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Изворен канал @pythonotes · Post #310 · 22 фев.

Сегодня будет самый "двоичный" ("двойковый"? "двушный"? "двойственный"?) момент на вашем веку 🤩 Больше двоек в дататайме вы не застанете! Успейте поймать момент! Будете показывать эпичный скриншот своим внукам))) 🥸 Для продуманных (ленивых): код на скрине, который сработает только сегодня и только 1 раз! ⏱ Открывайте окошки с часами и вперёд! #offtop

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1109 · 31.07.2025 г., 06:05

https://x.com/SavinoBalzano/status/1950799845070938377?t=fuBIu6-gsFVRQtSYqxo0Qg&s=19 Non oso nemmeno immaginare lo sguardo di puro sgomento dell’ambasciatore russo, raggiunto dalla notizia della convocazione alla Farnesina da parte di Antonio #Tajani. Il nostro autorevole Ministro degli Esteri vuole chiedergli conto della recente iniziativa russa, che ha inserito #Mattarella nella lista dei russofobi. Me lo immagino, l’ambasciatore, con la gocciolina di sudore gelato che gli cola lungo le tempie. Come uno scolaretto dalla direttrice, dopo averla combinata grossa. Speriamo solo che qualcuno abbia informato Tajani della fine dell’#UnioneSovietica: non vorrei che la propaganda l’abbia confuso anche su questo punto. Più o meno in quegli anni, l’Olp – e dunque l’Anp – riconosceva #Israele, e qualche giorno fa il dettaglio gli è sfuggito. Mi spiacerebbe che gli fosse scappato di mano tutto quel capitoletto del Bignami di storia contemporanea, che avrà acquistato prima di accettare l’incarico, per raggranellare i rudimenti del mestiere. Non si offenda, si scherza! Ora, per entrare un istante nel merito – giusto quanto basta – cosa ci aspettavamo? Questi decidono di fare una lista dei russofobi e arrivano al momento di scegliere se inserirvi o meno il nostro Capo dello Stato. Immagino il loro dialogo. Il primo fa: «E questo #SergioMattarella? Perché ce lo dovremmo infilare? Che ha fatto?». E il secondo: «Mah, sai, a febbraio da Marsiglia ci ha paragonato alla Germania del 1939». E quell’altro: «Oh bella! La stessa Germania che ci è costata più di venti milioni di caduti, circa venticinque, tra militari e civili, quando ci chiamavamo ancora Urss? Quella che noi abbiamo fermato, nonostante nessuno ce lo riconosca per davvero?». Risponde: «Eh sì, proprio quella...». A quel punto la decisione è parsa di mero buon senso ed è stata assunta all’unanimità. Da russo, avrei fatto lo stesso. Una provocazione? Direi che a subirne, e da mesi, sono principalmente loro. Le prese di posizione dei politici italiani che si stracciano le vesti – a partire da quella del camaleontico Giuseppe #Conte – fanno ridere. Apprezzabile il silenzio di #Salvini. Poi, proprio noi vogliamo dare lezioni ai russi? Noi che avevamo le liste di proscrizione dei putiniani sulla prima pagina del più grosso giornale nazionale? Noi che non facciamo esibire gli artisti russi? C’è poco da scandalizzarsi. Volete dipingerli come brutti e cattivi, secondo la narrazione impostaci dal Colle per mesi e mesi? Fate pure, ma chi semina vento raccoglie tempesta.

la fionda📗

@lafionda · Post #6410 · 31.07.2025 г., 07:10

https://x.com/SavinoBalzano/status/1950799845070938377?t=fuBIu6-gsFVRQtSYqxo0Qg&s=19 Non oso nemmeno immaginare lo sguardo di puro sgomento dell’ambasciatore russo, raggiunto dalla notizia della convocazione alla Farnesina da parte di Antonio #Tajani. Il nostro autorevole Ministro degli Esteri vuole chiedergli conto della recente iniziativa russa, che ha inserito #Mattarella nella lista dei russofobi. Me lo immagino, l’ambasciatore, con la gocciolina di sudore gelato che gli cola lungo le tempie. Come uno scolaretto dalla direttrice, dopo averla combinata grossa. Speriamo solo che qualcuno abbia informato Tajani della fine dell’#UnioneSovietica: non vorrei che la propaganda l’abbia confuso anche su questo punto. Più o meno in quegli anni, l’Olp – e dunque l’Anp – riconosceva #Israele, e qualche giorno fa il dettaglio gli è sfuggito. Mi spiacerebbe che gli fosse scappato di mano tutto quel capitoletto del Bignami di storia contemporanea, che avrà acquistato prima di accettare l’incarico, per raggranellare i rudimenti del mestiere. Non si offenda, si scherza! Ora, per entrare un istante nel merito – giusto quanto basta – cosa ci aspettavamo? Questi decidono di fare una lista dei russofobi e arrivano al momento di scegliere se inserirvi o meno il nostro Capo dello Stato. Immagino il loro dialogo. Il primo fa: «E questo #SergioMattarella? Perché ce lo dovremmo infilare? Che ha fatto?». E il secondo: «Mah, sai, a febbraio da Marsiglia ci ha paragonato alla Germania del 1939». E quell’altro: «Oh bella! La stessa Germania che ci è costata più di venti milioni di caduti, circa venticinque, tra militari e civili, quando ci chiamavamo ancora Urss? Quella che noi abbiamo fermato, nonostante nessuno ce lo riconosca per davvero?». Risponde: «Eh sì, proprio quella...». A quel punto la decisione è parsa di mero buon senso ed è stata assunta all’unanimità. Da russo, avrei fatto lo stesso. Una provocazione? Direi che a subirne, e da mesi, sono principalmente loro. Le prese di posizione dei politici italiani che si stracciano le vesti – a partire da quella del camaleontico Giuseppe #Conte – fanno ridere. Apprezzabile il silenzio di #Salvini. Poi, proprio noi vogliamo dare lezioni ai russi? Noi che avevamo le liste di proscrizione dei putiniani sulla prima pagina del più grosso giornale nazionale? Noi che non facciamo esibire gli artisti russi? C’è poco da scandalizzarsi. Volete dipingerli come brutti e cattivi, secondo la narrazione impostaci dal Colle per mesi e mesi? Fate pure, ma chi semina vento raccoglie tempesta.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1143 · 07.09.2025 г., 08:02

