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"Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola" Info e richieste @pernondimenticarebot 👣@disagioinunclick Membro di: @networklamusa

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Pubblicato 6 lug

https://youtu.be/XhZ8t-9QpBo

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Pubblicato 6 lug

“Lo so... lo so che per voi la mafia vi sembra un onda inarrestabile...ma la mafia si può fermare...e insieme la fermeremo!!!” Pio La Torre

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Pubblicato 5 lug

https://youtu.be/AloolSP4cK8

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Pubblicato 5 lug

"Sono trascorsi tredici anni, da quel maledettissimo giorno, tredici lunghissimi anni. Eppure sento ancora sibilare nell’aria la voce che mi annunciava l’uccisione di mio padre Federico. Provo le stesse emozioni, lo stesso dolore. Per un figlio, una madre, un padre, uccisi per mano criminale, il tempo sembra fermarsi, come se una forza a noi ignota ci obbliga a tornare indietro, in un rewind esistenziale, in cui la nostra anima si scontra con la cruda realtà. Mio padre lottava con perfetta coscienza che la camorra lo avrebbe un giorno ucciso, non poteva ignorare e non ignorava, l’estremo pericolo che correva. Eppure non è fuggito. E’ stato ucciso sognando un Paese senza soprusi, lottando e insegnando il coraggio a tanti vigliacchi che subiscono in silenzio pensando assuefatti che nulla possa mai cambiare. E' morto difendendo i diritti dei calpestati, di chi troppo spesso non ha voce. Mi chiedo come sia possibile dopo centinaia di tragedie ignorare il male che ancora oggi incombe sulle nostre terre, un male chiamato Gomorra, che affama, mortifica, denuda. Il sistema criminale si alimenta e prolifera dove c’è la fame, la disperazione della povera gente, lasciata sola da uno Stato che non offre nulla se non rassegnazione e disarmando il nostro Paese dalle armi più potenti che esistano, lavoro e cultura. È solo attraverso il lavoro e la cultura che possiamo sconfiggere il cancro che ci attanaglia, costruendo insieme un futuro di speranza, amore e generazioni arcobaleno, fatto di legalità, giustizia sociale, uguaglianza. Gli stessi familiari delle vittime innocenti di camorra, nel doloroso iter burocratico, sono costretti a subire l’umiliazione di chiedere un lavoro per andare avanti, quando tale è diritto costituzionale, ancor di più per i familiari di chi è stato assassinato per il suo coraggio e il suo impegno a favore della legalità. Lo Stato non può essere spettatore di questo scempio, lo Stato ha il dovere morale di essere protagonista. A volte mi vien voglia di gettare la spugna, poi però penso che tradirei me stesso e il sacrifico di mio padre, di Mario Diana, di Domenico Noviello, di Gennaro De Angelis, che fino al loro ultimo respiro non hanno abbassato la testa, davanti al potere criminale. Penso ad Antonio e Nicola, che seguendo l’esempio di loro padre, donano ogni giorno lavoro a centinaia di operai. Concludo dicendo che il “futuro ha un cuore antico” e se tutti intraprendessimo le strade percorse già da altri uomini, uomini che hanno lascito una propria orma nella storia, non sbaglieremmo direzione. La sfida è assai ardua, ma è la sola che possa restituire prospettive di futuro e di dignità ai giovani della nostra terra" Gennaro Del Prete, figlio di Federico Del Prete, sindacalista dei venditori ambulanti ucciso il 18 febbraio 2002 a Casal di Principe per aver denunciato il racket imposto dalla camorra sui mercati delle province di Napoli e Caserta

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Pubblicato 5 lug

https://youtu.be/_Issxnac46k

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Pubblicato 5 lug

10 giugno 1985 - "Potrebbe cambiare la geografia della camorra dopo l'arresto del super latitante Valentino Gionta. Già da tempo, negli ambienti della mala organizzata e nello stesso clan dei Valentini di Torre Annunziata si temeva che il boss venisse «scaricato», ucciso o arrestato. Il boss della Nuova famiglia che era riuscito a creare un vero e proprio impero della camorra nell'area vesuviana, è stato trasferito al carcere di Poggioreale subito dopo la cattura a Marano l'altro pomeriggio. Verrà interrogato da più magistrati in relazione ai diversi ordini e mandati di cattura che ha accumulato in questi anni. I maggiori interrogativi dovranno essere chiariti, però, dal giudice Guglielmo Palmeri, che si sta occupando dei retroscena della strage di Sant'Alessandro. Dopo il 26 agosto dell'anno scorso il boss di Torre Annunziata era diventato un personaggio scomodo. La sua cattura potrebbe essere il prezzo pagato dagli stessi Nuvoletta per mettere fine alla guerra con l'altro clan di «Nuova famiglia», i Bardellino. I carabinieri erano da tempo sulle tracce del super latitante che proprio nella zona di Marano, area d'influenza dei Nuvoletta, aveva creduto di trovare rifugio. Ma il boss di Torre Annunziata, negli ultimi anni, aveva voluto «strafare»." Questo è l'incipit dell'articolo scritto da Giancarlo Siani, in seguito al quale fu decisa la morte del giornalista

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Pubblicato 4 lug

https://youtu.be/21ubtNFtOus

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Pubblicato 4 lug

"Parlare ai giovani, alla gente, raccontare chi sono e come si arricchiscono i mafiosi fa parte dei doveri di un giudice. Senza una nuova coscienza, noi, da soli, non ce la faremo mai." Rocco Chinnici

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Pubblicato 4 lug

https://youtu.be/r6uGt242EYY

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Pubblicato 4 lug

Guardi, io ricordo ciò che mi disse Ninni Cassarà allorché ci stavamo recando assieme sul luogo dove era stato ucciso il dottor Montana alla fine del luglio del 1985, credo. Mi disse: "Convinciamoci che siamo dei cadaveri che camminano" Paolo Borsellino

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Pubblicato 3 lug

https://youtu.be/rWNmT-SCiQ8

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Pubblicato 3 lug

"Non c'è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciare." Don Giuseppe Diana

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