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Tag: #ucraina · 78 post

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Pubblicato 17 apr

https://x.com/SavinoBalzano/status/2045149510259679712?s=20 Qualcuno davvero pensa che questi siano meglio di #Trump? O che per noi sia meglio un altro bel governo tecnico? #Mattarella, che riceve #Zelensky al Quirinale, garantisce che l’Italia sarà sempre con l’#Ucraina: per procurare altri cessi d’oro e magari ricomprare le armi che gli abbiamo regalato. Non importano i presenti e futuri equilibri politici: basta lui, decide lui. Evviva la democrazia costituzionale… che dovrebbe garantire. #VonDerLeyen ci dice che la soluzione alla crisi energetica è semplicissima: basta non consumare energia. La nostra, non certo quella necessaria ai suoi voli privati sulle nostre teste. Un po’ come le fregnacce sul green. #Draghi riscopre Caffè, la critica al pensiero dominante e gli interventi di Stato nell’economia. Basta, fa già ridere così. Certo, #DonaldTrump si sta dimostrando una speranza vana, ma il resto mi pare molto peggio. #BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì alle 17 Radio Cusano.

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Pubblicato 13 apr

Le reazioni della nostra politichetta di sinistrucola al risultato elettorale ungherese raccontano molto di noi e ci fanno capire tante cose. Se uno arrivasse oggi in Italia da Marte e osservasse le reazioni dei nostri, penserebbe che a vincere sia stato come minimo un socialista. Andrebbe bene anche uno di questi riformisti che non trovano spazio a destra e fingono di essere di sinistra: che so, un #Renzi ungherese, un Renzi Máté. Qualcosa del genere. Paolo #Gentiloni non sta più nella pelle: «Inno alla gioia», per commentare un video in cui si vede una spianata di bandiere ungheresi e una piccola bandiera #UE, che viene zoomata fino all’estremo. Prima aveva scritto: «l’Europa è più forte delle autocrazie. Grazie Magyar. I love Hungary». Se la ama tanto, perché non ci fa il favore di trasferircisi per sempre? Poi c’è la dolce Elly, la #Schlein (non l'hanno vista arrivare, ma manco dopo), che commento poco per due ragioni: non amo sparare sulla croce rossa; conta praticamente nulla dentro e fuori dal suo partito. Lei: «Il tempo dei sovranisti è finito». Vedremo. Péter #Magyar è stato nel partito di #Orban (#Fidesz) dal 2002 al 2024: la bellezza di 22 anni, ed era uno dei suoi collaboratori più stretti. Poi ha aderito (a seguito di un percorso piuttosto controverso) a #TISZA, un partito conservatore di (centro)destra. I nostri tuttavia esultano, ed esultano perché destra e sinistra non c’entrano assolutamente nulla: dopotutto loro di sinistra non lo sono mai stati, ammesso che abbia ancora un senso. Esultano per le ragioni che spiega benissimo Enrico #Letta: «L’Europa è più forte. L’Ucraina è più forte». Al netto della politica interna, della corruzione, dello scellerato sostegno a #Netanyahu, #Orban ha rappresentato un ostacolo ai piani neoliberali eurounitari e al grande partito della guerra europeo e del clown di Kiev: chiunque lo sia rischia grosso, e lo abbiamo visto. Lo stesso Orban, nel 2024, fu vittima di uno stranissimo incidente in Germania, dove perse la vita un poliziotto addetto alla sua scorta. Poi ci fu l’attentato allo slovacco #Fico (socialdemocratico, ma sulla guerra in Ucraina ostile ai servi europei dei neocon e dei democratici statunitensi) e quello a #Trump. I nostri festeggiano perché così desiderano quelli che tengono il guinzaglio. Hillary #Clinton: «La fine del regime autocratico di Viktor Orbán è una vittoria non solo per l’Ungheria, ma per tutte le persone nel mondo che danno valore alla democrazia». I nostri semplicemente obbediscono. Occhio però ai false friends, che in queste fasi si riconoscono benissimo: parliamo un momento di Giuseppe #Conte. Il camaleonte si supera: «Ha perso chi ha condotto le Istituzioni verso una svolta autoritaria e illiberale, chi in Europa ha ostacolato misure che avrebbero offerto soluzioni e risposte anche al nostro Paese. (...) Auguriamoci che in Ungheria vengano definitivamente superate la deriva illiberale e le politiche incentrate sulle paure dei cittadini». Orban perde le elezioni, lo riconosce quasi immediatamente (non così scontato dalle nostre parti), e secondo il Professore è la fine dell’autoritarismo illiberale. Già qui ci sarebbe da smetterla e da chiamare uno bravo, ma poi va avanti. Quali sarebbero, infatti, le misure che Orban avrebbe ostacolato e che erano nel nostro interesse? Il PNRR, forse, vanto del governo Conte? Ricordo a tutti che si trattava (e si tratta, lo vedremo purtroppo) di un enorme prestito condizionato, che ci costerà tantissimo nei prossimi anni. Conte ha ottenuto che l’UE ci “prestasse” soldi nostri per fare ciò che vuole lei. Contento lui. Poi però c’è l’aspetto più importante che riguarda l’avvocato: dovrebbe essere grato a Orban perché, in effetti, ha saputo rappresentare al meglio le istanze che proprio il M5S sostiene di avere a cuore. Si è frequentemente messo di traverso sul riarmo all’#Ucraina e sui soldi (ancora nostri) da mandare a #Zelensky per acquistare altri sanitari d’oro. Conte, a ben vedere, dovrebbe essere un sostenitore di... CONTINUA: https://x.com/SavinoBalzano/status/2043610521190973841?s=20

