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IstruzioneSono editor, ghostwriter e writer coach. Nel canale scrivo e parlo di scrittura creativa, scrittura terapeutica e di comunicazione. Scopri il mio corso high level alessandraperotti.com/corso-editor-e-ghost-writer Contattami @AlessandraPerotti
Post recenti
Tag: #grammabreak · 4 post
Pubblicato 18 ago
Sottoforma o sotto forma? Come si scrive? Oggi il soccorso grammaticale è supersonico e telegrafico: “sotto forma” si scrive staccato e l’univerbazione (sottoforma), vale a dire il processo di unire, attaccare due parole per farle diventare una sola, non è concessa. Il dubbio può nascere perché molte parole formate dal prefisso “sotto” sono ormai diventate un termine unico, come ad esempio sottofondo, sottostimato, sottinteso. Ma non è questo il caso; il sotto forma è espressione che viene usata soprattutto nella locuzione: sotto forma di. Es.: Lo Spirito Santo si manifesta spesso sotto forma di colomba. #grammabreak#scriverebene
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Pubblicato 10 giu
Immune da o immune a?🧐 In questi tempi di pandemia, in cui si parla e si scrive tanto di covid-19, di contagi, di test positivi o negativi, il termine “immune” ricorre con frequenza, tanto che è stato usato persino per dare il nome ad una app, l’App Immuni, appunto. Ma questo aggettivo si costruisce con la preposizione da o a? In altre parole, è più giusto dire: sono immune da qualcosa o sono immune a qualcosa? Consultando il vocabolario Treccani online all’aggettivo immune si legge: “Che non è soggetto a determinati obblighi o servizî, o che gode di particolari privilegi, o non è sottoposto a una giurisdizione, a un’autorità, quindi, per estensione, esente, libero: essere immune da difetti, da certi pregiudizî (anche in senso ironico o scherzoso: sono immune da codeste velleità!); essere, rendersi immune, refrattario nei confronti di una malattia infettiva, dell’azione di una tossina o di determinate sostanze chimiche." Il termine deriva dal latino immunis, composto da in (privativo) + munus (obbligo), letteralmente: “che non ha l’obbligo di, che è esente da” e con questo significato regge la preposizione da. Vero è però che molto spesso, soprattutto in medicina, l’immune è colui che ha sviluppato o è dotato di immunità nei confronti di/verso una data malattia, il che ha fatto entrare nell’uso espressioni come “immune ai veleni”, come riporta Garzanti linguistica, ma se è consentito in questo caso usare l’aggettivo con la preposizione “a”, è invece sbagliato farlo in tutti gli altri riportati sopra (non è corretto dire, per esempio: essere immune a difetti, o a pregiudizi). #grammabreak#scrittura#scrivere 👩💼@AlessandraPerotti
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Pubblicato 14 apr
TROVA L'INTRUSO🧐 Impersonare, personificare e impersonificare: trova l’intruso. Eh già, perché delle forme verbali qui riportate due esistono, ma la terza non trova riscontro nei dizionari della lingua italiana, eppure vi assicuro che non è così improbabile vederla usata negli scritti. Proviamo a fare ordine vedendo le definizioni fornite da Garzanti linguistica online. Impersonare 1. Rappresentare come persona una qualità o un concetto astratto: il Virgilio dantesco impersona la ragione umana | incarnare in un personaggio un valore, un vizio, un sentimento: Molière impersona in Tartufo l’ipocrisia bigotta. 2. Interpretare (detto di un attore): impersonare un eroe tragico. Personificare 1. Simboleggiare: il Virgilio dantesco personifica la ragione umana. 2. Attribuire a un’idea astratta o a una cosa inanimata i caratteri di persona umana: personificare la virtù, le forze della natura. Come si può vedere il significato dei due verbi è per certi versi uguale nel senso di rappresentare come persona una qualità o un concetto astratto, ma se si sta parlando di un attore che deve interpretare un ruolo, il verbo da usare è solo “impersonare” e non “personificare”. Es. Alberto Sordi come attore ha impersonato (non ha personificato) l’italiano medio. Riguardo invece al verbo “impersonificare”, ecco questo invece non va usato per niente perché è un’indebita fusione degli altri due e i dizionari non lo contemplano. #grammabreak#scrittura 👩💼@AlessandraPerotti
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Pubblicato 17 mar
In questo periodo di emergenza coronavirus non si può viaggiare, guai a prendere l’aereo, gli aeroporti di mezzo mondo sono inagibili. Quindi niente, aereo e aeroporti chiusi. Ma guardando la grafia di questi due vocaboli può sorgere un dubbio, che è poi quello che voglio trattare oggi. Perché si dice aeroporto e non aereoporto? Parto subito dal presupposto che quelle sopra indicate non sono due grafie comunque ammesse e intercambiabili: una è sbagliata (aereoporto❌) e l’altra è la sola giusta (aeroporto✅). Vediamo perché con l’aiuto dell’Accademia della Crusca che dice: “Le forme corrette sono solo aeroporto e aeroplano. Aeroplano è una parola di origine francese formata col prefisso aero- 'aria' che si ritrova in aeronautica, aerosol, aerostato. Da aeroplano è stato poi ricavato un secondo prefisso aero-, con riferimento al traffico aereo (di qui aeroporto, ma anche aeromodellismo, aerosiluro, ecc.). Le varianti aereoplano e aereoporto sono dovute all'interferenza di aereo, che non è, come qualcuno crede, l'abbreviazione di aeroplano, ma la forma sostantiva dell'agg. aèreo (latino aèreus), e l'abbreviazione, cioè della frase apparecchio, o veicolo, aèreo". Capita inoltre di sentire o di vedere scritte anche le forme areoporto e areoplano: sono alterazioni popolari dovute alla difficoltà di pronunciare la sequenza “ae-”. Sono anch’esse sbagliate: non usatele. E per adesso viaggiamo con la fantasia che comunque non è male. #grammabreak#iorestoacasa 👩💼@AlessandraPerotti
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