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Pubblicato 17 mar
#Israele: Alcuni funzionari israeliani hanno detto a Fox News che ci vorranno “ancora alcune settimane” per eliminare la minaccia missilistica iraniana.
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Pubblicato 17 mar
#Israele, #Iran: Pubblicamente il Governo israeliano invita i cittadini dell'Iran a scendere in piazza e a manifestare, ma nei dispacci diplomatici condivisi con l'ambasciata statunitense a Gerusalemme, ha riconosciuto che il regime iraniano non solo non si sta indebolendo, ma che i civili che scendono in piazza potrebbero essere brutalmente uccisi se dovessero manifestare. La nota diplomatica è stata condivisa nella giornata di venerdì, a due settimane dall'inizio delle operazioni belliche in Iran, e riconosce come le Guardie della Rivoluzione Islamica continuino ad avere la meglio nella situazione. Ciononostante, il Governo israeliano continua a sperare in una sommossa popolare e chiede agli Stati Uniti di aiutare i manifestanti qualora dovessero scendere per le strade. Le analisi del Governo israeliano sono condivise anche dall'intelligence statunitense, secondo cui il regime iraniano, per quanto indebolito, è ora composto da membri ancora più estremisti e vede l'IRGC esercitare un maggiore controllo. Un regime che ne uscirà, soprattutto, rafforzato. Al momento, nonostante la riduzione delle capacità militari e i colpi inferti alla leadership politica e militare, non ci sono segnali di un regime change. Donald Trump, prima dell'inizio della guerra, ha ricevuto briefing di intelligence che gli avevano notificato la possibilità che l'IRGC potesse uscirne rafforzato: "Non era solo prevedibile. È stato previsto e detto in anticipo", ha dichiarato una persona informata dei fatti al Washington Post. "Non abbiamo i piani per una guerra lunga. La finiremo il prima possibile". Una dinamica che sta indisponendo sempre di più i Paesi del Golfo, costretti a subire gli attacchi iraniani: "Hanno cominciato questa guerra per Israele e ci hanno lasciati da soli ad affrontare gli attacchi". Chi rimane nella leadership iraniana versa in uno stato di confusione e paranoia, con gravi difficoltà di comunicazione. Ma questo non è sufficiente a mettere a rischio il regime.
Pubblicato 17 mar
#Iran: Il Senatore Lindsay Graham (R-South Carolina) ha pubblicato un post sul suo profilo X di commento alla dichiarazione di Donald Trump sulla riluttanza degli alleati. "Non ho mai sentito il Presidente così arrabbiato. L'approccio dell'Europa é stato un fallimento totale. Le implicazioni di questa mancata assistenza saranno profonde sia per gli Stati Uniti che per l'Europa." Per poi sottolineare come in Senato non sia l'unico a voler mettere in discussione l'alleanza tra le parti alla luce degli eventi attuali.
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Pubblicato 17 mar
#Iran: Secondo il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, le IDF avrebbero eliminato stanotte in un attacco aereo il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa Nazionale iraniano Ali Larijani.
Pubblicato 17 mar
#Iran: Joseph Kent, Direttore del National Conterterrorism Center ha rassegnato le dimissioni immediate a seguito della guerra in Iran. "In buona coscienza non posso supportare l'attuale guerra in Iran. L'Iran non costituiva un rischio imminente oer la nostra Nazione ed è chiaro che abbiamo cominciato questo conflitto sotto pressioni di Israele e della sua potente lobby americana", scrive Kent nel proprio comunicato, diretto a Donald Trump. "Fino al giugno del 2025 lei ha capito che le guerre in Medio Oriente sono una trappola che ha rubato all'America vite preziose dei patrioti e ha fatto perdere benessere e prosperità alla nostra nazione." "Come veterano che è stato dispiegato in combattimento 11 volte ed è vedovo di Sharon, morta in una guerra voluta da Israele, non posso essere d'accordo con l'invio della prossima generazione per combattere e morire in una guerra che non ha alcun beneficio per il popolo americano e farà perdere vite americane senza giusitificazione. Prego che rifletterà su quello che stiamo facendo in Iran e per chi lo stiamo facendo. Il tempo per delle azioni coraggiose è ora, può ancora cambiare strada e indicare una strada futura per la nostra Nazione o, altrimenti, può farci sprofondare ulteriormente nel declino e nel caos. È lei a decidere."
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Pubblicato 17 mar
#Iran: Secondo quanto riportato da Reuters sulla base di dichiarazioni ricevute da alti funzionari iraniani, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei avrebbe rifiutato ogni sforzo di mediazione proposto da altri paesi, affermando che "adesso non è il tempo per la pace" e che Israele e gli USA dovranno pagare riparazioni di guerra.
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Pubblicato 17 mar
#Venezuela: In un post su Truth Social, in cui Donald Trump ha parlato della vittoria del Venezuela contro l'Italia nel World Baseball Classic, ha aperto alla possibilità che il Venezuela possa diventare il 51° Stato dell'Unione.
