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Pensiero Verticale

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Psychology

Armare le parole. Costruire il pensiero. Alimentare consapevolezza.

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Posted Apr 19

Milano si accende sotto la Madonnina: in piazza del Duomo migliaia di persone rispondono alla chiamata della Lega, trasformando il centro della città in un’arena politica carica di partecipazione. Nonostante le contromanifestazioni, la piazza si riempie di bandiere, slogan e interventi, con diversi partecipanti intervistati che raccontano il senso della mobilitazione. Dalle voci raccolte emerge un messaggio forte: la remigrazione viene definita “un concetto d’amore”, ma solo se accompagnata da regole chiare e integrazione reale. Sullo sfondo, la rivendicazione dell’identità culturale e storica di Milano e dell’Occidente, da difendere insieme alle proprie tradizioni. #politica#politicaitaliana#governo#notizie#cronaca

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Posted Apr 17

L’anima non è chiamata a diventare ciò che vuole. È chiamata a ricordare ciò che è. Il mondo moderno ci sussurra: «Reinventati, dimentica il passato, crea te stesso dal nulla». Ma l’antica saggezza greca, attraverso la voce di Socrate, ci invita con amore: «Conosci te stesso… e diventa ciò che sei». Questo cammino è sacro, a volte doloroso, a volte drammatico. Perché riconoscere le proprie ferite, le proprie radici e i propri limiti è un atto di profonda guarigione dell’anima. Solo chi si conosce davvero può tornare a casa dentro di sé. E tu che ne pensi? Faccelo sapere nei commenti!

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Posted Apr 15

Biblis sta arrivando. Il 23 maggio a Milano prende vita Biblis – Rassegna della libera editoria: una giornata dedicata a chi crede nei libri come spazio di libertà, ricerca e incontro. Case editrici indipendenti, autori, lettori si ritrovano per condividere idee, storie e visioni. Un programma ricco di conferenze, presentazioni e momenti di comunità. Biblis è un invito: a fermarsi, sfogliare, discutere, scoprire. A ritrovare il senso profondo dell’editoria libera, tra parole che aprono mondi e relazioni che costruiscono futuro. Ti aspettiamo!

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Posted Apr 14

Quasi 6 milioni di stranieri, il 9,1% della popolazione. +143mila in un anno. Non è emergenza: è una trasformazione strutturale gestita senza strategia. Il punto centrale è il lavoro. 2,4 milioni occupati, ma anche il 16,9% dei disoccupati. Significa una cosa semplice: una quota rilevante di immigrazione finisce nei segmenti a bassa produttività. Il risultato è una pressione costante verso il basso su stipendi e diritti, soprattutto per i lavoratori italiani più esposti. Nelle scuole il dato è ancora più netto: oltre 930mila studenti stranieri, quota triplicata in vent’anni. Parallelamente crollano le nascite italiane. Non è percezione: è un cambio demografico reale che lo Stato continua a non governare. Sul piano culturale, l’Islam è la prima religione tra gli stranieri (31%). senza un modello imposto dallo Stato, le differenze non si integrano: si consolidano e diventano fratture. Se lo Stato non impone una direzione, la direzione la impongono i numeri. E quando accade, non si torna indietro.

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Posted Apr 12

Oggi l’Ungheria ha voltato pagina. Dopo 16 anni di governo guidato da Viktor Orbán e dal partito Fidesz, le elezioni parlamentari hanno visto la vittoria del partito di opposizione Tisza, guidato da Péter Magyar. Secondo le prime proiezioni e i risultati parziali, Tisza si avvia a ottenere una netta maggioranza, mentre Fidesz registra una sconfitta chiara. È la fine di un’era politica che ha segnato profondamente il Paese e che ha rappresentato, per molti, un punto di riferimento nella difesa della sovranità nazionale e delle scelte indipendenti dell’Ungheria all’interno dell’Unione Europea. Chi ha seguito con attenzione questi anni non può non provare una certa delusione di fronte a questo cambio di rotta. L’Ungheria si appresta ora a una nuova fase politica, con interrogativi aperti sul futuro del Paese e sul suo ruolo in Europa. La democrazia ha parlato. Ora si vedrà quale direzione prenderà.

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Posted Apr 11

Non una semplice professione, non solo un modo onesto di "portare a casa la pagnotta" ogni giorno, forse nemmeno soltanto una mera passione di talentuosi artigiani dell'inchiostro su pelle, ma una vera e propria missione: quella che unisce arte e vocazione, dove empatia e responsabilità sociale si fondono in un autentico inno all'estro e alla creatività. Ecco a voi il secondo episodio della serie social "Inciso sulla pelle", dedicata al mondo del tatuaggio.