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Pubblicato 22 mar

https://x.com/SavinoBalzano/status/2035649061173215431?s=20 FUORI L'ITALIA DALLA TERZA GUERRA MONDIALE Il mio intervento "Il 12 marzo, a Roma, c’è stato un forte temporale: lo ricorderete. Fulmini per tutta la mattina. Stavo preparando i miei figli per portarli a scuola quando, all’improvviso, il boato di un tuono: mio figlio mi si avvinghia addosso, mi stringe fortissimo, piange terrorizzato. L’ho consolato, gli ho spiegato cosa stesse accadendo e si è tranquillizzato. È stato solo un momento, eppure per lui, che ha due anni, credo sia stato profondamente spaventoso: l’ho visto nei suoi occhi sbarrati, che mi imploravano. «Papà!». In quel momento, inevitabilmente, il mio pensiero è andato ai bambini del Medio Oriente. Al loro inconsolabile lamento, alla loro infinita disperazione. Ho pensato a loro, con commozione, e ai loro genitori: proviamo a metterci, anche solo per un istante, nei loro panni. Non oso immaginare il senso di impotenza di quelle madri e di quei padri. Cosa c’è di più doloroso del non saper lenire lo spavento di un figlio? Del non trovare parole per consolarlo, del non avere la forza di proteggerlo? Questo è ciò che vivono migliaia di famiglie a #Gaza, in #Cisgiordania, in #Libano e in #Iran. Questa guerra non ha nulla a che vedere con la democrazia. Non ha nulla a che vedere con la libertà: sotto le bombe di #Netanyahu e #Trump continuano a morire migliaia di persone, anche le donne che, a parole, staremmo liberando. Del loro destino non interessa a nessuno in Occidente. È una guerra squallida, mossa da interessi meschini: chiunque, nel nostro Paese, provi a conferirle legittimazione è complice di chi ha portato il terrore tra quelle persone, nell’animo di quei genitori, nel cuore di quei bambini. «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Così recita l’articolo 11 della nostra #Costituzione. Eppure, anche coloro che ogni giorno fingono di stracciarsi le vesti per difenderla sostengono il partito internazionale della guerra: lo abbiamo visto chiaramente con il conflitto in #Ucraina. Ci siamo autosanzionati più di venti volte, affamando il nostro popolo, indebolendo ulteriormente chi era già in difficoltà. Invece, nessuna sanzione viene proposta per #Israele: nemmeno una. E sarebbero certamente più efficaci di quelle comminate alla #Russia. E allora mi rivolgo, da questa piazza, direttamente al Capo dello Stato, a colui che dovrebbe essere garante della Costituzione, del vincolo interno, dell’interesse dell’#Italia: perché tanta veemenza nei confronti dei russi, addirittura paragonati ai nazisti in un celebre quanto maldestro discorso a Marsiglia, e tanta timidezza nei confronti di Israele? Perché si tace quando i nostri militari vengono deliberatamente attaccati al confine del Libano, o quando due carabinieri vengono fatti inginocchiare da un uomo dell’IDF, con un mitra puntato alla testa, in Cisgiordania? Eppure «il Presidente della Repubblica è il capo delle Forze armate». Così recita l’articolo 87 della Carta. Nemmeno una parola per quegli italiani aggrediti, umiliati mentre servivano il proprio Paese. E nemmeno una parola quando a essere sanzionata è stata Francesca Albanese, colpevole di aver raccontato la verità, la barbarie di un Paese che si accanisce con ferocia contro il popolo palestinese. Abbiamo assistito, all’aggressione di un’italiana che, più di altri patrioti, ha saputo rappresentare i valori costituzionali del suo Paese, facendo il proprio dovere. Nessun monito però si è sollevato dal Colle, anche in quella circostanza. Non la sua voce, Presidente, in difesa di una nostra connazionale, della Costituzione e dei valori che racchiude. I valori di una Costituzione che è diventata, purtroppo, oggetto della peggiore strumentalizzazione: citata e dimenticata a seconda dell’opportunità. Elegante carta da parati, a ornamento delle sontuose sale del #Quirinale. Qualcuno la osserva, stancamente, senza provare più emozioni. CONTINUA SU X

