TGTGInsighttelegram intelligenceLIVE / telegram public index
← Python Заметки

TGINSIGHT SIMILAR POSTS

Најди сличен содржај

Изворен канал @pythonotes · Post #310 · 22 фев.

Сегодня будет самый "двоичный" ("двойковый"? "двушный"? "двойственный"?) момент на вашем веку 🤩 Больше двоек в дататайме вы не застанете! Успейте поймать момент! Будете показывать эпичный скриншот своим внукам))) 🥸 Для продуманных (ленивых): код на скрине, который сработает только сегодня и только 1 раз! ⏱ Открывайте окошки с часами и вперёд! #offtop

Hashtags

Резултати

Пронајдени 16 слични објави

Пребарај: #libertà

当前筛选 #libertà清除筛选
Zentropa

@zentropa451 · Post #58979 · 08.04.2026 г., 10:27

📚 Ramelli e Pedenovi – Storie di coraggio e libertà In prossimità del 29 aprile, data che ricorda la tragica scomparsa di Sergio Ramelli, ci ritroviamo per un momento di riflessione, memoria e confronto. Un’occasione per approfondire due storie simbolo attraverso la presentazione dei libri insieme a: ✍️ Guido Giraudo ✍️ Mario Bortoluzzi 📍 Padova 🗓️ Sabato 18 aprile ⏰ Ore 17:00 A seguire, la serata continuerà in un clima più conviviale con momento comunitario e musica dal vivo 🎶 Un appuntamento per ricordare, capire e stare insieme. #Memoria#Libertà#Padova#SergioRamelli

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #822 · 22.11.2024 г., 09:17

https://x.com/SavinoBalzano/status/1859886178050228547?t=I1OVxoEO_jTJlb_rdwocdw&s=19 Una certa propaganda prova a far passare l'idea che la guerra tra #Russia e #Ucraina sia una #guerra di civiltà: da una parte la #libertà, la #democrazia, il giusto e, dall'altra, l'oscurantismo di un paese barbaro e violento. Questa narrazione è ovviamente ridicola: non tiene banalmente conto di tutte le porcate che hanno commesso coloro i quali, oggi, si ergono a paladini dell'etica e della morale. Non solo: è anche tragicamente pericolosa. Se infatti le cose stessero come certi babbei vanno farneticando, allora staremmo facendo troppo poco: staremmo consentendo che a fare tutto fosse un paese solo, senza alcun supporto se non quello misero delle armi. Se le cose stessero davvero come certi ciarlatani vanno blaterando, allora avremmo il dovere di fare di più, molto di più: dovremmo andare personalmente al fronte coi nostri figli. Invece siamo dinanzi al solito e patetico «armiamoci e partite». Le cose non stanno così, manco per il cavolo: gli Ucraini sono strumentalizzati e il loro leader è solo un pupazzo manovrato con fili che attraversano l'oceano. Intanto rischiamo che tutto esploda. Il #BattitoreLibero a #5Notizie, #RadioCusanoCampus

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #928 · 10.03.2025 г., 17:11

https://x.com/SavinoBalzano/status/1899146067301597414?t=oY4plhO14KoiCU_bFh7_QA&s=19 La vera emergenza in questo Paese è l’informazione. Una democrazia seria si alimenta anche grazie a un sistema informativo libero e trasparente. In Italia, invece, siamo costretti ogni sera ad assistere a uno spettacolo indecoroso: i telegiornali parlano ossessivamente di questioni inesistenti, mentre omettono di raccontare ciò che davvero accade. I popoli europei sono in pericolo, minacciati da un apparato istituzionale chiamato Unione Europea e da una classe politica morente e violenta. #BattitoriLiberi#RadioCusanoCampus #Informazione#Democrazia#Italia#Media#UE#Politica#Libertà

