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Source channel @lambdaexpression · Post #310 · 2月13日

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RT en français

@RTenfrancais · Post #80819 · 2026/05/04 14:50

💬 L'#UE va rencontrer des difficultés en raison de la pénurie d'armes aux États-Unis, a déclaré le commissaire européen à la #Défense, Andrius #Kubilius. « Nous avons un problème structurel. Jusqu’à présent, nous, Européens, achetions près de 40 % d’armes aux États-Unis… Or, comme nous l’apprenons aujourd’hui dans les médias, les Américains ont considérablement épuisé leurs stocks. » RT en français • Osez questionner !

RT France actualités

@rt_fra · Post #40553 · 2026/05/04 14:50

💬 L'#UE va rencontrer des difficultés en raison de la pénurie d'armes aux États-Unis, a déclaré le commissaire européen à la #Défense, Andrius #Kubilius. « Nous avons un problème structurel. Jusqu’à présent, nous, Européens, achetions près de 40 % d’armes aux États-Unis… Or, comme nous l’apprenons aujourd’hui dans les médias, les Américains ont considérablement épuisé leurs stocks. » RT en français • Osez questionner !

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #898 · 2025/02/16 12:37

https://x.com/SavinoBalzano/status/1891103774200013269?t=8cPRGlHMzsYXsNXKLz0hSg&s=19 #Kallas: «I Paesi Ue ora devono anche dire se sono pronti a inviare truppe». Non ci crederete, ma non ho provato livore nel leggere le ultime dichiarazioni dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza: ho riportato per intero il titolo istituzionale perché lo trovo buffo. Buffo perché, nonostante l'appellativo altisonante, nella geopolitica mondiale conta poco meno di una cameriera (o di un impiegato, fate voi, come vi pare). Credo che quella di #KajaKallas sia la tipica disperazione del ludopatico: da cristiani abbiamo forse il dovere di nutrire una qualche compassione. Si, insomma, lei ci aveva creduto, aveva puntato tutto: all-in!, aveva strillato convintamente. Però ha perso, la povera Kaja. Adesso, umiliata con i suoi tristi soci di tavolo, ridotta con le pezze al sedere, si gioca anche gli ultimi spiccioli: l'orologio o la collanina della nonna. Politicamente, s'intende: non si offenda la piccola guerrafondaia d'#Europa. Che figura malinconica la sua: un'estone che pensava di poter determinare qualcosa. Non voglio apparire irriverente con gli amici estoni: però, dai, un pò di realismo... Da questo punto di vista meglio il lituano, tale #Kubilius, il Commissario europeo per la difesa e lo spazio: anche il suo è un ruolo che potrebbe essere ricoperto da Pierino, ma lui ultimamente lo interpreta con maggiore dignità, devo dire. Da qualche giorno tiene la bocca chiusa. Ma la mia curiosità è semplice semplice: come europei non ci siamo resi sufficientemente ridicoli? dov'è il fondo? li vedo ancora scavare. Confidavo in un meno umiliante silenzio, ma ho peccato ancora di eccessivo ottimismo: lo spettacolo continua, si apra il sipario, il circolo ospita oggi la donna cannone!

