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Publié 2 oct.

"È un reato a basso costo: bastano una chat e qualche immagine preregistrata. È a basso rischio, perché chi lo commette si trova spesso in Paesi lontani, difficili da raggiungere per le nostre forze dell’ordine. Ed è ad alto rendimento, perché le persone pagano” La sextortion cresce in Italia e nel mondo, trasformandosi in una delle forme di crimine digitale più diffuse. Nell’inchiesta di Silvia Martelli su Il Sole 24 Ore racconto come funziona questa estorsione che sfrutta tecnologia, vergogna e isolamento sociale. Oltre a Permesso Negato anche Meta è in campo per il contrasto alla diffusione di immagini intime non consensuali (NCII) con strumenti come StopNCII e Take It Down, che bloccano la diffusione cross-piattaforma di contenuti sensibili. 👉 Leggi l'articolo completo su Il Sole 24 Ore: https://link.mgpf.it/iX9Z

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🔴 ChatGPT ora TI DENUNCIA 🔴 Immagina di confidarti con qualcuno. Scrivi i tuoi pensieri più reconditi… e quel qualcuno, senza preavviso, chiama la polizia. Quel qualcuno è ChatGPT. Non è fantascienza: OpenAI ha confermato che le conversazioni considerate “pericolose” possono essere inoltrate alle autorità. Il problema? Nessuno sa dove sia il limite. Nessuno sa cosa faccia scattare l’allarme. La tua chat privata può smettere di essere tale, se parli di temi sensibili o anche solo stai scrivendo un thriller, rischi che il tuo assistente digitale diventi un informatore. E basta una sola chat “sbagliata” per far scattare controlli reali: nessuna privacy garantita, rischio di errori concreti e sorveglianza privata ai massimi livelli. 🤔 Ti fidi ancora a confidarti con un’IA? Quanto sei disposto a sacrificare la tua privacy per un presunto “bene superiore”? Ne parliamo oggi in questa nuova puntata di #ciaointernet 🎥https://www.youtube.com/watch?v=yrsEMQ3wx50

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Publié 30 sept.

🛡️ “Non è mai colpa tua” Oggi a Milano, come Permesso Negato, abbiamo presentato il progetto “Prevent Sextortion”, realizzato in collaborazione con Meta e AssoInfluencer, che ha visto la nascita della guida pratica per prevenire la sextortion realizzata da PermessoNegato. La sextortion è una forma di violenza che utilizza immagini intime, spesso rubate o ottenute con l’inganno, per ricattare, umiliare o controllare le persone. Può accadere a chiunque: per questo è essenziale ribadire con molta chiarezza che la vittima non è mai colpevole. Con la nostra guida mettiamo a disposizione strumenti concreti per riconoscere i segnali, proteggersi online e chiedere aiuto quando necessario. Più informazione e supporto signifcano meno spazio per chi sfrutta la paura e il silenzio. Se sei coinvolto/a o hai bisogno di supporto, rivolgiti ai nostri canali: non sei solo/a.

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Publié 29 sept.

🍪 Addio ai cookie banner dal 2025 in Unione Europea? Forse sì, ma con un enorme rischio: il consenso diventa un click nascosto nelle impostazioni, mentre continuerà il tracciamento dei big del web. Secondo la Commissione Europea questa mossa dovrebbe alleggerire del 25% il peso normativo, ma il consenso informato rischia di trasformarsi in una formalità. Se passa, potremmo non dover più cliccare nulla… e intanto i nostri dati personali finiranno nei data center delle Big Tech, pronti per essere venduti e sfruttati senza un reale permesso. Vale davvero la pena scambiare meno fastidi per meno libertà digitale e meno controllo sui dati personali? 👉 Meglio la semplificazione o la trasparenza sui dati? Ne parliamo oggi, su Ciao Internet! 🎥https://www.youtube.com/watch?v=tDRlipjE2W0

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Publié 28 sept.

📺 I video della settimana che potreste esservi persi: tra AI che usa i nostri dati, manipolazione algoritmica e Big Tech che agiscono da Stati sovrani 👇 🔗 LinkedIn usa i tuoi dati per addestrare l’AI – dal 3 novembre, senza consenso esplicito 👉https://www.youtube.com/watch?v=25btm23lsRU 🌍♻️ Benvenuti nello Slopocene – l’era della spazzatura AI 👉https://www.youtube.com/watch?v=C77lmCTHsgs 🔒 Microsoft blocca lo spionaggio israeliano – Big Tech più potenti degli Stati 👉https://www.youtube.com/watch?v=n8q8V7Fk0JU 🎙 BONUS – A Le Iene con Stefano Zanero sul Chat Control: protezione dei minori o sorveglianza di massa? 👉https://link.mgpf.it/iIe3

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Publié 27 sept.

