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PoliticaLa fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda
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Tag: #nato · 8 post
Pubblicato 29 dic
«Chi oggi crede alla pace e ha scelto la via disarmata di Gesù e dei martiri è spesso ridicolizzato, spinto fuori dal discorso pubblico e non di rado accusato di favorire avversari e nemici». Queste parole di #LeoneXIV, pronunciate in occasione dell’Angelus di Santo Stefano, avevano una portata gigantesca. E ovviamente sono state assai poco commentate, quasi marginalizzate dalla nostra informazione. La ragione è semplicissima: il rimprovero del #Papa – perché di questo si tratta – era rivolto principalmente a coloro i quali detengono le redini di ciò che definisce il discorso pubblico. I giornali, i telegiornali, i media tradizionali. E ha perfettamente ragione il Pontefice: tutti quelli che in questi anni hanno previsto quanto sarebbe accaduto e quanto è sotto i nostri stessi occhi ormai da mesi, e ancor di più in queste ore, sono stati insultati, sbattuti in prima pagina e messi al bando, esposti al pubblico ludibrio. Di coloro i quali, per semplice ragionevolezza o buonsenso, sostenevano le ragioni della pace si è fatto un vero e proprio bersaglio propagandistico. https://x.com/SavinoBalzano/status/2005597720011034884?s=20 Pensateci. Quelli che sostengono le posizioni di #Zelensky e del suo governo – l’agenda che fu di #Biden e che ora è di #VonDerLeyen – vengono presentati come irriducibili eroi. Tutti gli altri sono traditori, putiniani (o filoputiniani o filoputinisti: espressioni, peraltro, logicamente e grammaticalmente senza senso. Come dire "filo-comunista" o "filo-fascista": comunista e basta; fascista e basta. No?). Oggi succede che persino Zelensky ci stia scaricando, allineandosi – come prevedibilissimo – ai dettami statunitensi e sostenendo che il 90% ormai è fatto. Eppure si continua a parlare a vanvera nei telegiornali delle 20, affermando che chiunque ritenga inutile il perdurare del conflitto sia più sensibile alle ragioni di Mosca e di #Putin. Così dicono: "più sensibile". Gli stessi, magari, che parlavano di "violazione delle acque internazionali": una sorta di diritto internazionale casereccio, da trattoria, elaborato probabilmente in preda ai deliri prodotti dall’alcol. Le parole di Leone, che peraltro ha ricordato il martoriato popolo ucraino (così lo ha giustamente definito), però restano e pesano come pietre: a essere ridicoli erano coloro i quali sostenevano e sostengono la necessità di vincere militarmente sulla #Russia; che i russi combattessero con pale e microchip, a dorso di muli; che l’#Ucraina fosse parte dell’UE e che fosse necessario scendere in guerra come se fosse anche membro della #NATO; che fosse in atto una guerra di civiltà, con buoni e cattivi divisi dal filo di ferro. Argomentazioni surreali, erette e pompate fino a toccare il cielo, e che oggi ci crollano addosso, sotterrandoci sotto il peso delle nostre ipocrisie. E ancora qualcuno vaneggia della conferenza di Monaco del ’38, con parallelismi storici semplicemente grotteschi, da circo. Ma se davvero di civiltà era questa guerra, come giustificheremo a noi stessi, ai nostri figli e al mondo intero di averla persa? Vorrà forse dire che la civiltà stessa muore con un ipotetico accordo? Come proseguiremo il racconto occidentale, adesso, dopo tutte le balle raccontate? Forse come sempre abbiamo fatto: mentendo, sapendo di mentire.
