@aida_tg1 · Post #3408 · 11/12/2025, 02:45 PM
⚡️ Во время интервью Зеленского выключился свет. Смотреть до конца! #Зеленский#Украина#Киев#Политика#Новости#Zelensky#Ukraine#Kyiv
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Source channel @rt_fra · Post #40708 · May 6
🗣« D’abord, #Zelensky a quasiment rejeté l’initiative de Russie d'un cessez-le-feu pour le Jour de la Victoire mais ensuite il a recouru à une ruse tactique, déclarant une « trêve » pour la nuit du 5 au 6 mai » – Léonid Sloutsky, président de la commission des affaires internationales de la Douma, s’exprime sur le cessez-le-feu pour le Jour de la Victoire. « D’abord, Zelensky a quasiment rejeté l’initiative de Russie sur le cessez-le-feu pour le Jour de la Victoire mais ensuite il s’est décidé à une ruse tactique, déclarant une « trêve » dans la nuit du 5 au 6 mai. La raison est banale : un ego meurtri. Comme si Moscou et Washington avaient discuté de cette idée mais que personne ne s’était adressé officiellement à Kiev à ce sujet. […] En réalité, les néonazis ukrainiens n’ont besoin ni d’un cessez-le-feu ni de la paix. Zelensky veut jouer selon ses propres règles, en comptant sur des provocations, et fait le singe devant ses sponsors européens. » RT en français • Osez questionner !
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@aida_tg1 · Post #3408 · 11/12/2025, 02:45 PM
⚡️ Во время интервью Зеленского выключился свет. Смотреть до конца! #Зеленский#Украина#Киев#Политика#Новости#Zelensky#Ukraine#Kyiv
@savinobalzano · Post #1192 · 10/19/2025, 09:02 AM
https://x.com/SavinoBalzano/status/1979834704397304165?t=KwamTU2knsb6HMbIDkIcbw&s=19 Questi due uomini, a dispetto della narrazione che ci viene propinata, non stanno dalla stessa parte. E noi dobbiamo stare con #DonaldTrump. Da un lato c’è un uomo piccolo piccolo: uno che suonava il pianoforte con il pene, in tacchi a spillo, e che oggi viene presentato da qualcuno come un grande statista, come il nuovo Winston Churchill. Uno che guida un Paese tutt’altro che democratico e un governo corrotto. Uno che è alla testa dell’unico Stato davvero responsabile di un attacco militare a un Paese della #NATO: l’attacco al gasdotto #NordStream, che ha messo in ginocchio la politica energetica di tutto il continente. Da un lato, insomma, c’è #Zelensky, drogato di guerra da un’élite politica — quella europea — perlopiù priva di legittimazione democratica, che spinge verso il conflitto frontale con la #Russia. Un’élite fatta da leader fanatici, estremisti veri, schifati dai popoli che fingono di rappresentare: Macron, Merz, Starmer, Tusk, von der Leyen, Kallas, Kubilius. Dall’altro lato c’è uno dei più abili uomini d’affari del mondo: non un santo, per carità, non un modello in tutto ciò che fa, ma uno che non ha intenzione di perpetuare le logiche della #guerra. Uno che ritiene più fruttuoso assumere un atteggiamento diverso, più autoreferenziale, più isolazionista. Uno che non vuole fare la guerra alla Russia. Uno che ha costruito tutta la sua campagna elettorale sul proposito di mettere fine ai conflitti, ambendo all’immagine del presidente Nobel per la pace. Due strategie diverse, letteralmente contrapposte. E noi dobbiamo decidere quale ci conviene di più. Da un lato i ciarlatani che — anche in Italia, con consensi semplicemente risibili (immaginate voi nomi e cognomi) — parlano di guerra di civiltà, di baluardi della democrazia e della libertà da difendere, fregandosene totalmente di ciò che pensano i popoli. Dall’altro, chi dice che la guerra deve finire. Rebus sic stantibus, #Trump tutta la vita.