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #326 · 26.02.2023 г., 16:26

Mentre noi ci sbracciamo con la favoletta della guerra di civiltà in difesa di democrazia e libertà, la gente continua a morire. A proposito di civiltà, vorrei farvi una domanda: vi sembra civile combattere una guerra per valori così nobili mettendo in campo solo soldini e armi mentre gli ucraini perdono la vita? Di civile qui non c'è proprio nulla: è una guerra per sporchi interessi geopolitici, da una parte e dall'altra. La mia al TG Plus di Cusano Italia TV #politica#informazione#televisione#democrazia#libertà#italia#pace#guerra#pacifismo

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #927 · 10.03.2025 г., 10:13

https://x.com/SavinoBalzano/status/1899033683081810052?t=FNBQFVA4RLyPqLWHAhbLjg&s=19 Ho una regola: durante il fine settimana mi disintossico. Niente telegiornali, niente programmi politici, che purtroppo mi tocca guardare per lavoro dal lunedì al venerdì. Il lunedì mattina recupero i notiziari di sabato e domenica. Ebbene, stamattina guardavo il #TgDraghi – quello che viene dopo Italia1 e prima di TV8 – e, come al solito, sono riusciti a sorprendermi. Sabato sera, nell’edizione delle 20, la conduttrice raccontava la posizione degli Stati Uniti d’Europa (sic!). Cito testualmente, signori. Facendo poi riferimento alle dichiarazioni del Capo dello Stato, specificava (lei) che ovviamente non debordavano i confini del ruolo istituzionale. Mi ha fatto sorridere: ti danno la notizia e ti dicono pure come la devi prendere, come la devi interpretare. Fanno tutto loro. Aspettavo il servizio dedicato alla #Romania. Ragazzi, credetemi: praticamente nulla. Zero totale, niente di niente. Ovviamente, quando capita che commentino ciò che sta accadendo in quel Paese, il racconto è sempre lo stesso: #Georgescu è al soldo di #Putin e le precedenti elezioni sono state annullate per ingerenze russe. Punto. Non uno straccio di prova, nessun elemento circostanziato, zero. Questo è il giornalismo del TG Draghi. Sono sereno, sia chiaro: io credo nella gente e nel buon senso delle persone. Sì, per carità, di cretini siamo pieni, ma penso che le masse abbiano capito bene come sta andando questo mondo e, soprattutto, questo povero continente. Ci sono interessi poderosi in campo: interessi economici enormi, sorretti da politici e partiti morenti, da un'informazione stantia e completamente asservita. Vanno tutti in un’unica direzione: quella delle #armi e della #guerra. La gente questo non lo vuole. È chiaro, evidente. L’arroganza di chi pretende di rappresentare la #libertà e la #democrazia, per poi soffocare nella violenza ogni forma di pluralismo, critica o alternativa, provoca nausea. Un disgusto senza precedenti. È davvero una vergogna, un’indecenza. Non credo ci fosse ancora bisogno di dimostrarlo: se rivedessimo le edizioni del TG Draghi degli ultimi tre anni, ci sarebbe da pisciarsi addosso dalle risate. Ma la presunzione di chi insiste nel raccontare ciò che non esiste e nell’omettere ciò che invece esiste continua a rattristarmi.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #991 · 26.04.2025 г., 08:22

