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Tag: #europa · 7 post
Pubblicato 24 feb
#Europa: Il Parlamento Europeo ha deciso di sospendere la ratifica del trattato commerciale con gli Stati Uniti dopo la decisione di Donald Trump di alzare del 15% i dazi globali a seguito della sentenza della Corte Suprema. Secondo i parlamentari, la decisione di Trump di imporre i dazi è una violazione degli accordi commerciali raggiunti con l'Unione e che si aggiungerebbero a quelli già attualmente previsti dall'accordo. Tuttavia, nel patto tra UE e USA era stato chiaramente scritto che non ci sarebbero stati beni con dazi superiori al 15%. La Commissione sul Commercio Internazionale avrebbe dovuto votare oggi dopo aver raggiunto una serie di compromessi con gli Stati Uniti, tra cui uno riguardante il materiale contenente acciaio e un altro riguardante la sospensione automatica dell'accordo nel caso in cui Trump minacciasse la sovranità territoriale dei Paesi UE.
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Pubblicato 20 feb
#Difesa, #Europa: Abbiamo sempre saputo che l'Amministrazione Trump voleva che i Paesi europei spendessero di più in difesa e che fossero capaci di difendersi. Ora, però, abbiamo la conferma che queste spese aggiuntive e queste capacità difensive devono concretizzarsi acquistando armi statunitensi. Infatti, Washington ha minacciato ritorsioni nel caso in cui l'Unione Europea dovesse decidere di favorire i produttori bellici europei invece di quelli statunitensi. Il Dipartimento della Guerra ha avvertito che precludere alle imprese USA il mercato europeo comporterà una risposta reciproca. All'inizio di febbraio, nel quadro di una richiesta di feedback rivolta dalla Commissione Europea ai Paesi membri e alle industrie del settore, i Dipartimenti di Stato e della Guerra avevano sottolineato l'importanza di "non indebolire la base industriale difensiva, minacciando la nostra capacità collettiva di fornire equipaggiamento per i nostri militari o ponendo rischi per i nostri benefici economici condivisi. Per questo, gli Stati Uniti si oppongono fermamente a ogni cambiamento alla Direttiva che limiterebbe la capacità delle industrie statunitensi di supportare o partecipare al rifornimento della difesa nazionale degli Stati membri". Dopo aver imposto dazi in tutto il mondo, dopo aver dichiaratamente preso a modello William McKinley (uno dei Presidenti più protezionisti), ora gli Stati Uniti si ritrovano a condannare questa stessa postura: "Politiche protezioniste ed escludenti che estromettono le aziende americane dal mercato, quando le principali imprese europee continuano a beneficiare dell'accesso al mercato negli Stati Uniti, sono un corso d'azione sbagliato". Una pressione che è avvenuta anche dal vivo: il Vicesegretario di Stato Christopher Landau, in una riunione a porte chiuse, ha criticato duramente i Paesi europei della NATO per aver pensato di avvantaggiare le proprie industrie belliche rispetto a quelle statunitensi. La Commissione Europea dovrebbe presentare nel terzo trimestre una versione aggiornata della direttiva sull'approvvigionamento emessa inizialmente nel 2009. Il principale aggiornamento dovrebbe riguardare appunto il Buy European, un programma volto a favorire le imprese europee. La posizione non è condivisa all'unanimità; infatti, il Primo Ministro svedese Ulf Kristersson si è detto scettico, poiché cercare di proteggere le catene di approvvigionamento o le imprese dalla competizione internazionale non migliorerebbe la competitività in sé dell'economia europea. Già adesso l'UE incentiva l'acquisto da aziende europee in alcuni programmi come il SAFE, finanziato con 150 miliardi di euro, o l'acquisto di armi per l'Ucraina, finanziato con prestiti da 90 miliardi di euro. E, già adesso, i fondi pubblici possono essere utilizzati per l'acquisto militare solo se il 65% delle componenti chiave è prodotto in Europa. Di fronte a un aumento dei programmi europei, l'Amministrazione Trump ha minacciato la revisione di tutte le deroghe ed eccezioni alle leggi legate al Buy American e questo, nei fatti, chiuderebbe l'accesso alle imprese europee. Attualmente, 19 dei 27 Paesi UE hanno firmato accordi con Washington per permettere alle proprie imprese di competere negli appalti del Pentagono. Quindi, se le deroghe del Buy American dovessero cadere, "ogni futura eccezione sarà considerata contratto per contratto e solo quando sarà ritenuto necessario per supportare l'interoperabilità e la standardizzazione NATO". L'Italia, ad esempio, ha Leonardo che vende negli Stati Uniti. Inoltre, secondo la Casa Bianca, una clausola in questo senso sarebbe contraria all'accordo commerciale siglato la scorsa estate, in cui la Commissione Europea ha promesso l'acquisto di un maggior numero di armi statunitensi. Anche la Camera di Commercio statunitense ha condiviso le proprie preoccupazioni, ma con toni molto più moderati rispetto a quelli del Governo.