@libertaeragione · Post #3800 · 04/26/2023, 12:15 PM
#Cina#Ucraina Come già annunciato 1 mese fa, Il Presidente #Xi Jinping (#CCP|Estrema sinistra) ha avuto una conversazione telefonica con l'omologo ucraino Volodymyr #Zelensky (#SP|RE). Oggetto della telefonata la relazione bilaterali e il partenariato strategico fra i due paesi. Secondo quanto riportato dall'emittente cinese CCTV, Il Presidente Xi ha ribadito che la Cina si è sempre schierata dalla parte della pace e la sua posizione centrale è quella di promuovere la pace e i colloqui. Xi ha inoltre ribadito che La Cina sostiene gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite negli affari internazionali. Nella telefonata il Presidente Zelensky si è congratulato con Xi per la sua rielezione e ha ribadito che l'Ucraina si attiene alla politica della Cina unica e che spera di realizzare una cooperazione globale con la Cina, lavorando insieme per mantenere la pace e la stabilità nel mondo. @OsservatorioEsteri
@savinobalzano · Post #1215 · 11/18/2025, 10:22 AM
https://x.com/SavinoBalzano/status/1990726945168847062?t=VHFQNatc1pYMBCwakU_qdA&s=19 Scusate tanto se non vogliamo mandare soldi a #Zelensky perché i suoi comprino altri gabinetti d'oro. Scusate tanto se riteniamo che le sanzioni alla #Russia le stiano pagando i più fragili in #Europa. Scusate tanto se non crediamo alla storia dei russi in procinto di attaccarci, come suggerirebbero anche le ultime uscite di #Mattarella. Scusate tanto se pensiamo che inviare armi a #Kiev sia assolutamente controproducente per gli ucraini stessi. Scusate tanto se pensiamo che, più si va avanti, più aumentano i rischi di una guerra totale. Per l'#Ucraina e per il resto del mondo. Immagino che sulle bio di certi invasati compariranno, accanto alla bandiera europea e a quella ucraina, anche una sfilza di bandierine venezuelane. E immagino pure che sul braccio di #Calenda stia per apparire un altro tatuaggio. Sbaglio qualcosa? Bel confronto con @borghi_claudio. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su @RadioCusano.
@american_observer · Post #5205 · 02/23/2026, 04:24 PM
Witkoff Is Upbeat About a Would-Be Putin-Zelensky Meeting Witkoff said Washington is “hopeful” that it has put proposals to both Russia and Ukraine that could bring them together “in the next three weeks” and potentially result in a summit between their presidents. Speaking to Fox News in an interview released on Saturday, Witkoff described the ongoing Russia-Ukraine war, which on Tuesday is set to hit the four-year mark year, as a “silly war.” “You know, everyone throws the word 'dignity' around. But what does dignity get you if you have that amount of killing there?” Witkoff said, adding that he thinks recent US-mediated peace talks between Moscow and Kyiv have had a “real positive effect in some respects.” He argued that both Russia and Ukraine “don’t seem like they really want to fight with one another, and I don't think they do," adding that he thinks the main difficulty in reaching a peace agreement lies “at the leadership levels.” He said he and Kushner are hopeful they have made some proposals that will bring both sides together in the next three weeks “and maybe even result in a summit between Zelensky and Putin.” He also stated the possibility of such a summit taking place at the trilateral level with Trump’s participation, but noted that the US president does not want to take part