dopo tutte le balle raccontate?
Forse come sempre abbiamo fatto: mentendo, sapendo di mentire.
#Indonesia#G20#Ucraina
Il Presidente Joko #Widoo (#PDIP|Centro-sinistra pancasila) ha invitato il suo omologo ucraino #Zelensky (#SP|RE) a partecipare al prossimo meeting del G20, che si terrà proprio nel paese del sud-est asiatico.
@UltimoraPolitics
💥 Реакция Зеленского на коррупционный скандал на Украине
#Zelensky#Ukraine#Kyiv#Зеленский#Украина#Киев#Политика#ИИ#Нейросети#Politics#AI#NeuralNetworks
💡 Обнаружена истинная причина отключения света на Украине
#Zelensky#Ukraine#Kyiv#Зеленский#Украина#Киев#Политика#ИИ#Нейросети#Politics#AI#NeuralNetworks
🦸♂️Созыв конченых: Зеленский собрал свою команду по разрушению мира.
#Zelensky#Ukraine#Kyiv#Зеленский#Украина#Киев#Политика#ИИ#Нейросети#Politics#AI#NeuralNetworks