https://x.com/SavinoBalzano/status/1916044211863929087?t=3bldlhz_SThqlX_N3syjpg&s=19 Antonio Scurati Nome di battaglia: Whatever It Takes Unità: Battaglione Eurobond Ma quanto ci hanno commosso ieri le parole di Antonio #Scurati? Un accorato appello alla #lotta, alla #democrazia. Oh, mica esagero se lo definisco un partigiano dei nostri tempi. È anche grazie al messaggio di intellettuali come lui che possiamo celebrare il memoriale della #libertà, della #resistenza. Solo un "piccolissimo" dettaglio, giusto per completezza, senza nulla togliere alla grandezza e alla gloria del nostro Tony: una letterina, piccola piccola, che lui stesso firmò e pubblicò sulle colonne del Corriere della Sera. Era il 17 luglio 2022. Con assoluta fermezza, durezza, spietatezza intellettuale, il sor Tonino si rivolgeva a Mario #Draghi. La versione integrale la trovate ovviamente online. Io qui vi propongo un piccolo stralcio. Leggetela, la missiva di questo guerrigliero, e vi sembrerà di essere con lui, in montagna, membri di un GAP. Altro che Pavese! gli spiccia casa, come si dice a Roma. «Esimio Presidente Draghi, mi scuso in anticipo di queste mie parole. Le sto, infatti, scrivendo per chiederle di umiliarsi. (…) Qualunque cosa si voglia pensare di lei, non si può negare che la sua sia la storia di un uomo di straordinario successo. Durante tutta la sua vita, lei ha bruciato le tappe di una carriera formidabile. Prima da Governatore della Banca d’Italia e poi da Presidente della Banca centrale europea, lei ha retto le sorti di una nazione e di un continente; le ha tenute in pugno con il piglio del dominatore, sorretto da una potente competenza, baciato dal successo, guadagnando una levatura internazionale, un prestigio globale, un posto di tutto rispetto nei libri di storia. Ha conosciuto il potere, quello vero, ha conosciuto la fama degli uomini illustri, la vertiginosa responsabilità di chi, da vette inarrivabili, decide quasi da solo della vita dei molti. (…) Ciò che sta accadendo in queste ore ripropone, purtroppo, un copione già andato in scena molte volte sulla ribalta del nostro Paese, irresistibilmente sedotto dalla commedia: la tragedia che scade in farsa. Ora lei, pur dovendo fronteggiare una pandemia, una guerra, una crisi economica con pochi precedenti e una ambientale senza uguali, è spinto alle dimissioni da un accanito torneo di aspirazioni miserabili, da sudicie congiure di palazzo, da calcoli meschini, irresponsabili e spregiudicati di uomini che, presi singolarmente, non valgono un’unghia della sua mano sinistra. (…) Io non sono un politologo. Interpreto, più modestamente, la realtà da romanziere. Tutto ciò premesso, devo concludere che se lei domani, dopo le sue risolute, dignitose e sdegnose dimissioni, tornasse sui suoi passi e rinnovasse la sua disponibilità a guidare il paese in questa crisi epocale fino alla scadenza della legislatura, la sua diverrebbe la storia di una caduta. Ed è proprio questo che io e moltissimi italiani le chiediamo: faccia torto a se stesso, rinunci perfino al senso della sua dignità personale, si sminuisca nello stillicidio quotidiano del governo di uomini che hanno a cuore soltanto l’imminente tornaconto elettorale. Quel che tanti italiani le chiedono sarebbe, me ne rendo conto, davvero un grande sacrificio personale in nome dell’interesse generale. Il suo personaggio ne uscirebbe, forse, diminuito ma la sua persona conoscerebbe un nuovo genere di grandezza». Insomma, tutto tranne le elezioni: meglio il governo del banchiere. E niente, come faremmo senza questi irriducibili custodi della nostra amata Repubblica? Buon #25aprile anche a te, Totò, perchè il #25aprile_è_ANTIFASCISTA!