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1163 · 2025/09/18 16:17

https://x.com/SavinoBalzano/status/1968710660470030519 IL LORO NEMICO NON SONO I RUSSI: SIAMO NOI È DI NOI CHE HANNO PAURA Mi verrebbe da porre un interrogativo davvero semplice: perché #Putin attende? La #Russia, ormai a tutti i livelli istituzionali in #Italia e in #Europa, è descritta come un male assoluto, come una potenza aggressiva animata dalla volontà di espandersi a occidente, recuperando l’antica influenza sovietica, se non addirittura quella zarista. Facciamo che sia così. Allora, mi domando e vi domando: perché il Cremlino non agisce adesso? Il commissario europeo per la difesa, il lituano #Kubilius, afferma che Putin attaccherà tra tre anni. Eppure, stando a quanto la stessa Unione dichiara, oggi noi saremmo assolutamente incapaci di fronteggiare una sua iniziativa. Altrimenti, come si spiegherebbe la necessità di investire centinaia e centinaia di miliardi in armi? E dunque: se lui è già oggi una minaccia tra le peggiori e noi siamo così sguarniti, perché tergiversa? Lo sanno tutti che nella guerra il tempismo è tutto: lo sapeva Napoleone, come lo sapevano i tedeschi con le loro guerre lampo. È proprio un fessacchiotto questo Putin! Questi miliardi su miliardi ci serviranno per farci trovare pronti in tre anni, giusto? E lui attende di trovarci pronti? Davvero non riesco a darmi una risposta logica a questi interrogativi. Oggi i russi dispongono di un esercito infinitamente più numeroso e potente del nostro, e l’arsenale nucleare europeo sembra – dinanzi a quello russo – una scatola di tric trac, le bombette che scoppiano i bambini a Natale. Eppure, stando a quanto ci raccontano ogni giorno, Putin preferirebbe attendere di trovarsi dinanzi un nemico temibile: forse per trovarci più gusto, per non annoiarsi? Anche questa storia dei droni russi che continuano a sconfinare proprio non la capisco. Perché mandarci droni tenuti assieme col nastro adesivo (sic!) se potrebbe mandarci ben altro? Eppure, mandandoceli, si rende conto di metterci in allarme, di renderci guardinghi: la contromossa naturale è innalzare un muro di difesa contro altre incursioni: il muro di droni di cui parla la cotonata, ad esempio. Non sarebbe meglio attaccarci direttamente, senza preavviso? Insomma, a scuola mi hanno insegnato che Stalin non parlò per giorni, tanta fu la sorpresa dell’attacco tedesco. Volutamente mi fermo alla logica: si potrebbe aggiungere molto altro, ma davvero non credo sia necessario. La narrazione propostaci è talmente offensiva e inverosimile che basterebbe un bambino a smontarla. O qualche giornalista serio con il coraggio di fare delle domande. Se solo fosse vero che viviamo in democrazia. Quando, tra tre anni, qualcuno si ricorderà delle dichiarazioni di Kubilius e domanderà che fine abbia fatto l’attacco russo, la #Kallas di turno (o qualche altra invasata) ci risponderà che non c’è stato proprio grazie agli investimenti in armi. Questi cascano sempre in piedi, per chi vuol credere al loro inganno. La narrazione non va interpretata in ottica esterna, ma interna. A questi dei russi non interessa nulla: sanno che Putin non attaccherebbe e che, anche spendendo diecimila miliardi, non avremmo alcuna possibilità di difenderci. I loro nemici non sono i russi: siamo noi. È di noi che hanno paura, di chi (vedi in #Francia) si è stancato di questi autocrati bellicisti e violenti. Sono i maiali della Fattoria degli animali di Orwell: alimentano la narrazione del nemico per controllare tutte le altre creature, che vogliono soggiogare e tenere sotto scacco. C’è solo un rischio, ed è enorme, denunciato molte volte da queste colonne: a lungo andare, dai che ti ridai, qualcuno potrebbe finire col prenderci sul serio e cominciare a vederci come una minaccia. A quel punto, altro che porcospino d’acciaio: i maiali farebbero tutti una brutta fine. E noi con loro, purtroppo.