Pubblicato 15 ott
https://x.com/SavinoBalzano/status/1978459224427655450?t=679kas188UIYdAUbw4citA&s=19 Allora ragazzi, vediamo di fare il punto per capire in che mani siamo. #Rutte sulla #Russia dichiara: «I suoi missili possono colpire tutte le città europee in qualche minuto». Vale a dire — a leggere letteralmente quanto dichiarato dallo scendiletto di #DonaldTrump (ve li ricordate, vero, i messaggini da sottone che gli mandava lo scorso giugno e che Donald ha pubblicato per umiliarlo?) — che oggi, mentre scrivo, in questo preciso momento, la Russia potrebbe attaccare tutte le capitali europee e distruggerle. Potrebbe farlo oggi: adesso. Chiaro il concetto?Bene. I servizi segreti tedeschi — pensa te in che mani sono messi loro (vabbè, basterebbe guardare chi fa il Cancelliere) — per bocca di Martin #Jaeger, capo della Bundesnachrichtendienst (i servizi federali), ammoniscono: «La Russia non esiterà a un confronto militare diretto con la #NATO, se necessario», perché «l’obiettivo numero uno della Russia è l’Europa». Insomma: «Non possiamo restare a guardare e dare per scontato che un possibile attacco russo possa verificarsi al più presto nel 2029». Quindi? Attaccherà prima. Mettiamo assieme le due cose: a) la Russia, oggi, adesso, in questo momento, potrebbe bombardare con l’arsenale nucleare più potente del mondo l’intera Europa trovandoci impreparati (la nostra inadeguatezza è stata confermata anche da Crosetto); b) l’attacco può avvenire “ben prima del 2029”. Che ti propongono? Ovvio: dobbiamo correre alle armi per essere pronti a difenderci nel giro di un decennio. Potrebbe attaccarci oggi, raderci al suolo, ma preferisce attendere il nostro riarmo per trovarci pronti. Poi, il rigurgito antitaliano (ve lo ricordate cosa diceva degli eventuali aiuti all'Italia durante la crisi sanitaria?), il tizio che abbiamo messo a capo della #NATO chiosa: «La Russia è idiota se attacca la NATO». Cos’altro serve per comprendere che tutta questa farsa serve solo a far ingoiare all’opinione pubblica un’enorme spesa in armamenti da sottrarre ad altro? Possibile non rendersi conto del tranello che questi farabutti stanno tendendo, soprattutto alla parte più fragile delle popolazioni europee? A me pare di poter concludere, con una certa serenità, che se a queste storie ci credono davvero, gli idioti sono altri. Utili idioti, magari.
Pubblicato 14 set
https://x.com/SavinoBalzano/status/1967235635556585852 Il fatto che la difesa dell'Unione Europea, che non è uno Stato, sia affidata a un lituano mi pare davvero fuori dalla grazia del Signore. Ad ogni modo, tale #Kubilius afferma che l’#UE debba riarmarsi fino ai denti per essere pronta a fronteggiare l’attacco russo. Un attacco già pianificato da #Putin e che, secondo lui, si verificherà tra tre anni (alcuni riportano cinque). Ora, questa affermazione è così sciocca che basterebbe una sola domanda per mandarla in crisi: oggi la #Russia ha un esercito infinitamente più numeroso e potente di quello di tutti i Paesi UE messi assieme; dispone inoltre di un arsenale nucleare tanto imponente che il nostro appare come una scatola di tric-trac, di quelli che sparano i bambini a Capodanno. Ordunque: perché il #Cremlino dovrebbe attendere tre anni, dandoci il tempo di prepararci, quando potrebbe approfittare della nostra attuale fragilità per arrivare a Lisbona in poco tempo? Che poi a sostenere queste fregnacce sono gli stessi che dicono che Putin in #Ucraina non ha combinato nulla: se non ha combinato nulla contro gli ucraini, che potrà mai fare contro tutta la #Nato? Dettagli. Tra tre anni avremo speso centinaia di miliardi in armi, sottraendoli al futuro e ai nostri figli. Qualcuno domanderà: perché Putin non ci attacca, come disse quel lituano russofobo di Kubilius? E ti risponderanno: non attacca perché ci siamo riarmati. Il riarmo non è uno strumento: è un fine, un obiettivo. La retorica della guerra non va interpretata in ottica esterna: nemmeno tra vent’anni saremmo pronti a fronteggiare i russi. Serve in ottica interna: per controllare e mantenere gli artigli sul potere, soprattutto quando la gente di questa classe dirigente decadente non vuole saperne più nulla. È così difficile capirlo? #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì, alle 17, su Radio Cusano.