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Pubblicato 25 feb

https://x.com/SavinoBalzano/status/2026591481822114147?s=20 Un grandissimo Massimo Cacciari ieri a #BattitoriLiberi. Sono trascorsi quattro anni dall’inizio di questa nuova fase della guerra tra #Russia e #Ucraina. Non quattro anni dall’inizio del conflitto tout court: quello è cominciato nel 2014, ovviamente. E da quattro anni ascoltiamo sciocchezze ripetute da patetici propagandisti, utili idioti – per dirla con #Cacciari – del grande partito transnazionale della #guerra. Ad oggi, sia chiaro, abbiamo fatto tutto ciò che volevano i sostenitori dello “stato profondo”, quello che tiene assieme certe élite statunitensi (democratiche e neocon) con quelle europee più decadenti: Emmanuel #Macron, Friedrich #Merz, Keir #Starmer, Ursula #VonDerLeyen, Kaja #Kallas, Mark #Rutte e predecessori. Abbiamo fatto tutto ciò che chiedevano i tatuati turisti per caso, che farneticano di tradimenti un giorno sì e l’altro pure. E il risultato è sotto i nostri occhi: un disastro. Che fine ha fatto la “guerra ibrida” della Russia contro l’#Europa? Gli attacchi continui dei droni? Gli sconfinamenti degli aerei? Gli articoli 4 e 5 del Trattato atlantico invocati a pranzo e a cena? Nel frattempo hanno perso la vita centinaia di migliaia di persone, un Paese è stato sventrato. Dovremo contribuire a ricostruirlo con i nostri soldi. E nonostante tutto, certi pifferai magici – con i sorci al seguito – continuano a riproporre imbarazzanti e stonate melodie in diretta da #Kiev. Contenti voi...

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Pubblicato 22 feb

https://x.com/SavinoBalzano/status/2025471908716659093?s=20 Intanto, la nostra solidarietà al Fatto Quotidiano per i continui attacchi ricevuti dai “turisti per sempre”: quelli che pensano che andare di tanto in tanto a #Kiev significhi comprendere ciò che sta accadendo tra #Russia e #Ucraina. In secondo luogo, vorrei chiedere agli #slavaukraini da tastiera di andare fino in fondo, una buona volta: siete convinti che certi giornali e certi giornalisti siano al soldo — in un modo o nell’altro — del nemico? Bene, allora agite: abbiate il coraggio di chiedere, ad esempio, l’arresto di Travaglio e di Gomez. Vediamo come va a finire. Ancora una volta l’ipocrisia si conferma la bussola di certa gente: cianciano di democrazia, farneticano di libertà e di Occidente. Il giorno dopo, però, esultano per l’arresto di un giornalista in Turchia (Andrea Lucidi), fortunatamente già rilasciato. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, Radio Cusano.

