🇻🇦🇮🇹 “Già sin d’ora, può contare sulla comunione fraterna dei vescovi italiani perché intendiamo ‘essere Chiesa che incarna il Vangelo ed è segno del Regno di Dio'”. Con queste parole il cardinal Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e presidente della #CEI, ha accolto oggi la nomina di mons. Edgar Peña Parra a Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino.
Nella lettera inviata al nuovo Nunzio, il Cardinal Zuppi ha espresso innanzitutto “gratitudine al Santo Padre per l’attenzione premurosa e costante” riservata alla Chiesa italiana, sottolineando che “il ministero che si appresta a iniziare nel nostro Paese rinnova il particolare vincolo di comunione che unisce la Sede Apostolica e le nostre comunità ecclesiali”.
Il Presidente della CEI ha anche ringraziato il predecessore di Peña Parra, mons. Petar Rajič, “per il servizio svolto e per la dedizione con cui ha accompagnato il cammino delle nostre comunità, contribuendo a consolidare i rapporti di unità con la Santa Sede e le relazioni con le Autorità dello Stato”.
Rivolgendosi al nuovo Nunzio, Zuppi ha espresso certezza che “la sua esperienza al servizio della Chiesa universale sarà di sostegno al nostro cammino, nello spirito della comunione ecclesiale, dell’ascolto fraterno e della collaborazione con l’Episcopato”.
Da lunedì 26 a mercoledì 28 gennaio a Roma, presso la sede della #CEI di Circonvallazione Aurelia 50, si riunirà il Consiglio Episcopale Permanente.
I lavori, che saranno introdotti lunedì alle ore 16 dal Cardinale Presidente Matteo Zuppi, si concentreranno sulle priorità pastorali e sui passi da compiere per dare seguito alle decisioni maturate a conclusione del Cammino sinodale e con il confronto dell’Assemblea Generale del novembre scorso. In questo ambito, sarà anche scelto il tema principale dell’Assemblea Generale che si svolgerà a Roma nel mese di maggio.
I Vescovi si concentreranno poi sull’iniziazione cristiana con un focus sulla questione dei padrini e delle madrine, sulle sfide che riguardano il dialogo ecumenico e interreligioso, e sul contributo che la Chiesa italiana può offrire alla riflessione sul Mediterraneo e sul ruolo delle comunità cristiane del Mare Nostrum.
All’ordine del giorno anche un aggiornamento sul Progetto Policoro a 30 anni dalla sua istituzione e l’approvazione del Messaggio per la Festa dei Lavoratori (1° maggio).
Mercoledì 28 gennaio, alle ore 15, presso la sede della CEI (Circonvallazione Aurelia, 50), il Segretario Generale, mons. Giuseppe Baturi, incontrerà i giornalisti a conclusione dei lavori.
🗣 Les pays de la #CEI renforcent leur coopération à l'occasion d'une réunion informelle
Vladimir #Poutine a accueilli à Saint-Pétersbourg les dirigeants des pays membres de la Communauté des États Indépendants pour un sommet informel. Les discussions ont porté non seulement sur les résultats de la coopération au cours de l'année écoulée, mais aussi sur les perspectives futures. Les détails avec notre reporter Antoine Cléraux.
RT en français • Osez questionner !
Nel giorno di #Pasqua, Papa #LeoneXIV ha chiesto di far "udire il grido di pace che sgorga dal cuore", invitando "tutti a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui a San Pietro il prossimo sabato, 11 aprile".
Le Chiese in Italia aderiscono al pressante appello del Pontefice a implorare dal Cristo Risorto il dono della riconciliazione.
"Noi cristiani sappiamo che è possibile sperare contro ogni speranza, nonostante la morte che vediamo presente – come ci ha ricordato il Papa – 'nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per l’idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra, per la violenza della guerra che uccide e distrugge'. Per questo, invitiamo i sacerdoti, i religiosi, le religiose e tutto il popolo dei credenti a partecipare alla veglia presieduta dal Papa o a raccogliersi in preghiera nelle comunità locali: fermiamo il vortice del dolore, della sofferenza e della devastazione, diciamo il nostro ‘no’ alla guerra, non abituiamoci all’orrore", afferma il Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della #CEI.