Pubblicato 9 set
https://x.com/SavinoBalzano/status/1965368341989675153?t=OOTaMZLEk5ATd9QYmSfuEw&s=19 Ieri uno straordinario #LucianoCanfora ha sottolineato alcuni aspetti che la nostra stampa non vuole proprio ricordare. Era #Mattarella il vicepremier durante i bombardamenti della #Nato su #Belgrado: lo abbiamo ricordato più volte. L’#Ucraina partecipò alle operazioni militari di una guerra unanimemente ritenuta illegale, quella in #Iraq. Nel 2017 #SergioMattarella strinse la mano a #Putin – dopo l’annessione della #Crimea – congratulandosi per la saggezza del leader russo nella gestione della crisi con l’Ucraina. Poi, una domanda: se è vero che a sabotare il #NordStream siano stati gli ucraini, non si deve forse concludere che l’unico Paese ad aver attaccato un membro dell’#UE sia proprio l’Ucraina? Lo chiedo ai bimbi di Von der Leyen e Kallas. Perché queste cose le sentite solo da noi? Perché, come ci ricorda #Canfora, non viviamo in una democrazia. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì, alle 17, su Radio Cusano.
Pubblicato 17 ago
https://x.com/SavinoBalzano/status/1957016348707475597?t=hcAeyOj9nZqa_88MLoPAiw&s=19 Infierire è sempre inelegante, però a volte diventa inevitabile. Quelli che per anni ci hanno raccontato che la #Russia fosse in ginocchio (anche a causa delle nostre temibili sanzioni), che le controffensive ucraine stessero sbaragliando le linee del #Cremlino, che i soldati di #Putin si difendessero con le vanghe e i microchip delle lavatrici, oggi pretendono di spiegarci a che punto sia la trattativa per porre fine al conflitto. Ci dicono, ovviamente, che tutto è un disastro, che #Trump è un fallimento totale e – udite udite – in un servizio televisivo hanno persino avuto il coraggio di affermare che la Russia la guerra non l’ha affatto vinta. Insomma, a sentire loro, avrebbe vinto l’#Ucraina di #Zelensky insieme alla #Nato. Sono gli stessi che sostenevano che Putin avesse tutte le malattie conosciute dalla scienza e anche quelle ancora da scoprire; che fosse in fin di vita, che non comparisse perché ormai allettato, che quello ripreso nei filmati ufficiali fosse un Putin di qualche anno fa o addirittura una controfigura. Quello vero, secondo loro, era steso su una branda, gonfio e coperto di pustole purulente. Che ve lo dico a fare. E questi qua, ancora oggi, ci raccontano animosamente che la trattativa è un fiasco e, soprattutto, ci parlano ancora dei soliti pagliacci che in #Europa continuano a mettere in scena il loro spettacolo da circo. Senza offesa per i clown e per i circhi veri. Non si accetteranno veti all’ingresso dell’Ucraina nella Nato; non si accetteranno veti sull’ingresso nell’Unione Europea (che poi, fossi ucraino, tutto vorrei tranne che entrarci: preferirei altri dieci anni di guerra contro #Mosca); non si accettano compromessi territoriali e, squillino le trombe, è in preparazione un ulteriore pacchetto di sanzioni contro la Russia. Ragazzi, io non riesco più a spiegarmelo tutto questo. Me li immagino, in riunione, questi scalzacani che si dicono tra loro: «Dai, dai, facciamoci una risata! Vediamo come reagiscono stavolta!». Io non posso credere che davvero siano convinti di ciò che fanno: secondo voi – lo domando sinceramente – davvero #VonDerLeyen, #Macron e #Starmer pensano di contare qualcosa? Ieri sera sentivo un commentatore tra i più "autorevoli" sottolineare un punto nevralgico: se l’Ucraina entrasse nella Nato, l’ombrello nucleare di #Parigi si estenderebbe fino a #Kiev. Mecojoni. Già me lo immagino Putin, a tremare di paura.
