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Pubblicato 6 apr

https://x.com/SavinoBalzano/status/1908802475810775512?t=rm6rSLpAqNAIyaoqODxV3A&s=19 La piazza di ieri è stata un grande successo, e il Paese — la parte sana dell’#Italia, la stragrande maggioranza — deve essere grato a chi l’ha organizzata. Avevamo bisogno di lanciare un urlo di liberazione, di indignazione, di rivendicazione. La gente voleva affermare il proprio desiderio di #pace, l’opposizione alla folle corsa al riarmo. Voleva denunciare le atrocità della #guerra, e quella #piazza ha permesso a tantissime persone di farlo. Ieri sera, l’informazione ha minimizzato la portata dell’evento, arrivando persino a mettere l’accento sulla partecipazione di qualche soggetto strampalato. Bene: è la prova che le istanze di quel popolo erano giuste, vere. Se i media tentano di oscurarle o denigrarle — in un Paese in cui domina un’informazione disinformante di regime — non servono altre conferme. E non è finita, vedrete: partirà qualche inchiesta su chi ha organizzato i pullman, ad esempio. Come se fosse un crimine. L’indecenza sarebbe stata ricorrere a risorse pubbliche, magari del Comune di #Roma. Ma queste cose accadono altrove. Ci tengo a ricordare che anche a #Milano una piazza si è riempita, affermando i principi della pace e dell’interesse nazionale: anche a loro è giusto rivolgere gratitudine. Detto ciò, c’è un’ipocrisia di fondo che #Conte non può continuare a ignorare, perché è grande come un grattacielo. Quella piazza è incompatibile con il #PartitoDemocratico. #Schlein poteva anche mandare tutti i parlamentari del mondo, ma quelle istanze sono semplicemente inconciliabili con il partito che guida: l’acqua da una parte, l’olio dall’altra. Conte non può continuare a puntare su temi assolutamente secondari per non rompere, perché qui si parla di una questione sistemica, esistenziale: il #PD è il partito della guerra, delle armi, di questa Unione Europea. Persino più dell’ignavo partito della premier. Se per Conte un dialogo è possibile con Schlein, allora dovrebbe esserlo anche con #Tajani. Strano che escluda quello con #Salvini — lo ha escluso anche ieri sera da #Padellaro, a domanda diretta. Una domanda che mi sembrava di assoluto buon senso. Fossi in Conte, chiamerei Salvini oggi stesso: se la pace è davvero la priorità assoluta per i nostri figli, mi pare un interlocutore decisamente più opportuno di chi vota certe risoluzioni al #ParlamentoEuropeo. Risoluzioni che non contano nulla, sia chiaro: l’#UE è un sistema di ingegneria istituzionale che con la #democrazia non ha nulla a che fare. Un po’ come il PD, che la democrazia ce l’ha solo nel nome. E a proposito: che cosa hanno votato il 2 aprile? "la scelta del regime russo di minare l'ordine internazionale basato su regole e l'architettura di sicurezza dell'Europa e di dichiarare guerra ai paesi europei o di cercare di destabilizzarli al fine di realizzare la sua visione imperialista del mondo, rappresentano la minaccia più grave e senza precedenti per la pace nel mondo (...). L'Ucraina deve essere dotata delle capacità militari necessarie per tutto il tempo che le servirà per riportare una vittoria militare decisiva (...)" Caro Conte, potrai anche trovare con questa gente un’intesa sui colori della segnaletica stradale o sulla riforma del catasto, ma difficilmente potrai mettertici d’accordo su un tema come quello per cui hai chiamato a raccolta la piazza di ieri a Roma. E dunque la domanda che ti rivolgo — ringraziando ancora te e la tua comunità per quanto fatto ieri — è: quanto è importante per te la pace? cosa sei disposto a sacrificare e rivedere? Questo è il punto. Il resto sono chiacchiere.