Pubblicato 14 feb
#Europa: Ieri era un'Europa "anti-democratica" che andrebbe sgominata, rafforzando i partiti sovranisti che vogliono una struttura diversa. Oggi è un'Europa che "deve stare insieme" agli Stati Uniti, per un'Amministrazione che vuole che "l'Europa sia forte" perché "il nostro destino è e per sempre sarà connesso con il vostro". Insomma, l'anno scorso JD Vance andava alla Conferenza di Monaco per "bastonare" l'Europa e gli stessi toni sono stati ripresi nella Strategia di Sicurezza Nazionale dell'Amministrazione Trump. Oggi, invece, Marco Rubio cerca di rasserenare gli animi, mostrando un approccio "del bastone e della carota" che oggi sembra privilegiare la seconda. Il Segretario di Stato, nel proprio discorso, ha cercato di ricostruire storicamente il rapporto tra Paesi europei e Stati Uniti, parlando apertamente dai Padri Pellegrini sino ai rapporti durante la Guerra Fredda. Questa Amministrazione, però, non vuole lavorare contro l'Europa ma lavorare con l'Europa, e sta al Vecchio Continente decidere se collaborare o meno, soprattutto nella ricostruzione dell'ordine globale e nella riforma delle istituzioni internazionali, come le Nazioni Unite, che necessitano di cambiamenti importanti. Tuttavia l'Europa deve rispondere a delle sfide e sono necessari dei cambiamenti, soprattutto nel settore della difesa, perché i Paesi europei devono fare di più e devono fare da soli: "Vogliamo degli alleati che possano difendersi da soli, così che nessun avversario si possa spingere a sfidare la nostra forza collettiva. Vogliamo degli alleati che si sentano fieri della loro cultura, della loro eredità e che insieme a noi siano disposti e capaci di difendersi. In America non abbiamo interesse nell'essere i badanti gentili e ordinati nella gestione del declino occidentale. Non vogliamo separare, ma rivitalizzare la nostra vecchia amicizia", ha detto Rubio. E chiaramente, se si parla di sfide, quella più importante che affronta l'Europa in questo momento avviene in Ucraina, sotto i continui attacchi della Russia. In questo frangente sono in corso le trattative tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, ma permangono evidenti dubbi sulla serietà di Mosca, qualcosa che anche Rubio ha riconosciuto: "Non sappiamo se i russi sono seri sul terminare la guerra, loro dicono di esserlo. Non possiamo rispondere, ma continueremo a metterli alla prova per avere un risultato con cui l'Ucraina possa convivere e che la Russia possa accettare. Fino a questo momento è stato elusivo". A margine dell'intervento, sentito da Bloomberg News, il Segretario ha reiterato la propria intenzione di continuare a voler mettere fine alla guerra. Rubio, dal canto suo, afferma di non pensare che la Russia possa ottenere tutti i suoi obiettivi bellici e stima che stia perdendo dai 7mila agli 8mila soldati a settimana, un dato in linea con le stime ucraine. Nonostante il discorso di Rubio sia stato accolto positivamente dai leader europei, anche con un sospiro di sollievo, non sono mancate parti in continuità con la linea di JD Vance. Anche Rubio ha parlato dei movimenti migratori, descritti come una "crisi che sta trasformando e destabilizzando le società in tutto l'Occidente", e del controllo delle frontiere: "Controllare chi entra nei nostri Paesi e come lo fa non è un'espressione xenofoba, non è odio, è un atto fondamentale di sovranità nazionale; e non farlo non significa solo abdicare a uno dei compiti fondamentali che dobbiamo assolvere nei confronti dei nostri cittadini, è una minaccia urgente alla struttura delle nostre società e alla sopravvivenza della nostra stessa civiltà".