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Pubblicato 17 mar
#Iran: Il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa Nazionale dell'Iran, Ali Larijani, ha pubblicato sul suo profilo X un messaggio diretto a "tutti i musulmani": "Ai musulmani di tutto il mondo e ai governi dei paesi islamici: 1- L'Iran è stato vittima…
Pubblicato 17 mar
L'imperialista isolazionista si è scoperto isolato, o, se preferiamo, possiamo usare altri modi di dire: non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca. Perché, nella terza settimana dall'entrata in guerra contro l'Iran, gli appelli (o lo scarico di responsabilità) di Trump verso gli alleati storici rimangono inascoltati. Il punto di caduta ruota tutto attorno allo Stretto di Hormuz, passaggio attraverso cui circola il 20% del traffico mondiale di petrolio, che l'Iran ha sostanzialmente chiuso e che sembra possa aver anche minato. Secondo l'intelligence statunitense il rischio era stato paventato nelle fasi preparatorie della guerra; eppure la reazione sembra un po' quella del meme di Pikachu sorpreso, visto che siamo in epoca di meme. E, davanti all'impreparazione, si chiede l'intervento degli Alleati per tenere aperto uno Stretto bloccato da uno Stato che però è, contemporaneamente, sconfitto militarmente. Davanti a una generica mancanza di collaborazione, Trump è passato alle minacce, andando a puntare l'indice direttamente ai gioielli di famiglia: senza una collaborazione "sarà pessimo per il futuro della NATO". Il bullismo perpetuo, l'utilizzo dello status di superpotenza tanto come carota quanto come bastone, alla fine, porta gli Alleati a prendere le distanze; e quando si dimostrano disposti a collaborare, vengono raggiunti da scherni pubblici, come è accaduto con il Primo Ministro britannico Keir Starmer: "Non abbiamo bisogno di persone che si uniscono alle guerre dopo che le abbiamo già vinte!", ha scritto Trump su Truth Social il 7 marzo. "Per 40 anni vi abbiamo protetti e voi non volete essere coinvolti. Sono un grande critico di tutta questa cosa del proteggere i Paesi, perché so che noi li proteggiamo ma se avessimo mai bisogno non sarebbero presenti per noi. Lo so da molto tempo", ha dichiarato ieri in una conferenza stampa. La disponibilità del Presidente francese Emmanuel Macron ad aiutare è, su una scala da 1 a 10, "un otto, non è perfetto ma è la Francia", ha commentato. La postura francese, però, è diversa da quella dipinta da Trump e le navi francesi rimarranno nel Mediterraneo orientale. Ma a riassumere bene la vicenda è il Ministro della Difesa tedesco, che ha candidamente dichiarato: "Questa non è la nostra guerra" e "inviare più navi da guerra non aiuterà" a raggiungere una soluzione diplomatica. Per il Vecchio Continente i rischi di prezzi in aumento sono chiari e tangibili, così come il timore di rimanere invischiati nuovamente in una guerra senza fine in Medio Oriente, con il rischio di uno scontro protratto contro l'Iran e le sue forze proxy. E, considerando che non c'è stato alcun attacco contro gli alleati della NATO, sarebbe inappropriato per un'alleanza difensiva entrare nel conflitto, ha dichiarato Nick Carter, ex capo delle forze armate e che ha lavorato per il Ministero della Difesa britannico. Anche da parte italiana, Antonio Tajani, esponente del Governo più vicino all'attuale Casa Bianca, ha chiarito che l'Italia non prenderà parte alla difesa dello Stretto di Hormuz, precisando che nessun Paese europeo ha offerto l'invio di navi da guerra per difendere l'area. Anche Kaja Kallas, l'Alta Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza dell'Unione (o Commissaria), ha fatto sapere che la missione Aspides non verrà estesa al Medio Oriente: "Questa non è la guerra dell'Europa, ma gli interessi europei sono direttamente a rischio".
Pubblicato 16 mar
#Iran: Durante la giornata del 16 Marzo erano circolate voci di come l'Inviato Speciale per il Medio Oriente Steve Witkoff e il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avessero riaperto una linea di comunicazione. Questa notizia è stata immediatamente smentita dal Ministro con un post sul suo profilo X, dove dichiara che è soltanto una strategia per influenzare i mercati ed il prezzo del petrolio.
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Pubblicato 16 mar
#Cuba, #Trump: “Credo che avrò l’onore di conquistare Cuba, che io la liberi o ne prenda il controllo”
Pubblicato 16 mar
#Cuba: Secondo quanto riportato dall'ente energetico statale, la rete elettrica nazionale di Cuba é collassata, lasciando l'isola centro-americana in blackout totale, mentre le sanzioni statunitensi sulla fornitura di petrolio sono ancora in vigore.
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