https://x.com/SavinoBalzano/status/1894326101435891724?t=DHW9UCHp6fo5xgthK89hDA&s=19
#Gentiloni: «Noi ci lagnamo un po' troppo di questa #UE, che alla fine è quello che c'è: uno straordinario baluardo di difesa dei servizi universali del welfare».
Il primo premio, senza nemmeno aspettare la fine della giornata, della più grande cavolata del 25/02/2025 se lo aggiudica senza alcun dubbio @PaoloGentiloni.
Ci congratuliamo con #PaoloGentiloni per aver vinto letteralmente a mani basse, non solo: si candida a pieno titolo per il conseguimento della targhetta in ottone per la più grossa fesseria sparata nell'intero 2025 (e, chissà, forse l'arco temporale potrebbe anche allargarsi: ma su questo ci vuole cautela, la concorrenza è forte).
Mi sentirei di dire che, se sparare corbellerie fosse una partita di #tennis, oggi Paolo avrebbe stracciato anche #Sinner.
Non te la prendere Paolì, il giudizio è politico e non c'è nulla di personale, però c'è un limite a tutto: ricordo, ero bambino, negli anni '90, si diceva che la nostra fosse la sanità migliore del mondo, ci si poteva permettere la seconda auto, tanti potevano andare in villeggiatura, si andava in pensione molto prima e cose di questo genere. Cose normali, se ci pensi, cose alle quali tu e i tuoi amici e familiari immagino siate abituati.
Oggi è un disastro a causa dei tagli imposti dall'Unione Europea, operati principalmente dai governi guidati dal tuo partito (compreso quello nel quale tu eri Presidente del Consiglio).
Il nuovo Patto di Stabilità - rispetto al quale come ex Commissario europeo per gli affari economici, hai enormi responsabilità - peggiorerà la situazione.
Il discorso inflazionato sulla #sanità può essere esteso alla #scuola, all'#università, alla #ricerca, agli asili, al supporto alle famiglie e ai fragili, ai #trasporti, alle #pensioni: lo Stato sociale in questo Paese avvizzisce per colpa della politica di gente come te e di uomini come #MarioDraghi (o #MarioMonti), che eleggete a eroi della #Patria.
Te la ricordi quella letterina che proprio #Draghi firmò nel 2011? si chiedeva ad esempio il contenimento di #salari e pensioni, facilitazione dei #licenziamenti: quel programma lo avete realizzato voi, prima sostenendo #Monti (quando "stavamo fallendo" con un debito pubblico enormemente inferiore a quello attuale) e poi andandovi a sedere a Palazzo Chigi in prima persona.
I lavoratori li dovevate rappresentare e tutelare voi, ma l'art. 18 chi lo ha buttato nella pattumiera? i fascisti? #Trump? chi è stato?
Le uniche eccezioni che siete disposti a contemplare rispetto ai limiti di spesa imposti dall'Unione Europea riguardano le #armi: siete questa gente qui.
E allora Paolì è ora di farla finita co 'ste chiacchiere, tocca che cominciate una volta per tutte a fare le persone serie. Avete costretto l'#Italia all'umiliazione, lasciato passare lo stereotipo del paese spaghetti e mandolino che vive oltre le sue possibilità, nonostante siamo costantemente in avanzo primario e contributori netti di quel postribolo che tanto difendete.
Insomma: l'Italia è stata costretta dall'Unione Europea alla svalutazione interna a causa di politici come te che ne hanno svilito la #Costituzione. Pertanto, ti chiedo solo una cortesia: non ci venire pure a prendere per i fondelli, che qui ci girano già abbastanza vorticosamente.
https://x.com/SavinoBalzano/status/1821461688287117818?t=HzbLqxCY92zUNB9Gsw6NKw&s=19
Sulla #Rai e sulle nomine si sta consumando l’ennesimo teatrino, il solito spettacolo con l’#opposizione impegnata a interpretare la parte più ipocrita.
In effetti lo schema è sempre lo stesso: fanno macelli su macelli mentre sono al #governo, per poi addossare a chi viene dopo la responsabilità del loro servilismo e della loro inettitudine.
Alla Rai serve una riforma che la emancipi dalle imposizioni dei partiti, della lottizzazione, dallo spoils system. Viceversa, a rischio sarebbe nientepopodimeno che la democrazia, la #libertà di espressione, il pluralismo. Francamente non avrei alcuna difficoltà a ragionare di una riforma del #ServizioPubblico: ciò che trovo insopportabile è l’ipocrisia di chi ha sempre (compresi i purissimi del #M5S) banchettato grazie alle regole attuali, per poi frignare quando quelle regole vengono applicate da altri. Peraltro, quelle stesse regole le ha scritte il #PD di #Renzi, quando era al governo nel 2015 (e che governo! Stendiamo un velo pietoso). Dov’era il rischio per la #democrazia quando a dettare le regole erano loro? Dov’era lo scandalo quando al governo c’era #Draghi, l’unto del Signore, insieme ai suoi migliori? Dov’era il pericolo per il democratico racconto pubblico quando in sala stampa i giornalisti si genuflettevano e applaudivano (letteralmente!) al messia?
Oggi a chiederlo sarebbe l'#Europa: il tempismo è alquanto curioso, ma c'era da aspettarselo. Male ha fatto, malissimo, chi nell'esecutivo (il partito di maggioranza relativa in primis) ha ingenuamente ritenuto di poter addomesticare la tigre e di poter persino partecipare alla battuta caccia senza diventare la preda.
Lo schema è sempre lo stesso: tagliano quasi 40 miliardi di euro alla #sanità in dieci anni e oggi si struggono per le liste d’attesa negli ospedali; precarizzano il mondo del #lavoro fino al midollo, prima sostenendo #Monti (altro governo che se potessimo dovremmo dimenticare) e poi Renzi, e oggi si percuotono il petto per i contratti a termine e i salari bassi; lustrano gli stivali all’#Ue (ingannando gli italiani con la promessa che lavoreranno meno e guadagneranno uguale se non di più) e poi si stracciano le vesti perché non c’è il becco di un quattrino per la #scuola, l’#università, il #TrasportoPubblico, lo stato sociale in generale.
Uno schema insopportabile, tollerato e supportato da grandissima parte dell’#informazione politicamente corretta (è in questo senso che va letto il rischio per libertà di stampa!) col solito vecchio metodo: celare, dissimulare, occultare le gravissime responsabilità di chi ha sempre governato nell’ultimo decennio, nel maldestro tentativo di addossarle integralmente sulle spalle di chi governa ora. E quando il gioco non riesce, c’è sempre il pericolo #fascismo, #estremismo, #antieuropeismo, #qualunquismo, #populismo, #omofobia e chi più ne ha più ne metta.
#GiorgiaMeloni, dal suo lato, la smetta di fare la docile gattina con #UrsulaVonDerLeyen, perdonandole ogni cosa e scusandosi anche per il nulla: la faccia finita con questi occhi dolci da sottona scaricata! Provi piuttosto ad assumere un atteggiamento più inclusivo con tutti gli alleati di governo, a partire da quelli che teme di più: al centro ci sia l’interesse nazionale e la dignità del Paese che non può e non deve essere descritto come la patria dei barbari ogni qualvolta al governo non siedono i liquidatori al soldo di #Bruxelles.