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Pubblicato 16 feb

https://x.com/SavinoBalzano/status/2023345461591945705?s=20 Ancora questa mattina i nostri atleti hanno reso l'#Italia orgogliosa alle #OlimpiadiInvernali. Loro sono il sacrificio, il lavoro, l’impegno. Eppure, ancora una volta, una certa “stampa”, una certa “informazione”, non perde occasione per servire miseramente un racconto, miserrimo e sempre meno credibile. Erano le Olimpiadi di Tokyo, ve lo ricordate? E sciocchi commentatori pensavano di poter convincere il pubblico circa l’esistenza di un fantomatico effetto #Draghi. A farlo soprattutto loro: i fact-checker, i debunker, i cacciatori di bufale che lottano con coraggio contro ogni forma di fanatico complottismo. Loro, gli illuministi razionali, che parlavano di una sorta di premier taumaturgo: col suo solo sguardo faceva fioccare gli ori per la delegazione italiana. Lascia perdere le sciocchezze che diceva da capo del governo: che se non ti vaccinavi eri una sorta di Jack lo Squartatore; che col green pass eravamo tutti al sicuro (tranne quelli che perdevano il lavoro, nel silenzio tombale del #Quirinale); che dovevamo scegliere tra i condizionatori e la pace; che la Russia era in ginocchio (oggi lo continua a dire solo quella mezza matta della #Kallas). Questo non c’entra nulla. Oppure c’entra eccome? E lo stesso si fa con Sergio #Mattarella, che poi rappresenta l’identico sistema di potere: è umile perché si sposta in tram, perché dorme in foresteria. È umile, Mattarella, ama la morigeratezza. Irrilevante che il resto dell’anno dorma in quella che fu la dimora di papi e sovrani. Questo cosa vuoi che c’entri: a Cortina è tanto, tanto umile. E col suo sguardo da dolce nonno d’Italia fa vincere le medaglie ai nostri atleti. Una meraviglia. Lascia perdere che, se davvero il conflitto tra #Russia e #Ucraina dovesse chiudersi come pare inevitabile che accada, lui e i leader di mezza #UE non sapranno dove nascondere la faccia: se è vero che si trattava di una guerra di civiltà, tra il bene e il male, tra luce e ombra, tra libertà e barbarie, come diavolo potremo raccontare al mondo che ci guarda e alla gente che lo popola di averla persa? Di essere scesi a compromessi col tiranno? Insomma, a più riprese si divertiva (insieme ad altri) a citare la Conferenza di Monaco del ’38: cosa si dirà di lui (e degli altri), che poteva scegliere tra il disonore e la guerra e alla fine ha prevalso il disonore? Questo non c’entra nulla. Oppure c’entra eccome? La mitizzazione di tali figure diventa imprescindibile: lo si fece in passato anche con #Monti, ricordate? Prima che massacrasse il Paese, lasciandolo a pezzi, mentre alcuni raccontavano (e raccontano ancora) che lo avesse salvato. Propaganda, pura e semplice: l’effetto Monti, quello Draghi, quello Mattarella. Un modo puerile di nascondere ciò che tutti vedono: un immane fallimento politico e una montagna d'ipocrisia. Fortuna che certe fregnacce la gente non se le beve più. Rispetterei il lavoro dei nostri splendidi atleti: trasudano tutto tranne che ipocrisia. Loro. Un’ultima cosa, un sassolino: apprezzo che vi sia qualcuno — pochissimi, a mio avviso virtuosissimi — che abbia effettivamente il coraggio di dire le cose come stanno e di denunciare certe trovate da circo. Insomma, mi piace che si sottraggano alla mitomania che descrive Mattarella e Draghi come infallibili, più del Papa. Tuttavia, se sostituiamo un mito con un altro e una certa infallibilità la attribuiamo a qualcun altro, siamo punto e a capo. Liberi vuol dire liberi: anche da se stessi. E ci siamo capiti.