la fionda📗

@lafionda · Post #6566 · 2025/09/14 15:12

https://x.com/SavinoBalzano/status/1967235635556585852 Il fatto che la difesa dell'Unione Europea, che non è uno Stato, sia affidata a un lituano mi pare davvero fuori dalla grazia del Signore. Ad ogni modo, tale #Kubilius afferma che l’#UE debba riarmarsi fino ai denti per essere pronta a fronteggiare l’attacco russo. Un attacco già pianificato da #Putin e che, secondo lui, si verificherà tra tre anni (alcuni riportano cinque). Ora, questa affermazione è così sciocca che basterebbe una sola domanda per mandarla in crisi: oggi la #Russia ha un esercito infinitamente più numeroso e potente di quello di tutti i Paesi UE messi assieme; dispone inoltre di un arsenale nucleare tanto imponente che il nostro appare come una scatola di tric-trac, di quelli che sparano i bambini a Capodanno. Ordunque: perché il #Cremlino dovrebbe attendere tre anni, dandoci il tempo di prepararci, quando potrebbe approfittare della nostra attuale fragilità per arrivare a Lisbona in poco tempo? Che poi a sostenere queste fregnacce sono gli stessi che dicono che Putin in #Ucraina non ha combinato nulla: se non ha combinato nulla contro gli ucraini, che potrà mai fare contro tutta la #Nato? Dettagli. Tra tre anni avremo speso centinaia di miliardi in armi, sottraendoli al futuro e ai nostri figli. Qualcuno domanderà: perché Putin non ci attacca, come disse quel lituano russofobo di Kubilius? E ti risponderanno: non attacca perché ci siamo riarmati. Il riarmo non è uno strumento: è un fine, un obiettivo. La retorica della guerra non va interpretata in ottica esterna: nemmeno tra vent’anni saremmo pronti a fronteggiare i russi. Serve in ottica interna: per controllare e mantenere gli artigli sul potere, soprattutto quando la gente di questa classe dirigente decadente non vuole saperne più nulla. È così difficile capirlo? #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì, alle 17, su Radio Cusano.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1211 · 2025/11/13 07:03

https://x.com/SavinoBalzano/status/1988865103781900630?t=I6QjkKIejPFxSwe9p2uzYw&s=19 Il Presidente della Repubblica ha convocato, per il prossimo 17 novembre, il Consiglio Supremo di Difesa. Si legge che esso «valuterà le minacce ibride con riferimento anche alla dimensione cognitiva e alle possibili ripercussioni sulla sicurezza dell’Unione europea e dell’Italia». Ebbene, io credo che #Mattarella abbia fatto benissimo. Il Capo dello Stato, a mio sommesso avviso, ha perfettamente colto nel segno: il nostro Paese è a rischio, da tempo, e lo è anche l’Unione Europea. Mi rincuora che finalmente si sia deciso ad agire per difendere l’#Italia. La nostra Costituzione sancisce in modo lapidario che il Paese ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. E, invece, per via di pressioni interne ed esterne, da anni siamo trascinati in una spirale di escalation bellicista che mette a rischio il nostro Popolo. Si continua, senza alcuna prova, a parlare di minacce straniere: prima concrete e militari in senso stretto (si è più saputo nulla di quel drone russo che avrebbe sorvolato il Lago Maggiore a marzo?), e poi, venuta meno la credibilità della narrazione, si è passati alla storia degli attacchi ibridi, come quello che avrebbe colpito l’aereo della Presidente della Commissione Europea. Galoppiamo verso l’economia di guerra: il riarmo europeo e la promessa di aumentare al 5% del PIL le spese militari rappresentano un crocevia definitivo e pericoloso, soprattutto se le risorse verranno sottratte allo Stato sociale. Il tutto in nettissimo contrasto con i nostri principi costituzionali. In ogni fase prebellica che si rispetti si fa ampio ricorso alla propaganda: serve ad alimentare la paura del nemico esterno e a costruirne di interni. Certamente Mattarella vorrà soffermarsi su quanto accaduto a Torino, sul tentativo di tappare la bocca al professor Angelo d’Orsi, come accade peraltro a tutti coloro che intendano esprimere liberamente la propria idea in contrasto con una narrazione che mette in pericolo i nostri figli. Anche questi tentativi risultano infatti inconciliabili col dettato costituzionale che il Colle ha il dovere di difendere. Fa bene poi il #Quirinale a citare le minacce che riguarderebbero l’Unione Europea. Certo, non si comprende bene a che titolo egli, che è a capo delle Forze Armate italiane, si faccia carico della difesa dell’#UE, ma qualche forzatura, di tanto in tanto, ci sta, soprattutto se a fin di bene. Non possiamo più consentire a figure come #VonDerLeyen, #Kallas, #Kubilius e compagnia cantante di alimentare un racconto che vedrebbe i russi in procinto di attaccarci. Abbiamo persino la data: pare che #Putin stia solo aspettando che noi terminiamo di riarmarci, poi sferrerà la sua micidiale offensiva. Non si sa perché, ma preferisce non coglierci impreparati. E anche in Europa la libertà di espressione non se la passa bene: la Commissione inonda di miliardi i giornali amici che alimentano la propaganda serrapiattista (si veda il rapporto The EU’s Propaganda Machine di Thomas Fazi), si licenziano giornalisti che osano fare domande scomode (vedasi la vicenda di Gabriele Nunziati) e si arriva persino a chiudere rapporti bancari a chi mette in luce certi fatti che riguardano la Von der Leyen (come accaduto a Frédéric Baldan dopo la pubblicazione di Ursula Gates). Insomma, l’Italia e l’Unione sono bersagliate da minacce concrete, reali, pericolose: minacce interne, evidentissime. Il Capo dello Stato certamente coglierà anche l’occasione per denunciare come le imposizioni neoliberali di #Bruxelles, mettano a rischio la tenuta della nostra sanità, della scuola, dell’università e di molti servizi pubblici essenziali, che sottendono diritti universali sanciti dalla Costituzione. E, quando si tratta della Carta, il Quirinale – che ne è formalmente il custode – non guarda in faccia nessuno. Ho anche apprezzato il riferimento alla “dimensione cognitiva” nell’ordine del giorno. Sul punto, però, non serve alcuna argomentazione: parlano certi tatuaggi...