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #727 · 23.08.2024 г., 08:40

https://x.com/SavinoBalzano/status/1826902126892650501?t=Nph5MkcjigQSaPyF7ltyrA&s=19 Parlava agli operai dell'Italsider di Savona, #Pertini, con un discorso tanto toccante e appassionato da essere quasi insopportabile oggi, allo sguardo di chi può guardare indietro, con la consapevolezza di quanto sia stato tradito e disatteso. Si rivolgeva ai giovani, ai lavoratori e invitava tutti alla lotta, alla difesa, alla rivendicazione. Si perché Pertini sapeva benissimo che la #libertà senza giustizia sociale è cosa vana. Cos'è la libertà senza giustizia sociale? Si domandò retoricamente in un famoso discorso di fine anno da #PresidenteDellaRepubblica: è libertà di bestemmiare, nulla di più. Ecco cosa rispose. Era garante del vincolo interno, Pertini, della #Repubblica, della #Costituzione. Tutto ciò che oggi non è il #Quirinale. Oggi al Quirinale si inciucia coi Presidenti della Commissione Europea per disarcionare "dolcemente" un capo di governo inviso agli eurocrati di #Bruxelles o si pone il veto su quel ministro sgradito alle élite finanziarie eurounitarie. In questo Paese è diventato impossibile tutelare l'interesse nazionale: tale impegno è considerato quasi reazionario, nella accezione più negativa del termine. Il punto è che oggi essere reazionari è letteralmente doveroso: una reazione a chi vuole continuare a spolpare le nostre risorse è semplicemente l'unica cosa sensata da fare. Pertini si definiva orgogliosamente riformista. Era giusto: lo faceva quando certi presidi non erano ancora stati conquistati. Oggi forse non ha più senso, se non nella misura in cui la riforma coincida con la restaurazione. Viceversa, è corretto definirsi conservatori se si vuole ciò che voleva Pertini: libertà e giustizia sociale. Il gioco di prestigio è stato proprio questo: dividere i #diritti dopo aver diviso le persone. Contrapporre libertà a diritti sociali, abbandonando l'eversività del programma costituzionale, sancito in particolar modo nell'articolo 3, che più di ogni altro seppe conciliare le anime del Paese: la laburista ("partecipazione dei lavoratori") e la cristiana democratica ("sviluppo della persona umana"). Ciò è stato possibile quando chi storicamente aveva il compito di tutelare i fragili, le periferie sociali ed esistenziali, il mondo del lavoro, ha tradito. Ed è proprio per (mal)celare quel tradimento che si sventola ossessivamente e grottescamente la bandiera arcobaleno intonando un'ormai stonata "bella ciao". È l'imbarazzo di chi non può ammettere di aver "torto il volto" da una storia, da dei valori, da determinati ideali, da una prospettiva, a indurre certe messe in scena grottesche. Lo spettacolo sgredevole cui si assiste è frutto di una necessità imprescindibile: provare a dissimulare il fatto che nel Paese vi sia qualcuno che non persegue l'interesse del #popolo italiano, ma quello di qualcun altro. Un'agenda sociale non può esistere, dopotutto partiti come il #PD non l'hanno mai perseguita quando hanno guidato il Paese, perché la priorità per alcuni è quella di agevolare determinati centri di potere, mediante le politiche economiche neoliberali volute a Bruxelles (e non solo). Oggi si urla al #fascismo, mitizzando "intellettuali" completamente vuoti, ma se soltanto le forze di opposizione abbandonassero (cosa impossibile) il ruolo di servitù o di utile idiozia il pericolo diverrebbe quello del ritorno allo stalinismo o qualcosa del genere. Ecco perché è fondamentale aprire gli occhi e comprendere che gli ideali esistono, mentre non esiste più la tradizionale contrapposizione partitica da essi sottesa. Non ha dunque alcun senso il demenziale sostenere per affezione una parte, con la consapevolezza che appena arrivata al potere svenderà ciò che vi è più caro. E ragionarci da un Paese come la #Grecia è assai più amaro: qui il #neocolonialismo e l'avido sciacallaggio europeo lo hanno pagato letteralmente con la vita.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #716 · 26.07.2024 г., 11:21