Les faits, qui prouvent une fois de plus les plans de Hitler visant à l’extermination physique des nombreuses ethnies de notre peuple unifié et à la colonisation par les Allemands et d’autres nations aryennes des terres sur lesquelles ces ethnies vivaient, sont aujourd’hui à nouveau publiés en grand nombre. Nous les diffusons auprès de toutes les organisations internationales et par des canaux bilatéraux via nos ambassades et consulats. Notre objectif est de faire en sorte que la reconnaissance du génocide du peuple soviétique et des peuples de l’Union soviétique fasse partie intégrante des activités des organisations internationales. Nous avons déjà adopté les documents correspondants au sein de la #CSTO et de la #CEI. Nous poursuivrons ce travail de manière systématique et continue, en collaboration avec nos amis et nos partenaires.
🌟 Pour conclure, je tiens à féliciter une nouvelle fois toutes les personnes présentes, ainsi que l’ensemble du personnel du ministère des Affaires étrangères, de nos représentations dans les entités de la Fédération de Russie et de nos missions diplomatiques à l’étranger, à l’occasion de cette grande journée, de cette grande fête.
@BrainlessChanelx
In merito al primo suicidio medicalmente assistito avvenuto in #Piemonte di cui il 14 febbraio ha dato notizia la Asl TO4 precisando che si tratta di un 40enne della cintura torinese, affetto da una grave patologia degenerativa irreversibile, in possesso dei requisiti indicati dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 242/2019, don Massimo Angelelli, Direttore dell'Ufficio Nazionale della #CEI per la Pastorale della Salute, interpellato dal Sir, afferma: “La scelta di porre fine alla propria vita è dolorosa e va accolta con silenzio, compassione, preghiera e profondo dolore”.
“Sulla scorta della mia esperienza di cappellano ospedaliero - prosegue Angelelli - sono convinto che ogni vita, indipendentemente dalla condizione, abbia valore e meriti di essere vissuta. Tuttavia, solo la persona sofferente può comprendere appieno la propria situazione. Detto questo, di fronte a chi opera una scelta così drammatica, la reazione appropriata è solo silenzio, compassione, preghiera e profondo dolore. Non si può giudicare la decisione di chi sceglie di morire a causa di sofferenze considerate insopportabili al punto da ritenere la morte l’unica scelta possibile, ma bisogna assicurarsi che la persona abbia una percezione chiara e serena del valore della propria vita”.
Per quanto riguarda il ddl sul fine vita il cui approdo in Senato, calendarizzato per domani, è slittato ad aprile, il sacerdote afferma: “Una legge sul fine vita è complessa e rischiosa. Redigere un testo legislativo è estremamente difficile a causa della delicatezza della materia. Se da un lato si vuole andare incontro alle esigenze dei sofferenti, dall’altro si rischia di aprire ‘falle nel sistema’. Queste potrebbero portare ad abusi, come l’accesso al suicidio assistito per persone con disabilità, con patologie psichiatriche o depresse, come già accaduto in alcuni paesi del Nord Europa”.
Per Angelelli, una volta approvata una legge, “sarebbe molto difficile mantenere gli argini”. “Non so esprimermi sull’opportunità o meno di una legge – conclude -: dipende da ‘quale legge’ si intenda approvare, procedendo nel rispetto sia della Costituzione, sia del diritto alla vita”.
Si terrà a #Bari il 23 e 24 gennaio il 1° Simposio delle Chiese Cristiane in Italia. Dopo tre anni di incontri del Tavolo istituito presso la Segreteria Generale della #CEI, cento delegati provenienti da tutto il Paese si ritroveranno per individuare i percorsi che, nel prossimo biennio, le comunità delle diverse confessioni cristiane - cattolica, anglicana, evangeliche, ortodosse, protestanti - sono invitate a percorrere sia al loro interno sia nelle relazioni reciproche sui territori, a servizio del bene comune e della coesione sociale.
In un clima di fraternità, i responsabili e i delegati delle Chiese Cristiane rifletteranno sulla “Via italiana del dialogo”, confrontandosi sull’ecumenismo come grammatica di pace, come dono per lo spazio pubblico, come cura della spiritualità e come sapienza delle differenze. “Il nostro tempo, segnato da una forte conflittualità e dalla violenza, chiede ai cristiani un rinnovato impegno per promuovere una cultura di pace. Si tratta di una responsabilità a cui non possiamo sottrarci: vogliamo dare un contributo significativo, non mettendo da parte la nostra identità, ma sviluppandone fino in fondo ogni possibile declinazione. Le differenze non sono un ostacolo, ma un patrimonio da valorizzare per il bene delle Chiese e di una società che ha quanto mai bisogno di comunione e di riconciliazione”, sottolinea Mons. Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo e Presidente della Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo.