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1155 · 2025/09/14 14:53

https://x.com/SavinoBalzano/status/1967235635556585852 Il fatto che la difesa dell'Unione Europea, che non è uno Stato, sia affidata a un lituano mi pare davvero fuori dalla grazia del Signore. Ad ogni modo, tale #Kubilius afferma che l’#UE debba riarmarsi fino ai denti per essere pronta a fronteggiare l’attacco russo. Un attacco già pianificato da #Putin e che, secondo lui, si verificherà tra tre anni (alcuni riportano cinque). Ora, questa affermazione è così sciocca che basterebbe una sola domanda per mandarla in crisi: oggi la #Russia ha un esercito infinitamente più numeroso e potente di quello di tutti i Paesi UE messi assieme; dispone inoltre di un arsenale nucleare tanto imponente che il nostro appare come una scatola di tric-trac, di quelli che sparano i bambini a Capodanno. Ordunque: perché il #Cremlino dovrebbe attendere tre anni, dandoci il tempo di prepararci, quando potrebbe approfittare della nostra attuale fragilità per arrivare a Lisbona in poco tempo? Che poi a sostenere queste fregnacce sono gli stessi che dicono che Putin in #Ucraina non ha combinato nulla: se non ha combinato nulla contro gli ucraini, che potrà mai fare contro tutta la #Nato? Dettagli. Tra tre anni avremo speso centinaia di miliardi in armi, sottraendoli al futuro e ai nostri figli. Qualcuno domanderà: perché Putin non ci attacca, come disse quel lituano russofobo di Kubilius? E ti risponderanno: non attacca perché ci siamo riarmati. Il riarmo non è uno strumento: è un fine, un obiettivo. La retorica della guerra non va interpretata in ottica esterna: nemmeno tra vent’anni saremmo pronti a fronteggiare i russi. Serve in ottica interna: per controllare e mantenere gli artigli sul potere, soprattutto quando la gente di questa classe dirigente decadente non vuole saperne più nulla. È così difficile capirlo? #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì, alle 17, su Radio Cusano.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1224 · 2025/12/02 09:51