https://x.com/SavinoBalzano/status/1964599065804525852 L’assoluta inconsistenza dell’Unione Europea (anzi, la sua nocività) è lampante con la scelta di #KajaKallas alla guida della politica estera. Recentemente, questa signora, un’estone, ha dichiarato che non le risulta il sacrificio russo e cinese durante la Seconda guerra mondiale. E si lamentava pure del fatto che, oggi come oggi, la gente non si documenterebbe abbastanza. Va bene. Ho pensato che, per ricoprire un ruolo tanto prestigioso, avrà certamente avuto contezza dei numeri, la sora #Kallas. Sono andato a controllare le cifre dei caduti. L’#Estonia, durante il secondo conflitto mondiale, ne ha registrati 40 mila, pari al 3,63% della popolazione. L’#UnioneSovietica 25 milioni, pari al 14,83%. Per la #Cina, invece, le stime oscillano tra i 10 e i 37 milioni. C’è solo un modo per definire certi mistificatori, certi falsari, certi imbroglioni. E il fatto che rappresentino ai massimi livelli l’#UE la dice davvero lunga. La gente l’ha capito benissimo. Dopotutto, le abbiamo affidato la politica estera di #Bruxelles: sappiamo tutti che non esiste. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì, alle 17, su #RadioCusano

Marx21.it

@marx21news · Post #9917 · 10.03.2026 г., 17:42

JURIJ GAGARIN, FIGLIO DELLA CLASSE OPERAIA Il 9 marzo 1934 nasceva Jurij Gagarin — figlio di un carpentiere e di una contadina, carne della carne del proletariato sovietico. Non era il rampollo di una dinastia industriale, non aveva alle spalle capitali ereditati o reti di privilegio borghese. Aveva qualcosa di radicalmente diverso: un sistema che aveva spezzato la logica classista dell’accesso alla conoscenza, garantendo a ogni bambino — indipendentemente dall’origine sociale — il diritto reale, materiale e concreto a un’istruzione di qualità. Il risultato? Il 12 aprile 1961, a soli 27 anni, quell’operaio figlio di operai orbitava intorno alla Terra a bordo della Vostok-1, diventando il primo essere umano a conquistare lo spazio. Non un magnate. Non un aristocratico. Un figlio del socialismo. Gagarin non è soltanto un nome nella storia dell’astronautica: è una confutazione vivente dell’ideologia capitalista del merito individuale. La sua traiettoria dimostra cosa diventa possibile quando si abbattono le barriere di classe nell’accesso al sapere, quando il potenziale umano non viene soffocato dalla logica del profitto e della riproduzione del privilegio. Oggi il revisionismo liberale e occidentale lavora sistematicamente per ridurre l’esperienza storica dell’Unione Sovietica a un catalogo di crimini, equiparandola — in modo intellettualmente disonesto e politicamente strumentale — al nazifascismo. È un’operazione ideologica precisa: screditare non solo un’esperienza storica, ma l’idea stessa che i lavoratori possano organizzarsi, governare e costruire. Che esista un’alternativa. Le contraddizioni del socialismo reale vanno analizzate con rigore materialistico, senza apologetica acritica — ma senza nemmeno cedere alla narrazione di chi ha tutto l’interesse a farci credere che nessun altro mondo sia possibile. Gagarin è lì, che orbita ancora, a ricordarci il contrario. SEMPRE PIÙ SU. #JurijGagarin #Gagarin #URSS #UnioneSovietica #Socialismo #ClasseOperaia #Proletariato #Vostok1 #StoriaDelSocialismo #Antimperialismo 📢 Contribuisci al Partito Comunista con una piccola sottoscrizione: 👉https://ilpartitocomunista.it/contribuisci/ 📬 Iscriviti al Partito Comunista: 👉https://ilpartitocomunista.it/tesseramento/ 🔴 Segui il Partito Comunista sui social: 👉https://instabio.cc/PartitoComunista 🎧 Ascolta il nostro podcast su tutte le piattaforme: 👉https://linktr.ee/ilpartitocomunista