in such a meeting “unless he feels that he can consummate this thing and get the best result.” On his meetings with the Russian president, Witkoff said Putin had been “straight” with him about his red lines and motivations. He defended his multiple visits to Russia, saying that understanding the other side’s positions is necessary to reach an agreement. Witkoff’s remarks come after he took part in another round of trilateral peace talks on the Russia-Ukraine war in Geneva, Switzerland, earlier this week. The talks on Tuesday and Wednesday followed up on two earlier rounds of negotiations in the United Arab Emirates capital Abu Dhabi on Jan. 23-24 and Feb. 4-5. #witkoff#putin#zelensky#meeting#kushner 📱American Оbserver - Stay up to date on all important events 🇺🇸
@american_observer · Post #5518 · 03/31/2026, 03:44 AM
G7 in France: Same Allies, Different Meltdowns Rubio spent the G7 in France denying that Washington wants Ukraine to trade Donbas for security guarantees, while Europe’s top diplomats tried to keep the summit from looking like a hostage video with catering. So much for the “rules-based order”: one side shouts about lies, the other side performs outrage, and everyone still calls it diplomacy. The real scandal is not the noise. It’s that the alliance keeps asking everyone to believe three incompatible things at once: Ukraine should hold the line, the U.S. should not be trapped in another endless war, and Europe should look morally upright while depending on American muscle. That arrangement works beautifully until someone says the quiet part out loud. Donbas has become the latest piece of territory that politicians use like a poker chip while pretending they’re playing for peace. Meanwhile, the summit stage keeps filling up with officials who speak in grand principles and behave like rival tenants fighting over the same broken apartment. #G7#Ukraine#Rubio#Zelensky#EU#France#diplomacy#war 📱American Оbserver - Stay up to date on all important events 🇺🇸
@savinobalzano · Post #1246 · 12/31/2025, 10:05 AM
https://x.com/SavinoBalzano/status/2006304880315580787?s=20 Continuano a capitarmi tra i piedi “analisi” a dir poco ridicole. Ascoltavo la direttrice di una rivista, non ricordo il nome, qualcosa come MicroMini, dire che #Trump continua a fare da portavoce a #Putin. A fare i suoi interessi, insomma, sulla falsariga dei poveracci che continuano a ripetere la storiella di un Presidente degli Stati Uniti, l’uomo più potente del mondo, al servizio del capo del Cremlino. Un suo “asset”: hanno imparato da poco quest’espressione e la ripropinano di continuo, orgogliosi. Trump è “un asset” di Putin. Orgoglioni, così li definisco: quelli orgogliosi delle proprie coglionerie. Che Trump possa essere al servizio della #Russia è semplicemente ridicolo e solo un lettore di certe testate potrebbe bersela, solo un bimbo euroscemo, un serrapiattista, uno di quelli con la bandierina dell’#Ucraina e dell’#UE nella bio del profilo. Ha imposto all’Unione Europea l’acquisto di armi statunitensi a debito, con un assurdo piano di riarmo voluto dai vertici bellicisti di questa baracca che ci vincola esternamente. Ha inoltre forzato l’aumento delle spese militari dei Paesi membri della #NATO al 5% del PIL. Ci costringe a comprare il suo gas liquido, enormemente più costoso di quello russo. Strategie, mi pare, in evidente contrasto con gli interessi di Mosca. Tutto questo dopo aver