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Politica

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Pubblicato 20 gen

#Trump: Non lasciatevi convincere sul fatto che la Norvegia non abbia voce in capitolo (sull'assegnazione del Nobel per la Pace, ndr). Il premio lo assegnano in Norvegia, é la Norvegia che decide.

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Pubblicato 20 gen

E sempre a proposito di questo primo anniversario di Amministrazione Trump, ne ho parlato con Marco Furlan e Giuditta Pini in questa puntata speciale dello StraTG, la rassegna stampa di Strategy Design. https://open.spotify.com/episode/6C8G3rzCw2XvJ7M08gP6dz?si=rI9-kMBBQB6vSV4q1f7TRA

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Pubblicato 20 gen

#Danimarca: Il Segretario di al Tesoro Scott Bessent: Calmatevi, fate un respiro profondo e non fate ritorsioni

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Pubblicato 20 gen

#Danimarca: In una serie di post su Truth Social, Donald Trump è tornato a parlare della Groenlandia riaffermando, ancora una volta, la necessità di prendere il controllo del territorio. Nel primo post, Trump ha dichiarato di aver avuto un colloquio telefonico con il Segretario Generale della NATO Mark Rutte, accettando l’invito a un incontro a margine durante il meeting economico di Davos, ma reiterando la posizione statunitense: “La Groenlandia è fondamentale per la sicurezza nazionale e mondiale. È un punto di non ritorno e tutti concordano”. La narrazione statunitense cambia frame: non più la sicurezza degli Stati Uniti, ma la sicurezza di tutto il mondo, elevando il proprio Paese a una sorta di poliziotto. Lo dice poco dopo: “Siamo l’unica POTENZA che può assicurare la PACE in tutto il Mondo”. Retoricamente, dunque, gli Stati Uniti assumono quel ruolo che il movimento MAGA ha sempre criticato, utilizzando con disprezzo l’etichetta di “globalismo”. Si tratta, più probabilmente, di una posizione volta a trovare legittimità nelle mire territoriali e imperiali di una Dottrina Monroe "sotto steroidi". Se la dottrina originale prevedeva che le potenze europee potessero mantenere i domini esistenti nel continente, la versione di Trump mira a respingere qualsiasi residuo del passato internazionalista per un controllo politico totale. A questo punto viene spontaneo pensare che il Canada possa essere tra gli obiettivi del prossimo futuro. Trump se la prende poi con il Regno Unito, chiamato sarcasticamente “alleato ‘brillante’” per aver siglato un accordo di trasferimento dell’isola di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, alle Mauritius. L’isola ospita una base militare statunitense e inglese che potrà continuare a operare sul territorio. “Non ci sono dubbi che Cina e Russia abbiano notato questo atto di totale debolezza. Queste sono potenze internazionali che riconoscono solo la FORZA”, scrive Trump, che in modo non sorprendente lega la questione territoriale a quella della Groenlandia: “È un atto di GRANDE STUPIDITÀ dare via un territorio estremamente importante ed è un’altra ragione da aggiungere alla lunga lista di ragioni della National Security per cui la Groenlandia dev’essere acquistata”. Trump ha poi pubblicato degli screenshot di un messaggio privato inviatogli dal Presidente francese Emmanuel Macron, che si dice d’accordo a collaborare sulla Siria e sull’Iran ma aggiunge: “Non capisco cosa tu voglia fare sulla Groenlandia”. A tal proposito, Macron si è detto disponibile a organizzare un vertice G7 a Davos, con la partecipazione di danesi, russi e ucraini – una vera novità, considerando che i russi sono stati espulsi dal G7 – e una cena di lavoro franco-statunitense a Parigi. Trump ha pubblicato lo screenshot probabilmente come ritorsione per il rifiuto francese di entrare nel Board of Peace di Gaza e starebbe pensando di imporre dazi del 200% sullo champagne francese. Trump ha anche pubblicato lo screenshot di un messaggio inviatogli da Rutte in cui il Segretario promette di evidenziare i successi di Trump in Siria, Gaza e Ucraina e di volersi impegnare “per trovare una soluzione al tema della Groenlandia.”

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Pubblicato 20 gen

White House Watch pinned «Per alcuni è passato solo un anno, per altri è passato già un anni. Oggi è il 20 gennaio, anniversario del ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. https://open.spotify.com/episode/1D0EcMx2LS9yP2jy3Dm29i?si=iMVHwTIpQAyNoH9RSaoGmA Abbiamo raccontato questi…»

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Pubblicato 20 gen

Per alcuni è passato solo un anno, per altri è passato già un anni. Oggi è il 20 gennaio, anniversario del ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. https://open.spotify.com/episode/1D0EcMx2LS9yP2jy3Dm29i?si=iMVHwTIpQAyNoH9RSaoGmA Abbiamo raccontato questi 12 mesi qui, in una puntata speciale di Caffè Americano.

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Pubblicato 19 gen

Per chi volesse recuperare i vecchi episodi, trova qui il podcast: https://open.spotify.com/show/11FDUEBvPcRcrjnZyuz5Lu?si=a6e-Z2QjQVK0lAvLmmjCXw

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Pubblicato 19 gen

In occasione del primo anniversario di Presidenza Trump, domattina puntata speciale di Caffè Americano, il podcast con cui nel 2024 abbiamo seguito la campagna elettorale per le presidenziali.

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Pubblicato 19 gen

#Palestina: La Francia ha ricevuto l'invito di partecipare al Board of Peace ma in questo senso sembra essere propensa a rifiutare, in quanto il framework dell'accordo di pace minerebbe la struttura e il funzionamento delle Nazioni Unite.

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Pubblicato 19 gen

#Palestina: Donald Trump ha invitato Vladimir Putin ad entrare nel Board of Peace della Striscia di Gaza secondo quanto afferma il Cremlino. Prima di esprimersi, però, il Governo russo sarebbe interessato ad avere maggiori dettagli.

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Pubblicato 19 gen

#Minnesota: Il Dipartimento della Guerra ha messo in stato d'allerta 1.500 militari, addestrati per operare in contesti artici, per un potenziale dispiegamento in Minnesota. L'Amministrazione Trump sta vagliando l'invocazione dell'Insurrection Act per mettere fine alle manifestazioni che da giorni sono in corso a Minneapolis dopo l'uccisione di Renée Good per mano di un agente dell'ICE, anche se nella giornata di venerdì Trump è sembrato intenzionato a prendere tempo. Il Pentagono ha però chiarito che la messa in stato d'allerta è necessaria "per essere sempre pronti a eseguire gli ordini impartiti dal Comandante in Capo", una posizione che la Casa Bianca ha ribadito: "È normale per il Dipartimento della Difesa prepararsi per ogni decisione che il Presidente voglia o non voglia prendere". I due battaglioni in questione, appartenenti alla 11ª Divisione Airborne, sarebbero supportati da altre unità provenienti dal resto degli Stati Uniti. Questi soldati non hanno l'addestramento necessario per gestire le manifestazioni, ma sono abituati a operare col freddo in quanto la loro base è in Alaska. Il Sindaco di Minneapolis Jacob Frey (D) si è espresso contro l'ipotesi, definendola "uno sviluppo scioccante" e riconoscendo come il crimine sia in calo: "Non abbiamo bisogno di altri agenti federali per mantenere al sicuro le persone". Anzi, secondo il Sindaco, le proteste sarebbero una risposta a centinaia di agenti dell'ICE che fermano le persone per strada chiedendo prove della loro cittadinanza.

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