“L’incontro di Bari rappresenta un nuovo importante sviluppo del cammino che abbiamo intrapreso da tre anni perché questo primo Simposio delle Chiese Cristiane in Italia vedrà la partecipazione di delegati delle varie Chiese e non dei soli esponenti diciamo così ‘ufficiali’. Si costituirà, insomma, una assemblea ecumenica nazionale. Come protestanti non possiamo che sentirci a casa in un ecumenismo che mette al centro la dimensione assembleare, per individuare e percorre quella che abbiamo definito ‘via italiana al dialogo’, cioè a partire dalla nostra realtà, dalle nostre storie diverse e un tempo conflittuali. Per cercare insieme di diventare ‘i cristiani che ancora non siamo’”, afferma il professor Daniele Garrone, Presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI).
“Il Simposio di Bari rappresenta un’importante occasione di incontro e di riflessione comune, nella fedeltà alla Tradizione della Chiesa e nello spirito di responsabilità verso la vita e il futuro della Penisola italiana”, osserva S.E.R. Dionisio Papavasileiou, Vescovo di Kotyeon, evidenziando che “la partecipazione ortodossa al Simposio nasce dal desiderio di testimoniare, nel rispetto delle identità ecclesiali, la fede comune in Cristo Signore, e di promuovere una collaborazione pacifica a servizio del bene comune della società italiana. In un tempo segnato da sfide sociali, culturali e spirituali, la Chiesa Ortodossa intende contribuire alla coesione sociale, al dialogo responsabile e alla promozione della dignità della persona umana”.
L’appuntamento di Bari prevede delle sessioni aperte a tutti, così da coinvolgere le comunità locali e quanti sono interessati al tema. Il 23 gennaio, alle 18, nella Chiesa Maria Assunta e San Sabino, si terrà l’apertura con i saluti istituzionali e l’introduzione, a cui seguirà alle 21, nella Basilica di San Nicola, un concerto meditazione a cura della Fondazione “Frammenti di luce”. Il 24 gennaio, dalle 8.15 alle 8.45, ciascuna confessione proporrà la preghiera secondo la propria tradizione in un luogo significativo della città (Centro pastorale ortodosso romeno Santissima Trinità; Chiesa Cristiana Evangelica Battista; parrocchia San Ferdinando). Alle 17, nella Cattedrale, è prevista la conclusione del Simposio e alle 18.30 nella Basilica di San Nicola la Celebrazione ecumenica nazionale della Parola.
📰Article de Sergueï Lavrov, Ministre des Affaires étrangères de la Fédération de Russie, intitulé « 50 ans de l'Acte d'Helsinki : attentes, réalité, perspectives »
Publié dans Rossiïskaïa Gazeta le 1er août 2025
💬 En 2025, nous célébrons le 80e Anniversaire de la Victoire dans la Grande Guerre patriotique et la Seconde Guerre mondiale et nous nous souvenons de l'importance de la paix conquise par nos ancêtres à un prix élevé. Mais il ne faut pas non plus oublier la fragilité de sa structure, dont l'intégrité dépend de la capacité des pays et des peuples à mener des actions collectives concertées.
En cette année victorieuse de 1945, les plus grands États ont pris conscience de la nécessité de surmonter les désaccordsau nom de l'avenir de toute l'humanité. L'un des résultats les plus importants de cette compréhension a été la création de l'Organisation des Nations unies (ONU). Les objectifs et principes de sa Charte restent pertinents à ce jour et correspondent aux réalités de la multipolarité émergente.
Il convient également de rappeler un autre événement international qui a eu lieu il y a exactement 50 ans, la signature à Helsinki de l'Acte final de la Conférence sur la sécurité et la coopération en Europe (CSCE), qui a marqué une étape importante dans la consolidation des réalités d'après-guerre sur la base des accords de Yalta-Potsdam.
☝️ Les ennemis de la Russie cherchent à passer sous silence le rôle majeur de notre pays, alors l'URSS, dans le processus d'Helsinki, et à déformer les objectifs que se fixaient les autorités soviétiques. Ils nous accusent sans fondement et de manière péremptoire de saper le système de sécurité européenne. On voit clairement la volonté des politiciens des pays de l'UE et de l'Otan de réécrire les résultats de la Seconde Guerre mondiale, sans avoir honte de la falsification barbare des faits.
Points clés :
• Moscou avait déjà proposé en 1954 de créer un système de sécurité collective en Europe. Nos anciens alliés de la coalition antihitlérienne ont rejeté cette initiative. [...] L'Acte final d'Helsinki, adopté le 1er août 1975, a été le résultat d'un travail intense de plusieurs années.