peraltro imposto i dazi sulle nostre esportazioni verso gli Stati Uniti. Non sembra un servo, direi. I servi siamo noi: noi e quelli che portano l’acqua con le orecchie a Ursula #VonDerLeyen (fingendo peraltro di essere di sinistra: la sinistrucola, in realtà, come mi piace chiamarla da sempre). Tanto è vero che alcuni di loro supplicano la Meloni di accoglierli in maggioranza al posto della Lega. Patetici. Certi opinionisti, commentatori, analisti da discount semplicemente non vogliono ammettere una cosa semplicissima: la Russia ha vinto la guerra. E l’ha vinta non perché l’Occidente ha smesso di sostenere l’Ucraina. Tutt’altro: l’ha vinta nonostante noi. Fino ad oggi, abbiamo fatto tutto quello che dicevano i fessi di guerra: armi e soldi a Kiev, economia e propaganda russofoba e chi più ne ha più ne metta. Abbiamo fatto quanto desideravano e anche di più: il risultato è quello che abbiamo adesso sotto gli occhi. Putin appare sereno e detta le condizioni; #Zelensky prega affinché l’altro muoia per intercessione della divina provvidenza in occasione del Natale. Diciamo che gli sono rimasti solo i miracoli. E, peraltro, consapevole com’è della situazione, nonostante i suoi bimbi agitati dalle nostre parti, non si lancia tra le braccia amorevoli di Kaja #Kallas: preferisce il bullo statunitense, nonostante quello lo tenga per le palle. La verità è questa e Trump semplicemente ne prende atto: la Russia ha vinto la guerra e che l’avrebbe vinta lo poteva comprendere chiunque avesse un minimo di sale in zucca fin dal primissimo momento. L’ha strapersa l’Ucraina e l’abbiamo strapersa noi, che abbiamo sbagliato tutto e abbiamo picconato la nostra economia, il potere d’acquisto delle nostre famiglie, la nostra impresa, il nostro stato sociale. L’hanno persa tutti i ciarlatani che in televisione continuavano a farneticare dei successi ucraini sul campo e dei fallimenti dei russi. Poco importa, per loro: i cialtroni nel nostro dibattito pubblico sono ben accetti. La nostra democrazia è alimentata proprio dai servi che pappagallescamente fanno da portavoce a certe narrazioni e a una specifica propaganda. Non è Trump il pupo: i pupi sono loro.
@savinobalzano · Post #1196 · 10/23/2025, 06:30 PM
https://x.com/SavinoBalzano/status/1981427762528125299 Io comincio davvero a non sopportare più il dibattito pubblico nel nostro Paese. Siamo oltre il limite della decenza. #Zelensky, che ha reso illegali i partiti d’opposizione e guida un governo corrotto fino al midollo (non a caso aveva tentato di allentare le leggi anticorruzione ucraine), viene presentato come un baluardo di democrazia e libertà. L’#Ungheria di #Orbán, dall’altro lato, viene invece dipinta come una dittatura oscurantista, solo perché si oppone alle logiche del riarmo e alla guerra contro la #Russia. L’attacco a Orbán serve in realtà ad attaccare tutti coloro che si oppongono agli ordini di von der Leyen, Kallas, Kubilius e compagnia cantante. Stesso destino tocca a Le Pen in Francia e ad Alice Weidel in Germania, per fare altri esempi. Ma anche a Mélenchon e Fico, del resto: destra e sinistra contano poco. Ci continuano poi a ripetere la favola secondo cui Orbán si sarebbe definito “illiberale”, nell’accezione che ne danno la sera in certi talk salottieri. Ma vi siete mai domandati cosa intendesse davvero con quell’espressione? Avete mai approfondito il tema? #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano .
