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Pubblicato 25 apr

https://youtu.be/SA1ijCxOwR8

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Pubblicato 25 apr

Secondo video dell'inchiesta che ci porta dentro il clan dei casalesi.

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Pubblicato 23 apr

https://youtu.be/ESvpL4q06F4

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Pubblicato 23 apr

Iniziamo oggi una serie di video che ci porteranno a conoscere uno dei clan camorristici saliti alla ribalta negli ultimi anni, pur essendo vivo e attivo nella provincia di Caserta da più di trenaticinque anni. Il clan dei casalesi, quando la camorra non è "solo camorra" ma diventa un tutt'uno con Cosa Nostra, con regole e rituali di affiliazione molto simili all'organizzazione siciliana.

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Pubblicato 21 apr

https://youtu.be/8MspsoFZsZA

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Pubblicato 21 apr

Daniele Del Core e Loris di Roberto Quell’estate, il 18enne Loris De Roberto aveva interrotto la sua relazione con una ragazza, durata ben 3 anni. La sua ex ragazza da settembre dello stesso anno frequentava Salvatore D’Orta, ovvero il ragazzo che quel giorno si è trasformato nell’assassino di Loris. La giovane, nonostante la nuova relazione, continuava a cercare Loris. Questo era il motivo per cui Salvatore era geloso di Loris. Daniele Del Core, amico di Loris, quella sera del 28 ottobre, si trovava, come ogni sabato sera, al centro abbronzante che frequentava di solito. Lì sopraggiunse l’assassino per uccidere Loris. Daniele, che non conosceva affatto l’assassino, intervenne solo per sedare la lite scoppiata tra Loris e Salvatore D’Orta e per salvare il suo amico, per questo motivo ha perso la vita. Daniele Del Core muore subito, mentre Loris rimane ferito. Muore qualche giorno dopo, il 5 novembre 2006. Per gelosia ha ucciso a coltellate un ragazzo diciottenne e ne ha ridotto in fin di vita un altro, ha pagato con il sangue e con la vita “lo sgarro” di essere il suo presunto rivale in amore. Salvatore, quando ha ucciso Loris è Daniele, aveva appena 16 anni: due in meno delle sue vittime. E non è un baby-killer o una giovane recluta di un clan. Salvatore, fino a quel momento, non aveva conti in sospeso con la giustizia. Era un adolescente come tanti altri. Ha ammazzato perché non sopportava che la sua ragazza frequentasse nuovamente l’ex fidanzato. Un mese prima, probabilmente, aveva organizzato la prima spedizione punitiva contro Loris De Roberto, finita nel nulla grazie all’intervento di amici comuni. Poi, quel sabato, i due si sono incontrati casualmente dinanzi a un bar di Pozzuoli, sul litorale flegreo, dove abita la ragazzina al centro della contesa. Ne è nato l’ennesimo diverbio, sfociato subito in rissa. Daniele Del Core ha cercato di dividere i due litiganti, ma è stato trafitto dalla lama di un coltello a serramanico impugnato da Salvatore. È morto poco dopo il ricovero in ospedale. Loris De Roberto, invece, è stato ferito gravemente: i medici l’hanno operato d’urgenza per arginare le emorragie interne al polmone e al fegato. Spira dopo una settimana di agonia. Salvatore è stato arrestato durante la notte tra quel sabato e la domenica seguente nella sua casa di Napoli, dove aveva nascosto in una borsa gli abiti insanguinati.

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Pubblicato 19 apr

https://youtu.be/KqSORIA7vKY

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Pubblicato 19 apr

Nicandro Izzo L'appuntato Nicandro Izzo, agente di custodia in servizio presso il carcere Poggioreale, è assassinato nella mattina del 31 gennaio 1983. È raggiunto da un colpo di pistola alla testa, a poca distanza dall'istituto penitenziario e vicino al mercato rionale, da un ignoto motociclista che gli si affianca sparandogli ed uccidendolo sul colpo. Izzo lavora nel carcere napoletano dove da tempo sono state rinvenute armi, stupefacenti e dove sono stati denunciati episodi di violenze di alcuni agenti di custodia nei confronti dei detenuti. Izzo lavora all'ufficio accettazione pacchi, uno dei varchi per l'introduzione di oggetti anche proibiti. Il movente non appare chiaro anche se si è seguita l'ipotesi di una vendetta di tipo camorristico. Nella serata dell'assassinio perviene alla testata giornalistica del "Il Mattino" una rivendicazione telefonica da parte del sedicente "Fronte dei Carcerati". Nicandro Izzo è riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.

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Pubblicato 17 apr

https://youtu.be/9vS0vJomWHk

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Pubblicato 17 apr

Nicolò Piombino Il 26 gennaio 1982 a Isola delle Femmine (Palermo) viene ucciso in un agguato di stampo mafioso il carabiniere in pensione Nicolò Piombino. Colpito dalla criminalità organizzata per la sua collaborazione con le forze dell’ordine nella lotta a Cosa Nostra. memoriaeimpegno.it

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Pubblicato 15 apr

https://youtu.be/Jm153PikHbk

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Pubblicato 15 apr

Michele Borriello Viene ucciso il diciassette novembre del 1981 a Villa Literno, in un agguato teso da un boss perché testimone scomodo di un omicidio di camorra, molto probabilmente si trovava nelle campagne di Villa Literno per una gara di tiro a piattello. Lascia la moglie e due bambine piccole. Michele Borriello è stato riconosciuto vittima innocente della criminalità organizzata. noninvano.it

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