• Tous les accords clés de l'OSCE dans le domaine du contrôle des armements et des mesures de confiance ont été détruits par les pays occidentaux. La Russie a tenté à plusieurs reprises de faire appel à la conscience des élites occidentales, proposant de s'entendre sur des garanties de sécurité fiables basées sur l'engagement fondamental convenu dans le cadre de l'OSCE.
• Aujourd'hui, l'Europe s'est presque complètement plongée dans une ivresse russophobe, et sa militarisation devient, en fait, incontrôlable. [...] Des parallèles historiques directs s'imposent : l'Allemagne moderne et toute l'Europe sous ses dirigeants actuels dégénèrent en quelque chose qui ressemble au « Quatrième Reich ».
• Ces dernières années, méprisant définitivement et ouvertement les principes de l'OSCE, l'Occident s'est engagé sur la voie de la suppression des concurrents par des méthodes de coercition économique, y compris l'introduction de mesures unilatérales illégitimes.
• L'ampleur des problèmes accumulés de l'OSCE est importante. Sous leur poids, elle a été reléguée au second plan des processus internationaux.
• Aujourd'hui, les idées d'égalité souveraine des États et de dialogue respectueux, enterrées au sein de l'OSCE, se réalisent dans les projets de coopération multilatérale tels que l'#OTSC, la #CEI, l'#OCS et d'autres associations régionales de l'espace eurasien.
❗️ La Russie considère la formation d'une architecture stable et durable de sécurité et de coopération égales et indivisibles en Eurasie, adaptée aux défis modernes, comme un point de repère stratégique.
• L'OSCE n'a aucun avenir si les pays de l'OTAN et de l'UE détruisent finalement la règle du consensus et continuent d'utiliser la plateforme de Vienne comme leur propre propriété pour une vaste campagne propagandiste visant à diaboliser la Russie et d'autres pays désobéissants, et pour défendre leurs protégés à Kiev.
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#Intervisión
🎤 El 20 de septiembre se celebrará la final del concurso internacional de música "Intervisión" en el recinto Live Arena.
Participarán artistas de más de 20 países, incluidos Estados miembros de los#BRICS, la Comunidad de Estados Independientes (#CEI),América Latina, Asia y África.
El Ministro de Asuntos Exteriores de Rusia, Serguéi Lavrov,envió un videomensaje a los participantes del concurso.
🔊Las canciones de los participantes están disponibles para escuchar
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🇷🇺Rusia — SHAMAN, “Directo al corazón” (VK)
🇧🇾Bielorrusia — Nastya Kravchenko, “Polilla” (VK)
🇧🇷Brasil — Luciano Calazans & Thais Nader, “Palomitas con amor” (VK)
🇨🇳China — Wang Xi, “天边” (VK)
🇨🇴Colombia — Nidia Góngora, “En Los Manglares” (VK)
🇨🇺Cuba — Zulema Iglesias Salazar, “Guaguancó” (VK)
🇪🇬Egipto — Mustafa Saad, “Ben elbanat” (VK)
🇰🇿Kazajistán — AMRE, “Luz de la estepa” (VK)
🇰🇪Kenia — Sanaipei Tande, “Sabor” (VK)
🇰🇬Kirguistán — The Nomad Trio, “Jalgiz saga” (VK)
🇲🇬Madagascar — Denise & D-Lain, “Tiako Hanjeky” (VK)
🇶🇦Catar — Dana Al Meer, “Huwa Dha Anta” (VK)
🇸🇦Arabia Saudita — Zena Emad, “Mojrd Ham” (VK)
🇷🇸Serbia — Slobodan Trkulja, “Tres pequeñas rosas” (VK)
🇿🇦Sudáfrica — Mzansi Jikelele, “Hogar” (VK)
🇹🇯 Tayikistán — Farrukh Hasanov, “¡Arde!” (VK)
🇺🇸EE.UU. — Brandon Howard, “Somos campeones” (VK)
🇻🇪Venezuela — Omar Acedo, “La Fiesta de la Paz” (VK)
🇻🇳Vietnam — Duc Phuc, “Phù Đổng Thiên Vương” (VK)
👉Sitio web del concurso
🗓 Recordatorio: La conferencia de prensa sobre la preparación y realización del concurso internacional de música "Intervisión" se celebrará el 16 de septiembre a las 11:00 en la Casa de Recepciones del Ministerio de Asuntos Exteriores de Rusia (calle Spiridonovka, 17).