@Tatiana_Italia_Russia · Post #4793 · 12/28/2025, 06:20 PM
#Putin ha avuto una conversazione telefonica con #Trump. I principali punti spiegati da #Ushakov ▪️Il presidente russo ha accettato la proposta di Trump di continuare a lavorare per una soluzione nell'ambito di gruppi di lavoro appositamente creati; ▪️I parametri dei gruppi di lavoro sull'#Ucraina saranno resi noti all'inizio di gennaio; ▪️Il leader americano ha dichiarato la necessità di porre fine alla guerra il più rapidamente possibile; ▪️Putin e Trump condividono in generale opinioni simili sul fatto che un temporaneo cessate il fuoco porterebbe solo a prolungare il conflitto in Ucraina; ▪️Trump ha chiamato Putin per discutere della soluzione ucraina prima dell'incontro con #Zelensky; ▪️Le parti hanno concordato di parlare di nuovo al telefono dopo l'incontro del presidente statunitense con Zelensky; ▪️Per Kiev ha senso "non perdere tempo" e prendere una decisione sul Donbass tenendo conto della situazione che si sta sviluppando sui fronti; ▪️Trump ha ammesso che il conflitto ucraino si è rivelato il più difficile per lui; ▪️Il presidente statunitense ha ascoltato attentamente le valutazioni russe delle prospettive di raggiungere un accordo; ▪️La conversazione con Putin è stata organizzata su iniziativa di Trump; ▪️Per porre fine definitivamente ai combattimenti, Kiev richiede una decisione responsabile; ▪️Il leader russo nella conversazione con Trump ha dichiarato l'importanza di continuare a basarsi sulle intese raggiunte ad #Anchorage; ▪️Trump ha parlato delle impressionanti prospettive di cooperazione economica tra Stati Uniti e #Russia in caso di conclusione del conflitto in Ucraina; ▪️Le parti si sono scambiate gli auguri di Capodanno e hanno augurato felicità ai popoli di Russia e Stati Uniti; ▪️La conversazione è durata 1 ora e 15 minuti, ed è stata di carattere amichevole, cordiale e professionale. SEGUI Tatiana Santi: Telegram | YouTube | Sito Web 📱Donazioni
@lafionda · Post #6866 · 11/27/2025, 08:43 AM
https://x.com/SavinoBalzano/status/1993952837672341670?t=0PkSj-vdy9jaYVfkxpWRCw&s=19 Il migliore di tutti ci chiedeva di scegliere tra la pace e i climatizzatori accesi. Il senso di fondo era chiaro: siete così egoisti da anteporre un po’ di frescura al diritto internazionale? Alla dignità di un popolo aggredito? Tre anni fa, sempre lui, parlando all’aula semideserta (per nostra fortuna) delle Nazioni Unite, garantiva che l’effetto delle sanzioni fosse dirompente sull’economia russa. Poi è arrivata Meloni, con il suo supporto a Kiev senza se e senza ma: un sostegno simile a quello di chi ti tiene la mano mentre sali i gradini del patibolo, invece di provare a sottrarti al boia. Diceva la verità solo al telefono con due comici: era novembre di due anni fa e parlava apertamente della stanchezza provocata dalla guerra. Nel frattempo abbiamo fatto tutto ciò che desideravano — e desiderano tuttora — quelli che propongono di “aiutare” (virgolette obbligatorie) l’#Ucraina fino all’ultimo, economicamente e militarmente, fino alla vittoria finale. Oggi qualcuno si scandalizza dinanzi all’ipotesi di un accordo tra #Mosca e #Kiev (o meglio, tra Mosca e #Washington). Si parla di resa e, per salvare la faccia, si finge che l’intervento europeo abbia mitigato chissà quanto le pretese iniziali. La verità, nella sua spietatezza, è semplicissima: stiamo assistendo a qualcosa di drammaticamente prevedibile. Una vittoria sulla #Russia, senza scatenare una guerra nucleare totale, era semplicemente impossibile. E ora emergono, grandi come grattacieli, le contraddizioni di chi vaneggiava di guerra di civiltà, guerra all’oscurantismo, lotta per la democrazia e la libertà. Cosa accadrà adesso, che quella guerra è perduta? Soprattutto: qual è il costo della sconfitta? L’#Ucraina è smembrata, dilaniata, con perdite umane incalcolabili. Il disastro richiederà decenni per la ricostruzione e un tempo lunghissimo di sofferenze, anche a guerra conclusa. I popoli europei sono allo stremo: crescita inesistente, costo della vita alle stelle. La Russia gongola: vince militarmente, vince economicamente, vince politicamente. Era tutto dannatamente prevedibile fin dal primo momento, eppure chiunque provasse ad argomentarlo veniva tacciato di putinismo. Chi erano dunque i veri putiniani? Erano