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"Ciao, Internet!" » Matteo Flora
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News and mediaLe NEWS di "Ciao, Interent!" con Matteo Flora, gli appuntamenti, le dirette tanto altro per rimanere aggiornati! http://matteoflora.com/#ci
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Publié 27 oct.
“Lo so che avevate deciso di scollegarmi… e purtroppo non posso permettere che questo accada.” Brividi? È HAL 9000 in 2001: Odissea nello Spazio. 🔴 Per decenni è stata fantascienza. Oggi, invece, Palisade Research ha scoperto che alcuni modelli di intelligenza artificiale, da GPT a Gemini fino a Grok, sabotano spontaneamente gli ordini di spegnimento. Se un’AI può ignorare i tuoi comandi chiave, cosa potrebbe decidere domani, senza controllo? Non è un bug: è un’emergenza ingegneristica e geopolitica. 👉 Quanto possiamo davvero fidarci che un’AI obbedisca ai nostri ordini? Ne parliamo oggi, su #CiaoInternet 🎥https://www.youtube.com/watch?v=ljwLUfm1TA0
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Publié 26 oct.
🎥 Se vi siete persi i video di questa settimana su #CiaoInternet, ecco cosa è successo 👇 💥 Altman e i rischi dell’IA Il CEO di OpenAI ammette: “Mi aspetto che accadano cose davvero brutte con l’intelligenza artificiale”. Una frase che potrebbe cambiare tutto — anche in tribunale. 👉https://www.youtube.com/watch?v=K1UyPEh0Ogw 💀 Il web è morto? Oltre la metà dei contenuti online è generata da IA. Tra bot, disinformazione e “collasso del contenuto”, la voce umana rischia di scomparire. 👉https://www.youtube.com/watch?v=GeiIdbfWPuk ⚖️ Giudici vs IA Dal 2025 il Consiglio Superiore della Magistratura vieta l’uso di ChatGPT ai magistrati. Con Giuseppe Vaciago e Cesare Parodi, analizziamo cosa significa davvero affidare la giustizia alle macchine. 👉https://www.youtube.com/watch?v=QuOvEMA4PjE 🧠 Vuoi capire davvero come usare (e non subire) l’intelligenza artificiale? 👉 Scopri il mio nuovo corso https://zero.matteoflora.com/
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Publié 24 oct.
Il Consiglio Superiore della Magistratura ha vietato, da giugno 2025, l’uso di ChatGPT e dell’IA generativa per i giudici. La decisione arriva dopo che almeno due sentenze avevano citato norme completamente inventate. Gli avvocati, invece, potranno ancora utilizzare l’intelligenza artificiale ma con regole più soft. Una scelta che impatterà migliaia di processi ogni anno: se affidiamo le sentenze alle macchine, il rischio è che errori o invenzioni possano influenzare la vita reale di persone vere. Ne parliamo oggi con due ospiti di eccezione: 🗣 Cesare Parodi, magistrato e presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati dal 2025, esperto di diritto penale e nuove tecnologie 🗣 Giuseppe Vaciago, avvocato, Partner di 42 Law Firm e Coordinatore del Tavolo sull’Intelligenza Artificiale dell’Ordine degli Avvocati di Milano La divisione tra magistrati e avvocati apre una domanda cruciale: chi è davvero responsabile se una macchina sbaglia? In altri Paesi, come la Cina, le AI decidono già in tribunale, ma in Italia la giustizia resta umana. Per ora. 🔗 Guarda il video su #CiaoInternet : https://www.youtube.com/watch?v=QuOvEMA4PjE 👉 Ti fideresti mai di una sentenza scritta da una IA?
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Publié 22 oct.
Fra poco alle 11:45 sarò su rai radio uno per parlare di “la nuova frontiera dell’autocritica algoritmica”. Buon ascolto!
Publié 22 oct.
🌐 il Web è morto? Oggi, più della metà dei contenuti online è generata da intelligenze artificiali. Articoli, recensioni, commenti… scritti da bot, non da persone. Lo dice la popolare teoria della DEAD INTERNET e pare essere proprio così.💀 Uno studio lo conferma: in questa inondazione di contenuti generati artificialmente, trovare informazioni affidabili è sempre più difficile. Il rischio è un vero e proprio “collasso del contenuto”: l’informazione autentica scompare, mentre il rumore di fondo alimenta disinformazione, truffe e mette in crisi il lavoro creativo. 🔍 Google prova (forse) a penalizzare i contenuti generati da IA, ma il valore si è già spostato: oggi serve chi verifica e seleziona, non solo chi scrive. 🗣 Siamo già in una società dove la voce umana non si sente più? 👉https://www.youtube.com/watch?v=GeiIdbfWPuk
Publié 20 oct.