https://x.com/SavinoBalzano/status/1816794144414585063?t=ZKiNCMfWBySWZkcatt5qlA&s=19 IL SALARIO MINIMO NON VI SALVERÀ è un #libro importante per me: il più importante tra quelli che ho scritto fino a oggi perché, e sono contento che qualcuno lo abbia notato leggendolo, ci ho messo qualcosa in più, il frutto dei ragionamenti condotti in questi anni. Tutti abbiamo diritto di vivere un’esistenza di #libertà e #dignità, di disporre dei mezzi per ottenerla. Lo dice la nostra #Costituzione. Così non è, per tante persone nella nostra #Italia, e penso che sia doveroso interrogarsi sulle cause del disastro che abbiamo dinanzi agli occhi da tanto tempo, troppo tempo. C’è stato un periodo in cui le nostre retribuzioni correvano, volavano persino, in cui il potere contrattuale della comunità del lavoro era fortissimo: in quegli anni una legge sul #SalarioMinimo non esisteva. Chi oggi la propone ossessivamente non ragiona sulle dinamiche strutturali che hanno fatto avvizzire i nostri salari e, soprattutto, su chi è responsabile di averle messe in moto. Il #SalarioMinimoLegale è sovrastrutturale: una finta soluzione, facile, che pretende di cancellare trent’anni di errori, trent’anni di incapacità e inettitudine, trent’anni di tradimenti. Le retribuzioni sono crollate con l’esplosione (voluta!) dell’offerta di lavoro nel mercato, la #disoccupazione, causata dal crollo degli investimenti, pubblici e privati. L’#UE, che oggi propone una direttiva ipocrita (il cui reale obiettivo è tutelare il mercato, evitando che le multinazionali si facciano concorrenza al ribasso sul costo del lavoro), ha delle responsabilità dirette e gravissime. Ce l’hanno le istituzioni europee e tutte quelle forze politiche che sostengono le strategie di austerità, di contenimento della spesa, di “cautela nei conti”. La disoccupazione lede la capacita rivendicativa di chi è facilmente rimpiazzabile: costui non sarà più in grado di rivendicare alcunché di migliorativo, anche sul piano retributivo. Non sarà, inoltre, in grado di proteggere ciò che nel tempo aveva conquistato. E difatti abbiamo assistito negli anni all’erosione di tanti #diritti, nel tempo faticosamente e talvolta sanguinosamente conquistati, e dunque all’esplosione della #precarietà. La precarietà ha alimentato il circolo vizioso: se sei ricattabile, esposto alle ritorsioni, sostituibile senza alcuno sforzo, non potrai partecipare, rivendicare, migliorare il tuo futuro e quello dei tuoi figli. Ebbene, moltissimi tra coloro i quali oggi pretendono il salario minimo legale sono gli stessi che quella precarizzazione l’hanno imposta, iniettata come un veleno nelle vene del mondo del lavoro, tradendo la comunità che avrebbero dovuto pretendere, spesso con la complicità di un #sindacato di parte (non quella dei lavoratori, evidentemente), contiguo e colluso, privo di visione. Le ragioni dei nostri mali hanno radici lontane: è fondamentale ripercorrerle per capire e correggere ciò che è stato sbagliato. Proporre soluzioni facili, strumentalizzando il dolore di tantissima gente, le sofferenze e i sacrifici di moltissime persone, lo sforzo disumano compiuto per restituire dignità all’esistenza di un figlio, risponde a una bieca e spietata strategia propagandistica, priva di qualsiasi assunzione di responsabilità. Vale per il salario minimo, ma vale anche per tutto il resto: il Paese cade a pezzi e certi individui, privi di vergogna, fingono di denunciarlo mentre continuano a picconare, così come hanno fatto negli ultimi decenni. Ci ho messo tanto in questo libro, edito da @FaziEditore e impreziosito dalla prefazione dell’amica @Lidia_Undiemi: spero lo leggiate e sarei felice di discuterne con voi. Organizzeremo presto nuove presentazioni: teniamoci in contatto.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #906 · 24.02.2025 г., 10:07