https://x.com/SavinoBalzano/status/1995792650130088293?t=f4CxZBvmoT62i7qrSoNwuQ&s=19 Non è affatto un caso che il leader europeo più scatenato nel comune fronte bellicista del vecchio continente sia proprio #Macron. La questione della guerra in #Ucraina affonda radici profonde, ben al di là, purtroppo, dei destini dei Paesi in guerra e dei popoli coinvolti. Che i destini della gente ucraina interessassero davvero alle classi dirigenti, impegnate nell’alimentare l’escalation, poteva crederlo solo qualche sprovveduto o qualche politicante da strapazzo in malafede. Pappagalli e imbroglioni, insomma. A nessuno è mai interessato nulla, nella storia dell’uomo, di chi soffre, di chi subisce torti, di chi affronta una sopraffazione. Forse è interessato solo a Cristo e a pochi altri. La verità è che dei più sfortunati importa solo alla gentaglia che vuole trarre vantaggi, profitto, da quelle disgrazie. Ed è il caso dei leader decadenti europei. Guardateli, immaginateli uno di fianco all’altro: Macron, il più sfigato di tutti, #Merz, #Starmer. Gente senza legittimazione democratica. Qualcuno mi sa spiegare cosa sia un leader, un capo di governo, un capo di Stato, senza popolo? Per chi governa e, soprattutto, chi rappresenta? Rappresentano se stessi e grumi di potere sotterraneo, carsico, velenoso. Macron, tra loro, è quello maggiormente in difficoltà (agli altri manca un occhio, a lui entrambi): perde un’elezione dietro l’altra, i suoi consensi sono ai minimi termini, puntella un governo dopo l’altro mentre cade a pezzi, imponendoli a un Paese allo stremo delle forze. E cosa dire delle élite europee? #VonDerLeyen, l’estone (!) Kaja #Kallas, il lituano (!) #Kubilius: chi li ha eletti? Chi confida tanto in loro da lasciarsi guidare in un conflitto contro la più grande potenza militare del mondo? Nessuno. Anche le loro poltrone scricchiolano e devono anche loro dare risposte ai veri padroni. Cosa c’è di meglio della guerra per incollarsi al potere? Il nemico esterno, imminente più che incombente, costringe i popoli a turarsi entrambe le narici e a coprirsi entrambi gli occhi. Financo a tapparsi le orecchie pur di fronteggiare la minaccia. E allora si arriva a bere di tutto, con un sistema mediatico asservito alla peggiore propaganda di regime. Resta una piccola questione ai margini, che poi piccola non è per nulla. Gli europei sono moscerini dinanzi all’orso russo e non sarebbero mai in grado di fronteggiarlo senza gli Stati Uniti, i quali sono oggi fortunatamente guidati da un Presidente, #Trump, più isolazionista del rimbambito predecessore, meno manovrabile della marionetta che c’era fino a pochi mesi fa. E dunque serve un incidente, un grave incidente che costringa gli Stati Uniti a intervenire. Questo si va cercando con una provocazione dietro l’altra. Se dovesse accadere, sarebbe la fine: viviamo la fase più delicata dall’inizio del conflitto.