Pubblicato 15 ago
https://x.com/SavinoBalzano/status/1956248326145552468?t=A5HcKAkqZrSBH5oG0lAtyg&s=19 Vi rendete conto? A stretto giro si incontreranno #Putin e #Trump per provare a mettere finalmente fine alla guerra che da tre anni infuria vicino alla nostra porta di casa. Si incontrano la #Russia e gli #USA. La cosa apparentemente assurda, se ci pensate un attimo, è che all'incontro mancheranno proprio quelli che ci hanno rimesso di più. Paradossalmente, si vedranno quelli che in un modo o nell'altro ci stanno guadagnando. Insomma, che l'#Ucraina ci abbia rimesso non c'è bisogno nemmeno di argomentarlo: è un paese distrutto, un popolo in ginocchio. Ci vorranno decenni e moltissimi soldi (in gran parte probabilmente nostri) per restituirle un barlume di dignità. E poi non ci saremo noi, l'#UE e gli europei in generale. Noi che abbiamo avuto quella guerra quasi fuori dall'uscio di casa, noi che abbiamo impoverito i nostri popoli infliggendo sanzioni a #Mosca che in realtà stavamo pagando, noi che abbiamo perso il nostro rapporto commerciale (principalmente energetico) con i russi, noi che ora siamo costretti a comprare energia costosissima dagli statunitensi, noi che abbiamo dovuto subire l'aumento delle spese militari al 5% del PIL (a proposito, nemmeno Rutte è invitato. Per il semplice motivo che la #NATO è presente se è presente Trump. Il maggiordomo resta a casa a curare le piante), noi che abbiamo mandato giù i dazi fingendo fossero mentine. Ci dicono che questo è un incontro preliminare e che se ne organizzerà presto un altro. Ieri mio figlio ha avuto una crisi di pianto quando gli ho detto che doveva lasciare lo scivolo e gli altri giochi sulla spiaggia: gli ho promesso che ce lo avrei riportato più tardi. Poche ore dopo era nella sua culla a dormire. Stessa dinamica. Solo che lui ha meno di due anni, si consoli: ci può stare. Da un lato, qualcuno potrebbe rispondermi – a ragione – che in realtà non c'è nulla di strano: era una guerra per procura tra Russia e Stati Uniti e adesso quelli si incontrano per fare la pace, per tentare di farlo quantomeno. Dall'altro lato, però, non posso non registrare l'assoluta assenza di dignità da parte di tutti quelli che si sono resi semplicemente ridicoli in questi tre anni. Gente che non contava e continua a non contare assolutamente nulla, ma che ha abbaiato per tre anni come se contasse qualcosa, latrando febbrilmente la propria inadeguatezza. E siamo costretti ancora ad ascoltarli: #Zelensky, dipinto come un democratico mentre è solo l'ennesimo autocrate, che sostiene di non voler concedere territori alla Russia. Come se si potesse concedere qualcosa che un altro si è già pappato. Se li riprenda, allora, se ne è capace. E lo faccia con le sue armi e i suoi uomini. Gente come #KajaKallas, rappresentante della politica estera dell'Unione Europea, ovvero di qualcosa che letteralmente non esiste. Alta rappresentante, la chiamano. Figuriamoci se fosse stata bassa rappresentante. (...) Come faremo a raccontare questa guerra, dopo aver sostenuto che gli ucraini erano come i nostri partigiani, dopo aver affermato che lottassero per la democrazia e la libertà? Cosa scriveremo sui libri di storia, dopo aver dichiarato una guerra di civiltà, contro la barbarie dell'oscurantismo, dopo aver dipinto l'intera Russia come un paese di mostri, di cani senza alcuna ragione? Se avessimo ammesso le nostre responsabilità prima, durante e dopo il conflitto, come ad esempio chiedeva di fare Francesco, ora sarebbe più semplice perdere e trattare col nemico. Ma noi siamo stati vili fino al midollo e adesso ci attende la peggiore infamia, quella che meritiamo.