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Pubblicato 11 feb

https://x.com/i/status/2021507523484737996 LA COERENZA DELLA CADREGA Ragazzi, però cerchiamo di essere un minimo seri. Non dico tanto: un minimo. Che il problema numero uno di #Vannacci sia la classe dirigente l’ho scritto dal primo momento. E si vede sempre di più. Sul decreto armi a #Kiev parlano di coerenza. Sia chiaro: io non manderei più nemmeno una cerbottana a #Zelensky e non lo avrei fatto fin dall’inizio. #Calenda dice che gli ucraini combattono per noi: mi domando come si concili l’idea di un’#Ucraina che combatte per l’Europa con il sabotaggio del #NordStream. Ma è Calenda: la mia stella (s)polare. Aspetto che parli per capire dov’è il torto. Ma siamo sicuri che questi possano parlare di coerenza? È il tredicesimo decreto di aiuti a Kiev: che hanno fatto con gli altri dodici? Li hanno votati o no? Si può anche cambiare idea, per carità, ma in italiano “coerenza” significa un’altra cosa. Tra loro ce n’è uno che è il migliore: si è fatto eleggere in Fratelli d’Italia con un programma (firmato da Giorgia #Meloni in persona) che sosteneva, senza se e senza ma, il supporto anche militare all’Ucraina. Meloni parlava di vittoria, i giorni pari e pure quelli dispari. Costui non ha lasciato il partito quando è nata la formazione politica di Vannacci: lo ha fatto, molto prima, costretto, dopo una pistolettata partita durante un veglione di Capodanno. Coerenza? Un ciufolo. Ora, va bene tutto. Se smettiamo di mandare soldi e armi a quella gente che sfrutta il conflitto per soggiogare il popolo ucraino, io sono contento. Ma cerchiamo di essere seri: si avvicina il 2027 e capisco che il seggio sia importante. Solo, non prendeteci per il culo. Tutto qui. Grazie.

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Pubblicato 4 feb

https://x.com/SavinoBalzano/status/2019042471385215360?s=20 Oggi mi ha colpito un aspetto della vicenda #Vannacci: i commentatori di “destra” dicono esattamente le stesse cose di quelli di “sinistra”. Libero come La Repubblica: è panico. Non so quanta strada farà, perché ha un problema enorme, gigantesco: non ha una classe dirigente e rischia quindi di tirarsi dentro gentaglia impresentabile. Ma una cosa è sicura: se può provarci, se può tentare l’esperimento, è anche colpa della maggioranza di governo. Trovo un po’ tristi quelli che frignano e urlano al tradimento: siamo sicuri che sia stato lui a tradire? Per certi aspetti forse sì, ma politicamente Giorgia #Meloni ha molto da rimproverarsi: aveva promesso di mettere in riga l’Ue e la finanza internazionale. Oggi sembra una scolaretta, in prima fila, nella classe di Ursula #VonDerLeyen. Lo stesso vale per la Lega di hashtag#Salvini, che continua a votare i pacchetti di sostegno all’#Ucraina. Una cosa è maledettamente sicura: se avessero mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale, Vannacci non si sarebbe mosso di un millimetro, perché lo spazio per tentare l’impresa semplicemente non sarebbe esistito. Oggi, ospite di #Calibro9, con Francesco Borgonovo su Radio Cusano Campus.