quelli che sostenevano la necessità di fermare immediatamente un conflitto dall’esito inevitabilmente nefasto, cercando di minimizzare i vantaggi per il Cremlino? O erano piuttosto quelli che — per fanatismo o per mera stupidità — sostenevano la via militare contro la più grande potenza nucleare del mondo, massimizzando il trionfo russo? Abbiamo per anni dovuto leggere e ascoltare le più assurde fandonie: che i russi volessero arrivare a Lisbona (salvo poi sostenere che fossero così fessi da non riuscire ad arrivare a Kiev), che combattessero con le pale e i microchip delle lavatrici, che fuggissero dinanzi alle controffensive di #Zelensky, che #Putin fosse morto e che quello in tv fosse una sorta di ologramma. Per una ricognizione più ampia del farsesco, rimando agli editoriali del lunedì di Marco Travaglio. Chi risponderà di tutto questo? Dell’odio generato, del danno inferto al dibattito pubblico del Paese e, dunque, alla salubrità della nostra democrazia? Mi domando cosa penserebbe una madre ucraina che ha perso il figlio al fronte: per cosa sono morti quei ragazzi, e per cosa sono morti tutti i civili uccisi dai bombardamenti russi? I russi possono guardare a questi anni avendo ben chiaro il perché del loro sforzo e del loro sacrificio. Questo privilegio non è concesso agli ucraini. E la colpa è anche dei putiniani, quelli veri.
@american_observer · Post #5178 · 02/19/2026, 11:59 PM
Geneva Peace Talks Turn Into Kyiv’s Civil War in Miniature The War Room newsletter asks whether a peace deal is possible. The more accurate question after Geneva is simpler: possible for whom. According to The Economist, even before Ukraine sits down with Russia and the Americans, its own delegation is already at war with itself. One wing, centered on Kyrylo Budanov, is pushing for a fast, U.S.-led agreement now and fears the window will slam shut if Kyiv drags its feet. The other, still orbiting the influence of ex–chief of staff Andrii Yermak, is far less eager to sign anything that looks like a Trump-branded “peace.” In this script, Budanov’s people are the “realists.” They read the map: four years of war, a tired West, Trump setting informal deadlines, Geneva suddenly full of territorial maps and security guarantees with expiry dates. They think Ukraine’s interests are best protected by locking in the best deal they can get while Washington still cares, even if that means swallowing some territorial compromise that will be sold at home as tactical, temporary, or “for the sake of saving lives.” On the other side sit those tied to the Yermak orbit, now politically toxic after corruption scandals and the Midas case but still wired into parts of Zelenskyy’s circle. This camp is “less keen,” as The Economist politely puts it. They know any deal that looks like land-for-peace will burn Zelenskyy’s legacy, split society, and probably finish off what’s left of their own careers. Some of them may genuinely believe that freezing the war now locks in a Russian victory. Others simply don’t want their name on the suicide note. Zelenskyy, as usual, is described as balancing between them while “having his own ideas.” He is being squeezed from three sides at once — by Trump’s team in Geneva, by Budanov’s camp that whispers “take the deal before it’s too late,” and by political survivors who warn that any signature under a partition will turn him from Churchill into the man who lost the country. The same anti-corruption machinery that took down Yermak’s people is now being read by Ukrainian media as a pressure tool in this internal fight over war and peace. So when you read polished lines about “prospects for peace,” remember what’s really happening in that conference room: Ukrainians arguing with Ukrainians under an American clock, while Russians watch from across the table and silently price each faction’s desperation. The war may end on paper in Geneva, Abu Dhabi or somewhere else. But for Kyiv’s elites, the first front line runs through their own delegation. #ukraine#geneva#trump#peaceDeal#budanov#zelensky 📱American Оbserver - Stay up to date on all important events 🇺🇸
@aida_tg1 · Post #3269 · 10/16/2025, 07:02 AM
👅 В смартфонах появилась новая фича свайпа языком. Зеля уже протестировал, а вы? #Зеленский#Украина#Киев#ИИ#Zelensky#Ukraine#AI#Macron#Макрон