https://x.com/SavinoBalzano/status/1893964618269167946?t=J228waCh_iC9BSLE8os6Aw&s=19 Con enorme dignità, autorevolissima postura, coraggio e forza, la nostra leader #UrsulaVonDerLeyen conferma la linea dell'#UE: al fianco di #Zelensky, fino alla vittoria finale sulla #Russia di #Putin. Si cementifica la linea dura e intransigente della #guerra di civiltà: da un lato la #democrazia, la #libertà, la luce; dall'altro il barbaro oscurantismo antidemocratico e illiberale, le tenebre. Ancora sanzioni, dunque, e il massimo sostegno militare a #Kiev. Certo, bisognerà organizzarsi: senza gli #StatiUniti lo scenario si potrebbe complicare un tantino, un cicinin, ma nulla potrà mai far crollare l'indefessa volontà della #VonDerLeyen. Per prima cosa ha deciso di inviare a #VolodymyrZelenskyy il suo servizio da tè: un intero corredo di cucchiaini, forchettine e piccoli coltellini da dolce. Lo sappiamo, non è molto, ma è un inizio: potranno intanto fungere da munizionamento per artiglieria e armi leggere e sostenere l'eroica resistenza partigiana dei guerriglieri della libertà del battaglione #Azov. Se fosse un gesto isolato servirebbe a poco, ma se tutti in #Europa prendessero esempio da lei allora #VladimirPutin sarebbe semplicemente spacciato. Grazie #Ursula, ci rendi orgogliosi e il mondo ci osserva con profonda e timorosa ammirazione.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #913 · 01.03.2025 г., 10:51

https://x.com/SavinoBalzano/status/1895788203753259171?t=79HTpb74u2v0ae7-1RlI5A&s=19 L’ultimo capitolo, l’inevitabile epilogo di una farsa durata tre anni. Per tutto questo tempo ci avete raccontato che un guitto potesse trasformarsi nel nuovo #Churchill, che fosse capace di una nuova #Dunkirk. Alla fine, il poveraccio deve aver finito per crederci davvero. E così, un bel giorno, ha deciso di recarsi a #Washington, nello Studio Ovale, per sfidare in mondovisione il Presidente degli Stati Uniti d’America. Un personaggio che ballava su tacchi a spillo e suonava il pianoforte con il pene poteva anche diventare Capo di Stato. Può succedere, mai dire mai e mai porre limiti alla provvidenza. Ma pensare che lo stesso personaggio possa prendere a pesci in faccia l’uomo più potente del mondo è forse un po’ troppo. Piaccia o meno, il Presidente #USA resta la figura più potente del globo, indipendentemente dal cognome che porta. Era vero quando alla #CasaBianca c’era un tizio in preda alla demenza chiamato #Biden, lo è ancora di più oggi che a guidarla è #DonaldTrump. A differenza di molti altri, non ho provato alcun godimento, solo una gran pena. Pena per l’uomo, il più umiliato della storia, e per tutti quei ciarlatani che ancora oggi insistono a raccontarlo come un eroe, e non solo dalle colonne di qualche foglietto da strapazzo… Provo pena, però, principalmente per un Paese, l'Ucraina: martoriata e devastata, meriterebbe la pace e una guida decente. La verità è una e una soltanto: #Zelensky era e resta un pupo, oggi una scialba marionetta in cerca di un nuovo master of puppets. Soprattutto ora, che il suo precedente burattinaio ha lasciato la scena. Le cose però si fanno complicate, per lui e per noi. Lui, che da utile diventa inutile idiota. Noi, incastrati in un continente guidato da burocrati senza popoli, che si riempiono la bocca con la parola “democrazia” mentre impongono la guerra da bravi despoti. E, a proposito di libertà e democrazia, si veda sotto la voce "Romania". #Geopolitica#USA#Ucraina#Zelensky#Biden#Trump#PoliticaInternazionale#Europa#CasaBianca#Washington#Democrazia#Libertà