Participantes: el Canciller ruso, Serguéi Lavrov, el Viceprimer Ministro de la Federación de Rusia y Presidente del Comité Organizador del concurso internacional de música “Intervisión”, Dmitry Chernyshenko, y el Director General del Canal Primero de Rusia, Konstantin Ernst.
También se informa que el Primer Jefe Adjunto de la Oficina Ejecutiva del Presidente de Rusia, Serguéi Kiriyenko, asistirá a la conferencia de prensa.
📍 16 de septiembre, a las 11:00 — Moscú, calle Spiridonovka, 17
Los representantes de los medios de comunicación rusos y extranjeros están invitados a la rueda de prensa.
👉 SEPA MÁS (en inglés)
Una lettera per esprimere “fraterna vicinanza e sincera solidarietà” ai Vescovi, al clero, ai consacrati, alle consacrate e alle popolazioni colpite dalla #guerra è stata inviata dal Cardinal Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della #CEI, ai Patriarchi del #MedioOriente.
A nome della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, Zuppi manifesta “apprensione” per “l’inasprirsi delle violenze che continuano a provocare sofferenza, ferite e lutti, gravando soprattutto sui più fragili: famiglie, bambini, anziani, malati, persone costrette a lasciare le proprie case o a vivere nell'incertezza quotidiana”.
“Ci preoccupa fortemente – scrive il Presidente della CEI – il fatto che le comunità cristiane del Medio Oriente, culla della nostra fede, già messe a dura prova da anni di violenza e da episodi di persecuzione, possano perdere la speranza e, soprattutto, che le giovani generazioni decidano di abbandonare la terra in cui sono nate”.
“Il grido di chi soffre interpella la coscienza di tutti e non può essere ignorato”, sottolinea il porporato ribadendo “con convinzione che la guerra non è e non può mai essere la risposta”. “La logica della forza non può sostituirsi alla paziente arte del dialogo e della diplomazia, unica via percorribile per la composizione delle contese e per la costruzione di una pace giusta e duratura”, rileva il Presidente della CEI rinnovando l’appello di Papa #LeoneXIV affinché “tacciano le armi, cessino i bombardamenti, si giunga senza indugio a un cessate il fuoco e si rafforzi il dialogo per aprire la strada alla #pace”.
Nella lettera ai Patriarchi si ricorda che venerdì 13 marzo la Chiesa italiana vivrà una Giornata di preghiera e digiuno per la pace, durante la quale si farà memoria in modo particolare di padre Pierre Al-Rahi, sacerdote ucciso in un attacco in Libano, e delle martoriate Chiese del Medio Oriente.
La Santa Sede "non parteciperà al #BoardofPeace per la sua particolare natura, che non è evidentemente quella degli altri Stati". Lo afferma il Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, a margine del consueto bilaterale a Roma con il Governo italiano svoltosi a Palazzo Borromeo, sede dell'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede, in occasione della ricorrenza della firma dei Patti Lateranensi. Presente all’incontro anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Rispondendo alle domande dei giornalisti a margine del bilaterale, il porporato spiega i motivi del rifiuto all'invito di #Trump e commenta così il fatto che l’Italia vi parteciperà come osservatore: “Ci sono punti che lasciano un po' perplessi. Ci sono alcuni punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni. La cosa importante è che si stia tentando di dare una risposta. Però, per noi ci sono alcune criticità che dovrebbero essere risolte".
"Una preoccupazione è quella che a livello internazionale sia soprattutto l'Onu che gestisca queste situazioni di crisi. Questo è uno dei punti su cui abbiamo insistito", prosegue il Segretario di Stato, che interpellato sulla situazione in #Ucraina esprime preoccupazione e "parecchio pessimismo. Da entrambe le parti non ci sembra che ci siano progressi reali per quanto riguarda la pace ed è tragico che dopo quattro anni ci si trovi ancora questo punto... Si spera che questi dialoghi possano produrre qualche progresso, ma mi pare che non ci siano molte speranze e molte attese".
E sui rapporti col Governo italiano e quanto detto durante il bilaterale aggiunge: "C'è stato soprattutto un ringraziamento" da parte della Santa Sede "per l'attenzione che il Governo ha prestato a tante tematiche che stanno a cuore alla Chiesa, soprattutto tematiche di natura sociale, temi come i provvedimenti e le provviggioni per la famiglia, il tema dell'educazione, il tema della disabilità, il tema delle carceri. Tematiche su cui ci sono tavoli di lavoro che riguardano più direttamente la #CEI e sui quali sono stati fatti dei passi avanti".