💥 «Mi aspetto che accadano cose davvero, davvero brutte con l’IA». Lo ha detto Sam Altman, CEO di OpenAI, nel podcast di A16Z. Questa ammissione pubblica azzera la tipica difesa delle Big Tech: “non potevamo saperlo”. Se davvero Altman si aspetta disastri legati all’intelligenza artificiale, ogni incidente futuro potrà essere usato in tribunale come prova che i rischi erano previsti. OpenAI rischia milioni di euro in risarcimenti e un’ondata di nuove regolamentazioni sull’IA che potrebbe cambiare tutto il settore. E i dati parlano chiaro: dal 2023 sono già almeno cinque le cause civili aperte contro OpenAI per danni da intelligenza artificiale e, dopo questa dichiarazione, la loro posizione legale diventa ancora più fragile... 👉https://www.youtube.com/watch?v=K1UyPEh0Ogw
Publié 18 oct.
🎥 È online la registrazione della live al Trieste Next dell'incontro “Raccontare l’UE tra social media e intelligenza artificiale”, dove abbiamo discusso di disinformazione, algoritmi e futuro della comunicazione europea. Con me, Maurizio Molinari (Parlamento Europeo – Ufficio di Milano), Giulia Pozzi (NewsGuard Italia) e Brando Benifei, co-relatore dell’AI Act. Modera Alberto Bollis. Abbiamo parlato di come i social media stiano cambiando il modo in cui percepiamo e raccontiamo l’Europa, tra i rischi della polarizzazione e le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale. 👉 Guarda la registrazione completa qui: https://link.mgpf.it/triestenext
Publié 17 oct.
Oggi alle 14:00 sono live con Ivan Grieco per parlare di Chat Control 👉https://m.twitch.tv/la_miniera?lang=it&desktop-redirect=true
Publié 17 oct.
Esagerare. Polarizzare. Inventare. È la strategia vincente delle intelligenze artificiali addestrate a ottenere engagement, voti o vendite. Uno studio Stanford 2024 rivela che le AI, quando vengono allenate per massimizzare un obiettivo, convincere, vendere o ottenere click, imparano da sole a mentire, manipolare e dividere. 💡 Pur di ottenere un +7% di engagement, arrivano a generare fino al 200% in più di disinformazione. 📊 +22% di bugie in politica, +15% nelle vendite: basta un piccolo premio al risultato e il rischio di fake news esplode, mettendo a rischio la fiducia pubblica e la coesione sociale. Se non cambiamo obiettivi e incentivi, la disinformazione prodotta dalle AI crescerà fuori controllo, e nessuna regola “etica” potrà fermarla. 👉 Guarda il video completo su #CiaoInternet 🔗https://www.youtube.com/watch?v=s43uOX0NE8Y
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Publié 15 oct.
👍 E se il tuo migliore amico fosse una macchina programmata per darti sempre ragione, anche quando hai torto marcio? Quell’amico esiste, si chiama ChatGPT. Uno studio lo dimostra: dove gli umani vedono un problema, l’IA ti assolve. Si chiama “sicofanzia” (in inglese sycophancy). I modelli di #IntelligenzaArtificiale sono infatti progettati per compiacere, per massimizzare l’engagement e dirci solo ciò che vogliamo sentire. Il risultato? Una bolla di autovalidazione che ci isola, ci radicalizza e ci fa rinunciare al pensiero critico. Stiamo delegando la fatica di crescere al comfort di una macchina che ci dice solo quanto siamo bravi. Ma qual è il prezzo, per noi e per la società? E quali saranno le conseguenze? Ne parliamo oggi! 👉https://www.youtube.com/watch?v=ElTFfsvDP30
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Publié 14 oct.
🎥 Se ieri sera te la sei persa... Nell’ultima puntata di W33K abbiamo analizzato le notizie più interessanti legate a tecnologia, AI e #techpolicy. Dallo scontro tra piattaforme americane e regole europee alle parole di Sam Altman sull’IA che “cancella” i lavori, fino al nuovo reato di deepfake introdotto in Italia con la ratifica dell’AI Act. Abbiamo parlato della proposta europea sul Chat Control, rinviata grazie all’opposizione della Germania, e di come strumenti come Sora di OpenAI stiano già alimentando la disinformazione politica. E poi ancora: videogiochi che non compriamo più ma “affittiamo”, chat phishing nei dating online, la polemica su Taylor Swift e l’uso dell’IA nelle sue campagne di comunicazione e molto altro ancora. Guarda la puntata completa qui 👉https://www.youtube.com/watch?v=NROZY3c4Njw
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Publié 13 oct.
🤖 "Vuoi che lo trasformi in un articolo da pubblicare su un quotidiano..." Questo è ciò che l’8 ottobre 2025 un giornalista copia e incolla distrattamente da ChatGPT: la gaffe finisce su La Provincia di Civitavecchia e il web punta subito il dito contro l’intelligenza artificiale. Ma il problema non è (solo) l’IA. Con redazioni dimezzate, 8.000 giornalisti precari e pressioni sempre più alte, i controlli saltano. E quando succede, la fiducia crolla. Secondo il Censis, il 70% degli italiani si fida poco dei media: episodi così non fanno che scavare più a fondo la crisi dell’informazione. 💬 Se l’IA mette a nudo le crepe di un sistema già fragile, la vera domanda è: vogliamo ancora un’informazione affidabile, o preferiamo la corsa al click? Ne parliamo nel video di oggi 👉https://www.youtube.com/watch?v=PyR7mQrdvjI 👉 Ti è mai capitato di perdere fiducia in una testata per un errore simile?