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Pubblicato 13 feb
#Difesa, #Europa: Conferenza di Monaco sulla Sicurezza? Meglio di no. È la direttiva che la leadership repubblicana della Camera ha inviato ai vari rappresentanti che hanno cominciato a recarsi in Germania per l'evento. La ragione risiede in ciò che accadrà questa notte (ora statunitense): il Dipartimento della Sicurezza Nazionale andrà in shutdown per un mancato accordo tra democratici e repubblicani sulle riforme per l'ICE, e né la Camera né il Senato saranno in sessione oggi. L'ufficio dello Speaker, inoltre, ha comunicato che anche tutti gli altri viaggi ufficiali sono stati cancellati. In linea con il protocollo della Camera, tutti i fondi per questi spostamenti sono stati bloccati a causa dello shutdown. Per anni, la Conferenza di Monaco sulla Sicurezza è stata un evento bipartisan che permetteva ai Paesi europei e agli Stati Uniti di dialogare sui temi della sicurezza. Ora, però, Johnson sta facendo pressioni affinché i Rappresentanti restino a casa; segno di un crescente disinteresse da parte dei repubblicani per le questioni transatlantiche. Non è chiaro se ci saranno ritorsioni nel caso in cui i parlamentari decidano di presentarsi comunque. Ad esempio, Alexandria Ocasio-Cortez (D-New York) è già in Germania e non è stata informata di alcun problema con l'accreditamento. Anche Yassamin Ansari (D-Arizona) parteciperà: "Le politiche interne sull'immigrazione sono argomento di politica estera e le crudeli detenzioni volute da Trump influenzano il modo in cui il mondo percepisce i nostri valori. Quando gli Stati Uniti disumanizzano le persone trattenute, miniamo la nostra credibilità all'estero in materia di diritti umani, rafforziamo le narrazioni autoritarie e incentiviamo la disperazione" ha dichiarato a POLITICO.
Pubblicato 2 feb
#Europa: Donald Trump nega che l’Amministrazione stia valutando una riduzione delle truppe dispiegate in Europa.
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Pubblicato 29 gen
#Europa, #Trump: L’Europa si sta distruggendo da sola con le pale eoliche che stanno costruendo
Pubblicato 26 gen
#Europa: L'Unione Europea ha aperto un'indagine su X, piattaforma di Elon Musk dopo che i funzionari dei social network non hanno fermato la condivisione di immagini sessualizzate generate da Grok, il chatbot della piattaforma. Già lo scorso mese, l'Unione Europea ha multato X di 120 milioni di euro per le violazioni del Digital Service Act. Un'altra indagine è in corso per l'algoritmo e le policy per prevenire la condivisione di contenuti illeciti. L'iniziativa esacerberà ulteriormente i rapporti tra UE e Stati Uniti, soprattutto sulla questione dei contenuti online. L'Amministrazione Trump ritiene che la postura europea sia contraria alla libera espressione.
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