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Pubblicato 26 gen

https://x.com/SavinoBalzano/status/2015741983218626865?s=20 La levata di scudi in difesa di #Barbero, a me, fa ridere. Per me #AlessandroBarbero è un mito assoluto, totale. Da sempre ascolto le sue lezioni: il suo approccio alla divulgazione storica è fenomenale, è un fuoriclasse in ciò che fa, oltre a essere un uomo cortese e molto gentile. A lungo mi sono vantato di aver pubblicato un libro con il suo stesso editore, Laterza, e fu uno dei pochissimi a mandarmi un’email di ringraziamento quando gliene inviai una copia. Siamo circondati da cafoni che peraltro hanno molto meno successo di lui. Per quanto mi riguarda, Barbero può dire il cavolo che gli pare: non mi interessa il merito della questione, è un diritto costituzionale e vale per tutti. Figurarsi se non debba valere per un uomo che, comunque, sarebbe bene ascoltare. Con la stessa sincerità, peraltro, ritengo che i contenuti del suo recente video non fossero tutti pienamente convincenti: alcuni passaggi mi sono apparsi un po’ forzati. Ci sto ancora ragionando. Dopotutto, nonostante io ritenga che la magistratura in questo Paese rappresenti un problema enorme a causa delle sue dinamiche interne, non ho ancora le idee chiarissime su come voterò al #referendum. Ciò premesso, lo ripeto: la levata di scudi in difesa di Barbero, a me, fa ridere. Io posso incazzarmi, devo incazzarmi: io e quelli che da sempre scrivono certe cose. Io mi sono incazzato anche quando, soprattutto da sinistra, si provava a sbranare Alessandro Barbero — era settembre 2021 — per aver firmato (insieme ad altre centinaia di docenti universitari) un appello contro il green pass. O quando, poco dopo, qualche cretin* (asterisco perculante a dir poco inevitabile) provava a descriverlo come un fan del patriarcato, mentre cercava di ragionare sul perché le donne — con suo assoluto malgrado — non fossero riuscite ad affermarsi socialmente come gli uomini. Provava a interrogarsi sulle possibili ragioni, con un approccio del tutto scevro da condizionamenti ideologici, eppure venne assalito. Andatevi a leggere gli articoli e i commenti deliranti di quelle settimane. Io posso incazzarmi, anzi devo incazzarmi: perché l’ho fatto durante la crisi sanitaria, quando i social provavano a censurare qualsiasi narrazione difforme da quella ufficiale, da quella corroborata dai media di regime. E la stessa cosa è accaduta durante le crisi internazionali, durante la prima fase della guerra in #Ucraina in primis. È stato lo stesso #Zuckerberg ad ammetterlo candidamente: di aver preso ordini dall’amministrazione #Biden. E poi, ditemi voi se il fact checking può essere affidato a chi scriveva che i russi combattevano con le pale. Per carità, stendiamo un velo pietoso. Io posso incazzarmi, io e chi come me ha criticato con ferocia atti dell’Unione Europea come il #DigitalServicesAct, con i quali le istituzioni unionali cercano di tappare la bocca a ogni testa dissenziente. Io e chi si incazzava quando ogni voce alternativa in Europa, soprattutto se contraria alla guerra e alle logiche di riarmo, veniva bollata (e viene tuttora bollata) come eversiva e fascista. Io e chi ha denunciato le migliaia di arresti che tuttora avvengono in Paesi europei che si vantano di essere democratici e che, in realtà, non lo sono affatto. Non può certo farlo chi si accorge solo degli arresti dell’#ICE di #Trump. Insomma, trovo davvero ridicole certe reazioni. Il video del prof. Barbero è stato penalizzato dall’algoritmo di Meta, e questo è una vergogna, ma abbiamo alle spalle anni e anni di sopraffazioni e umiliazioni riservate a chiunque provasse anche solo a sollevare un dubbio su ciò che si tentava letteralmente di imporre. In tutte quelle circostanze, molti di coloro che oggi si indignano e avanzano persino interrogazioni parlamentari erano dalla parte del bavaglio, e questo non può certo essere nascosto. Squallidi ipocriti.

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Pubblicato 16 gen

https://x.com/SavinoBalzano/status/2012093395544518886?s=20 Ieri abbiamo sentito un GRANDISSIMO Vannacci. Io me ne sbatto di destra e sinistra, e dovremmo iniziare a sbattercene un po’ tutti: questo finto bipolarismo ci ha preso per il culo abbastanza, direi. Dobbiamo ascoltare le persone e giudicarle per ciò che dicono, soprattutto in una fase come questa, nella quale rischiamo praticamente tutto. Stiamo giocando a dadi con la catastrofe, stiamo facendo all-in col destino. Per intenderci. Ebbene, ha detto che l’esportazione della democrazia è un inganno; che è ipocrita guardare torvo solo i regimi che ci sono antipatici e mostrare indulgenza verso quelli con cui facciamo affari; che continuare con l’attuale strategia nel conflitto tra #Russia e #Ucraina è inutile e autolesionista; che bisogna tornare a investire risorse nel benessere dei cittadini, nella sanità, nella scuola, nella sicurezza; che è giusto non essere ottusamente supini alle logiche di coalizione. Per me, un #Vannacci impeccabile. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.

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Pubblicato 5 gen

https://x.com/i/status/2008149780719898756 C’è da ridere a crepapelle per mesi, anni: tutti quelli che farneticavano, vaneggiavano, sostenendo che non si possono imporre determinati scenari con la forza, dove sono finiti? Dove sono finiti quelli che parlavano dello Stato aggredito e di quello aggressore, quelli che ci raccontavano dello scontro tra civiltà e barbarie, dell’Occidente baluardo di democrazia e libertà? Che fine hanno fatto quelli che, in preda a certi deliri, parlavano della nuova Resistenza, dei nuovi partigiani e di altre curiosissime amenità? Quelli che ci chiedevano di scegliere tra il disonore e il coraggio, quelli che citavano a sproposito Churchill, quelli che evocavano la Conferenza di Monaco del 1938, deprecando l’appeasement di Neville Chamberlain? Ha ragione chi domanda cosa si fa adesso: sanzioni agli USA, congelamento dei loro asset, aiuti economici e militari a #Caracas? E ancora: com’era la storia di #Trump asset di #Putin? Anche questo attacco è nell’interesse della #Russia? Nessun imbarazzo su Trump: non ho mai pensato fosse il messia. Continuerò ad applaudire alle sue iniziative volte all’interruzione delle ostilità in #Ucraina, schifando quanto fatto in #Venezuela e con #Israele. La gente seria ragiona caso per caso, non fa il tifo e non si tatua sul polso un simbolo come fosse quello della squadra del cuore. Certe buffonate, lasciamole ad altri.