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #903 · 20.02.2025 г., 08:52

https://x.com/SavinoBalzano/status/1892496345014968599?t=e-DR9Kiq2eLISEbp0BcZXg&s=19 Non c'è nulla di sconvolgente nelle parole di #Trump su #Zelensky. Lo stupore è frutto del lavaggio del cervello, della propaganda, delle follie che si sono dette e scritte in questi drammatici anni di #guerra sulle spalle di tanta povera gente. La sorpresa è in quelli che davvero pensavano fosse una guerra di #civiltà, una guerra per la #libertà, per la #democrazia: babbei. Che poi, come ho avuto modo di scrivere decine di volte nel mio piccolo, era una narrazione pericolosissima: si, insomma, se in gioco erano valori tanto alti, se l'avversario era davvero un nuovo #Hitler, forse non stavamo facendo abbastanza, forse davvero era necessario lasciare che deflagrasse un conflitto mondiale. A causa di un manipolo di fanatici, ci siamo andati molto molto vicini. Le ragioni del conflitto erano decisamente meno nobili e, semplicemente, esse non sono più coerenti con gli obiettivi statunitensi. Punto. #DonaldTrump ha detto la verità: il presidente ucraino è davvero un comico ed è vero che l'#Ucraina non è una democrazia, com'è vero che il suo leader è una figura mediocre. Cosa c'è di falso in queste parole? Qualche babbeo ritiene che #Biden la vedesse diversamente? che i democratici #Usa ritenessero davvero di volersi immolare per l'eroismo di #VolodymyrZelensky? Dipingerlo come il nuovo eroe mondiale era semplicemente funzionale al perdurare della guerra. Le redini sono sempre state negli #USA: non abbiamo mai avuto voce in capitolo in questo conflitto. Non ce l'ha mai avuta l'#UE, non ce l'ha mai avuta #VonDerLeyen, mai #Kallas (di cui #DonaldTrump certamente non conosce nemmeno l'esistenza), mai il despota francese #Macron o il triste cancellierino tedesco #Scholz. Nessuno di loro ha mai contato nulla: #JoeBiden chiamava (o, meglio, era un amministratore di sostegno a farlo) e loro eseguivano. Punto. Cosa è cambiato? non è difficile da comprendere: chi contava prima voleva la guerra alla #Russia; chi conta adesso non vuole la guerra a #Putin. Tutto il resto è propaganda, è lavaggio del cervello, fesserie: come quelle che ci raccontavano di Putin gravemente ammalato o già morto, delle opposizioni che stavano per rovesciarlo, del suo esercito che lottava con le pale (con tanto di fotografia della vanga, che vergogna!), dell'eroica e vittoriosa resistenza ucraina, della loro controffensiva. Tutte palle. C'è stato solo un intoppo: gli utili idioti di questi anni vorrebbero salvare la faccia e Trump è stato piuttosto repentino nel mettere a nudo la loro irrilevanza, palesando subito i nuovi obiettivi statunitensi. Quegli obiettivi, però, non sono in discussione e dunque chiunque si metta di traverso viene travolto. Si tenta disperatamente di far passare Trump per traditore, ma è lo sciocco racconto dei nostri giornali e di qualche direttore di telegiornale inconsolabile: ve lo siete dimenticato di quando Biden e #BorisJohnson costrinsero l'#Ucraina a continuare la guerra mentre quelli pensavano di avviare una trattativa? in quelle circostanze, che considerazione si nutriva del volere di Zelensky, della visione del popolo ucraino? nessuna. Poi c'è una terza categoria di disperati in stato catatonico, di cui probabilmente parleremo a breve, ed è rappresentata dai quelli che per anni si sono sbracciati per la #pace, per la fine del conflitto, denunciando gli orrori che si consumavano: bene, questi improvvisamente hanno dimenticato tutte le priorità che li costringevano all'insonnia e hanno scoperto in Trump il loro nemico pubblico numero 1: sono i peggiori.

12
ПретходнаСтраница 1 од 2Следна