la fionda📗

@lafionda · Post #6807 · 2025/11/13 07:31

https://x.com/SavinoBalzano/status/1988865103781900630?t=I6QjkKIejPFxSwe9p2uzYw&s=19 Il Presidente della Repubblica ha convocato, per il prossimo 17 novembre, il Consiglio Supremo di Difesa. Si legge che esso «valuterà le minacce ibride con riferimento anche alla dimensione cognitiva e alle possibili ripercussioni sulla sicurezza dell’Unione europea e dell’Italia». Ebbene, io credo che #Mattarella abbia fatto benissimo. Il Capo dello Stato, a mio sommesso avviso, ha perfettamente colto nel segno: il nostro Paese è a rischio, da tempo, e lo è anche l’Unione Europea. Mi rincuora che finalmente si sia deciso ad agire per difendere l’#Italia. La nostra Costituzione sancisce in modo lapidario che il Paese ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. E, invece, per via di pressioni interne ed esterne, da anni siamo trascinati in una spirale di escalation bellicista che mette a rischio il nostro Popolo. Si continua, senza alcuna prova, a parlare di minacce straniere: prima concrete e militari in senso stretto (si è più saputo nulla di quel drone russo che avrebbe sorvolato il Lago Maggiore a marzo?), e poi, venuta meno la credibilità della narrazione, si è passati alla storia degli attacchi ibridi, come quello che avrebbe colpito l’aereo della Presidente della Commissione Europea. Galoppiamo verso l’economia di guerra: il riarmo europeo e la promessa di aumentare al 5% del PIL le spese militari rappresentano un crocevia definitivo e pericoloso, soprattutto se le risorse verranno sottratte allo Stato sociale. Il tutto in nettissimo contrasto con i nostri principi costituzionali. In ogni fase prebellica che si rispetti si fa ampio ricorso alla propaganda: serve ad alimentare la paura del nemico esterno e a costruirne di interni. Certamente Mattarella vorrà soffermarsi su quanto accaduto a Torino, sul tentativo di tappare la bocca al professor Angelo d’Orsi, come accade peraltro a tutti coloro che intendano esprimere liberamente la propria idea in contrasto con una narrazione che mette in pericolo i nostri figli. Anche questi tentativi risultano infatti inconciliabili col dettato costituzionale che il Colle ha il dovere di difendere. Fa bene poi il #Quirinale a citare le minacce che riguarderebbero l’Unione Europea. Certo, non si comprende bene a che titolo egli, che è a capo delle Forze Armate italiane, si faccia carico della difesa dell’#UE, ma qualche forzatura, di tanto in tanto, ci sta, soprattutto se a fin di bene. Non possiamo più consentire a figure come #VonDerLeyen, #Kallas, #Kubilius e compagnia cantante di alimentare un racconto che vedrebbe i russi in procinto di attaccarci. Abbiamo persino la data: pare che #Putin stia solo aspettando che noi terminiamo di riarmarci, poi sferrerà la sua micidiale offensiva. Non si sa perché, ma preferisce non coglierci impreparati. E anche in Europa la libertà di espressione non se la passa bene: la Commissione inonda di miliardi i giornali amici che alimentano la propaganda serrapiattista (si veda il rapporto The EU’s Propaganda Machine di Thomas Fazi), si licenziano giornalisti che osano fare domande scomode (vedasi la vicenda di Gabriele Nunziati) e si arriva persino a chiudere rapporti bancari a chi mette in luce certi fatti che riguardano la Von der Leyen (come accaduto a Frédéric Baldan dopo la pubblicazione di Ursula Gates). Insomma, l’Italia e l’Unione sono bersagliate da minacce concrete, reali, pericolose: minacce interne, evidentissime. Il Capo dello Stato certamente coglierà anche l’occasione per denunciare come le imposizioni neoliberali di #Bruxelles, mettano a rischio la tenuta della nostra sanità, della scuola, dell’università e di molti servizi pubblici essenziali, che sottendono diritti universali sanciti dalla Costituzione. E, quando si tratta della Carta, il Quirinale – che ne è formalmente il custode – non guarda in faccia nessuno. Ho anche apprezzato il riferimento alla “dimensione cognitiva” nell’ordine del giorno. Sul punto, però, non serve alcuna argomentazione: parlano certi tatuaggi...