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Pubblicato 31 dic

https://x.com/SavinoBalzano/status/2006304880315580787?s=20 Continuano a capitarmi tra i piedi “analisi” a dir poco ridicole. Ascoltavo la direttrice di una rivista, non ricordo il nome, qualcosa come MicroMini, dire che #Trump continua a fare da portavoce a #Putin. A fare i suoi interessi, insomma, sulla falsariga dei poveracci che continuano a ripetere la storiella di un Presidente degli Stati Uniti, l’uomo più potente del mondo, al servizio del capo del Cremlino. Un suo “asset”: hanno imparato da poco quest’espressione e la ripropinano di continuo, orgogliosi. Trump è “un asset” di Putin. Orgoglioni, così li definisco: quelli orgogliosi delle proprie coglionerie. Che Trump possa essere al servizio della #Russia è semplicemente ridicolo e solo un lettore di certe testate potrebbe bersela, solo un bimbo euroscemo, un serrapiattista, uno di quelli con la bandierina dell’#Ucraina e dell’#UE nella bio del profilo. Ha imposto all’Unione Europea l’acquisto di armi statunitensi a debito, con un assurdo piano di riarmo voluto dai vertici bellicisti di questa baracca che ci vincola esternamente. Ha inoltre forzato l’aumento delle spese militari dei Paesi membri della #NATO al 5% del PIL. Ci costringe a comprare il suo gas liquido, enormemente più costoso di quello russo. Strategie, mi pare, in evidente contrasto con gli interessi di Mosca. Tutto questo dopo aver peraltro imposto i dazi sulle nostre esportazioni verso gli Stati Uniti. Non sembra un servo, direi. I servi siamo noi: noi e quelli che portano l’acqua con le orecchie a Ursula #VonDerLeyen (fingendo peraltro di essere di sinistra: la sinistrucola, in realtà, come mi piace chiamarla da sempre). Tanto è vero che alcuni di loro supplicano la Meloni di accoglierli in maggioranza al posto della Lega. Patetici. Certi opinionisti, commentatori, analisti da discount semplicemente non vogliono ammettere una cosa semplicissima: la Russia ha vinto la guerra. E l’ha vinta non perché l’Occidente ha smesso di sostenere l’Ucraina. Tutt’altro: l’ha vinta nonostante noi. Fino ad oggi, abbiamo fatto tutto quello che dicevano i fessi di guerra: armi e soldi a Kiev, economia e propaganda russofoba e chi più ne ha più ne metta. Abbiamo fatto quanto desideravano e anche di più: il risultato è quello che abbiamo adesso sotto gli occhi. Putin appare sereno e detta le condizioni; #Zelensky prega affinché l’altro muoia per intercessione della divina provvidenza in occasione del Natale. Diciamo che gli sono rimasti solo i miracoli. E, peraltro, consapevole com’è della situazione, nonostante i suoi bimbi agitati dalle nostre parti, non si lancia tra le braccia amorevoli di Kaja #Kallas: preferisce il bullo statunitense, nonostante quello lo tenga per le palle. La verità è questa e Trump semplicemente ne prende atto: la Russia ha vinto la guerra e che l’avrebbe vinta lo poteva comprendere chiunque avesse un minimo di sale in zucca fin dal primissimo momento. L’ha strapersa l’Ucraina e l’abbiamo strapersa noi, che abbiamo sbagliato tutto e abbiamo picconato la nostra economia, il potere d’acquisto delle nostre famiglie, la nostra impresa, il nostro stato sociale. L’hanno persa tutti i ciarlatani che in televisione continuavano a farneticare dei successi ucraini sul campo e dei fallimenti dei russi. Poco importa, per loro: i cialtroni nel nostro dibattito pubblico sono ben accetti. La nostra democrazia è alimentata proprio dai servi che pappagallescamente fanno da portavoce a certe narrazioni e a una specifica propaganda. Non è Trump il pupo: i pupi sono loro.

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