Pubblicato 11 ago
https://x.com/SavinoBalzano/status/1954819593337237752?t=jkN0booOZzDUJTOQeo03xg&s=19 Da ore continuo a rosicchiarmi febbrilmente le unghie, sudo freddo, vivo momenti costantemente sull’orlo di una crisi di panico. Per forza: ormai – scossoni a parte – pare certo l’incontro tra Trump e Putin per avviare un confronto concreto che porti al cessate il fuoco in #Ucraina. Le richieste dei russi, ovviamente, comprendono il controllo dei territori occupati. Insomma, non serve un esperto per immaginare che, dopo aver sacrificato centinaia di migliaia di uomini, il #Cremlino voglia salvaguardare alcuni punti nevralgici: avere un territorio cuscinetto che contenga la nostra (sic!) avanzata a oriente e – soprattutto – ottenere una sorta di neutralità di #Kiev, che ad esempio si impegni a non aderire alla #Nato. Insomma: l’incontro pare si terrà; la presenza di #Zelensky è assolutamente opzionale, come quella delle tartine al caviale, e le richieste di #Putin – qualora accettate – sarebbero in netto contrasto con la propaganda che per anni ha avvelenato il nostro dibattito pubblico. Quello italiano e quello europeo. Per la verità, anche quello statunitense, fintanto che a guidare quel Paese era l’obnubilato democratico poi soppiantato. E non ci dormo la notte perché mi tremano letteralmente i polsi al pensiero di come potranno viverla alcuni personaggi. Penso alla Presidente della Commissione Europea, ad esempio, che per anni ha dipinto se stessa come una sorta di Giovanna d’Arco, un po’ più cotonata, promettendo il collasso di #Mosca. La mia mente va a #KajaKallas e alle sue affermazioni invasate: la ricordo mentre ci prometteva una roba tipo #Putin in catene, con la palla al piede, trascinato tra le vie delle capitali europee, con la gente a lanciargli ortaggi addosso. Penso a #Macron che, tra le botte prese in famiglia, prometteva di inviare l’esercito in Ucraina a difendere la democrazia e la libertà: le vedeva solo lui. A #Merz (e, per la verità, anche al suo predecessore), che desidera l’esercito più grande del Vecchio Continente per una nuova operazione Barbarossa o qualcosa del genere. Vogliamo parlare di #Rutte? Con la sua fierezza – la stessa di chi l’ha preceduto – prometteva mari e monti e ci preparava alla guerra contro Mosca e i suoi alleati. Fierezza venuta meno di recente, quando si è azzerbinato sotto le caviglie gonfie di #TheDonald. Penso però anche agli italiani illustri: di ieri e di oggi. Incessantemente a chi ci chiedeva di spegnere l’aria condizionata per la pace. Il migliore dei migliori, quello che nemmeno si può nominare senza inchino: Mario #Draghi. Anche la nostra Premier, tuttavia, ha speso moltissima della sua credibilità attorno a questa vicenda: con Kiev fino alla fine dei tempi, diceva. Adesso ci sarà (ancora una volta) da ridere. Per la verità, la sua credibilità l’ha espressa al massimo in una telefonata con due comici, il che è tutto dire. E il #Quirinale? #Mattarella dovrà mandar giù che si tratti col nuovo Reich: questa volta ci tireranno fuori la solfa della conferenza di Monaco del ’38, dell’appeasement, di Chamberlain che – secondo Churchill – aveva scelto il disonore alla guerra e si sarebbe ritrovato la guerra comunque? Staremo a vedere. Ciò che conta, a mio sommesso avviso, è che quanto viviamo fosse del tutto prevedibile: chi è davvero in guerra (direttamente o per procura) si incontra per mettere fine alle ostilità. A rimetterci saranno gli sconfitti e chi ha perso la vita. Tra gli sconfitti ci siamo noi: tagliati fuori da commerci convenienti (penso a quello energetico con la #Russia) e costretti in altre rotte assai meno convenienti, come quella con gli #USA. Tra gli sconfitti, anche la credibilità del nostro dibattito pubblico: assai meno libero e democratico di quanto si voglia sostenere.
Pubblicato 23 giu
https://x.com/SavinoBalzano/status/1937228933243486470?t=Ng4SdGZ5X_YmfS3KxJyl6A&s=19 Desidero dedicare qualche pensiero al signor #Rutte — detto anche Rutto, o Rigurgito. Perché, politicamente, un rigurgito è esattamente ciò che rappresenta per noi. O che dovrebbe rappresentare, ecco. Ci insultava apertamente: nel suo paese, l'Olanda, per esigenze di propaganda elettorale, dipingeva l’Italia come una nazione di nullafacenti e parassiti. Prometteva ai suoi elettori che non avrebbe mai dato un centesimo all’Italia, nemmeno nei momenti più difficili. Il tutto, ovviamente, per guadagnare qualche voto in più. È sempre stato il falco dei falchi, il più “frugale” di tutti. E oggi? Da Segretario Generale della #NATO, si presenta da noi a chiedere soldi. Incredibile. Soldi da spendere in armamenti, contro nemici immaginari, e da sottrarre ai nostri beni essenziali: sanità, scuola, ricerca, trasporti... Un patriota serio — e Giorgia #Meloni diceva di esserlo — lo rimanderebbe a casa in due secondi. Non lo riceverebbe neppure. #BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.