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Posted Apr 9

In un mondo sempre più instabile, la vera sicurezza sembra non essere più qualcosa di garantito: dipenderà sempre di più da come scegliamo di vivere ogni giorno. Questa non è una guida alla rinuncia, ma alla libertà: meno dipendenze, più autonomia. Meno individualismo, più comunità. Meno illusioni, più responsabilità. Forse il futuro non sarà fatto di comfort illimitato. Ma potrà essere costruito su basi molto più solide: consapevolezza, relazioni vere, spirito di adattamento, capacità di affrontare le difficoltà senza delegare tutto agli altri. Prepararsi non significa avere paura. Significa tornare a essere padroni della propria vita. #notizie#cronaca#italia#governo#politicaitaliana

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Posted Apr 5

Pasqua non è solo resurrezione, è trasformazione. Nel caos di oggi, il vero cambiamento è interiore: restare lucidi, consapevoli e umani. Rinascere non è tornare come prima, è diventare qualcosa di nuovo. #accaddeoggi#storia#pasqua#cristianesimo#notizie

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Posted Apr 1

Per vincere a Zenica, in Bosnia, devi essere come il suo stadio pare suggerire: duro,ruvido ma autentico. E quest’Italia, che manca la terza edizione consecutiva di un Mondiale, la lezione sembra averla imparata. Ci è voluta la sofferenza delle grandi occasioni, ma contava il risultato, come nella più classica delle italiche tradizioni calciofile. E non è mancato un pizzico di quell’eroismo, ossia l’aver giocato in 10 per più di un’ora, che tinge di epico una partita che, in fondo, poteva essere persa solo dagli 11 metri, malgrado il coraggio, nonostante lo spirito di lotta dimostrato da un’Italia di cui andare comunque fieri. Serviva una Nazionale così: operaia, “sporca”, senza i filtri di una mentalità da calcio patinato con cui si conquistano le prime pagine, ma non le vittorie. C’è del buono, forse, in questa triste serata bosniaca: ripartire dalla base del calcio, dal rumore e dal furore della gente di Zenica, che ha permesso a un popolo di vedere la gloria di un Mondiale tutto da giocare.

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Posted Mar 31

A Carcassonne il nuovo sindaco, Christophe Barthès, ha fatto una scelta semplice ma potente: lasciare solo la bandiera francese sul municipio, rimuovendo la bandiera europea e quindi ridimensionando l'importanza dell’Unione. Un gesto immediato, concreto, che ha acceso il dibattito. Per qualcuno è provocazione. Per altri, un segnale necessario. Perché il punto è proprio questo: quale Europa vogliamo? Quella dei popoli o quella delle burocrazie? È fondamentale distinguere: una cosa è l’Europa, fatta di storia, identità e civiltà comuni; un’altra è l’Unione europea, sempre più percepita come una struttura tecnocratica che impone regole economiche uniformi, spesso lontane dalla realtà dei territori. Negli anni, questa distanza è cresciuta. Il gesto di Carcassonne non è contro l’Europa. È contro un certo modello di integrazione: quello che mette al centro i mercati invece dei popoli. Perché senza popoli, l’Europa resta solo un’idea. E senza radici, non può durare.

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Posted Mar 29

Lealtà Azione è scesa in piazza con una manifestazione centrata sui temi della sicurezza e dell’identità. Il movimento ha ribadito la necessità di difendere confini, natalità e coesione sociale, indicando però anche l’esigenza di andare oltre una posizione puramente difensiva. Nel messaggio emerso dalla mobilitazione, accanto alla difesa, viene posta l’attenzione sulla ricostruzione di un immaginario collettivo fondato su comunità, famiglia e prospettive future. A fare da sfondo anche recenti fatti di cronaca, tra cui l’accoltellamento di uno studente in Corso Como, citato come esempio di un problema più ampio legato alla sicurezza urbana. Secondo il movimento, la sicurezza rappresenta una condizione essenziale per garantire libertà e fiducia nel futuro. La manifestazione è stata presentata non solo come momento di denuncia, ma come tentativo di indicare una direzione sociale, con l’obiettivo di tradurre il consenso delle piazze in iniziativa sul territorio.

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Posted Mar 25

Sette cani, destinati al mattatoio, trovano la forza di scappare. Ma la cosa più sorprendente non è la fuga: è che restano insieme. Camminano per chilometri, come se sapessero che la salvezza non è solo una direzione, ma una compagnia. In quel viaggio c’è qualcosa di profondamente umano: la socialità che diventa sostegno, la comunità che dà coraggio, la resilienza che nasce dal non sentirsi soli. Eppure, proprio noi esseri umani, così spesso dimentichiamo tutto questo. Presi da una visione individualista, pensiamo di dovercela fare da soli, trasformando ogni difficoltà in una prova solitaria. Ma così perdiamo qualcosa di essenziale: la forza che nasce dal legame, dalla condivisione, dal camminare insieme. I cani non tornano a casa uno alla volta. Ci tornano insieme. Ed è questo, forse, il vero insegnamento. #notizie#cina#animalismo#cani#cronaca

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