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1245 · 2025/12/30 09:54

https://x.com/SavinoBalzano/status/2005938866033742141?s=20 C’è un’asimmetria, l’ennesima, quasi esilarante nella sua tragicità. Se un aeroplanino di carta svolazza in qualsiasi città europea è colpa di #Putin, dei russi, della guerra ibrida, e presagisce l’arrivo dei cosacchi nelle nostre città. Qualche poveraccio parlò persino di Lisbona: meglio non dimenticarlo mai. Ne abbiamo sentite di tutti i colori: i droni sul Lago Maggiore, in Italia, e quello sulla sede di Leonardo in provincia di Varese, poi rivelatosi il segnale GSM di una famiglia che cercava disperatamente di migliorare la propria connessione internet. Ricordo anche l’aereo di Ursula, costretto a un atterraggio di emergenza a causa di un attacco informatico russo, negato persino dai piloti dell’apparecchio stesso. Poi i droni in Polonia, tenuti assieme dal nastro adesivo e dolcemente adagiati sui tetti delle case. Recentemente ho letto su un autorevolissimo giornale, di cui oggi ci si preoccupa di salvaguardare i giornalisti indipendentissimi: «La guerra di Putin uccide in Finlandia: i lupi sconfinano e fanno strage di renne». Non ci credete? Andatevelo a cercare. Poi accade una cosa: più di novanta droni prendono di mira la residenza privata di Putin e, ovviamente, sorgono mille dubbi e perplessità. Per carità, in guerra la verità assoluta non la conosce mai nessuno: siamo letteralmente inondati di propaganda da una parte e dall’altra. Ma ad apparire leggerissimamente risibile, circense come al solito, clownesco, è il differente metro adottato. Quando a parlare è la propaganda di Kiev, i nostri conduttori di telegiornale sono in ginocchio a ricevere la rivelazione; quando parlano gli altri, emerge tutto il loro giornalismo d’inchiesta, quello che preferisce le domande alle risposte, tutti a schiena dritta. Se parla #Zelensky, si reagisce come fosse la reincarnazione di Churchill; se a parlare e Putin, si parla dello Zar. Ascoltavo ieri sera, in un TG delle 20, un signore dalla narrazione incerta (uno di quelli che ,dopo ogni parola, hanno bisogno di fare “ehm”, “mhm” e altri suoni simili) domandarsi, con un’espressione davvero intelligente, qualcosa del tipo: «che poi, che senso avrebbe un attacco simile in questa fase dei negoziati?». Oh bella! Che quesito finissimo, quanta arguzia, quanta raffinatezza! Con questa domanda ci si siede letteralmente di culo a terra. E chi potrà mai anche solo tentare di rispondere a una domanda tanto insidiosa? Proviamoci. E voglio farlo con una scortese risposta sotto forma di un’altra domanda. Comprendo che non sia proprio elegantissimo, ma presumo che in questa circostanza possa risultare proficuo. Ebbene, assai più modestamente e molto meno autorevolmente, oso domandare: immaginate Zelensky, #VonDerLeyen, #Kallas, #Kubilius, #Macron, #Merz, #Starmer e compagnia cantante. Togliete alle loro leadership e alla loro narrazione la guerra. Cosa rimarrebbe di queste assolute nullità, di questi capi senza popolo, di questi politici senza consenso e legittimazione? Cosa resterebbe di molti di loro, peraltro assediati dalla corruzione che li vede protagonisti e che in gran parte li circonda? Cosa resterebbe di un apparato di potere visibilmente compromesso e corrotto? Nulla, assolutamente nulla. E come giustificare, peraltro, l'immane investimento in "difesa" che arricchisce pochi e affama moltissimi? Ecco perché, per qualcuno, le trattative in corso rappresentano un pericolo senza precedenti. In ballo c’è la sopravvivenza di un sistema malefico. Il piccolissimo dettaglio è questo: il crollo di quel sistema è proprio quanto di meglio possa accadere per i popoli oppressi che finge di rappresentare.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #770 · 2024/10/10 08:34

https://x.com/SavinoBalzano/status/1844295378201362497?t=n43pUE2DKurTV8v8Z6wJXw&s=19 Solo dei pagliacci potrebbero cantare #BellaCiao senza comprendere il senso stesso di quella canzone. Cos'è per voi Bella Ciao? L'ideologia bellicista di #VonDerLeyen, di #Kallas, di #Kubilius? Cos'è per voi Bella Ciao? Il tradimento costituzionale impostoci dall'#UE? L'#austerità? Il pareggio di bilancio? Il #PattoDiStabilità? Chi canta quella canzone, nelle istituzioni e nelle piazze, è spesso complice del picconamento dello stato sociale, della vessazione della parte più fragile delle popolazioni dell'#Europa. Siete ridicoli. La mia a #5Notizie, #RadioCusanoCampus.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1212 · 2025/11/13 19:40

https://x.com/SavinoBalzano/status/1989053055275278761?t=FM2CL51mOPSrIBZfTz4NUw&s=19 Confronto schietto con #Vannacci. Per anni ci hanno raccontato che la #Russia fosse in ginocchio, economicamente e militarmente. La verità è che l’#Ucraina è ormai al tracollo, mentre i russi continuano ad avanzare inesorabilmente: per colpa nostra pagherà un prezzo molto più alto di quello che avrebbe pagato se non avessimo sabotato i negoziati di Istanbul. I nostri giornali confermano ogni giorno che non viviamo in una vera democrazia. Il #CorriereDellaSera chiede un’intervista a #Lavrov e poi, non contento delle risposte, decide di non pubblicarla: si chiama censura. Una guerra che è costata molto anche ai popoli europei, fiaccati da un’economia di guerra imposta da classi dirigenti decadenti e delegittimate. Citofonare a #VonDerLeyen, #Kallas, #Kubilius, #Macron, #Merz e compagnia cantante. I ragionamenti di #RobertoVannacci mi sono apparsi estremamente lucidi e andrebbero ascoltati ed eventualmente confutati nel merito. Cosa fa invece la nostra straordinaria informazione? Parla di #fascismo. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su @RadioCusano. Oggi con @RoVannacci.

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