In meno di 2 anni, l'informazione affronterà un calo drastico di ricavi e autorevolezza a causa dell'IA Se le IA chiudono il rubinetto del traffico e confondono le fonti, cosa resta al giornalismo? La risposta non è la quantità, ma il 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐟𝐢𝐥𝐭𝐫𝐨: in un mondo di information overload, il giornale deve aiutare il lettore a distribuire la sua attenzione e il giornalista è il professionista di cui il lettore si fida, come dimostra il successo di podcast, newsletter e prodotti verticali È la competenza che salverà il settore ma 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝟐 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 La mia intervista con Emanuele Capone per Il Secolo XIX ⬇️ https://link.mgpf.it/iP_5

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La decisione di Microsoft di chiudere l’accesso al cloud all’Unità 8200 israeliana non è solo una notizia di tecnologia, ma un caso da manuale di geopolitica aziendale. Un’inchiesta giornalistica ha scatenato un effetto domino che mostra come le policy di una corporation possano incidere più di una risoluzione ONU. È il segno che i colossi tecnologici non sono più fornitori neutrali, ma attori sovrani, costretti a scegliere posizioni che possono alterare equilibri globali. Ne ho scritto nella mia rubrica #TechPolicy su StartupItalia: 👉https://link.mgpf.it/iP6F

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🔒 Microsoft blocca lo spionaggio israeliano Microsoft ha staccato la spina alla più potente unità di intelligence israeliana, la Unit 8200. Il motivo? Un'inchiesta ha svelato la sorveglianza di massa su milioni di telefonate di civili palestinesi. Ma non si tratta di una semplice scelta etica: è una lezione su come le Big Tech agiscano solo quando il costo reputazionale supera il profitto, costrette dalla pressione del giornalismo investigativo. 🌍 Oggi le policy aziendali hanno un peso geopolitico enorme, molto più delle risoluzioni ONU. Abbiamo davvero consegnato le chiavi del mondo a corporation che si muovono come Stati sovrani. 👉 Chi scrive davvero le regole del gioco? Ne parliamo oggi, su #ciaointernet 🎥https://www.youtube.com/watch?v=n8q8V7Fk0JU

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Publié 25 sept.

L’AI non sostituirà tutto: cambierà solo i pezzi giusti, diventando un nuovo collega. HR e IT? Stanno iniziando a fondersi, gestendo una forza lavoro sempre più ibrida e digitale. "La rivoluzione non è in arrivo - è già qui. Chi si adatta ora guadagna un vantaggio competitivo che durerà anni. Gli altri? Beh, ricorda come è finita per i dinosauri." Leggi il mio contributo per Jointly : https://link.mgpf.it/iMj3

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🌍♻️ Benvenuti nello #Slopocene: l’era della spazzatura AI. Dal 2024 distinguere un’immagine creata dall’AI è diventato quasi impossibile: non più evidenti mani con 7 dita, solo dettagli invisibili. E entro il 2026, si stima che oltre il 90% dei contenuti digitali sarà generato o filtrato dall’intelligenza artificiale. Se ci limitiamo ad accettare la patina perfetta delle AI, rischiamo di diventare consumatori passivi, incapaci di mettere in discussione le decisioni tecnologiche che plasmano ogni giorno la nostra vita. E meno trasparenza significa più manipolazione. 👉 Solo chi sa cercare gli errori, rompere i sistemi e riconoscerne i limiti può davvero mantenere controllo e pensiero critico. Ne parliamo oggi, su #CiaoInternet 🎥https://www.youtube.com/watch?v=C77lmCTHsgs E tu? Vuoi un’AI impeccabile ma opaca… o una da esplorare nei suoi difetti?

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Publié 22 sept.

Ieri sera a Le Iene, insieme a Stefano Zanero, ho parlato di Chat Control, la proposta europea pensata per combattere la pedopornografia online. Il servizio, realizzato da Max Andreetta, ha spiegato in modo chiaro i possibili scenari di questa misura: un regolamento che mira a proteggere i minori, ma che suscita molte perplessità sui metodi utilizzati. L’obiettivo è sacrosanto: proteggere i più vulnerabili da abusi è fondamentale. Ma il modo in cui si vorrebbe farlo rischia di trasformarsi in una sorveglianza di massa che riguarda tutti noi. Significa che ogni nostro messaggio, foto o video potrebbe essere analizzato da un algoritmo, con un margine di errore altissimo. Immagini innocue potrebbero finire segnalate e, alla fine, un revisore umano potrebbe vedere contenuti assolutamente privati. Proteggere i minori va fatto con determinazione, ma senza dimenticare che la privacy e la libertà di comunicazione di centinaia di milioni di cittadini europei devono essere difese con la stessa forza. Guarda il servizio completo: https://link.mgpf.it/iIe3

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Dal 3 novembre 2025, LinkedIn utilizzerà automaticamente i dati dei profili per addestrare le proprie intelligenze artificiali. Post, contatti, informazioni personali: tutto potrà essere raccolto nei sistemi di Microsoft e delle aziende affiliate. E senza alcuna richiesta di consenso esplicito. Chi non disattiva l’opzione rischia di diventare un “allenatore gratuito” e di perdere il controllo delle informazioni più sensibili. Oltre il 90% degli utenti non modifica mai le impostazioni... e il silenzio vale come consenso! Ne parliamo oggi, in questa nuova puntata di #CiaoInternet 🎥https://www.youtube.com/watch?v=25btm23lsRU 👉 Avete già rimosso il flag nelle impostazioni? Cosa ne pensate di questo “prelievo forzoso” di dati?

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