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https://x.com/SavinoBalzano/status/2006304880315580787?s=20 Continuano a capitarmi tra i piedi “analisi” a dir poco ridicole. Ascoltavo la direttrice di una rivista, non ricordo il nome, qualcosa come MicroMini, dire che #Trump continua a fare da portavoce a #Putin. A fare i suoi interessi, insomma, sulla falsariga dei poveracci che continuano a ripetere la storiella di un Presidente degli Stati Uniti, l’uomo più potente del mondo, al servizio del capo del Cremlino. Un suo “asset”: hanno imparato da poco quest’espressione e la ripropinano di continuo, orgogliosi. Trump è “un asset” di Putin. Orgoglioni, così li definisco: quelli orgogliosi delle proprie coglionerie. Che Trump possa essere al servizio della #Russia è semplicemente ridicolo e solo un lettore di certe testate potrebbe bersela, solo un bimbo euroscemo, un serrapiattista, uno di quelli con la bandierina dell’#Ucraina e dell’#UE nella bio del profilo. Ha imposto all’Unione Europea l’acquisto di armi statunitensi a debito, con un assurdo piano di riarmo voluto dai vertici bellicisti di questa baracca che ci vincola esternamente. Ha inoltre forzato l’aumento delle spese militari dei Paesi membri della #NATO al 5% del PIL. Ci costringe a comprare il suo gas liquido, enormemente più costoso di quello russo. Strategie, mi pare, in evidente contrasto con gli interessi di Mosca. Tutto questo dopo aver peraltro imposto i dazi sulle nostre esportazioni verso gli Stati Uniti. Non sembra un servo, direi. I servi siamo noi: noi e quelli che portano l’acqua con le orecchie a Ursula #VonDerLeyen (fingendo peraltro di essere di sinistra: la sinistrucola, in realtà, come mi piace chiamarla da sempre). Tanto è vero che alcuni di loro supplicano la Meloni di accoglierli in maggioranza al posto della Lega. Patetici. Certi opinionisti, commentatori, analisti da discount semplicemente non vogliono ammettere una cosa semplicissima: la Russia ha vinto la guerra. E l’ha vinta non perché l’Occidente ha smesso di sostenere l’Ucraina. Tutt’altro: l’ha vinta nonostante noi. Fino ad oggi, abbiamo fatto tutto quello che dicevano i fessi di guerra: armi e soldi a Kiev, economia e propaganda russofoba e chi più ne ha più ne metta. Abbiamo fatto quanto desideravano e anche di più: il risultato è quello che abbiamo adesso sotto gli occhi. Putin appare sereno e detta le condizioni; #Zelensky prega affinché l’altro muoia per intercessione della divina provvidenza in occasione del Natale. Diciamo che gli sono rimasti solo i miracoli. E, peraltro, consapevole com’è della situazione, nonostante i suoi bimbi agitati dalle nostre parti, non si lancia tra le braccia amorevoli di Kaja #Kallas: preferisce il bullo statunitense, nonostante quello lo tenga per le palle. La verità è questa e Trump semplicemente ne prende atto: la Russia ha vinto la guerra e che l’avrebbe vinta lo poteva comprendere chiunque avesse un minimo di sale in zucca fin dal primissimo momento. L’ha strapersa l’Ucraina e l’abbiamo strapersa noi, che abbiamo sbagliato tutto e abbiamo picconato la nostra economia, il potere d’acquisto delle nostre famiglie, la nostra impresa, il nostro stato sociale. L’hanno persa tutti i ciarlatani che in televisione continuavano a farneticare dei successi ucraini sul campo e dei fallimenti dei russi. Poco importa, per loro: i cialtroni nel nostro dibattito pubblico sono ben accetti. La nostra democrazia è alimentata proprio dai servi che pappagallescamente fanno da portavoce a certe narrazioni e a una specifica propaganda. Non è Trump il pupo: i pupi sono loro.