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Pubblicato 3 gen

https://x.com/SavinoBalzano/status/1875189598319456657?t=9a5eG0px6X75k25wrqeDYg&s=19 So che è trascorso qualche giorno e il tema non è putroppo più al centro del "dibattito pubblico" (vorgolette più che necessarie: è un mero teatrino, uno spanato gioco delle parti). Ad ogni modo ci tenevo a dire che a me il discorso del #CapoDelloStato non è piaciuto per nulla. Ci tengo a dirlo, non tanto per il discorso in sé, che tanto una volta all'anno ti levi il dente e passa la paura, quanto per la reazione allucinante che ogni volta ci riservano la #politica, l'#informazione e tutto il cucuzzaro. Insomma, a voi pare credibile che le parole del #PresidenteDellaRepubblica, ogni santa volta, piacciano proprio a tutti? possibile che, anche come mero incidente statistico, non ci sia mai nessuno che dica: «fermi un attimo! a me l'intervento di fine anno dal #Quirinale è sembrato la solita sagra di semplicistiche banalizzazioni, la solita predica, il solito sermone stucchevole farcito di politicamente corretto!»? Ed ecco che arriviamo, ancora una volta e anche in questa circostanza, a ragionare della qualità della nostra #democrazia: noi, esponenti assai periferici e poco rilevanti di ciò che definiamo #Occidente, così boriosi nel proclamarci culla della democrazia, in realtà in merito ad essa ragioniamo troppo poco. Eppure il discorso di #Mattarella si sarebbe prestato a una quantità enorme di critiche. Il sunto? "Ha stato #Putin". Una roba che ormai non crede più nessuno, forse qualcuno nel #PD e nelle sue scorie stoccate in ciò che si definisce #Centro: «sono spiacente per le liste d'attesa negli ospedali e mi spiace si debba investire in armamenti, ma ha stato Putin e potrebbe attaccare altri (?!) Paesi europei». Nemmeno un briciolo di autocritica, nemmeno un barlume di messa in discussione: la plastica dimostrazione del più totale fanatismo. Nonostante nello stesso discorso si citi #PapaFrancesco, che sul punto avrebbe avuto decisamente da ridire. E poi, il #SergioMattarella che indugia sul #patriottismo, nulla ha da dire su ciò che rende alternative le spese della #difesa a quelle della #sanità? si, insomma, se i soldi non bastano per entrambe ci dovrà essere pure un motivo. Possibile che in tutto questo le regole dell'#eurozona non c'entrino nulla e non meritino alcuna riflessione di sorta? La #precarietà e i #MortiSulLavoro, che ad esempio lo affliggono, perché caratterizzano il nostro mercato del #lavoro ormai da decenni? cosa ha dato origine alla deflazione interna che ne è la madre? Il discorso del Capo dello Stato rispecchia pienamente il nostro tempo: semplificazione estrema, banalizzazione, propaganda politicamente corretta. Il tutto condito con diverse stilettate palesi alla maggioranza di #governo. Questa è la verità: il Presidente della Repubblica rappresenta nel #Paese, da tempo, il garante della compressione dello spazio politico e, dunque, della democrazia. Il tutto in favore di apparati (più d'uno) e forze politiche (principalmente una) totalmente votati alla #tecnocrazia, al #PilotaAutomatico, al #VincoloEsterno (anzi, ai vincoli esterni). Però succede sempre uguale: se anche decidesse di ruttare a reti unificate il 31 di dicembre, il giorno dopo si sprecherebbero le parole di apprezzamento, le leccate di culo. Questa è la verità: siamo in presenza di una vera e propria emergenza democratica (la vera emergenza!) e da essa deriva l'emergenza sociale: nascono dalla crisi della #democrazia e dal declino del Quirinale. In tutto ciò, purtroppo, la #Costituzione non c'entra nulla: è ridotta a un velo, ipocritamente steso a malcelare una situazione divenuta spudoratamente indecente.

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